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Zero crossing detector sensore a riluttanza magnetica

Elettronica lineare e digitale: didattica ed applicazioni

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[11] Re: Zero crossing detector sensore a riluttanza magnetica

Messaggioda Foto UtenteBrunoValente » 5 mar 2018, 15:37

elektrojack ha scritto:Ciao,
il minimo di tensione locale è circa -0.4V. Quando la frequenza aumenta questo minimo sale verso lo zero e lo supera anche di qualche volt alla frequenza massima.

Non ho capito, spiegati meglio, cosa è il minimo locale? ti avevo chiesto quanto vale l'ampiezza del picco alla frequenza minima
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[12] Re: Zero crossing detector sensore a riluttanza magnetica

Messaggioda Foto Utenteelektrojack » 5 mar 2018, 15:41

BrunoValente ha scritto:
elektrojack ha scritto:Ciao,
il minimo di tensione locale è circa -0.4V. Quando la frequenza aumenta questo minimo sale verso lo zero e lo supera anche di qualche volt alla frequenza massima.

Non ho capito, spiegati meglio, cosa è il minimo locale? ti avevo chiesto quanto vale l'ampiezza del picco alla frequenza minima


Quale picco? quello che scendo sotto lo 0V oppure il picco massimo positivo?
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[13] Re: Zero crossing detector sensore a riluttanza magnetica

Messaggioda Foto UtenteBrunoValente » 5 mar 2018, 15:52

Immagino la forma d'onda sia simmetrica rispetto allo 0V, cioè costituita da un picco positivo e uno negativo di uguale forma e speculari rispetto allo 0V.

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[14] Re: Zero crossing detector sensore a riluttanza magnetica

Messaggioda Foto UtenteBrunoValente » 5 mar 2018, 15:55

Se la forma non è quella, allora sarebbe meglio se facessi vedere l'oscillogramma di un intero periodo o meglio di un paio di periodi, non di un solo semiperiodo.
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[15] Re: Zero crossing detector sensore a riluttanza magnetica

Messaggioda Foto Utentevenexian » 5 mar 2018, 16:39

E' un condizionamento di segnale non semplice se si vuole un funzionamento preciso e rigoroso.

Bisogna traslare il segnale per averlo tutto entro l'intervallo di alimentazione, poi bisogna filtrarlo per eliminare il rumore a frequenza più alta. A questo punto è necessario avere due rivelatori di picco, uno massimo e uno minimo che determinano l'altezza dei due picchi. Segue un comparatore a isteresi con la finestra proporzionale all'ampiezza del segnale, ottenuta con un partitore tra i due rivelatori di picco.

Se non si procede in questo modo, non si ha un segnale che mantiene la fase di accensione al variare del numero di giri.

Realizzare un tale circuito con elettronica analogica non è certo impossibile, ma richiede un pesante lavoro di messa a punto. Oggi conviene campionare il segnale e fare le stesse operazioni in modo digitale. Anche perché poi risulta immediato creare la tabella degli anticipi.

Di che motore si tratta?
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[16] Re: Zero crossing detector sensore a riluttanza magnetica

Messaggioda Foto Utenteelektrojack » 5 mar 2018, 16:46

BrunoValente ha scritto:Immagino la forma d'onda sia simmetrica rispetto allo 0V, cioè costituita da un picco positivo e uno negativo di uguale forma e speculari rispetto allo 0V.



Si sono circa speculari. L'unico problema è che a frequenza bassa sia ha una porzione della parte positiva che scende sotto lo zero e ritorna positiva creando un "affossamento" prima del vero passaggio per lo zero che avverà dopo poco.
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[17] Re: Zero crossing detector sensore a riluttanza magnetica

Messaggioda Foto Utenteelektrojack » 5 mar 2018, 16:48

venexian ha scritto:E' un condizionamento di segnale non semplice se si vuole un funzionamento preciso e rigoroso.

Bisogna traslare il segnale per averlo tutto entro l'intervallo di alimentazione, poi bisogna filtrarlo per eliminare il rumore a frequenza più alta. A questo punto è necessario avere due rivelatori di picco, uno massimo e uno minimo che determinano l'altezza dei due picchi. Segue un comparatore a isteresi con la finestra proporzionale all'ampiezza del segnale, ottenuta con un partitore tra i due rivelatori di picco.

Se non si procede in questo modo, non si ha un segnale che mantiene la fase di accensione al variare del numero di giri.

Realizzare un tale circuito con elettronica analogica non è certo impossibile, ma richiede un pesante lavoro di messa a punto. Oggi conviene campionare il segnale e fare le stesse operazioni in modo digitale. Anche perché poi risulta immediato creare la tabella degli anticipi.

Di che motore si tratta?


Ciao, in modo digitale mi risulta complicato filtrare, lo devo fare in modo analogico.
Ciò che ho pensato è quello di traslare il segnale in alto di 2V giusto per far si che quel "affossamento" prima del vero zero crossing rimanga sempre sopra lo zero.
Dopo di che usare un comparatore di zero per rilevare lo zero crossing.
Che ne pensi?
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[18] Re: Zero crossing detector sensore a riluttanza magnetica

Messaggioda Foto Utentevenexian » 5 mar 2018, 16:53

Non basta.

Il livello varia molto con il numero di giri e se hai un livello fisso del comparatore, non mantieni la fase. Devi avere le due soglie vicine ai due picchi e le puoi generare solo se con un partitore tra due rivelatori di picco.

In analogico richiede cinque-sei operazionali, ma un numero elevato di resistenze che vanno modificate in funzione ai risultati delle prove.
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[19] Re: Zero crossing detector sensore a riluttanza magnetica

Messaggioda Foto Utenteelektrojack » 5 mar 2018, 16:57

venexian ha scritto:Non basta.

Il livello varia molto con il numero di giri e se hai un livello fisso del comparatore, non mantieni la fase. Devi avere le due soglie vicine ai due picchi e le puoi generare solo se con un partitore tra due rivelatori di picco.

In analogico richiede cinque-sei operazionali, ma un numero elevato di resistenze che vanno modificate in funzione ai risultati delle prove.


Il motore è un piaggio.

Mi chiedo dunque nella accensione classica che monta ci sia davvero tutto ciò che dici. guardando molti schemi in rete non ho mai trovato nulla di complicato.
Non capisco ancora perché non basta un rivelatore di zero che è proprio quello che si usa in tutti i motori a combustione.
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[20] Re: Zero crossing detector sensore a riluttanza magnetica

Messaggioda Foto Utentevenexian » 5 mar 2018, 17:00

in [15] ho scritto

venexian ha scritto:E' un condizionamento di segnale non semplice se si vuole un funzionamento preciso e rigoroso.

Se invece ci si accontenta che il motore giri, le vecchie accensioni elettroniche usavano un SCR e un paio di transistor per fare tutto. In rete si trovano gli schemi.
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