Alan18 ha scritto:Solo una cosa non mi spiego. Il consumo assegnato al controllore “spento” di 0,5mA, da cosa è determinato? Datasheet, calcoli, stima, valore fittizio?
Per una spiegazione qualitativa quella corrente e` stata trascurata. Se la si vuole considerare, per valutare meglio il tempo di ricarica, bisogna scrivere l'equazione differenziale di carica considerando anche questo termine forzante..... Ma anche no
Alan18 ha scritto:Quindi, per sapere quanto tempo ci mette la tensione C5 a salire da 10V (che raggiunge dopo 878ms) a 16V (che raggiunge dopo 1,441s) basta fare la differenza. E quindi
(La corrente assorbita dal controllore influenza solo il tempo di scarica giusto? O sbaglio?)
Va bene. Anche qui si puo` riscrivere l'eq. diff. della carica del condensatore e integrare, senza dover fare la differenza fra due tempi.... Ma anche no. Visto che il calcolo di una carica o scarica da un valore qualunque a un altro valore qualunque e` abbastanza comune con i sistemi del primo ordine (solo un condensatore o un induttore), c'e` una formula, che non mi hanno insegnato a scuola, non era ancora di moda, che dice

E` facile verificare che per t=0s la tensione v_C vale la tensione iniziale V_0, mentre per t->oo la tensione vale V_oo
In questo caso la tensione V_oo e` la tensione asintotica, 310V, la tensione V_0 e` quella iniziale sul condensatore di 10V e devi trovare t per il quale v_C vale 16V.
Se si mettono questi valori nella formula si ha
da cui con arditi passaggi, come diceva il mio prof di Analisi 1, si ottiene
Alan18 ha scritto:Comunque riassumendo:
E` vero che il corto prende tutta la corrente e tiene la tensione a zero, ma capitano anche altri fenomeni, per cui l'induttanza praticamente non si scarica, non essendoci all'uscita tensione. In queste condizioni l'induttanza non immagazzina una energia illimitata, il controllo in corrente limita la corrente di primario a un valore limitato e il circuito non muore.
Troppo complicato per adesso, ne avevo accennato quando ti avevo fatto calcolare il tempo di carica dei condensatori di uscita. Comunque il tutto funziona come hai detto.
Alan18 ha scritto:Un dubbio: hai detto che il controllore fa partire il circuito a 16V e si spegne a 10V. Ma quindi, tra 10V e 16V, il controllore è acceso, ma non funziona? Devo considerare 10V come tensione minima di vita e 16V come tensione di corretto funzionamento? E' per questo che dici che il circuito riparte a 16V e non a 10V?
Sopra i 16V di alimentazione il controllore lavora, sotto i 10V e` in stand by, fra 10V e 16V che fa? Dipende dalla storia precedente della tensione. Se la tensione sta salendo, arrivando da controllore in stand by, deve salire fino a 16V per partire. Una volta partito, la tensione puo` scendere fino a 10V per spegnersi. Quindi da 10V a 16V puo` essere sia funzionante che in stand by, dipende se prima di essere in quell'intervallo l'alimentazione era sopra 16V o sotto 10V. Questo comportamento e`di tipo isteretico, c'e` una isteresi sulla tensione, con soglie 10V e 16V. Vedi ad esempio questa figura, presa da qui
Alan18 ha scritto:Qua, scusa, ma non ho capito la domanda. Mi stai chiedendo perché con l'uscita a 0V e il fototransistor che non conduce, il controllore capisce che serve più potenza?
Domanda espressa male. Dal punto di vista circuitale si puo` progettare il circuito in modo che quando il led si accende di piu`, questo significhi "dai piu` potenza", oppure nel modo opposto, quando si accende di piu` significa "riduci la potenza". Entrambi sono possibili, la retroazione e` negativa, il sistema e` stabile... ma uno funziona e l'altro no, a meno di fare qualche salto mortale nel circuito!
Alan18 ha scritto:Per quanto riguarda quell'errore di calcolo, ho sicuramente fatto casino cercando di risolverla in 3 passaggi come mi avevi detto, perché non ci sono abituato.
Il problema si ha quando si usano gli esponenti di 10, eventualmente negativi. A me pare estremamente comodo e sicuro fare i conti direttamente sui prefissi, senza passare per i 10 alla qualcosa. Essendo tutti gli esponenti multipli di 3, il risultato non puo` che venire un altro multiplo di 3, quindi un altro prefisso. Quando trovo mega per nano, dico subito milli, o kilo diviso giga fa micro, senza passare per le potenze di 10.
Alan18 ha scritto:peccato. Potevo arrivarci.![]()
Capita agli inizi, a me ancora adesso
Per gli spazi, fai in modo da ottenere un risultato che ti piaccia. Usa a completa discrezione gli spazi \"spazio" e \, e guarda se il risultato ti piace.

Elettrotecnica e non solo (admin)
Un gatto tra gli elettroni (IsidoroKZ)
Esperienza e simulazioni (g.schgor)
Moleskine di un idraulico (RenzoDF)
Il Blog di ElectroYou (webmaster)
Idee microcontrollate (TardoFreak)
PICcoli grandi PICMicro (Paolino)
Il blog elettrico di carloc (carloc)
DirtEYblooog (dirtydeeds)
Di tutto... un po' (jordan20)
AK47 (lillo)
Esperienze elettroniche (marco438)
Telecomunicazioni musicali (clavicordo)
Automazione ed Elettronica (gustavo)
Direttive per la sicurezza (ErnestoCappelletti)
EYnfo dall'Alaska (mir)
Apriamo il quadro! (attilio)
H7-25 (asdf)
Passione Elettrica (massimob)
Elettroni a spasso (guidob)
Bloguerra (guerra)






entra dall'ingresso più in alto;
e quello più basso (con il pallino) è la 


