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Impianti illuminazione pubblica in classe II

Progettazione, esercizio, manutenzione, sicurezza, leggi, normative...

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[31] Re: Impianti illuminazione pubblica in classe II

Messaggioda Foto Utentealphabit » 20 nov 2008, 1:20

[
fpalone ha scritto:Volendo al limite "coordinare" il differenziale presente in un sistema di illuminazione pubblica in classe II, non essendo possibile valutare la resistenza di terra (non c'è un impianto di terra...) ma dovendosi affidare a una stima grossolana delle "terre di fatto" (ed anche qui non mi prenderei mai le responsabilità di tale stima), si dovrebbe scegliere un valore di Id veramente basso, nell'ordine dei 30 o dei 100 mA; tale valore a chi ha a che fare con impianti di illuminazione pubblica di una certa lunghezza suggerisce immediatamente scatti intempestivi per le correnti capacitive e di dispersione.


Scusami fpalone ma ti devo contraddire perché :
Da "fondamenti di sicurezza elettrica": le correnti capacitive si stimano in circa o.4 A ogni 1000 kW di potenza installata.
E riguardo alla seconda affermazione presumo che un impianto fatto tutto in classe 2° abbia meno correnti di dispersione rispetto ad uno in classe 1°(proprio perché c'è il doppio isolamento).
Un saluto
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[32] Re: Impianti illuminazione pubblica in classe II

Messaggioda Foto Utentefpalone » 20 nov 2008, 20:41

alphabit ha scritto:Da "fondamenti di sicurezza elettrica": le correnti capacitive si stimano in circa o.4 A ogni 1000 kW di potenza installata.

Salve alphabit, forse quella tabella si riferisce a impianti con carichi più concentrati di una linea di illuminazione stradale.
Non esiste un legame diretto tra potenza impiegata e correnti capacitive: la capacità del cavo aumenta linearmente con la lunghezza, la corrente capacitiva quindi è la stessa per ogni metro di linea (a parità di tensione), indifferentemente dal carico che trasporta.Probabilmente Per esempio se il cavo (tripolare) avesse una capacità di servizio 200 nF/km (per un cavo tripolare in pvc dovrebbe essere più o meno questo...) dovrebbero venire circa 25 mA per km di correnti capacitive.
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[33] Re: Impianti illuminazione pubblica in classe II

Messaggioda Foto Utentealphabit » 20 nov 2008, 21:44

Carrescia la riporta ovviamente come stima in merito alla corrente capacitiva che puo' formarsi in un classico impianto utilizzatore che utilizza un sistema IT, sistema che non potrebbe esistere in presenza di elevate correnti capacitive, uno degli utilizzi del sistema IT dettato dalla normativa è ad esempio negli ospedali l'utilizzo del gruppo elettrogeno a neutro isolato e dubito che lo sviluppo dell'impianto sia cosi' concentrato....
Un saluto
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[34] Re: Impianti illuminazione pubblica in classe II

Messaggioda Foto Utenteelecutils » 20 mar 2009, 18:21

chiedo scusa per avere "ripreso" un argomento vecchio di alcuni mesi...

Volevo solamente segnalare che un buon modo per ricondurre a più miti consigli i committenti "fissati" con la messa a terra dei pali negli impianti di classe II è ricordare loro che:
- dall'entrata in vigore della 64/8 V2 (sezione 714) la messa a terra separata dei singoli sostegni non è più concessa e pertanto, se si vuole mettere a terra i pali, occorre che tutte le terre siano collegate fra loro, con un evidente sensibile incremento dei costi di installazione;
- come tutti gli impianti di terra in luoghi di lavoro (gli impianti di pubblica lo sono perché ci lavorano quantomeno i manutentori), il datore di lavoro (cioè il committente, in genere) deve anche sottostare all'obbligo di denuncia e verifica periodica dell'impianto di terra, il che comporta altri oneri.

Da esperienza personale (di progettista), ho notato che queste due argomentazioni "economiche" sono più efficaci (purtroppo) di qualunque spiegazione tecnica :(

Saluti
Alex
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[35] Re: Impianti illuminazione pubblica in classe II

Messaggioda Foto UtenteMike » 20 mar 2009, 19:19

Già sperimentato e purtroppo non basta, nelle amministrazioni comunali il RUP se ne sbatte perché non sono soldi suoi e vuole pararsi il didietro a spese di tutti noi, questo in tutte le pubbliche amministrazioni, nessuno si prende responsabilità di alcun tipo... Forse, ma non ho mai provato, funzionerebbe dicendo che la minoranza politica potrebbe sollevare dei dubbi per spreco di denaro pubblico dato che si sta facendo una cosa del tutto inutile e costosa...
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[36] Re: Impianti illuminazione pubblica in classe II

Messaggioda Foto Utentemagirus160d15ak » 30 mar 2009, 23:33

=D> Secondo me funziona ... per contro ... ho timore che tu vada incontro a problemi di altro tipo.
Mi intrometto nella discussione:
- Il doppio isolamento è garantito per l' eternità ?
- Gli stessi cavi non invecchiano ?
- I componenti (morsettiere da palo, corpi illuminanti) manterranno sempre il loro isolamento iniziale ?
Quale tipo di misura periodica a vostro avviso è più opportuna ad essere inserita in una scheda di manutenzione per verificare il buon funzionamento dell' intero impianto in classe II ?
- Misura resistenza isolamento con imite di 4Uo / (L+N) --> il doppio di quello utilizzato in classe I
- Misura corrente dispersa e con quale limite ?

Cordiali saluti.
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[37] Re: Impianti illuminazione pubblica in classe II

Messaggioda Foto UtenteMike » 31 mar 2009, 1:27

magirus160d15ak ha scritto:=D> Secondo me funziona ... per contro ... ho timore che tu vada incontro a problemi di altro tipo.
Mi intrometto nella discussione:
- Il doppio isolamento è garantito per l' eternità ?


Nulla è garantito per l'eternità, nemmeno l'impianto in classe I.

- Gli stessi cavi non invecchiano ?


Come i cavi di impianti in classe I e relativi dispositivi di protezione.

- I componenti (morsettiere da palo, corpi illuminanti) manterranno sempre il loro isolamento iniziale ?


Alla stessa stregua dei componenti in classe I.

Quale tipo di misura periodica a vostro avviso è più opportuna ad essere inserita in una scheda di manutenzione per verificare il buon funzionamento dell' intero impianto in classe II ?
- Misura resistenza isolamento con imite di 4Uo / (L+N) --> il doppio di quello utilizzato in classe I
- Misura corrente dispersa e con quale limite ?

Cordiali saluti.


Per gli impianti in classe II non sono previste prove.
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[38] Re: Impianti illuminazione pubblica in classe II

Messaggioda Foto Utente6367 » 31 mar 2009, 10:12

Nulla è garantito per l'eternità, nemmeno l'impianto in classe I.


Esatto. Tuttavia le caratteristiche della protezione mediante doppio isolamento, rispetto a quelle della protezione per interruzione automatica, per loro natura tendono a durare di più nel tempo. Ovviamente se correttamente realizzate.
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[39] Re: Impianti illuminazione pubblica in classe II

Messaggioda Foto UtenteMike » 31 mar 2009, 10:24

6367 ha scritto: Ovviamente se correttamente realizzate.


Infatti, la discriminante è proprio questa... gli impianti a doppio isolamento devono essere ben progettati ma sopratutto deve essere curata molto l'installazione.
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[40] Re: Impianti illuminazione pubblica in classe II

Messaggioda Foto Utentemagirus160d15ak » 31 mar 2009, 11:41

Da quanto leggo sopra e per mia opinione personale, penso che prevedere prove periodiche per gli impianti in classe II (pur non essendo previste) sia importante almeno quanto sugli impianti in classe I.
Mi spiego meglio con esempi realmente accaduti negli ultimi tempi nella nostra realtà:
- Realizzazione guardrail su un tratto di strada lungo 600m, 15 punti di cedimento dell' isolamento sulla dorsale (in prossimità dei pali del guardrail). Nessuna protezione intervenuta fino al disgelo per oltre 5 mesi, a quel punto l' H20 ha cominciato a scorrere nei cavidotti e...
- Palo in tensione (terreno gelato, 1Mohm la resistenza di isolamento tra palo e guardrail sottostante con palo sezionato, 230V la tensione tra i 2) grazie all' opera di babbo natale e le sue luminarie. Ovviamente nessuna protezione intervenuta, segnalazione di un cittadino spaventato.
- Mezzo sgombraneve piega palo, si danneggia la morsettiera da palo, il palo è nelle condizioni di cui sopra ma nessuna protezione interviene, segnalazione dall' autista del mezzo sgombraneve.
- Diversa tipologia: dorsale con derivazioni ai pali a mezzo muffole in gel. Terreno gelato, disgelo superficiale, i pozzetti si allagano fino all' orlo. Intervento del limitatore ENEL "Esubero potenza del 15%". Nessuna protezione intervenuta.
Sono d' accordo sul fatto che un impianto I.P. in classe II permetta una miglior continuità di servizo.
Non sono certo un promotore della classe I anche perché tra l' altro mi occupo di manutenzione.
Ma credo che una qualche prova periodica da inserire nelle schede di manutenzione di un impianto realizzato in classe II siano comunque necessarie (anche se non previste) non siete d' accordo?
Cordiali saluti.
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