
Riparazione elettrobisturi
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Buonasera! Un caro amico, mi ha dato in \"pasto\"(visto le mie conoscenze a livello hobbistico) un elettrobisturi De Giorgi mod. 640/00 non funzionante ( http://www.carlodegiorgi.pl/pdf/004_M_E ... _F_D_E.pdf ). L\'ho aperto e porta 2 schede, una piu\' piccola lato comandi e una piu\' grande che riempe la scatola, al netto del grande trasformatore toroidale di circa 30 Vca. Ho perso un bel po\' di tempo e ho trovato uno dei 2 mosfet IRF640 in corto, un diodo 1n4148 sul cicalino sempre in corto, un condensatore poliestere mezzo bruciato con valore sballato e una resistenza 1/4w 47 ohm annerita, anch\'essa sostituita per sicurezza, e un diodo led aperto.Sostituito tutto,alla prova, con pedaliera e pulsante manipolo, dal \"rumore magnetico\" e dal suono del cicalino, sembrava funzionare; dopo meno di 5-6 secondi vedo uscire fumo dalla famosa resistenza da 47ohm, non sono riuscito a trovare altri corti,cosi\'avendo una 47ohm 3watt, l\'ho sostituita e all\'inizio scaldava molto, ma ha resistito all\'arrostimento solo che dal manuale dice che dopo 15/20 sec, il cicalino dovrebbe emettere un suono di allarme diverso con accensione led rosso allarme che avverte staccare il pulsante e cio\' non e\' avvenuto .Siccome il manipolo era stato manomesso, l\'ho smontato e risaldato per bene i fili al connettore bnc, cosa strana con garza a massa, l\'aparecchio rimaneva in funzione (solo ad apparecchio richiuso).Ho controllato tutti i componenti attivi e passivi e non ho trovato altro.Ci sono 3 circuiti integrati un NE556, un CD4093 schedina piccola comandi e un U210b1 http://www.alldatasheet.com/datasheet-p ... 74/TEMIC/U… controllo fase e corrente sul carico a mezzo triac, i primi 2 correttamente alimentati al premere della pedaliera, mi e\' venuto un dubbio sul U210b1, controllato tra piedino 2e3 -15v.C\'e\' anche un trasformatore presumo survoltore su cui ci sono avvolte 2 spire finali che vanno al famoso 1n4148 e al cicalino il resto dell\'avvolgimento AT (con chiaro simbolo di pericolo), dovrebbe andare al manipolo.Ho un forte sospetto sull\'ultimo integrato..Come potrei sapere se il trasformatore genera AT per dare corrente ad alta densita\'sull\'utensile del manipolo? Il mancato funzionamento, puo\' dipendere dal benedetto U210b1 ? Grazie comunque a tutti.... 

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stefanob70 il 12 giu 2018, 22:35, modificato 1 volta in totale.
Motivazione: Treadh spostato in Costruzione, riparazione, riutilizzo
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Non sono in grado di aiutarti, ma viste le informazioni che hai dato, non credo che altri ti potranno essere di aiuto.
Una domanda però vorrei fartela io. Viste 'le tue conoscenze a livello hobbistico' (cit.), dopo essere passato per le tue mani, questo elettrobisturi verrà utilizzato su qualche essere vivente?
Una domanda però vorrei fartela io. Viste 'le tue conoscenze a livello hobbistico' (cit.), dopo essere passato per le tue mani, questo elettrobisturi verrà utilizzato su qualche essere vivente?
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Io direi che per un hobbista hai fatto un ottima riparazione con ancora qualche problema in sospeso e anche un ragionamento che non fa una piega ma il fatto che quel bisturi va adoperato di sicuro su esseri viventi, sono proprio quei problemi irrisolti che portano all' interrogativo confermato da
venexian se quel bisturi non cauterizza l'animale o la persona rischia di dissanguarsi.
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elektronik
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se quel bisturi non cauterizza l'animale o la persona rischia di dissanguarsi.
Spero di gran lunga l'amico sia veterinario,
L'idea di avere apparecchi elettromedicali riparati da hobbysti non è certo rassicurante.
Senza nulla togliere alle tue conoscenze elettroniche, questo tipo di apparecchi è proprio il caso di portarlo in assistenza da chi lo deve fare. (casa produttrice o chi per essa).
dal modello dell'apparecchio, si direbbe ad uso odontoiatrico...
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Deve essere per forza qualcosa destinato o ad uso di una clinica privata (anche studi odontoiatrici) o ad uso veterinario.
Negli ospedali queste cose si fanno fare al dipartimento di ingegneria clinica, così siamo tutti più sicuri.
Negli ospedali queste cose si fanno fare al dipartimento di ingegneria clinica, così siamo tutti più sicuri.

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PietroBaima
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PietroBaima ha scritto:Negli ospedali queste cose si fanno fare al dipartimento di ingegneria clinica, così siamo tutti più sicuri.
la vedo dura che il dipartimento si occupi di queste cose.
al massimo fa una gara o assegna direttamente a uno specialista esterno.
almeno questo è quello che ho visto sempre fare.
chi mette mani per riparazione a una macchina del genere deve essere esperto della materia, avere le giuste nozioni, e conoscere come minimo la CEI EN 60601-1 e la CEI EN 62353, insieme al pacchetto norme specifico per gli elettro-bisturi.
questo è come dovrebbe essere.
non mi stupisco tuttavia se vedo l'idraulico a metter mani.
mi angoscia, ma non mi stupisce.
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Confermo quanto detto da
lillo
Ci sono aziende, che si occupano di riparazione di apparecchiature biomedicale ed operano sempre in conto terzi.
Perché non rivolgersi a strutture del genere?
Prima di tutto la sicurezza che il prodotto venga riparato è garantito dalla ditta,e per qualsiasi malfunzionamento sono loro i responsabili.
Ci sono aziende, che si occupano di riparazione di apparecchiature biomedicale ed operano sempre in conto terzi.
Perché non rivolgersi a strutture del genere?
Prima di tutto la sicurezza che il prodotto venga riparato è garantito dalla ditta,e per qualsiasi malfunzionamento sono loro i responsabili.
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stefanob70
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stefanob70 ha scritto:Confermo quanto detto dalillo
Ci sono aziende, che si occupano di riparazione di apparecchiature biomedicale ed operano sempre in conto terzi.
Perché non rivolgersi a strutture del genere?
Prima di tutto la sicurezza che il prodotto venga riparato è garantito dalla ditta,e per qualsiasi malfunzionamento sono loro i responsabili.
Ben detto ma io durante il mio cammino ho trovato professionisti che lasciavano a desiderare, che poi vorrei sapere cosa significa professionista, io non mastico bene l'italiano ma la parola mi porta a capire che è uno che svolge una professione, tutt'altro e una persona capace e competente, e per fare questo mi sembra che un minimo di corsi di specializzazione direttamente nelle ditte che costruiscono apparati elettromedicali dovrebbero farli. Che la ditta garantisca o hanno la responsabilità mi rasserena poco sapendo che alla fine anche loro danno il lavoro in subappalto a persone poco professionali quindi chi ci da questa garanzia che quel bisturi anche riparato da queste ditte non ti schioppa nella pancia. Ricorda Stefano che questa mia riflessione non e direttamente collegata allla tua risposta che non fa una piega, ho capito quello che volevi dire, ma capisci pure a me...
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elektronik
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