Questo post sarà, date le premesse, inevitabilmente un po' "crackpottoso" ma tranquilli: ci sono SuperBP, SuperDD (senza T) e SuperOrangeCat che vigileranno sulla serenità dei vostri sonni. Quindi non agitatevi: io posso impazzire, loro per fortuna no.
Comincio. Da ragazzo nutrivo un vivo e forte interesse verso gli UFO, allora un argomento molto in voga e io ero solo uno dei tanti irretiti da questi soggetti che, mutatis mutandis, alla fine non erano altro (cosa di cui però mi resi veramente conto solo molto dopo, quando ragazzo avevo smesso ormai di esserlo da un bel po') che una versione riveduta e tecnologicamente aggiornata e corretta degli antichi cespugli roventi, madonne lucenti e piangenti ecc.
La sola differenza tra me e gli altri era che io non guardavo a questi "UFO" e ai loro ipotetici occupanti come "salvatori" o a secondi possibili "messia"; li pensavo invece come a esseri in carne e ossa (o equivalenti ma allora non andavo tanto per il sottile con i distinguo) e pensavo agni "UFO" esattamente come a qualunque altro veicolo: un qualcosa che sfruttasse energie e leggi fisiche per fare quanto erano stati pensati per fare: muoversi in qualche modo da un punto all'altro.
E quindi, se erano veicoli, dovevano avere un motore in grado di spostarli e soprattutto un modo di raccogliere e consumare energia sotto forma di qualche tipo di carburante che facesse da vettore. Inoltre, spaziali o no, terrestri o extraterrestri, dovevano sottostare alle stesse leggi fisiche a cui sottostava tutto il resto di quanto conoscevo del mondo e dell'universo. In particolare, se per il resto del mondo valeva la proprietà della velocità della luce di essere una velocità limite e invalicabile, lo stesso doveva valere, senza eccezioni, anche per gli stessi UFO e i loro occupanti. Inoltre doveva valere la "proprietà" che, se per caso va storto qualcosa in volo, semplicemente son cazzi amari per tutti, terrestri o extraterrestri che siano. Si muore e basta, non ci sono miracoli per nessuno.
Ora, nonostante gran parte dei cosiddetti "avvistamenti" fossero in realtà fischi per fiaschi (aerei in volo soprattutto o, in tempi più recenti, anche qualche grosso satellite) o più spesso ancora fossero balle fiorite e annaffiate, vi erano comunque delle caratteristiche che si ripetevano con una certa costanza che, nella mia ingenuità di allora, mi avevano portato a pensare che, se erano costanti, qualche fondamento dovevano pur averlo. Che potessero essere "costanti" semplicemente perché tutti raccontavano e ripetevano la stessa storia, allora proprio non avevo né la perspicacia né la maturità necessaria a comprenderlo.
Comunque sia, gli "indizi" nel loro insieme, inclusi quelli relativi a supposti eventi catastrofici e ad alcune loro peculiarità, mi avevano indotto a pensare, anche sulla base di letture in quel momento freschissime (ma comunque divulgative!) sulle possibilità di innescare e sfruttare la fusione nucleare in plasmi confinati all'interno di campi magnetici instaurati in una struttura toroidale (i famosi tokamak) che proprio questa fosse la chiave di volta del funzionamento sia dei motori di queste macchine, sia della loro attitudine a fungere da motori interstellari allorché venissero accelerati a velocità relativistiche, di fatto pari alla velocità della luce rispetto al punto di partenza del viaggio.
In questo scenario andrebbero soddisfatte tre condizioni, due tecniche e una etica. Quest'ultima consiste semplicemente nell'accettare, da parte di un possibile "spaziale", il fatto puro e semplice che questo significa l'esilio definitivo se non dal proprio mondo di origine, sicuramente dal proprio tempo e dalla propria cultura; le altre due, tecniche, sono 1) il possesso di una tecnologia tale da garantire il controllo del plasma in fusione confinandolo ALL'ESTERNO della macchina anziché al suo interno e 2) la capacità di viaggiare costantemente a velocità relativistiche tali da assicurare che il gas interstellare sia di fatto, lungo la rotta, sempre abbastanza "denso" da fungere da "rifornitore" di carburante per tutto il viaggio o almeno durante le (lunghe) fasi di accelerazione e decelerazione del veicolo, visto che questo, date le distanze da percorrere, non potrebbe mai avere un serbatoio abbastanza grande da portarsi da casa tutto il carburante che serve.
La domanda che ora vorrei porre a qualche astrofisico è: ammesso che si riuscissero a soddisfare due di queste tre condizioni (accettazione della condizione di esilio e un'evoluzione tecnologica sufficiente a garantire il controllo di un plasma non racchiuso in una camera interamente solida - anche se ovviamente un qualche tipo di "gabbia" va comunque costruito), la terza condizione (assicurare, grazie alle velocità relativistiche del veicolo, un approvvigionamento sufficientemente consistente e "denso" di gas interstellare per sostenere l'intero viaggio) è, almeno teoricamente fattibile o no?
(nel frattempo che leggete il post scappo per non essere picchiato!

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