Leggo e sono incuriosito dalla tecnologia qualcuno conosce ?
A me sa tanto di fuffa citano Bill Gates Tiny Fadell la Tesla ...
Poi quanto leggo
gestita da un software collegato ad un servizio cloud avanzato.
anche il motore adesso lo fanno girare solo se collegato a internet ?
Spero sia un errrore di chi ha scritto l'articolo
Comunque amenità a parte, qualcuno conosce la tecnologia e può spenderci due parole anceh perché dai miei ricordi di oltre 40anni fa di perito elettrotecnico i rotori a magneti permanenti erano teconolgia consolidata già allora...o mi confondo...
Stasera cerco l'olivieri ravelli
motore turntide
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[1] motore turntide
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luxinterior
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Si è il motore di tesla ed e quello da 8 anni.
I giornalisti per riempire le pagine ripetono la solita minestra riscaldata come sempre.
Si trova un filmato su youtube che mostra il funzionamento in modo molto chiaro.
https://m.youtube.com/watch?v=esUb7Zy5Oio
40 anni fa io ricordo dei gran asincroni o sincroni ma questa tecnica non era ancora implementata.
Ciao
I giornalisti per riempire le pagine ripetono la solita minestra riscaldata come sempre.
Si trova un filmato su youtube che mostra il funzionamento in modo molto chiaro.
https://m.youtube.com/watch?v=esUb7Zy5Oio
40 anni fa io ricordo dei gran asincroni o sincroni ma questa tecnica non era ancora implementata.
Ciao
600 Elettra
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Ho riguardato meglio e devo smentire quello che ho scritto prima non è vero.
È in pratica un grosso motore passo passo dato che i poli del rotore sono in numero minore di quelli del rotore.
C'è un bel filmato che ne spiega il principio di funzionamento.
https://m.youtube.com/watch?v=LXJUYumwh-k
In questo filmato sono a confronto i due tipi di motori a riluttanza variabile
Quello sincrono usato da Tesla e quello asincrono Turntide.
https://m.youtube.com/watch?v=ojJHwi3YIus
Ciao
È in pratica un grosso motore passo passo dato che i poli del rotore sono in numero minore di quelli del rotore.
C'è un bel filmato che ne spiega il principio di funzionamento.
https://m.youtube.com/watch?v=LXJUYumwh-k
In questo filmato sono a confronto i due tipi di motori a riluttanza variabile
Quello sincrono usato da Tesla e quello asincrono Turntide.
https://m.youtube.com/watch?v=ojJHwi3YIus
Ciao
600 Elettra
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Cerco di chiarire un po', perché già l'articolo di Repubblica faceva confusione...
Prima di tutto, mi ha un po' scandalizzato un articolo pubblicato sul sito di una testata nazionale, che è scritto così male da sembrare fatto col traduttore automatico dall'inglese (sono quasi certo che sia stato generato così). Senza contare errori grossolani, come ad esempio:
Se questa è divulgazione di argomenti tecnici...
Nell'articolo si parla di motori "a riluttanza commutata" ("switched reluctance" è il corrispondente termine tecnico, ben noto), ma poi si fa riferimento a magneti di rotore. Il disegno è proprio quello di uno switched reluctance, motore senza magneti, fatto in modo simile ad un passo-passo a riluttanza, come diceva
stefanopc.
Il sito di TurnTide conferma che sono degli switched reluctance (https://www.youtube.com/watch?v=osAZeLs6zmY).
Si tratta di tecnologia arcinota. Anche se qualcuno, ogni tanto, cerca di spacciarli come una buona soluzione, si sa che hanno parecchi svantaggi, tra cui (come menzionato in uno dei video) il ripple di coppia spaventoso (e la rumorosità, che di fatto è correlata in qualche modo al ripple). Se non bastasse, normalmente richiedono degli inverter ad hoc, che a mio parere sprecano pure componenti, rispetto al caso trifase. Inoltre, le tecniche di controllo che ho visto finora per questi motori sono abbastanza "rudimentali", se confrontate con le finezze che si applicano ai trifase (controllo con dinamica e precisione elevata, magari sensorless e anche a velocità nulla, stima di parametri ed adattamento online, ...).
Il fatto stesso che si parli di 5.000 motori (un numero ridicolo per qualunque azienda italiana che produca motori) per applicazioni HVAC (le più semplici perché poco dinamiche) fa capire la reale portata dell'iniziativa. Poi, quando qualcuno cerca di creare confusione su un suo prodotto, ad esempio mischiando magneti e switched reluctance, tirando in ballo il "cloud" ecc, la puzza di fuffa diventa insopportabile.
Quindi, questi non sono motori asincroni, non sono motori sincroni a riluttanza variabile ("Synchronous Reluctance", che sono solitamente trifase ed si pilotano in sinusoidale), e non hanno magneti.
Per avere un riferimento, visto che se ne è parlato nel thread, i motori usati da Tesla sono di due tipi: asincroni ("induction motor") con gabbia di rotore in rame (a differenza del solito alluminio, ma anche qui non hanno inventato niente) oppure a magneti permanenti interni (Interior Permanent Magnet Synchronous Motor, IPMSM), che sfruttano sia il principio della riluttanza variabile (grazie alle barriere di flusso sul rotore), sia quello elettro-dinamico (grazie ai magneti di rotore). Il secondo tipo di motore (IPMSM) è tra quelli (se non quello) più promettente dal punto di vista del compromesso tra costo, sostenibilità dei materiali, densità di coppia/potenza, possibilità di avere numero di poli anche alto, funzionamento a potenza disponibile costante ad alta velocità. Non a caso è stato scelto dalla stragrande maggioranza dei costruttori di auto elettriche ed ibride moderne.
Insomma, mi sembra un episodio da manuale di buon marketing, specie per le azioni della società...
Dà molto fastidio, però, che si spacci per invenzione propria (e rivoluzionaria!) qualcosa che è noto da tempo. Un po' come il "motore digitale" di Dyson.
Penso di poter dire con cognizione di causa (essendo stato parte di questo processo) che la maggior parte delle innovazioni in questo campo è costituita da dettagli, visto che si tratta di prodotti maturi (i motori). Quello che andrebbe incrementato ed incentivato, forse, è l'uso delle soluzioni più efficienti ed intelligenti già disponibili, specialmente nelle applicazioni industriali.
Scusate, ma su queste cose mi infervoro!
Prima di tutto, mi ha un po' scandalizzato un articolo pubblicato sul sito di una testata nazionale, che è scritto così male da sembrare fatto col traduttore automatico dall'inglese (sono quasi certo che sia stato generato così). Senza contare errori grossolani, come ad esempio:
L'efficienza (nel punto nominale) di un motore elettrico asincrono (quindi del tipo più comune) utilizzato senza inverter, già per taglie di qualche kW deve superare l'85% per normativa (MEPS). Vedo difficile superare il 100% di efficienza.avrebbe un’efficienza del 25% superiore ai sistemi usati oggi
Se questa è divulgazione di argomenti tecnici...
Nell'articolo si parla di motori "a riluttanza commutata" ("switched reluctance" è il corrispondente termine tecnico, ben noto), ma poi si fa riferimento a magneti di rotore. Il disegno è proprio quello di uno switched reluctance, motore senza magneti, fatto in modo simile ad un passo-passo a riluttanza, come diceva
Il sito di TurnTide conferma che sono degli switched reluctance (https://www.youtube.com/watch?v=osAZeLs6zmY).
Si tratta di tecnologia arcinota. Anche se qualcuno, ogni tanto, cerca di spacciarli come una buona soluzione, si sa che hanno parecchi svantaggi, tra cui (come menzionato in uno dei video) il ripple di coppia spaventoso (e la rumorosità, che di fatto è correlata in qualche modo al ripple). Se non bastasse, normalmente richiedono degli inverter ad hoc, che a mio parere sprecano pure componenti, rispetto al caso trifase. Inoltre, le tecniche di controllo che ho visto finora per questi motori sono abbastanza "rudimentali", se confrontate con le finezze che si applicano ai trifase (controllo con dinamica e precisione elevata, magari sensorless e anche a velocità nulla, stima di parametri ed adattamento online, ...).
Il fatto stesso che si parli di 5.000 motori (un numero ridicolo per qualunque azienda italiana che produca motori) per applicazioni HVAC (le più semplici perché poco dinamiche) fa capire la reale portata dell'iniziativa. Poi, quando qualcuno cerca di creare confusione su un suo prodotto, ad esempio mischiando magneti e switched reluctance, tirando in ballo il "cloud" ecc, la puzza di fuffa diventa insopportabile.
Quindi, questi non sono motori asincroni, non sono motori sincroni a riluttanza variabile ("Synchronous Reluctance", che sono solitamente trifase ed si pilotano in sinusoidale), e non hanno magneti.
Per avere un riferimento, visto che se ne è parlato nel thread, i motori usati da Tesla sono di due tipi: asincroni ("induction motor") con gabbia di rotore in rame (a differenza del solito alluminio, ma anche qui non hanno inventato niente) oppure a magneti permanenti interni (Interior Permanent Magnet Synchronous Motor, IPMSM), che sfruttano sia il principio della riluttanza variabile (grazie alle barriere di flusso sul rotore), sia quello elettro-dinamico (grazie ai magneti di rotore). Il secondo tipo di motore (IPMSM) è tra quelli (se non quello) più promettente dal punto di vista del compromesso tra costo, sostenibilità dei materiali, densità di coppia/potenza, possibilità di avere numero di poli anche alto, funzionamento a potenza disponibile costante ad alta velocità. Non a caso è stato scelto dalla stragrande maggioranza dei costruttori di auto elettriche ed ibride moderne.
Insomma, mi sembra un episodio da manuale di buon marketing, specie per le azioni della società...
Dà molto fastidio, però, che si spacci per invenzione propria (e rivoluzionaria!) qualcosa che è noto da tempo. Un po' come il "motore digitale" di Dyson.
Penso di poter dire con cognizione di causa (essendo stato parte di questo processo) che la maggior parte delle innovazioni in questo campo è costituita da dettagli, visto che si tratta di prodotti maturi (i motori). Quello che andrebbe incrementato ed incentivato, forse, è l'uso delle soluzioni più efficienti ed intelligenti già disponibili, specialmente nelle applicazioni industriali.
Scusate, ma su queste cose mi infervoro!
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SandroCalligaro
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Mi sembra giusto infervorarsi se ti promettono nel titolo "il motore elettrico di nuova generazione" e poi guardando la figura sotto riconosci lo stesso motore che si usa nelle stampanti da oltre 30 anni non puoi fare diversamente.
Come accennato prima una minestra congelata e riscaldata più volte con sopra un titolo che promette molto.
Forse si sono dimenticati la parola magica " IoT " oltre a " Cloud".
Ciao
Come accennato prima una minestra congelata e riscaldata più volte con sopra un titolo che promette molto.
Forse si sono dimenticati la parola magica " IoT " oltre a " Cloud".
Ciao
600 Elettra
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Ah, ecco cosa mancava!stefanopc ha scritto:Forse si sono dimenticati la parola magica " IoT " oltre a " Cloud".
Ciao
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SandroCalligaro
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Rispondo con molto ritardo scusatemi
Ringrazio entrambi per i vostri interventi e per i link che mi avete lasciato
L'Olivieri Ravelli non l'ho ancora cercato....ma immagino sia un tantino superato..
Ok quindi nulla di mirabolante semplice mano di vernice
Ringrazio entrambi per i vostri interventi e per i link che mi avete lasciato
L'Olivieri Ravelli non l'ho ancora cercato....ma immagino sia un tantino superato..
Ok quindi nulla di mirabolante semplice mano di vernice
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luxinterior
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Sapete mi diverte molto leggere articoli come quello postato da luxinterior.
Siccome lavoro sui motori elettrici da tanti anni e di cose ne ho viste un'infinità, quando si leggono certe panzane ti vien da chiederti: <ma i giornalisti prima di scrivere, visto che non sono degli esperti, perché non si informano, ma preferiscono fare la figura dei fessi?>
Piccola cronistoria: i motori a riluttanza commutata sono sulla piazza dalla seconda metà degli anni 50' del 1900. Si sono evoluti grazie all'elettronica di potenza. Esistono esempi di pilotaggio per questi motori fatti con i Thyratron a mercurio, o nelle versioni piccole, erano comandati dagli SCS (Silicon Controled Switch) con Circuit di retroazione così complessi da far venire il mal di testa.
Purtroppo quello che accade è che la massa, la gente comune, di queste cose non se ne intende e si beve tutto, in particolare se gli racconti baggianate come ad esempio che per far funzionare il motore serve di essere connessi a internet.
Un po' di anni fa venne fuori una panzana simile a questa del motore. Qualche giornalista aveva messo in giro la voce che le centraline di accensione, iniezione, ABS, usate sulle autovetture, usavano il sistema operativo Windows98 e poi che il programma specifico girava come se fosse un'applicazione.
Siccome lavoro sui motori elettrici da tanti anni e di cose ne ho viste un'infinità, quando si leggono certe panzane ti vien da chiederti: <ma i giornalisti prima di scrivere, visto che non sono degli esperti, perché non si informano, ma preferiscono fare la figura dei fessi?>
Piccola cronistoria: i motori a riluttanza commutata sono sulla piazza dalla seconda metà degli anni 50' del 1900. Si sono evoluti grazie all'elettronica di potenza. Esistono esempi di pilotaggio per questi motori fatti con i Thyratron a mercurio, o nelle versioni piccole, erano comandati dagli SCS (Silicon Controled Switch) con Circuit di retroazione così complessi da far venire il mal di testa.
Purtroppo quello che accade è che la massa, la gente comune, di queste cose non se ne intende e si beve tutto, in particolare se gli racconti baggianate come ad esempio che per far funzionare il motore serve di essere connessi a internet.
Un po' di anni fa venne fuori una panzana simile a questa del motore. Qualche giornalista aveva messo in giro la voce che le centraline di accensione, iniezione, ABS, usate sulle autovetture, usavano il sistema operativo Windows98 e poi che il programma specifico girava come se fosse un'applicazione.

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È da allora che le auto sono obbligatoriamente dotate di tre tasti (Ctrl, Alt, Del). 
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SandroCalligaro
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[10] Re: motore turntide
Vorrei dare un completamento a questa discussione.
I motori a riluttanza commutata sono riconducibili al motore di Jacobi
Ma chi è sto tizio?
Il sig. Moritz Hermann VON JACOBI, fratello del matematico Carl Gustav Jacobi, era uno scienziato vissuto nel XIX secolo e che realizzò tra il 1830 e il 1840, un motore elettrico composto da bobine che si attiravano e si respingevano grazie ad un sistema di commutazione a contatti. Era un sistema rudimentale che in qualche modo anticipava quello che fece Pacinotti trent'anni dopo con il suo commutatore a lamelle, anche se qui il meccanismo era diverso, perché si basava sull'attrazione di elettromagneti e non sulla nascita di un campo di repulsione.
Se guardate su Internet ci sono immagini del motore di Jacobi, vedrete qualcosa che ricorda molto bene i motori in questione.
I motori a riluttanza commutata sono riconducibili al motore di Jacobi
Il sig. Moritz Hermann VON JACOBI, fratello del matematico Carl Gustav Jacobi, era uno scienziato vissuto nel XIX secolo e che realizzò tra il 1830 e il 1840, un motore elettrico composto da bobine che si attiravano e si respingevano grazie ad un sistema di commutazione a contatti. Era un sistema rudimentale che in qualche modo anticipava quello che fece Pacinotti trent'anni dopo con il suo commutatore a lamelle, anche se qui il meccanismo era diverso, perché si basava sull'attrazione di elettromagneti e non sulla nascita di un campo di repulsione.
Se guardate su Internet ci sono immagini del motore di Jacobi, vedrete qualcosa che ricorda molto bene i motori in questione.

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