D'inverno per me che a casa mi vesto di lana e pile è un incubo per l'enorme carica elettrostatica che accumulo. Quando sto alla scrivania adopero un braccialetto antistatico collegato all'armatura metallica della stufa a gas che tengo accanto a me però ovviamente è una soluzione molto limitata, inoltre quando mi allontano e me lo tolgo, dopo 10 secondi prendo la scossa magari col frigo o con la maniglia della porta.
Ho visto questo gadget antistatico che potrebbe fungere però necessita di un ponderoso corpo di metallo (l'automobile o anche la mia stufa), io invece mi chiedevo se fosse possibile evitare ciò e questo per evitare di dovermi ricordare ogni volta di appoggiare il gadget e scaricarmi in sicurezza. Io sono molto ignorante sull'argomento ma a occhio credo che non si possa fare, cioè non si può costruire un dispositivo antistatico funzionante a sè stante da portarsi dietro che converta costantemente l'energia elettrostatica che accumuliamo in altro (energia luminosa nel caso di quel gadget) "senza accorgersene" di indossarlo.
Tanto per riderci su non credo si possa fare una cosa del genere ma non dispero in smentite :) Colgo l'occasione per augurare buon anno a tutto il forum (spero che almeno ciò eviterà a questo post di andare a votazione -100 :) )
Restare elettrostaticamente scaricati permanentemente?
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Potrei sbagliarmi, per cui attendi anche conferma/smentita da parte di chi è più esperto del settore, ma penso che dovresti indirizzarti su calzature ESD...
Max
MaxDisapprovo quello che dite, ma difenderò fino alla morte il vostro diritto di dirlo [attribuita a Voltaire]
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Max2433BO
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L'accumulo di carica elettrostatica è favorito da un insieme di condizioni:
- generazione della separazione di carica (strofinìo, attrito, circoli d'aria, etc.)
- mantenimento della carica separata su di una superficie: impossibilità di realizzare un circuito di scarica controllata
L'aria secca, tipica della stagione invernale, accentua entrambi i fenomeni, poiché elimina uno dei percorsi di scarica.
Per mitigare il fenomeno è possibile esplorare le seguenti alternative:
- Controllo dell'umidità dell'aria tramite appositi umidificatori
- Ionizzazione dell'aria, almeno nei dintorni della stazione di lavoro
- Realizzazione di circuiti di scarica controllata: tappeti ESD sul pavimento e sul tavolo, opportunamente collegati fra loro e all'impianto di messa a terra, da abbinare a ciabatte dissipative
Ricorda: la regola per risolvere i problemi di natura elettrostatica è la realizzazione di percorsi di scarica a impedenza controllata, idealmente dalle parti del megaohm in su.
- generazione della separazione di carica (strofinìo, attrito, circoli d'aria, etc.)
- mantenimento della carica separata su di una superficie: impossibilità di realizzare un circuito di scarica controllata
L'aria secca, tipica della stagione invernale, accentua entrambi i fenomeni, poiché elimina uno dei percorsi di scarica.
Per mitigare il fenomeno è possibile esplorare le seguenti alternative:
- Controllo dell'umidità dell'aria tramite appositi umidificatori
- Ionizzazione dell'aria, almeno nei dintorni della stazione di lavoro
- Realizzazione di circuiti di scarica controllata: tappeti ESD sul pavimento e sul tavolo, opportunamente collegati fra loro e all'impianto di messa a terra, da abbinare a ciabatte dissipative
Ricorda: la regola per risolvere i problemi di natura elettrostatica è la realizzazione di percorsi di scarica a impedenza controllata, idealmente dalle parti del megaohm in su.
Alberto.
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Mi permetto di darti un consiglio. Magari non diventerai il più silenzioso dei passeggiatori, ma perché non provi a metterti una puntina da disegno sotto alla scarpa? Ovviamente di quelle completamente metalliche e che non oltrepassino la gomma della suola (onde evitare di pungerti il piede). Io a suo tempo risolsi così.
Un saluto
Un saluto
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FilippoKK ha scritto:metterti una puntina da disegno sotto alla scarpa
Se così funziona allora chiedo se possa funzionare -e sia più efficace- indossare il braccialetto antistatico alla caviglia e far in modo che la parte metallica finale (dove c'è il coccodrillo) vada a finire sotto la mia scarpa/ciabatta in modo da stare in contatto costante col pavimento, magari collegando il coccodrillo ad un cavo monopolare opportunamente spelato ed arrangiato a forma d'anello da mettere a giro alla scarpa come fosse una staffa da cavallerizzo (non so se ho reso l'idea).
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Ciao,
immagino che sicuramente sia più efficace, ma penso anche che sia molto scomodo.
Credo che questa soluzione avesse funzionato nel mio caso perché, come detto nei precedendi post, non era stato fatto altro che creare un percorso di scarica ad altissima impedenza (in effetti la puntina è immersa nella gomma della scarpa) e toccando costantemente il pavimento, con molta calma, drenava verso terra.
Eventualmente puoi fare una prova, al limite la rimuoverai
immagino che sicuramente sia più efficace, ma penso anche che sia molto scomodo.
Credo che questa soluzione avesse funzionato nel mio caso perché, come detto nei precedendi post, non era stato fatto altro che creare un percorso di scarica ad altissima impedenza (in effetti la puntina è immersa nella gomma della scarpa) e toccando costantemente il pavimento, con molta calma, drenava verso terra.
Eventualmente puoi fare una prova, al limite la rimuoverai
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