Sì, se non espressamente richiesto un RCD allora si può fare con MT. Non mi complicherei mai la vita a farlo così, ma non è vietato.
Per sommi capi il punto 411.5.1 dice che tutti i corpi protetti da un dispositivo devono essere collegati con un PE alla stessa terra. Il punto 411.5.2 dice che sono in generale da usarsi RCD ma se l'impianto di terra lo permette si possono usare MT. Il punto 411.5.3 descrive le condizioni per l'utilizzo di un RCD con la nota formula R<50V/Id, poi c'è la nota 4 che in pratica dice che visto che gli RCD staccano per circa 5xId, se rispettiamo R<50V/Id, allora siamo sicuri di rispettare i tempi di intervento richiesti a 230 V.
Il punto 411.5.4 dice all'incirca che se un MT viene usato (in un sistema TT) per la protezione dai contatti indiretti, allora va verificata la condizione Zs<=Uo/Ia con Uo=230V anziché come prima la R<50V/Id.
Tensioni pericolose
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ma non riesco a capire cosa sia Zs e Ia, in un sistema TT.
Sebastiano
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"Eo bos issettaìa, avanzade e non timedas / sas ben'ennidas siedas, rundinas, a domo mia" (P. Mossa)
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mah...
Sebastiano
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marco76 ha scritto:Cos'è che non ti convince nell'usare l'impedenza d'anello in TT?
dico la mia:
l'impedenza di anello in un sistema TN fa riferimento a un circuito chiuso totalmente costituito da cavi elettrici.
detto questo io nel misurare l'impedenza in un circuito TN ho la ragionevole certezza che suddetta misura sia ripetibile: ovvero in prima approssimazione non trovo sorprese se faccio misura a luglio con 40°C o a dicembre con - 5°C, con il terreno in qualsiasi condizione (essendo questo non coinvolto per un guasto lato BT).
posso confermare che è così: ho effettuato un impedenza di guasto in periodi dell'anno diversi e non vi sono stati cambiamenti sostanziali nelle misure.
se io applico questo concetto al sistema TT, ho di mezzo la terra, le cui caratteristiche sono suscettibili a una serie di variabili non da noi controllabili: partiamo dalle condizioni igrometriche del terreno, a terminare con lo stato del neutro in cabina di distribuzione.
personalmente posso affermare che già il valore della resistenza di anello ha variazioni non indifferenti in funzione di quanto detto, che senso ha misurare anche l'induttanza?
e ancora: con la tecnologia differenziale che ha 30 anni di applicazione chi è il folle che si affida a quel paragrafo?
ora, o in Germania hanno terre talmente rigorose che impongono una resistività fissa sfidando le leggi della fisica e della chimica, e inoltre hanno la certezza di non cambiare mai lo stato del neutro in cabina, e non cambiare mai la potenza del trafo, oppure non trovo riscontro giustificazione tecnica in questo stralcio normativo.
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Sicuramente il clima più piovoso riduce le variazioni
Nella pratica è così si usa il differenziale sempre.
La mia domanda di fondo rimane comunque sempre la stessa: ammesso che la resistenza di terra sia costante e adatta allo scopo, perché in un caso usano i 230 V e nell'altro 50 V?
Nella pratica è così si usa il differenziale sempre.
La mia domanda di fondo rimane comunque sempre la stessa: ammesso che la resistenza di terra sia costante e adatta allo scopo, perché in un caso usano i 230 V e nell'altro 50 V?
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non ricordo se ti ho detto la mia opinione nell'altro 3D, ma la ripeto:
alla base vi è un concetto comune, ovvero l'apertura del circuito, ma è l'approccio differente:
in TT si chiede di aprire un circuito nei tempi dettati affinchè la tensione sulle masse non superi i 50 V (o 25 V);
in TN si chiede che l'impedenza di guasto sia tale (ovvero sufficientemente bassa) affinchè la corrente di guasto sia sufficientemente alta per far intervenire il magnetotermico nei tempi dettati.
alla base vi è un concetto comune, ovvero l'apertura del circuito, ma è l'approccio differente:
in TT si chiede di aprire un circuito nei tempi dettati affinchè la tensione sulle masse non superi i 50 V (o 25 V);
in TN si chiede che l'impedenza di guasto sia tale (ovvero sufficientemente bassa) affinchè la corrente di guasto sia sufficientemente alta per far intervenire il magnetotermico nei tempi dettati.
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Sebastiano
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Non conosco bene il mercato tedesco ma anche a me risultava che in Germania si usa il sistema TN-C.
Mi era anche stato detto che da noi, per la distribuzione pubblica, non è stato adottato il sistema TN-C solo perché le compagnie elettriche non volevano assumersi responsabilità in caso di interruzione del neutro (che in quel caso diventava PEN o come altro si chiamava allora).
Poi, secondo me su questo argomento si incorre spesso in un equivoco di fondo:
in occasione di un guasto a terra il differenziale non limita né la corrente di guasto né la tensione di contatto.
Il valore raggiunto dalla corrente di guasto, in particolare, non dipende dalle caratteristiche del differenziale ma è determinato, prevalentemente, dalla resistenza degli impianti di terra dell’utente e del distributore.
Solo quando la corrente di guasto supera la soglia di intervento del dispositivo differenziale questo interviene e apre il circuito entro i tempi di intervento stabiliti dalle norme di prodotto.
Rispettando la Rd * Idn <= 50 V ci si assicura che il tempo di intervento del differenziale sia sufficientemente basso, in modo da rendere “sopportabile” la tensione di contatto effettiva che, durante il guasto, può essere anche sensibilmente superiore ai 50 V.
Mi era anche stato detto che da noi, per la distribuzione pubblica, non è stato adottato il sistema TN-C solo perché le compagnie elettriche non volevano assumersi responsabilità in caso di interruzione del neutro (che in quel caso diventava PEN o come altro si chiamava allora).
Poi, secondo me su questo argomento si incorre spesso in un equivoco di fondo:
in occasione di un guasto a terra il differenziale non limita né la corrente di guasto né la tensione di contatto.
Il valore raggiunto dalla corrente di guasto, in particolare, non dipende dalle caratteristiche del differenziale ma è determinato, prevalentemente, dalla resistenza degli impianti di terra dell’utente e del distributore.
Solo quando la corrente di guasto supera la soglia di intervento del dispositivo differenziale questo interviene e apre il circuito entro i tempi di intervento stabiliti dalle norme di prodotto.
Rispettando la Rd * Idn <= 50 V ci si assicura che il tempo di intervento del differenziale sia sufficientemente basso, in modo da rendere “sopportabile” la tensione di contatto effettiva che, durante il guasto, può essere anche sensibilmente superiore ai 50 V.
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