io sono d'accordo con il testo.
l'impedenza del conduttore di protezione è maggiore dell'impedenza del conduttore di fase (essendo metà la sezione sarà doppia l'impedenza), quindi...
Protezione sistemi TNS
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Mike
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Che poi questa cosa che nel TT si rimane sotto i 50 V io non l'ho mai capita.
Se ho 230 V nella fase non è che l'RCD mi riduce la tensione. Al massimo mi impedisce che alla tensione di 230 V il contatto abbia una durata pericolosa. Infatti si possono sopportare tensioni maggiori ai 50 V per tempi piccoli.
Oppure i 50 V sono una specie di tensione efficace? 230 V è la tensione efficace della tensione sinusoidale a 50 Hz. Forse l'interruzione veloce dell'RCD fa sì che la tensione di contatto abbia un valore "efficace" sotto i 50 V?
Qualcuno può confermare?
Se ho 230 V nella fase non è che l'RCD mi riduce la tensione. Al massimo mi impedisce che alla tensione di 230 V il contatto abbia una durata pericolosa. Infatti si possono sopportare tensioni maggiori ai 50 V per tempi piccoli.
Oppure i 50 V sono una specie di tensione efficace? 230 V è la tensione efficace della tensione sinusoidale a 50 Hz. Forse l'interruzione veloce dell'RCD fa sì che la tensione di contatto abbia un valore "efficace" sotto i 50 V?
Qualcuno può confermare?
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ciao
marco76,
il differenziale non legge nessuna tensione, ovvero lui non ha idea a quanto salga la tensione dell'impianto.
la sua capacità è quella di rilevare una corrente per l'appunto differenziale, che in caso di guasto si richiude attraverso l'impianto di terra.
quindi un differenziale da 30 mA interverrà nel momento in cui la corrente di guasto a tera arriva a 30 mA (o su di li, ricordiamo infatti che il differenziale potrebbe intervenire per correnti che vanno da Idn/2 a Idn).
la tensione che si sviluppa dipende dalla resistenza di terra realizzata.
in definitiva il differenziale interviene in base alla corrente di guasto, mentre la tensione sulle masse dipende dall'impianto di terra.
un buon impianto di terra quindi, è quell'impianto coordinato con l'interruttore che lo protegge.
il differenziale quindi non limita alcuna tensione, ma apre il circuito quando il gusto a terra raggiunge il valore della sua corrente differenziale nominale, e se l'impianto di terra è coordinato, il circuito verrà aperto prima che sulle masse si presentino tensioni pericolose.
in questa storia non contano i valori efficaci o di picco.
tuttavia posso dirti che si tratta di valori efficaci.
i 50 V sono un compromesso ottenuto in sede normativa attraverso lo studio della curva di sicurezza (corrente-tempo); attraverso suddette curve e le ipotesi sulla resistenza del corpo umano (stabilite sempre in sede normativa) si sono ricavati i valori di tensione di contatto ammissibile di 50 V in ambienti ordinari e di 25 V in ambienti particolari.
il differenziale non legge nessuna tensione, ovvero lui non ha idea a quanto salga la tensione dell'impianto.
la sua capacità è quella di rilevare una corrente per l'appunto differenziale, che in caso di guasto si richiude attraverso l'impianto di terra.
quindi un differenziale da 30 mA interverrà nel momento in cui la corrente di guasto a tera arriva a 30 mA (o su di li, ricordiamo infatti che il differenziale potrebbe intervenire per correnti che vanno da Idn/2 a Idn).
la tensione che si sviluppa dipende dalla resistenza di terra realizzata.
in definitiva il differenziale interviene in base alla corrente di guasto, mentre la tensione sulle masse dipende dall'impianto di terra.
un buon impianto di terra quindi, è quell'impianto coordinato con l'interruttore che lo protegge.
il differenziale quindi non limita alcuna tensione, ma apre il circuito quando il gusto a terra raggiunge il valore della sua corrente differenziale nominale, e se l'impianto di terra è coordinato, il circuito verrà aperto prima che sulle masse si presentino tensioni pericolose.
in questa storia non contano i valori efficaci o di picco.
tuttavia posso dirti che si tratta di valori efficaci.
i 50 V sono un compromesso ottenuto in sede normativa attraverso lo studio della curva di sicurezza (corrente-tempo); attraverso suddette curve e le ipotesi sulla resistenza del corpo umano (stabilite sempre in sede normativa) si sono ricavati i valori di tensione di contatto ammissibile di 50 V in ambienti ordinari e di 25 V in ambienti particolari.
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Nei sistemi TT quei 50 V sono la tensione sopportabile dal corpo umano per un tempo limite di 5 secondi senza subire danni, bisogna solo verificare che la resistenza del tuo impianto di terra dove sono collegate le masse dell'impianto sia inferiore di 50/Ia. Dove Ia è la corrente di intervento del tuo interruttore magnetotermico al tempo di 5s. Se tale condizione risulta verificata nel momento in cui dovesse verificarsi un guasto, sulla tua massa ci sarebbe al massimo una tensione di 50 volt per un tempo NON SUPERIORE ai 5 s quindi la persona sarebbe "salva".
Tale condizione è difficilmente verificata in quanto la resistenza che ne risulta è di qualche ohm, e per un impianto di casa non ha senso dover "impegnarsi" per realizzare un valore della resistenza di terra così basso quando con l'utilizzo di un differenziale la relazione precedente diventa 50/Id (con Id la corrente di intervento solitamente 30 mA) quindi risulterebbe una resistenza di terra di 1667 ohm facilmente realizzabile.
DOMANDA:
in definitiva è corretto per la taratura di un interruttore magnettermico le seguenti condizioni (impianto TN-S):
-Ib<In<Iz (sovraccarico)
-I(taratura magnetica)<Icc minima fondo linea
-contatti indiretti (verifica) I magnetica (tempo convenzionale da tabella)< Icc (fase-pe)
l'energia specifica passante è superflua come verifica se le prime due sono verificate corretto?
Grazie
Tale condizione è difficilmente verificata in quanto la resistenza che ne risulta è di qualche ohm, e per un impianto di casa non ha senso dover "impegnarsi" per realizzare un valore della resistenza di terra così basso quando con l'utilizzo di un differenziale la relazione precedente diventa 50/Id (con Id la corrente di intervento solitamente 30 mA) quindi risulterebbe una resistenza di terra di 1667 ohm facilmente realizzabile.
DOMANDA:
in definitiva è corretto per la taratura di un interruttore magnettermico le seguenti condizioni (impianto TN-S):
-Ib<In<Iz (sovraccarico)
-I(taratura magnetica)<Icc minima fondo linea
-contatti indiretti (verifica) I magnetica (tempo convenzionale da tabella)< Icc (fase-pe)
l'energia specifica passante è superflua come verifica se le prime due sono verificate corretto?
Grazie
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loganwolverine
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- Messaggi: 328
- Iscritto il: 17 gen 2011, 12:14
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Grazie per le risposte
lillo e
loganwolverine
Perché sulla massa ho al massimo 50 V e non 230 V questa era la mia domanda.
Innanzitutto i 50 V dovrebbero essere sopportabili per un tempo indefinito o mi permettono ancora di staccarmi dalla parte sotto tensione o sbaglio?
Poi quello che io non capisco è che avendo il miglior impianto possibile sulla fase sempre 230 V ho, e se tocco un conduttore tocco (prima che l'RCD stacchi) i 230 V e non 50 V.
Quindi per il calcolo del valore di terra mi aspetterei 230/Id come negli altri sistemi e non 50/Id.
Visto che un RCD interrompe normalmente per 5Id nei limiti prescritti posso anche immaginare che ci sia una linearità tra le tensioni sopportabili e i relativi tempi. 230 è circa 5 volte 50.
sulla tua massa ci sarebbe al massimo una tensione di 50 volt per un tempo NON SUPERIORE ai 5 s
Perché sulla massa ho al massimo 50 V e non 230 V questa era la mia domanda.
Innanzitutto i 50 V dovrebbero essere sopportabili per un tempo indefinito o mi permettono ancora di staccarmi dalla parte sotto tensione o sbaglio?
Poi quello che io non capisco è che avendo il miglior impianto possibile sulla fase sempre 230 V ho, e se tocco un conduttore tocco (prima che l'RCD stacchi) i 230 V e non 50 V.
Quindi per il calcolo del valore di terra mi aspetterei 230/Id come negli altri sistemi e non 50/Id.
Visto che un RCD interrompe normalmente per 5Id nei limiti prescritti posso anche immaginare che ci sia una linearità tra le tensioni sopportabili e i relativi tempi. 230 è circa 5 volte 50.
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io onestamente ho abbandonato sta storia della I5s in TT.loganwolverine ha scritto:Nei sistemi TT quei 50 V sono la tensione sopportabile dal corpo umano per un tempo limite di 5 secondi senza subire danni
il discorsetto su questa corrente di intervento in 5 secondi ha senso qualora potremmo proteggerci attraverso interruttori a sovracorrente, ma tutti sappiamo che questo non è possibile in TT.
per altro i 5 secondi sono ammessi in un guasto su un circuito di distribuzione (non terminale) in un sistema TN. quindi anche in TN 'sti 5 secondi hanno poco senso se parliamo di circuiti terminali.
loganwolverine ha scritto:DOMANDA:
in definitiva è corretto per la taratura di un interruttore magnettermico le seguenti condizioni (impianto TN-S):
-Ib<In<Iz (sovraccarico)
-I(taratura magnetica)>Icc minima fondo linea
-contatti indiretti (verifica) I magnetica (tempo convenzionale da tabella)< Icc (fase-pe)
l'energia specifica passante è superflua come verifica se le prime due sono verificate corretto?
fermo restando la prima (interruttori a norma CEI 23/3-1 o CEI 17/5 per soddisfare anche If <= 1,45xIz), e la seconda, devi assicurarti che:
- il dispositivo sia a inizio linea;
- abbia adeguato potere di interruzione.
sostanzialmente la condizione di verifica dell'energia passante è praticamente sempre verificata se ci proteggiamo con fusibili, potrebbe essere necessaria in casi particolari la verifica a inizio linea se ci proteggiamo con magnetotermici. (raro).
il discorso cambia se non ci proteggiamo dal sovraccarico.
quanto detto vale solo in impianti BT.
perché stai sbagliando concettualmente.
tu credi che se la fase tocca la massa questa si porti a 230 V.
non è così.
la tensione sulle masse dipende dalla corrente che circola nell'impianto di terra.
per conoscere questa tensione quindi devi moltiplicare la resistenza di terra per la corrente di guasto.
per altro quella che trovi è la tensione a vuoto massima, in caso di contatto il potenziale si redistribuisce considerando il malacapitato e la tensione è ancora minore.
non ho tempo per fare uno schemino, ma lo trovi sul web in ogni dove.
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Insomma non mi torna...
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io credo stiamo facendo confusione.
io ho la norma davanti e non mi sembra che nei sistemi TT dica una cosa del genere.
la condizione che scrivi vale nei sistemi TN, laddove la protezione può essere affidata a interruttori a sovracorrente.
marco76 ha scritto:Riguardando la norma c'è scritto che se al posto di un RCD si affida la protezione da contatti indiretti ad un dispositivo di limitazione per sovracorrenti
io ho la norma davanti e non mi sembra che nei sistemi TT dica una cosa del genere.
la condizione che scrivi vale nei sistemi TN, laddove la protezione può essere affidata a interruttori a sovracorrente.
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nella norma tedesca DIN VDE 0100-410 è il punto 411.5.4
subito prima c'è la cosa che 230/50=4,6 allora con 5id siam sicuri che l'RCD funzioni in tempo per quello supponevo una linearità prima
subito prima c'è la cosa che 230/50=4,6 allora con 5id siam sicuri che l'RCD funzioni in tempo per quello supponevo una linearità prima
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