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Potere di Int. di un interruttore e calc. appros. della Icc

Progettazione, esercizio, manutenzione, sicurezza, leggi, normative...

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[1] Potere di Int. di un interruttore e calc. appros. della Icc

Messaggioda Foto UtenteGabbo93 » 19 lug 2017, 10:38

Salve a tutti, sfrutto questo unico post per porvi due dubbi nell'ambito dell'impiantistica.

1)Calcolo approssimativo delle correnti di ctocto:

Ho studiato questo argomento dalla prima appendice del libro:"Fondamenti di sicurezza elettrica"del Prof. Ing. Vito Carrescia.

Nella trattazione del libro si parte col determinare l'Impedenza della rete,(lato ente esercente fino al punto di dispaccio), a monte del trasfo.

L' ente distributore ci fornisce una Pcc,3f e da questa ricaviamo l'impedenza Za= 3(Uo)^2/(Pcc,3f); dopo di che determinerò facilmente Ra e Xa stimando il cos(phi,cc) tra 0,1 e 0,2.
Il procedimento è semplice... MA, il dubbio mi sorge perché nella trattazione viene asserito che il valore di Za trovato in questo modo, è già riportato al secondario del trasfo, mentre, io ritengo che sia una valore da riportare e quindi moltiplicare per (N2/N1)^2.(tenendo presente che nella formula non vi è nulla che mi faccia pensare ad un valore riportato al secondario del trasfo.)

Anche perché subito dopo dice che, nell'eventualità che il punto di dispacciamento e il trasfo(lato MT) siano lontani, dovrò tenere conto del valore di resistenza e reattanza di quella linea,in mt, e riportarle al secondario del trasfo.

2)Potere di Interruzione:
Sempre dal Carrescia, ho studiato che il potere di interruzione si divide in PI di servizio e PI estremo.

Ho compreso cosa sono e il libro da delle linee guida su come tenerne conto in un progetto (Ics per i guasti degli utilizzatore(più frequenti), mentre Icu per tener conto della Icc,3f che si può localizzare nel punto in cui è installato l'interruttore... chiaramente, poi, in funzioni delle esigenze e del budget dell'impianto e l'ingegnere a valutare a quale dei due far riferimento al momento della scelta.)

Il mio dubbio, sorge (anche qui), quando introduce il Potere di Interruzione di cto cto, Icn.

Il libro dice che per gli impianti domestici esso corrisponde a ,Icn=Icu, e che la norma CEI stabilisce un determinato rapporto, standardizzato, tra Ics/Icu in funzione del valore di Icn.

Al che ho aperto google è cercato un catalogo... quello che ho trovato, nella scheda tecnica di un interruttore, è che:
Icn=6kA
Ics=7.5KA
Icu=10KA

La norma effettivamente dice che in funzione di un Icn=6KA, deve corrispondere un Ics/Icu = 0.75, MA, viene meno quanto detto inizialmente, cioè Icn corrisponde con Icu(??).

Anche perché, se mi vien dato Ics e Icu, qual è l'utilità, a questo punto, di avere anche l'Icn? Quei 6KA come dato a cosa mi servono?
Da una ricerca su google ho letto, che sono dati che fanno riferimento a normative CEI diverse, uscite in diversi momenti. Però, se questo fosse l'effettiva spiegazione di tutto il mio dubbio, non capisco come possano esistere due norme che facciano si che l'interruttore abbia diversi valori, in funzione della norma a cui mi riferisco, di Potere di Interruzione. (?????????) :shock: :shock: :shock:

Ringrazio, in anticipo, tutti coloro che spenderanno del tempo per il mio post.

Saluti :)
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[2] Re: Potere di Int. di un interruttore e calc. appros. della

Messaggioda Foto UtenteGoofy » 19 lug 2017, 15:19

Gabbo93 ha scritto: non capisco come possano esistere due norme che facciano si che l'interruttore abbia diversi valori, in funzione della norma a cui mi riferisco,


Una norma (ambienti civili, utente senza competenza) prevede un numero maggiore di apri / chiudi dell'interruttore rispetto all'altra (industriale, personale competente) quindi ha un valore minore del potere di interruzione.
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[3] Re: Potere di Int. di un interruttore e calc. appros. della

Messaggioda Foto UtenteGabbo93 » 19 lug 2017, 15:39

Quindi io quello stesso interruttore, posso usarlo sia per ambienti civili, che per impianti industriali?
Solo che se lo uso per ambienti civili, devo tener presente l'Icn, mentre se lo uso per impianti industriali Ics e Icu?
Inoltre l'interruttore come fa a distinguere che è applicato ad un impianto civile e non ad uno industriale o viceversa?
Se lo usassi per un impianto industriale perché mi interesse un Ics di 7.5kA, non rischio che già al valore di 6KA entri in funzione, aprendo in un momento non richiesto?
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[4] Re: Potere di Int. di un interruttore e calc. appros. della

Messaggioda Foto Utenteandreandrea » 19 lug 2017, 17:50

Gabbo93 ha scritto:Quindi io quello stesso interruttore, posso usarlo sia per ambienti civili, che per impianti industriali?
Solo che se lo uso per ambienti civili, devo tener presente l'Icn, mentre se lo uso per impianti industriali Ics e Icu?

Esatto
Gabbo93 ha scritto:Inoltre l'interruttore come fa a distinguere che è applicato ad un impianto civile e non ad uno industriale o viceversa?
Se lo usassi per un impianto industriale perché mi interesse un Ics di 7.5kA, non rischio che già al valore di 6KA entri in funzione, aprendo in un momento non richiesto?

L’interruttore non distingue, apre in ragione della corrente che lo attraversa, ad esempio un C16 aprirà istantaneamente quanto lo attraversa una corrente pari o superiore a 160 A.
Ma se la corrente che lo attraversa fosse molto alta potrebbe non riuscire a staccare i contatti, è qui che entra in gioco la scelta del potere di interruzione (o di corto circuito)
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[5] Re: Potere di Int. di un interruttore e calc. appros. della

Messaggioda Foto UtenteGabbo93 » 19 lug 2017, 19:01

Allora supponiamo che, per un impianto industriale, scelgo un interruttore con le seguenti caratteristiche (Icn=6KA, Ics=7.5KA e Icu=10KA).

E suppongo che questo è l'interruttore che pongo a monte di tutto il mio impianto, dove ho valutato che la presunta corrente di ctocto tri-fase(la più elevata) sia pari a, circa, 7.5KA .
Dato che è l'interruttore a monte di tutto il mio impianto, a vantaggio di sicurezza, faccio riferimento ad Ics perché se considerassi Icu, rischierei di rimanere con tutto l'impianto aperto fin quando non cambio l'interruttore.(per definizione di Icu)

Se però la corrente di ctocto che si verifica non è quella del guasto trifase, ma è più bassa (casualmente 6KA), l'interruttore interverrebbe in funzione dall'Icn... quindi mi ritroverei in una situazione, nella quale per un impianto industriale io ho scelto quell'interruttore in funzione di Icn e Ics, ignorando in pieno Icu.
Quindi, posso dedurre, che tendenzialmente Icn è preso in considerazioni per abitazioni, mentre Ics e Icu per impianti industriali... ma, all'atto pratico nulla mi vieta di prendere in considerazione Icn anche per impianti industriali, o sbaglio?

Però mi viene anche un altro dubbio, sul libro dice che per abitazioni Icn coincide con l'Icu, questo vorrebbe dire, per definizione di Icu, che una volta che interrompe quel valore di corrente, l'interruttore non è più in grado di riprendere il servizio... quindi va cambiato.
Però questo è un po paradossale, perché Icn è più piccolo di Ics.

p.s.
Ti chiedo scusa se ho scritto qualche scemenza, purtroppo, essendo ancora uno studente, ho tanta teoria e poca pratica.. #-o #-o #-o
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[6] Re: Potere di Int. di un interruttore e calc. appros. della

Messaggioda Foto Utenteandreandrea » 20 lug 2017, 9:01

Gabbo93 ha scritto:Se però la corrente di ctocto che si verifica non è quella del guasto trifase, ma è più bassa (casualmente 6KA), l'interruttore interverrebbe in funzione dall'Icn... quindi mi ritroverei in una situazione, nella quale per un impianto industriale io ho scelto quell'interruttore in funzione di Icn e Ics, ignorando in pieno Icu.

L’interruttore interviene istantaneamente quando la corrente che lo attraversa è superiore alla sua corrente di intervento magnetica, in caso di c.to c.to la corrente può essere molto elevata e l’interruttore deve essere in grado di potere aprire, se il potere di interruzione è adeguato ci riesce, altrimenti no.
Gabbo93 ha scritto:Quindi, posso dedurre, che tendenzialmente Icn è preso in considerazioni per abitazioni, mentre Ics e Icu per impianti industriali... ma, all'atto pratico nulla mi vieta di prendere in considerazione Icn anche per impianti industriali, o sbaglio?

Sì, ma andresti a spendere di più.
Gabbo93 ha scritto:Però mi viene anche un altro dubbio, sul libro dice che per abitazioni Icn coincide con l'Icu, questo vorrebbe dire, per definizione di Icu, che una volta che interrompe quel valore di corrente, l'interruttore non è più in grado di riprendere il servizio... quindi va cambiato.

Non so cosa intendesse il prof. Carrescia in quel passaggio, comunque i valori di Icn, Ics e Icu sono riportati nei cataloghi. Negli interruttori modulari il numero scritto sul fronte dentro un rettangolo (es. 6000) indica la sua Icn.

Spero di esserti stato di aiuto
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[7] Re: Potere di Int. di un interruttore e calc. appros. della

Messaggioda Foto UtenteGabbo93 » 20 lug 2017, 11:13

Quindi riassumendo il tutto, e facendo riferimento sempre ai dati che ho scritto, io dai quei dati so che:

1)Per correnti di cto cto fino a 7.5KA, l'interruttore può aprirle e riprendere il suo funzionamento.

2) per correnti comprese fra Ics<Icc<Icu, l' interruttore è in grado di aprirla ma non siamo certi che possa riprendere il suo funzionamento(comportamento incerto)

3) Icc=Icu, l'interruttore apre, ma lo devo buttare

4)Icc>Icu, l'interruttore non è in grado di interrompere tale valore.

Giusto?

Comunque si, ti ringrazio, mi sei stato molto di aiuto a chiarire il funzionamento di questi interruttori :)

Per quanto riguarda il mio primo dubbio, quello sul calcolo approssimativo delle correnti di ctocto, sapresti dirmi qualcosa? Anche un tuo parere(sicuramente più esperto del mio), per poterlo confrontare col mio. :)
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[8] Re: Potere di Int. di un interruttore e calc. appros. della

Messaggioda Foto Utenteandreandrea » 20 lug 2017, 13:50

Gabbo93 ha scritto:Giusto?

Sì.
Gabbo93 ha scritto:Per quanto riguarda il mio primo dubbio, quello sul calcolo approssimativo delle correnti di ctocto, sapresti dirmi qualcosa?

Su questo posso aiutarti poco, di solito calcolo la Icc a valle di un trafo considerando infinita la potenza a monte, quando mi serve essere più preciso utilizzo il metodo descritto nella Guida al sistema BT di Schneider, da cui ho ricavato un file di excel che mi aiuta nei calcoli.
Probabilmente altri amici del forum potrebbero risponderti meglio, ad esempio il professor Foto Utentesebago, che è sempre molto chiaro nelle sue esposizioni.
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[9] Re: Potere di Int. di un interruttore e calc. appros. della

Messaggioda Foto UtenteGabbo93 » 20 lug 2017, 14:24

Eh si chiaramente quella Za, se si considera la potenza lato ente esercente, di valore infinita va a zero.
Però davvero non capisco, perché il prof Carrescia la considera già riportata al secondario senza moltiplicarla per l'inverso del rapporto spire al quadrato.

Comunque, grazie mille ancora per l'aiuto!! :)
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[10] Re: Potere di Int. di un interruttore e calc. appros. della

Messaggioda Foto Utentesebago » 21 lug 2017, 23:15

In realtà è già riportata, se per Uo si intende la tensione a vuoto del secondario. Moltiplicare per il quadrato di N2/N1 è equivalente a moltiplicare per il quadrato delle tensioni Uo/U1 (U1: tensione al primario)
Se poi il trafo si trova lontano dal punto di dispacciamento, occorre aggiungere a tale impedenza (che è quella equivalente della rete a monte) quella del cavo di connessione al trafo.
Sebastiano
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