Salve tutti,
vorrei sapere quale figura professionale progetta i macchinari automatici per esempio torni automatici, macchine per il taglio laser, linee automatiche per smistamento, etc..
Il fatto è che per esempio la progettazione di un tornio automatico rientra nell'ambito della meccanica, ma comunque è presente anche un comparto elettrico, elettronico ed informatico. Mi chiedo quindi se un tale progetto sia commissionato a diversi ingegneri (meccanico, elettrico, etc) oppure esiste una figura specializzata proprio in questo.
Grazie.
Progettazione Macchinari Automatici
Moderatori:
dimaios,
carlomariamanenti
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Bella domanda.
Quelle macchine vengono progettate da un ingegnere non specializzato, un vero ingegnere. Uno che conosce la meccanica, l'elettrotecnica, l'elettronica, l'informatica, la fluidodinamica, la pneumatica, le normative e anche tutto il resto che serve a svolgere il lavoro.
Magari è un ingegnere elettronico che ha imparato il resto, magari è un ingegnere meccanico che ha fatto lo stesso percorso complementare.
Io ne conosco un paio.
Quelle macchine vengono progettate da un ingegnere non specializzato, un vero ingegnere. Uno che conosce la meccanica, l'elettrotecnica, l'elettronica, l'informatica, la fluidodinamica, la pneumatica, le normative e anche tutto il resto che serve a svolgere il lavoro.
Magari è un ingegnere elettronico che ha imparato il resto, magari è un ingegnere meccanico che ha fatto lo stesso percorso complementare.
Io ne conosco un paio.
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quale figura professionale progetta i macchinari automatici per esempio torni automatici, macchine per il taglio laser, linee automatiche per smistamento, etc..
Bella domanda, ma dovrebbe essere: le nuove ditte, che si sono messe con successo sul mercato con un prodotto innovativo, che esperienza pregressa hanno?
Di solito una ditta ha esperienza di decenni in un genere di prodotto, lo produce in modo competitivo, il personale si è rinnovato cambiando/migliorando lentamente le competenze (meccaniche, elettronica, sistemistiche, informatiche, di marketing,oraginzzative) seguendo una tradizione le cui origini si sono perse.

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davicos,
un meccatronico dovrebbe avere buona parte delle competenze, ma non tutte.
Un tuttologo è la persona giusta, ovviamente deve avere una conoscenza approfondita del prodotto specifico.
Ciao
Mario (pseudo-tuttologo
)
un meccatronico dovrebbe avere buona parte delle competenze, ma non tutte.
Un tuttologo è la persona giusta, ovviamente deve avere una conoscenza approfondita del prodotto specifico.
Ciao
Mario (pseudo-tuttologo
Mario Maggi
https://www.evlist.it per la mobilità elettrica e filiera relativa
https://www.axu.it , inverter speciali, convertitori DC/DC, soluzioni originali per la qualità dell'energia
Innovazioni: https://www.axu.it/mm4
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mario_maggi
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A me piacerebbe diventare un tuttologo ma è una cosa che, immagino, bisognerebbe fare da autodidatta in quanto non credo ci siano tanti sbocchi professionali che includano l'insegnamento di svariati campi dell'ingegneria.
Se ad esempio ti laurei in ingegneria elettronica, l'azienda ti assume come ingegnere elettronico e l'esperienza per gli altri campi come la fai?
Se l'azienda non ricopre un'area dell'ingegneria in particolare magari all'interno della stessa si può fare esperienza come tecnico e successivamente con il tempo si diventa esperti etc. Corretto?
Se ad esempio ti laurei in ingegneria elettronica, l'azienda ti assume come ingegnere elettronico e l'esperienza per gli altri campi come la fai?
Se l'azienda non ricopre un'area dell'ingegneria in particolare magari all'interno della stessa si può fare esperienza come tecnico e successivamente con il tempo si diventa esperti etc. Corretto?
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A me la parola 'esperto' ha sempre dato un po' fastidio. Non l'ho mai intesa come un riconoscimento per una maggiore preparazione su un argomento specifico, ma più come una scusa per la mancanza di preparazione su tutto il resto.
'Mi spiace, io sono un esperto di viti destre, quelle sinistre non so come si avvitino'...
Le cose si sanno bene, oppure no. Tutto qui.
Se sei un pasticciere, delle equazioni differenziali può non interessarti nulla, ma non puoi essere specializzato in tiramisù e non saper fare i bignè. Se sei un ingegnere elettronico, non puoi essere specializzato in elettronica digitale e non sapere come attaccare tra loro due operazionali.
La laurea in ingegneria, aveva in passato il biennio comune per tutte le 'specializzazioni'. Era a mio parere la parte più importante del percorso di studi, formava la mente dell'ingegnere. Con i nuovi percorsi di studio si è perso molto di quello spirito. Un ingegnere meccanico 'vecchio ordinamento' in pochi anni di studio può acquisire le conoscenze di un ingegnere elettronico e vice versa. Per un neolaureato attuale è certamente più difficile.
Il vantaggio oggi è la rete. C'è tutto. Basta voler imparare.
'Mi spiace, io sono un esperto di viti destre, quelle sinistre non so come si avvitino'...
Le cose si sanno bene, oppure no. Tutto qui.
Se sei un pasticciere, delle equazioni differenziali può non interessarti nulla, ma non puoi essere specializzato in tiramisù e non saper fare i bignè. Se sei un ingegnere elettronico, non puoi essere specializzato in elettronica digitale e non sapere come attaccare tra loro due operazionali.
La laurea in ingegneria, aveva in passato il biennio comune per tutte le 'specializzazioni'. Era a mio parere la parte più importante del percorso di studi, formava la mente dell'ingegnere. Con i nuovi percorsi di studio si è perso molto di quello spirito. Un ingegnere meccanico 'vecchio ordinamento' in pochi anni di studio può acquisire le conoscenze di un ingegnere elettronico e vice versa. Per un neolaureato attuale è certamente più difficile.
Il vantaggio oggi è la rete. C'è tutto. Basta voler imparare.
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davicos ha scritto:... quale figura professionale progetta i macchinari automatici...
E' molto più ragionevole che NON sia una singola persona ma un team di più persone, ognuna competente per una parte degli aspetti necessari, e che mettono assieme le forze per uno scopo comune.
I TUTTOLOGI non esistono !
Dalle mie parti si dice che: "... sol el mona ... sa tut".
Bye
Ser.Tom1
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Vorrei aiutare davicos a considerare molto bene il post [7] di venexian.
E' un'affermazione che contiene molta verita'. Ad un ingegnere, anche neolaureato, a me hanno insegnato che deve saper approcciare la soluzione di un problema tecnico-ingegneristico sulla scorta delle solide basi tecnico-teoriche che ha acquisito durante il percorso di studi. Quindi quello che si richiede e' il METODO che si segue per affrontare il problema con le sue difficolta'.
Altra verita'. Durante il biennio ho impiegato un anno per capire la QUALITA' dello studio che mi era richiesta per superare gli esami tipo FISICA I e II, Analisi matematica, Geometria ecc. ecc. E infatti ho impiegato 3 anni per superare il biennio.
E anche questo e' vero. Considera che a Pisa quando c'era il "vecchio ordinamento" (statistiche anni 1980-1990)
la percentuale dei laureati in ingegneria in otto anni, sul numero di studenti iscritti al primo anno era inferiore al 5%. Questo voleva dire che ogni esame, specialmente quelli fondamentali, era quasi un calvario, pero' quando veniva superato la preparazione conseguita era granitica.
Durante tutto il percorso di studi non ho mai sentito, neanche una volta, rammentare dai docenti le Norme (CEI, UNI, ISO) perche' lo scopo dei corsi era imparare bene la materia trattata che una volta acquisita, permetteva la lettura e comprensione delle Norme senza problemi. Ed anche affrontare lo studio di nuove materie, avendo un adeguato bagaglio culturale, nel modo migliore.
Il "nuovo ordinamento" della facolta' di ingegneria ha modificato il percorso di studi sopra descritto e certamente e' diventato in qualche modo piu' agevole (anche secondo il parere dei docenti che conosco).
La rete rappresenta senz'altro un pozzo senza fondo di esperienze e conoscenze.
venexian ha scritto:A me la parola 'esperto' ha sempre dato un po' fastidio. Non l'ho mai intesa come un riconoscimento per una maggiore preparazione su un argomento specifico, ma più come una scusa per la mancanza di preparazione su tutto il resto.
E' un'affermazione che contiene molta verita'. Ad un ingegnere, anche neolaureato, a me hanno insegnato che deve saper approcciare la soluzione di un problema tecnico-ingegneristico sulla scorta delle solide basi tecnico-teoriche che ha acquisito durante il percorso di studi. Quindi quello che si richiede e' il METODO che si segue per affrontare il problema con le sue difficolta'.
venexian ha scritto:La laurea in ingegneria, aveva in passato il biennio comune per tutte le 'specializzazioni'. Era a mio parere la parte più importante del percorso di studi, formava la mente dell'ingegnere
Altra verita'. Durante il biennio ho impiegato un anno per capire la QUALITA' dello studio che mi era richiesta per superare gli esami tipo FISICA I e II, Analisi matematica, Geometria ecc. ecc. E infatti ho impiegato 3 anni per superare il biennio.
venexian ha scritto:Un ingegnere meccanico 'vecchio ordinamento' in pochi anni di studio può acquisire le conoscenze di un ingegnere elettronico e vice versa
E anche questo e' vero. Considera che a Pisa quando c'era il "vecchio ordinamento" (statistiche anni 1980-1990)
la percentuale dei laureati in ingegneria in otto anni, sul numero di studenti iscritti al primo anno era inferiore al 5%. Questo voleva dire che ogni esame, specialmente quelli fondamentali, era quasi un calvario, pero' quando veniva superato la preparazione conseguita era granitica.
Durante tutto il percorso di studi non ho mai sentito, neanche una volta, rammentare dai docenti le Norme (CEI, UNI, ISO) perche' lo scopo dei corsi era imparare bene la materia trattata che una volta acquisita, permetteva la lettura e comprensione delle Norme senza problemi. Ed anche affrontare lo studio di nuove materie, avendo un adeguato bagaglio culturale, nel modo migliore.
venexian ha scritto: Per un neolaureato attuale è certamente più difficile.
Il vantaggio oggi è la rete. C'è tutto. Basta voler imparare.
Il "nuovo ordinamento" della facolta' di ingegneria ha modificato il percorso di studi sopra descritto e certamente e' diventato in qualche modo piu' agevole (anche secondo il parere dei docenti che conosco).
La rete rappresenta senz'altro un pozzo senza fondo di esperienze e conoscenze.
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Sono abbastanza d'accordo sul fatto che ci si debba interessare di "tutto", o per lo meno non chiudersi in un settore troppo specifico.
Non vorrei, però, che passasse l'idea che le specializzazioni non servono affatto. Per fare alcuni tipi di lavoro occorrono competenze specifiche molto approfondite. E' molto difficile acquisirle in un solo campo, figuriamoci in vari campi.
A quanto vedo, per contro, spesso succede che per essere degli elettronici eccellenti occorre conoscere qualcosa (o anche parecchio) di meccanica, e magari viceversa.
Non vorrei, però, che passasse l'idea che le specializzazioni non servono affatto. Per fare alcuni tipi di lavoro occorrono competenze specifiche molto approfondite. E' molto difficile acquisirle in un solo campo, figuriamoci in vari campi.
A quanto vedo, per contro, spesso succede che per essere degli elettronici eccellenti occorre conoscere qualcosa (o anche parecchio) di meccanica, e magari viceversa.
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SandroCalligaro
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