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silicio o germanio?

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Moderatore: Foto UtenteIsidoroKZ

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[11] Re: silicio o germanio?

Messaggioda Foto Utentemichael92 » 16 apr 2009, 20:14

grazie per le risposte!
comunque un mio amico mi ha segnalato un sito in cui è trattato l'argomento...
approfondimento preamp con transistor al germanio:
http://www.elevenelectrix.com/Curiosity ... aliano.htm
gli spettri delle distorsioni esistenti: (4° e 5° spettro fanno vedere la differenza tra un Fuzz Ge ed un Fuzz Silicon Si)
http://www.elevenelectrix.com/Curiosity ... liano1.htm

consiglio vivamente di leggere tutte le pagine...
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[12] Re: silicio o germanio?

Messaggioda Foto UtenteBrunoValente » 17 apr 2009, 14:30

Attenzione michael92,
non prendere per oro colato tutto quello che trovi in rete!!
L'autore di quel sito certamente non è un esperto: tra le cose che dice alcune possono andare ma altre sono leggende metropolitane esposte inoltre con il solito insopportabile stile di certi audiofili...
Ti riporto le più oscene:

Però costruire un preamplificatore con dei transistor del genere è molto problematico per i seguenti motivi:
Il guadagno intrinseco di qualsiasi transistor al germanio compresi quelli dell'ultima generazione varia moltissimo cioè si possono trovare dei transistor marchiati con la stessa sigla che guadagnano 100 volte il segnale d'ingresso ed altri che hanno un guadagno di 30 volte.


E' vero ma vale pari pari anche per quelli al silicio e indipendentemente dal fatto che siano antichi o moderni.

Preamplificatori di questo genere sono dotati di un calore molto particolare tipico del suono della chitarra elettrica rock&roll ed il colore del suono non dipende dai bassi o dagli acuti ma dalla "pasta" del suono che passando attraverso la pietra germanio ne dona il proprio colore sonoro.

Assolutamente demenziale!!! equivale a dire che la velocità di un auto dipende dal colore della vernice

un altro parametro molto importante e quindi da tenere in considerazione risulta la distorsione che deriva dalla polarizzazione dei transistor. Nei transistor al germanio bisogna usare alcuni accorgimenti atti a sopperire la mancanza di precisione della tecnologia costruttiva del passato. Questo significa che per essere sicuri che la corrente di polarizzazione scorra nel modo corretto si è costretti a calcolare un circuito che funzioni nel peggiore dei casi cioè che si comporti ugualmente sia che si utilizzi un transistor che guadagna 30 sia se si utilizza un transistor che guadagna 100. Infatti se si calcolasse un circuito per un transistor con il guadagno 100 nel caso in cui capitasse un transistor al germanio con guadagno 30 il transistor non entrerebbe neppure in conduzione restando interdetto.

E' quello che si fa da sempre con tutti i tipi di transistor.

Il suono ottenuto è duro in quanto il segnale passa attraverso una pietra (il germanio è un semiconduttore solido) ma sempre con una pasta calda.

Demenziale ancora peggio di prima.

(qui si parla di valvole)Il suono risulta morbido e compresso perché il segnale elettrico passa attraverso il vuoto e i metalli della valvola termoionica.

Qui non ho parole...
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[13] Re: silicio o germanio?

Messaggioda Foto Utentemir » 17 apr 2009, 16:18

Sono pienamente d'accordo con bruno, lo si evince anche dai termini utilizzati, caratteristici solamente della fantasia acustica/virtuale che hanno gli audiofili nel descrivere pseudorisposte di determinate apparecchiature elettroniche, difficlmente apprezzabili anche con verifiche strumentali:
.........un calore molto particolare tipico del suono.........
........il colore del suono non dipende dai bassi o dagli acuti ma dalla "pasta" del suono .........
.........Il suono ottenuto è duro in quanto il segnale passa attraverso una pietra.............
...........Il suono risulta morbido e compresso perché il segnale elettrico ....................
#-o
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[14] Re: silicio o germanio?

Messaggioda Foto Utentebrabus » 17 apr 2009, 17:15

Se posso, aggiungo i miei due cent.
Molto semplicemente: Qualcuno di voi potrebbe fornirmi uno schema di un amplificatore SENZA retroazione?

Visto che se ne parla tanto, ne voglio proprio vedere uno.

Badate bene, voglio uno schema PRIVO DI RETROAZIONE.
Alberto.
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[15] Re: silicio o germanio?

Messaggioda Foto Utentemichael92 » 17 apr 2009, 19:37

bene...
ora in poi non mi farò più domande del genere. finalmente ora, chiedendo a voi, so che sono indifferenti germanio e silicio in un transistor o qualche altro componente che gli utilizzasse!
beh vi ringrazio tutti per le risposte! almeno ora non dovrò diventare matto per i transistor d'epoca visto che non cambiano in fin dei conti con quelli attuali!

comunque secondo voi perché certi dicono così tante fesserie sul germanio o altre cose riguardanti l'audio?
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[16] Re: silicio o germanio?

Messaggioda Foto Utentedoro » 17 apr 2009, 19:58

secondo me invece qualche differenza c'è,a partire dalla tensione di soglia,e quindi dall'alimentazione,(0,2 v per il germanio,0,6 per il silicio)
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[17] Re: silicio o germanio?

Messaggioda Foto Utentemir » 17 apr 2009, 20:06

A mio avviso per quanto concerne l'audio,oggettivamente differenze di "ascolto" fra una tipologia di diffusori ed un'altra a parità di elettronica e musica riprodotta la si può trovare, senzameno , come altrettanto modo la si può trovare in un impianto a parità di diffusori e brano musiclae e sostituendo nell'elettronica un amplificatore a componenti discreti, o transistorizzato con un valvolare; ma a volte si tende ad esagerare nella descrizione sulla riproduzione sonora utilizzando aggettivi troppo colorati, e inserendo varianti dovute a pseudo fenomeni fisici attribuibili a elementi di impianto come i cavi o addirittura sui connettori, queste però sono considerazioni che variano a seconda del contesto in cui vengono discusse, è mia opinione che di fatto esista una differenza di rirpoduzione fra elettroniche diverse (valvolare/transistorizzato)siano esse sorgenti, preamplificatori e amplificatori di BF,ed ancor piu' sui diffusori per tipologia, costruzione,e caratteristiche, ma da qui a prendersela con 1 metro di cavo ne passa............pertanto in un impianto hifi la differenza può farla l'elettronica ( in determinati casi) ma certamente non il cavo che collega il finale ai diffusori .........:mrgreen:
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[18] Re: silicio o germanio?

Messaggioda Foto Utentepinowski » 17 apr 2009, 20:54

Mi sembra di ricordare che un'importante differenza tra i componenti al Germanio rispetto quelli al Silicio sia la temperatura di funzionamento; i transistor al silicio mantengono una maggiore stabilità delle caratteristiche a temperature più elevate rispetto a quelli al germanio.
Ricordo bene?
- Ci incontreremo là, dove non c'è tenebra -

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[19] Re: silicio o germanio?

Messaggioda Foto UtenteBrunoValente » 18 apr 2009, 12:21

Alla base dei ragionamenti di certi audiofili c'è la convinzione che l'orecchio umano sia qualcosa che trascende dall'essere in fin dei conti uno strumento che risponde a leggi fisiche ed in particolare all'acustica, gli attribuiscono proprietà magiche, pensano sia una sorta di sesto senso per cui le misurazioni tecniche sugli apparati, secondo loro, lasciano il tempo che trovano.
Spesso si leggono frasi del tipo "è solo l'orecchio che può giudicare la qualità di un amplificatore" intendono con questo che solo l'orecchio riesce a percepire cose che sfuggono agli strumenti e viceversa che gli strumenti possono rilevare dei difetti che in realtà non esistono perché l’orecchio non li percepisce come tali, e questo è veramente assurdo.
In realtà proprio da queste loro affermazioni e da tante prove eseguite da studiosi, si capisce bene come invece l’orecchio sia fallace, sia condizionabile, sia parziale: può non accorgersi di gravi difetti di riproduzione perché certi brani distolgono l’attenzione da certi aspetti favorendola per altri ecc.
Si arriva al punto di propinare amplificatori finali in classe A con singolo triodo da 2-3W come fossero lo stato dell'arte e invece non sono altro che la riproduzione dei poverissimi stadi finali in uso negli anni '50-'60 nelle radio o nei televisori dove non era pretesa assolutamente la fedeltà e dove la distorsione raggiunge tranquillamente tassi del 10-20% e oltre già a tre quarti della massima potenza. Accrocchi di questo genere li ho visti vendere a migliaia di euro! E' ovvio che per raggiungere il fine tentano, facendo leva sull’ignoranza, di distogliere l'attenzione dalle vere caratteristiche scadenti inventando fantasiose espressioni prive di significato reale.
Un amplificatore, concettualmente, può essere paragonato a una macchina per fotocopie: la qualità di una fotocopia è tanto più alta quanto più è fedele all'originale e non vi sono altre possibilità: una qualsiasi deformazione dell'immagine è percepita come difetto e non come pregio. In alcuni casi, ad esempio quando l'originale non è nitido, si può avere un beneficio aumentando il contrasto che equivale a regolare i toni nell'amplificatore ma mai un beneficio potrà essere associato ad una deformazione dell'immagine (distorsione), voglio dire che non vi è via d'uscita: non è possibile per ovvi motivi apportare una modifica alla geometria dell'immagine senza che sia percepita come un difetto. La qualità di riproduzione non può essere che tradotta in fedeltà geometrica di riproduzione. E’ ovvio quindi che se due fotocopiatrici riproducono la stessa immagine in modo geometricamente diverso (ad esempio l’una più stretta dell’altra), una delle due non è fedele oppure entrambi non sono fedeli ma di certo non possono essere entrambi fedeli!

Detto questo per misurare la qualità di un amplificatore si deve semplicemente confrontare la forma d’onda del segnale d’uscita con quella del segnale d’ingresso e, fatta la dovuta riduzione di scala,quanto più fedele è l’amplificatore tanto più le due forme d’onda devono essere uguali, cioè sovrapponibili senza mostrare differenze in nessun punto.
La distorsione è quello che resta eseguendo la differenza geometrica delle due forme d’onda: se sono identiche deve essere zero in ogni punto.
E’ quindi chiaro che qualsiasi modificazione del segnale ad opera dell’amplificatore non potrà che essere una distorsione che il nostro orecchio percepirà come deformazione del brano e quindi come sgradevole.
Dire ad esempio che il suono prodotto da un amplificatore a valvole acquista una non so quale meravigliosa proprietà equivale a dire che esiste una fotocopiatrice speciale con la quale è possibile fotocopiare fotografie di persone brutte ottenendo come risultato che nelle fotocopie appaiono belle!?
In definitiva non esiste quindi il modo per migliorarlo il suono: il massimo che un amplificatore può fare è di lasciarlo invariato e gli amplificatori a valvole riescono a fare questo con molta difficoltà rispetto a quelli a stato solido.
Spesso si legge della distorsione da armoniche di ordine pari che dovrebbe produrre un effetto gradevole, anche qui lo accennava Domenico. Per quanto detto è anche questo un argomento privo di senso.
Se interessa magari ne possiamo parlare.
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[20] Re: silicio o germanio?

Messaggioda Foto Utentebrabus » 18 apr 2009, 12:47

Il discorso di Bruno calza a pennello.
Spesso l'amplificatore giudicato "caldo", "piacevolmente colorato", non fa altro che distorcere, seppur accuratamente, il segnale.
Già parlando di "armoniche pari", ma anche solo di "armoniche", si dà per scontato un certo tasso di distorsione (altrimenti da dove arriverebbero queste famigerate armoniche?!).
Taglio corto, e vi propongo una metafora, ripresa dall'esempio di Bruno: è come avere una fotocopiatrice che, volendo fotocopiare un primo piano fotografico, sputa fuori un ritratto di Modigliani. C'è a chi piace.
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