fosforiverdi ha scritto:Volevo dire a DarwinNE che ho raccolto il suo invito a provare il gioco "The Queen's Footsteps".
Oppure si chiama "On The Queen's Footsteps", questo dubbio mi perseguita.
Che piacere! Il gioco si chiama The Queen's Footsteps. La seconda grafia è stata usata solo all'inizio, ma non è del tutto corretta e quindi è stata cambiata.
fosforiverdi ha scritto:La cosa principale che voglio dirti è che il carattere che hai scelto è sicuramente bello da vedere ma non particolarmente chiaro da leggere.
Personalmente trovo stancante leggere sugli schermi e quindi cerco sempre di avere una chiara visione dei caratteri, anteponendo la nitidezza all'estetica.
Sì, anch'io non leggo bene su schermo. Da quello che hai scritto deduco che stai usando la versione per C64, è così? Ci sono quasi una ventina di computer diversi supportati
Tra l'altro, hai visto che ho appena fatto uscire la versione in italiano di The Queen's Footsteps? Si chiama I passi della regina:
http://davbucci.chez-alice.fr/index.php ... e=Italianofosforiverdi ha scritto:È un'opinione ma essendo un gioco che si basa tutto sulla lettura, peraltro scritto in inglese (ma non è quello il punto), credo che questo particolare non sia secondario.
Lo penso anch'io, difatti è possibile disattivarlo. All'inizio del gioco c'è un menu e puoi scegliere di usare il set di caratteri originale del C64, premendo "F" per far apparire "NO" dopo "Art Nouveau 64 Font". Puoi poi caricare la parte del gioco che desideri. Se invece stai usando un Plus/4 emulato (l'altra piattaforma per cui si usa il font Art Nouveau 64), se mi ricordo bene basta caricare direttamente il gioco senza passare dal loader.
fosforiverdi ha scritto:Potresti mettere a disposizione due versioni e poi chiedere a chi le prova quale preferisce, non dovrebbe essere un gran problema ricompilarlo con un carattere diverso, almeno credo. Potresti usare il carattere delle macchine da scrivere, che ha un aria vintage ma si legge bene.
Oppure cercare solo il carattere migliore dal punto di vista della... vista. Ovviamente affiancandolo alla versione originale.
Personalmente la versione che preferisco per giocare è quella del C128. Viene usato il monitor a 80 colonne che è molto comodo per le situazioni come questa in cui c'è da leggere molto testo. Io ho un C128D e con un buon monitor RGB (ovviamente il problema non si pone con l'emulatore) la leggibilità dei caratteri è ottima.
fosforiverdi ha scritto:Non ho capito bene se la mancanza di una lista completa dei comandi possibili fa parte del gioco, nel senso che uno se li deve scoprire da solo, o se è una lacuna. Questa è una domanda.
Di solito ci sono dei comandi abbastanza classici, poi per il resto si procede per esperienza. Una regola non scritta è che è quasi sempre meglio fare a meno del verbo "use", preferendo qualcosa di più specifico. Per il resto questo foglietto è utile da tenersi affianco:
https://interactive-fiction-class.org/i ... tures.htmlNei miei giochi, l'interazione con i personaggi esterni è abbastanza semplice. Non bisogna scrivere cose come "ask operator about the message", ma basta parlare con loro "talk to operator". The Queen's Footsteps riconosce un po' meno di 400 parole diverse.
fosforiverdi ha scritto:Per il resto, quando si avvia il gioco appare la schermata iniziale che è veramente bella, complimenti.
Poi però non accade nulla per diversi secondi, poi la schermata si sgrana e infine lo schermo diventa nero. Viene istintivo di provare a premere i tasti e cosi facendo ad un certo punto, quando il gioco parte veramente, si manda accidentalmente avanti la prima schermata, quella del prologo.
Capisco. Non è che non succede nulla, è che il computer sta caricando il gioco vero e proprio e la lettura da disco è un'operazione terribilmente lenta per il C64 (è un problema del firmware, quindi sono fioriti firmware alternativi come il JiffyDOS).
Su un computer vero è abbastanza ovvio che il disco sta funzionando (si sente il rumore

), ma capisco che sull'emulatore non ci si accorge del problema. Se vuoi far durare di meno quella fase, puoi mettere Vice in "warp mode" per poi disattivarlo appena partito il gioco vero e proprio.
fosforiverdi ha scritto:A proposito, non credo esista un modo per salvare lo stato del gioco, dico bene? Però il gioco è diviso in sezioni. Quanto dovrebbe durare una sezione in media?
Sì, sul C64 puoi salvare e caricare con SAVE e LOAD. Su altri computer non è così, per esempio con lo Spectrum. Una sezione contiene una ventina di luoghi visitabili. Conoscendo la soluzione io penso di poter rigiocare tutta una sezione in meno di dieci minuti. Ho visto due live di persone che hanno giocato a TQF, una era più esperta ed in 3 ore è arrivata all'inizio della terza sezione del gioco. Un'altra invece dopo 3 ore è arrivata a circa 2/3 della prima parte.
fosforiverdi ha scritto:Come ti ho detto non lo faccio per essere critico, penso che a te, come programmatore, interessi conoscere i punti migliorabili del gioco e io ti dico quello che pare a me, poi fai tu come credi.
Se però non giocherò a questo gioco sarà principalmente a causa di quel carattere gotico.
Certo, nessun problema. I commenti sono sempre i benvenuti
fosforiverdi ha scritto:A parte questo trovo interessante che ci siano ancora persone che sviluppano software per sistemi considerati dalla massa completamente superati.
È un peccato se si pensa che presto o tardi queste macchine si rovineranno al punto di non poter essere più usate o che un giorno non ci saranno più monitor adatti.
C'è un grande interesse e lo si vede cercando di acquistare una di quelle macchine. E' un po' complicato ripararle e trovare monitor adatti, ma esistono soluzioni un po' per tutto. Si riesce anche a fabbricare con componenti moderni equivalenti di chip ormai non più prodotti (come il famoso SID). Un problema non da poco è dato anche dalla plastica che si rovina. Ci sono dei dibattiti molto interessanti sulla conservazione a lungo termine di quel patrimonio.
fosforiverdi ha scritto:Però magari si troverà un modo per farle rivivere, già l'esistenza degli emulatori è una gran roba, mentre non so cosa dire di quei dispositivi moderni che sono fatti per assomigliare a quella tecnologia, forse andrebbe fatto un discorso diverso per ogni macchina.
Sì, certamente. Io ho qualche macchina vintage e sono attrezzato per fare le riparazioni. Però uso con gran piacere gli emulatori perché è molto più semplice e pratico sviluppare software e testarlo sugli emulatori, piuttosto che usare sempre l'hardware originale. C'è da dire che mi è capitato di trovare comportamenti diversi tra l'emulatore e il computer vero, quindi c'è sempre da fare attenzione.
fosforiverdi ha scritto:La tua idea di commercializzare questo gioco mi pare bizzarra ma anche divertente. Mi domando chi potrebbe essere interessato, forse dei collezionisti, visto che la confezione stessa sembra studiata per avere un suo appeal.
Beh, buona fortuna! Mi auguro non sia il tuo core-business.
Ah, certamente no
L'editore non mi ha ancora detto quante copie ha venduto. L'idea è che il gioco è gratuito (e difatti si può scaricare senza limitazioni), mentre acquistando la versione commerciale uno acquista la scatola e tutto il resto. Ha un suo valore perché è un oggetto carino e ben fatto. L'autore del bellissimo disegno della scatola è Ralph Niese, purtroppo deceduto giovanissimo poco più di un anno fa.
fosforiverdi ha scritto:Io non sono un programmatore ma l'argomento mi piace, quindi ora ti faccio una domanda da principiante: sbaglio o in linea di massima queste avventure testuali alla fine non sono altro che lunghissime sequenze di if-then-else? A parte il testo ovviamente.
Sì, più o meno. Bisogna anche memorizzare alcune informazioni sullo stato del gioco.
fosforiverdi ha scritto:A proposito, quale linguaggio usi per questo? Forse il BASIC? Sei un programmatore esperto o lo fai a livello amatoriale?
Non sono un programmatore professionista, ma ormai ho un po' di esperienza in quelle cose.
No, non ho mai particolarmente amato il BASIC. I miei giochi sono di solito scritti in C, per fortuna esistono ottimi cross-compilatori per quasi tutti i sistemi vecchi e nuovi
Per i giochi di avventura, ho scritto un convertitore chiamato AWS2C, che mi permette di descrivere un gioco con un linguaggio molto semplice chiamato AWS e messo a punto da Aristide Torrelli. Dopodiché il mio convertitore genera automaticamente un codice C che viene poi cross-compilato:
https://github.com/DarwinNE/aws2cPer altri giochini come quelli per il VIC-20 inespanso invece per forze di cose ho fatto tutto in assembler 6502. E' divertente, ma diciamo che lo è in maniera diversa.
fosforiverdi ha scritto:Voglio farti qualche domanda anche sulle immagini. Mi sono chiesto se tu le abbia realizzate direttamente sulle macchine sulle quali il gioco sarà eseguito ma non credo a questa ipotesi, sarebbe troppo complicato.
Dipende. Per qualche macchina è un po' scomodo. Per esempio per il C64, lo Spectrum i sistemi MSX ed altri ho usato un bell'editor chiamato Multipaint che gira su hardware moderno e permette di disegnare tenendo conto delle limitazioni dell'hardware di quelle macchine:
http://multipaint.kameli.netUn'immagine che viene bene con la palette del C64 non va bene per esempio per lo Spectrum che ha una palette e limitazioni grafiche completamente diverse.
fosforiverdi ha scritto:Io azzardo a dire che tu non disegni queste immagini da zero ma crei una specie di collage fotografico con strumenti moderni e poi usi qualche effetto automatico per dargli l'aspetto che hanno alla fine. Ci ho azzeccato?
Sì e no. In certi casi utilizzo effettivamente dei collage fotografici. Nel caso dell'immagine di caricamento C64 di TQF ho in effetti disegnato a mano il viso su carta basandomi su un'opera di Alfons Mucha e fotografando il risultato. Ho però disegnato direttamente al computer con Minipaint il cranio, usando come modello una stampa ottocentesca:
In qualche caso ho usato Gimp, ma è molto più semplice lavorare tenendo conto delle limitazioni. Per la scelta dei colori sul C64 ho dovuto fare qualche prova anche per vedere come venissero modificati i colori a schermo su un monitor con tubo catodico. Invece ho realizzato su Macintosh dell'epoca le campiture del disegno, per vedere come rendessero i vari retini disponibili:
La maggior parte del disegno per Amiga di Silk Dust l'ho fatto su Amiga, basandomi sulla versione per C64 che avevo messo a punto in precedenza:
Nel qual caso, lavorare con un'Amiga 500 e Deluxe Paint è stato molto gradevole ed importante per la scelta dei colori e le varie retinature. Preciso che non sono un disegnatore esperto e devo per forza di cose basarmi su dei modelli. Per Silk Dust, lo sfondo viene da una tappezzeria Art Nouveau, i capelli e la postura della ragazza da un lavoro di Alfons Mucha, ma il viso e lo sguardo sono quelli di Brigitte Helm in Metropolis.
fosforiverdi ha scritto:Comunque spero che il mio intervento ti incoraggi a continuare, molte persone non apprezzano queste cose, pensano che rincorrere l'ultima novità tecnologica, sbarazzandosi della vecchia, sia la cosa più ovvia, ma qualcuno ha detto una volta che: "più indietro riusciremo a guardare, più in avanti riusciremo a vedere".
Frequento gli ambienti di auto storiche ed ultimamente vedo sempre più similitudini tra la passione per queste ed il retrocomputing. Nel bene e nel male. Oggi nessuno andrebbe a lavorare facendo 50 km al giorno con una Fulvia del 1972 come la mia, ma è molto piacevole tirarla fuori la domenica quando non piove per fare un giretto attorno al lago.
Così come a nessuno verrebbe in mente di scrivere una relazione di lavoro o disegnare un grafico con un C64, mentre è gradevolissimo giocarci nel tempo libero.
Una cosa un po' sgradevole è vedere che in certi casi si fanno delle vere e proprie speculazioni su hardware raro (o meno raro). Quello che ormai è comunque assodato è che nel bene o nel male un computer degli anni 80 ha ormai un certo valore.