Differenziale trifase usato in monofase
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Oggi mi sono informato sulla disponibilità dei differenziali bipolari di tipo F .
ABB: mi hanno confermato il differenziale puro da 0.03A sono in attesa di sapere se producono lo 0.3A
Schneider: non producono differenziali bipolari di tipo F
Bticino: producono differenziali puri sia da 0.03A sia da 0.3A
Voi che siete più aggiornati in materia legislativa, il differenziale di tipo F è consigliato, obbligatorio o assente dalla normativa attuale?
Grazie.
ABB: mi hanno confermato il differenziale puro da 0.03A sono in attesa di sapere se producono lo 0.3A
Schneider: non producono differenziali bipolari di tipo F
Bticino: producono differenziali puri sia da 0.03A sia da 0.3A
Voi che siete più aggiornati in materia legislativa, il differenziale di tipo F è consigliato, obbligatorio o assente dalla normativa attuale?
Grazie.
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Altra cosa che mi è venuta in mente: nel piano notte ho 3 climatizzatori inverter da 8500 btu 8 (con pompa di calore) che fino ad ora erano serviti da un unico differenziale da 0.03 del piano notte (quindi unico differenziale che serve forza, luce e climatizzatori). Ora passo nuovi conduttori ed installo un quadretto dedicato ai clima nel piano notte con differenziale puro + 3 magnetotermici per i 3 climatizzatori. In pratica, la dorsale da 4 mmq che arriva al centralino piano notte si divide in due tronconi, uno va al quadro con differenziale puro tipo A da 0.03 con magnetotermico da 16 e da 10, uno va al quadretto dedicato ai climatizzatori con differenziale puro tipo F e 3 magnetotermici da 10 A. Fino ad ora non ho mai notato scatti del differenziale nel piano notte (unico differenziale per forza, luce e climatizzatori), né con il tipo AC né ora che ho un tipo A.
Siccome il quadretto è dedicato solo ai climatizzatori, potrei anche impiegare un tipo F da 0.3 invece di quello da 0.03 visto che si tratta di 3 clima e non uno, cosa ne pensate?
Siccome il quadretto è dedicato solo ai climatizzatori, potrei anche impiegare un tipo F da 0.3 invece di quello da 0.03 visto che si tratta di 3 clima e non uno, cosa ne pensate?
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markus5 ha scritto:Voi che siete più aggiornati in materia legislativa, il differenziale di tipo F è consigliato, obbligatorio o assente dalla normativa attuale?
La norma di prodotto del tipo F, ove sono indicate le principali applicazioni (compresa la maggior resistenza agli scatti intempestivi), esiste da qualche annetto (IEC/CEI EN 62423).
Il tipo F con le sue applicazioni è indicato nella CEI 64-8 V3 del 2017, senza tuttavia alcun obbligo o raccomandazione espliciti. Ne avevo parlato qui https://www.electroyou.it/6367/wiki/sce ... a-cei-64-8 .
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Grazie dell'informazione. Visto che sono 3 i climatizzatori forse sarebbe meglio impiegare un 300 mA di tipo F, ma caspita, a parte il costo (non irrisorio), sono veramente in pochi a produrlo. Speravo in ABB. Cosa ne pensate di Bticino per i differenziali in termini di qualità costruttiva e altri parametri?
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Sicuramente mi crocifiggeranno per quello che sto per scrivere
Analizzando la situazione, vale veramente la pena installare un tipo F su dei condizionatori che sicuramente non toccherà mai nessuno se non l'addetto alla manutenzione? Cioè se sono installati fuori dalla portata delle persone comuni e azionati da telecomando a infrarossi o centralizzato, c'è tutto questo pericolo di folgorazione?
Ribadisco che la situazione va analizzata in ogni caso, ma se fossi io il progettista dell'impianto considererei quanto ho detto.
Analizzando la situazione, vale veramente la pena installare un tipo F su dei condizionatori che sicuramente non toccherà mai nessuno se non l'addetto alla manutenzione? Cioè se sono installati fuori dalla portata delle persone comuni e azionati da telecomando a infrarossi o centralizzato, c'è tutto questo pericolo di folgorazione?
Ribadisco che la situazione va analizzata in ogni caso, ma se fossi io il progettista dell'impianto considererei quanto ho detto.
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Giovanni123
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Mi è sorto un interrogativo....
Come ho detto intendo passare i cavi di fase e neutro dedicati ad ogni climatizzatore, cavi poi collegati ai relativi magnetotermici, facenti tutti capo ad un differenziale tipo F da 300 mA. Per il collegamento del cavo di terra del climatizzatore, utilizzerei il cavo di terra più vicino raccordandomi ad esso. Nella fattispecie, ho una presa italiana (10A) a cui arriva la terra ed utilizzerei il morsetto della presa per collegare la terra del climatizzatore. Domanda: collegando in questo modo la terra del climatizzatore non rischio che una dispersione inferiore alla soglia di intervento del differenziale da 300 mA porti questa dispersione pericolosa alla massa di un eventuale apparecchio collegato a quella presa? Inoltre, il frutto da 10 A su cui collego la terra del climatizzatore è un bticino magic vecchia serie con la terra collegata alla placca metallica esterna e quindi il problema si estenderebbe anche alla placca della presa da 10A.
In poche parole, come viaggiano le dispersioni all'interno di un impianto di terra in un'abitazione?
Grazie.
Come ho detto intendo passare i cavi di fase e neutro dedicati ad ogni climatizzatore, cavi poi collegati ai relativi magnetotermici, facenti tutti capo ad un differenziale tipo F da 300 mA. Per il collegamento del cavo di terra del climatizzatore, utilizzerei il cavo di terra più vicino raccordandomi ad esso. Nella fattispecie, ho una presa italiana (10A) a cui arriva la terra ed utilizzerei il morsetto della presa per collegare la terra del climatizzatore. Domanda: collegando in questo modo la terra del climatizzatore non rischio che una dispersione inferiore alla soglia di intervento del differenziale da 300 mA porti questa dispersione pericolosa alla massa di un eventuale apparecchio collegato a quella presa? Inoltre, il frutto da 10 A su cui collego la terra del climatizzatore è un bticino magic vecchia serie con la terra collegata alla placca metallica esterna e quindi il problema si estenderebbe anche alla placca della presa da 10A.
In poche parole, come viaggiano le dispersioni all'interno di un impianto di terra in un'abitazione?
Grazie.
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Appunto... Ti preoccupi di usare un differenziale di tipo F e poi mi andresti a collegare il conduttore di protezione in quel modo?
In qualsiasi punto colleghi il PE, che sia su un collettore o brutalmente su una presa "alla buona", le masse del tuo impianto avranno sempre lo stesso potenziale, a prescindere dal tipo di dispersione o guasto eventuale.
In qualsiasi punto colleghi il PE, che sia su un collettore o brutalmente su una presa "alla buona", le masse del tuo impianto avranno sempre lo stesso potenziale, a prescindere dal tipo di dispersione o guasto eventuale.
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Giovanni123
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