Amplificatore in Elettronica
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BrunoValente ha scritto:... la prima forma di amplificatore, che a quell'epoca era già disponibile e che tornò utile, fu il relè.
Il relè è a tutti gli effetti un amplificatore perché la potenza necessaria ad eccitare la sua bobina è più piccola di quella che è in grado di gestire con il suo contatto
Uff, giuro che sono tre giorni che avrei voluto scriverlo ma temevo di dire una boiata, e va beh....
Scherzi a parte,sono contento che che sia intervenuta una voce autorevole a dirlo, cosi anche il mio dubbio è stato fugato.
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Ma quale voce autorevole?? E' solo che io non mi sono chiesto se stavo scrivendo una boiata e l'ho scritto 
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BrunoValente
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Salve, intervengo perché è interessante....
Non essendoci nel caso del relè alcuna reale relazione numerica fra ingresso e uscita, io non credo si possa parlare di amplificatore.
In pratica...se non è definibile un guadagno, si può parlare di amplificatore ?
Non essendoci nel caso del relè alcuna reale relazione numerica fra ingresso e uscita, io non credo si possa parlare di amplificatore.
In pratica...se non è definibile un guadagno, si può parlare di amplificatore ?
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Gli oscillatori non oscillano mai, gli amplificatori invece sempre
Io HO i poteri della supermucca, e ne vado fiero!
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Mi pare vi sia un guadagno, dovrebbe essere il rapporto tra la corrente nel carico e quella nella bobina di eccitazione
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BrunoValente
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- Iscritto il: 8 mag 2007, 14:48
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Sì ok capisco cosa intendi...ma se la corente di ingresso varia, quella d'uscita resta costante (fino a un certo punto, ovviamente), non mi pare si possa propriamente parlare di guadagno.
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Infatti come ho specificato non è adatto per amplificare segnali che variano, però è adatto ad amplificare segnali a due livelli.
Immagina di dover trasmettere un segnale telegrafico su una linea dove per questioni varie sia necessario che la corrente associata ai punti e alle linee dell'alfabeto morse sia di 10A, che è un valore eccessivo da gestire con un tasto telegrafico.
Oggi tra il tasto e la linea ci inseriresti un bel transistor, magari darlington, che con il suo buon guadagno ti permetterebbe di gestire quella grossa corrente con i pochi mA del tasto telegrafico, 150 anni fa ci mettevano un relè ottenendo lo stesso risultato: come vedi nel caso di segnale a due livelli, se vogliamo digitale, relè e transistor si comportano similmente manifestando entrambi un guadagno.
Questo modo di ottenere un guadagno, per via elettromeccanica, con l'avvento dei segnali audio dei telefoni, prima dell'invenzione del triodo, progredì e diede origine al microfono a carbone che pur essendo ancora un dispositivo elettromeccanico riusciva a gestire segnali variabili e venne pure costruito un vero amplificatore basato sull'utilizzo di un dispositivo simile al microfono a carbone messo al posto del relè.
L'amplificatore microfonico era costituito da un circuito di ingresso che con il segnale audio da amplificare eccitava un elettromagnete il quale faceva flettere più o meno una membrana che quindi comprimeva più o meno dei granuli di carbone che costituivano il circuito di uscita.
La tensione di alimentazione applicata ai granuli di carbone produceva nel circuito di uscita una corrente modulata dai movimenti della membrana, quindi dal segnale audio e in questo modo si poteva disporre in uscita di un segnale audio amplificato.
Come vedi si tratta proprio dell'evoluzione del relè, dove il contatto on-off (resistenza nulla o infinita) era stato sostituito da quello incerto dei granuli, che in qualche maniera riusciva a produrre una sorta di resistenza variabile controllata da una corrente.
In questa versione evoluta del relè è più evidente il concetto di guadagno come lo intendi tu ma si capisce come sia già presente anche nella versione originale a due soli livelli.
Immagina di dover trasmettere un segnale telegrafico su una linea dove per questioni varie sia necessario che la corrente associata ai punti e alle linee dell'alfabeto morse sia di 10A, che è un valore eccessivo da gestire con un tasto telegrafico.
Oggi tra il tasto e la linea ci inseriresti un bel transistor, magari darlington, che con il suo buon guadagno ti permetterebbe di gestire quella grossa corrente con i pochi mA del tasto telegrafico, 150 anni fa ci mettevano un relè ottenendo lo stesso risultato: come vedi nel caso di segnale a due livelli, se vogliamo digitale, relè e transistor si comportano similmente manifestando entrambi un guadagno.
Questo modo di ottenere un guadagno, per via elettromeccanica, con l'avvento dei segnali audio dei telefoni, prima dell'invenzione del triodo, progredì e diede origine al microfono a carbone che pur essendo ancora un dispositivo elettromeccanico riusciva a gestire segnali variabili e venne pure costruito un vero amplificatore basato sull'utilizzo di un dispositivo simile al microfono a carbone messo al posto del relè.
L'amplificatore microfonico era costituito da un circuito di ingresso che con il segnale audio da amplificare eccitava un elettromagnete il quale faceva flettere più o meno una membrana che quindi comprimeva più o meno dei granuli di carbone che costituivano il circuito di uscita.
La tensione di alimentazione applicata ai granuli di carbone produceva nel circuito di uscita una corrente modulata dai movimenti della membrana, quindi dal segnale audio e in questo modo si poteva disporre in uscita di un segnale audio amplificato.
Come vedi si tratta proprio dell'evoluzione del relè, dove il contatto on-off (resistenza nulla o infinita) era stato sostituito da quello incerto dei granuli, che in qualche maniera riusciva a produrre una sorta di resistenza variabile controllata da una corrente.
In questa versione evoluta del relè è più evidente il concetto di guadagno come lo intendi tu ma si capisce come sia già presente anche nella versione originale a due soli livelli.
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BrunoValente
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BrunoValente ha scritto:Infatti come ho specificato non è adatto per amplificare segnali che variano, però è adatto ad amplificare segnali a due livelli (...)
... una sorta di amplificatore in classe D?
MaxDisapprovo quello che dite, ma difenderò fino alla morte il vostro diritto di dirlo [attribuita a Voltaire]
La gentilezza dovrebbe diventare lo stile naturale della vita, non l'eccezione [Siddhārtha Gautama]
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Max2433BO
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No, non classe D, era un vero classe A, il dispositivo era lineare.
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BrunoValente
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L'evoluzione tecnologica dell'elettronica a partire dalla sua "preistoria" si potrebbe rappresentare così
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BrunoValente
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