Pochi giorni fa il mio professore aveva proposto a me e a altri due studenti un dottorato nel settore della agricoltura 4.0. Non ho ancora rifiutato la proposta ma per il momento ho deciso di buttarmi nel mondo del lavoro fuori dall’università, anche se non escludo in futuro di tornarci.
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Pochi giorni fa il mio professore aveva proposto a me e a altri due studenti un dottorato nel settore della agricoltura 4.0. Non ho ancora rifiutato la proposta ma per il momento ho deciso di buttarmi nel mondo del lavoro fuori dall’università, anche se non escludo in futuro di tornarci.
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ElectroFranco
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Gente, alla fine ho accettato il contratto per l’azienda che produce macchinari per i torni. Mi assumono come progettista elettronico, però immagino mi faranno ricoprire un ruolo da elettrico. Pertanto forse dovrò studiarmi un po’ i PLC e la vecchia trifase fatta un po’ durante il secondo anno di università
. Non so cosa mi aspetta, però mi auguro di non deviare troppo da quelli che sono i miei obiettivi da elettronico.
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ElectroFranco
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ElectroFranco ha scritto:Gente, alla fine ho accettato il contratto per l’azienda che produce macchinari per i torni. Mi assumono come progettista elettronico, però immagino mi faranno ricoprire un ruolo da elettrico. Pertanto forse dovrò studiarmi un po’ i PLC e la vecchia trifase fatta un po’ durante il secondo anno di università. Non so cosa mi aspetta, però mi auguro di non deviare troppo da quelli che sono i miei obiettivi da elettronico.
Vedrai che non te ne pentirai.
Anche io ho seguito il curriculum progettazione, ma dopo due anni in una piccola impresa, nei quali ho imparato tantissimo, sono giunto alla conclusione più importante:
Saper progettare è una competenza, saper lavorare è un'arte.
Coltivare il rapporto con i fornitori, gestire le esigenze di un cliente indeciso, lavorare anche coi colleghi più difficili, spegnere le beghe da ufficio o ancor peggio rendersi conto di alimentarle, gestire le spese legate al proprio lavoro, far valere le proprie ragioni, ingoiare il rospo, sviluppare una strategia, coltivare rapporti... Tutte competenze fondamentali, che in un ambiente lavorativo valgono più di un transistor polarizzato correttamente.
Presto ti renderai conto che il mondo è pieno di progettisti, alcuni più bravi e svelti, altri più mediocri, ma che questa differenza nel mondo del lavoro da dipendente si appiattisce. Tutti portano a casa la pagnotta.
Vedrai progettisti scadenti eccellere nel rapporto con il cliente, e vedrai fornitori coprirti le spalle quando tu stesso commetterai un errore. Imparerai a distinguere un capo che ti fa crescere da uno che ti sta solamente sfruttando.
Queste competenze, da sole, valgono l'esperienza in azienda, indipendentemente dal risultato accademico.
L'età migliore per iniziare a fare queste esperienze va dai 16 ai 20 anni. In Italia iniziamo a 25, se tutto va bene: quasi nessuno lavora parallelamente allo studio, col risultato di laurearsi e non saper che strada prendere perché non si conosce il tessuto sociale e imprenditoriale della zona.
TL;DR: buttati, fai esperienza e cerca di capire che aria tira. Non farti troppe paranoie e ascolta la pancia. Cerca di divertirti.
Alberto.
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Al di là di tutto nel bene o nel male sarà un’esperienza, vi ringrazio tutti per avermi sostenuto in questa scelta difficile, ve ne sono molto grato.
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ElectroFranco
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ElectroFranco
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Signori, non ho ancora iniziato il mio nuovo lavoro ma già mi sorge un altro dubbio. Al colloquio si parlava di lavorare in ufficio tecnico, adesso invece salta fuori che dovrò lavorare anche in produzione. Cosa significa secondo voi? Forse avrei dovuto chiedere spiegazioni ma me l’hanno buttata lì durante la visita medica e non mi sembrava il caso di fare domande. Sinceramente pensavo di lavorare al PC
e questa cosa mi lascia un po’ perplesso.
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ElectroFranco
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Io la vedrei molto ma molto bene, magari avere l'occasione di "sporcarsi le mani" su circuiti o altro... Certo, se ti mettono a fare cose del tutto fuori mansione o un po' troppo al di sotto di quello che hai studiato saprai come regolarti.
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Il tecnico progettista SW in una realtà industriale lavora in ufficio le lunghe sessioni di sviluppo, ma poi i test sono eseguiti in officina, in genere su una macchina predisposta, poi con la produzione si curano i rilasci delle versioni e le istruzioni di messa in servizio.
Per la mia esperienza in genere il tempo passato in ufficio è quasi pari a quello in officina (anche in officina intendo al PC).
Con l'esperienza il tempo necessario al test diminuisce, frutto di una progettazione più accorta che si matura.
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