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La musica odierna e' mixata/masterizzata male

hi-fi, luci, suoni, effetti speciali, palcoscenici...

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[41] Re: La musica odierna e' mixata/masterizzata male

Messaggioda Foto Utentelelerelele » 13 gen 2022, 10:27

speedyant ha scritto:Ebbene, se non fosse che ascolto in cuffia, io mi troverei ad ascoltare i cd attraverso lo stereo compatto di Nuova Elettronica e due "casse" bicono da macchina... :lol:
Personalmente trovo una enorme differenza tra ascoltare bene e ascoltare su un impianto scarso, a parte che si perdono una gran parte di suoni, quindi di fatto ascolti una parte della musica, il resto rimane nascosto, a me da tutta un'altra sensazione.

Magari se usi cuffie buone ascolti bene comunque.:-)

saluti.
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[42] Re: La musica odierna e' mixata/masterizzata male

Messaggioda Foto UtentedrGremi » 15 gen 2022, 18:49

DarioDT ha scritto:direi di sentire l'album del grande Tommy Emmanuel - "Accomplice One" ed in particolare la traccia numero tre, Saturday Night Shuffle (feat. Jorma Kaukonen & Pat Bergeson) dove c'è stereofonia e grande dinamica. L'intero disco è comunque molto bello e sicuramente da ascoltare.

N.B. Per me si ascolta la musica e non l'impianto....sia ben chiaro!

Ora cerco faccio un po'di prove con diverso materiale. Cerco anche il rip flac di un CD (anche se sono abbastanza convinto di non poter percepire differenze con un aac 256kbps o ogg 320kbps di Spotify.

Quel brano è in relazione anche a questo?
banjoman ha scritto:Pero', vi chiedo: avete mai ascoltato una batteria, un sassofono, una tromba o una chitarra lievemente distorta in una jam session? Vi assicuro che rimarreste sorpresi....
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[43] Re: La musica odierna e' mixata/masterizzata male

Messaggioda Foto UtenteMau77 » 2 giu 2022, 1:25

Sera, premetto che, anche per via dell'orario, non ho letto tutte le risposte al post, per cui se qualcosa che andrò a scrivere avrà già trovato il suo posto in questo post (ecco che iniziamo male con questi giochetti di parole), potremmo rubricarlo come un involontario "delay".
Il tema è interessante, soprattutto perché è un argomento che mi interessa.
Negli ultimi anni mi sono avvicinato (mannaggia a me e a quando l'ho fatto) all'ambiente dell'hip hop, più che altro per il fatto che comporre strumentali "di quel tipo" è senz'altro più semplice rispetto a quello a cui sono abituato.
Poi con la sempre più pressante difficoltà economica in me sono cresciute le aspettative, legate anche al raggiungimento dell'obiettivo più "mercenario" che ci sia: fare musica per fare soldi (bruttissima frase e bruttissimo pensiero, tant'è che in effetti non riesco più a fare un pezzo, proprio perché senza stimoli e inventiva, il mero e odioso pseudo fine legato al guadagno non porta a nulla. Immagivano che potesse essere così e la realtà ora è questa).
Questo decisamente lungo preambolo ha un perché: l'hip hop è uno di quei contesti musicali dove purtroppo, nella maggior parte dei casi, il cosiddetto fruitore si accontenta ed ha come metro di giudizio l'impatto che hanno cassa e rullante sul suo stato psicofisico.
In pratica, nel 95% dei casi, quello che il pubblico (non educato musicalmente parlando, ossia non incline all'ascolto di generi differenti ma soprattutto non capace di apprezzare l'agogica in un pezzo, oppure l'uso di una suddivisione metrica alternativa e così via), alcuni addetti ai lavori, come ad esempio ingegneri del suono operanti negli studi di registrazione e peggio ancora, diverse etichette discografiche ricercano, è (come avviene in diversi generi musicali) un sound che non scuota alcun potere decisionale, che non metta in dubbio ciò che presumibilmente e, aggiungo, in maniera presuntuosa, vorrebbe essere fatto passare per "ciò che vuole la gente", quando in realtà il ruolo di "filtro" che hanno coloro che scelgono cosa secondo loro può andare e cosa non può andare, è fondamentale.
La cosiddetta loudness war è stata messa in pratica anche in altri generi e questo secondo me sarebbe un ottimo argomento di discussione per una tesi sui conflitti psicologi del singolo individuo e dello stesso in rapporto con l'esterno.
Personalmente, a parte comprensibili necessità di sfogarsi (ogni tanto non fa male), cosa che può capitare se si è intenti ad ascoltare musica per conto proprio (oltretutto, cosa che io non faccio da più di 20 anni, se non raramente e con le cuffie, cosa abbastanza singolare per uno che fa musica, ma dietro a questo ci sono svariati motivi), l'esasperazione a cui si è arrivati in questa pratica, è a mio avviso strettamente legata ad una profonda difficoltà nel percepire se stessi in questo mondo, dove l'appiattimento della dinamica e l'enfatizzazione della potenza, mostrano in realtà la debolezza che si cela dietro a tutto ciò, perché come vado dicendo da parecchi anni, se la musica è ben fatta per apprezzarla non è necessario rischiare di perdere l'udito, oppure rendere un mastering simile più ad un rettilineo anziché lavorare sui punti di forza (che fin troppe persone percepiscono come punti deboli): la dinamica, il trattamento dei suoni non "solamente" dal punto di vista dell'ingegneria del suono (fondamentale per restituire pulizia, appunto dinamica, spazialità, profondità, carattere e fornire quel supporto necessario affinché un pezzo renda al meglio), ma anche per quello che riguarda la personalità di "quel suono lì", come se si assistesse ad un dialogo tra strumenti.
Insisto su questo punto (l'aspetto psicologico) perché per quanto ci si sforzi di apparire distaccati, l'influenza che si ha con la percezione del proprio sé in relazione a quello che si vorrebbe che gli altri percepiscano di noi, è assoluta ed innegabile.
Poi ci sono altre varianti, altrettanto valide e con una capacità di persuasione talmente potente e al tempo stesso velatamente sfuggente, che nel parlare o nello scrivere qualcosa che riguarda terzi, la quasi totalità delle persone non si rende neanche conto del fatto che in realtà sta parlando di sé.
Una sorta di proiezione indiretta del sé mascherata da compiacimento per l'altrui soggetto (o soggetti).
Parecchi anni fa ricordo un amico che disse (riferendosi all'Oratorio di Natale composto da Bach "Eh ma questa musica non fa il botto", sottintendendo che a suo dire la musica da discoteca (quella che negli anni 90 era considerata la dance music e che oggi viene in parte definita Edm, come se l'acronimo Electronic po' possa donare più spessore ad un genere che un nome lo aveva già) era più potente.
Peccato per lui non aver colto la potenza di Bach.
Tornando all'hip hop, un giorno ma sono messo pari paro ad ascoltare circa 150 estratti di almeno 300 pezzi pubblicati da un utente su un noto sito di vendita di strumentali (dove peraltro si viene inondati di richieste di apprezzamenti per i propri pezzi in modo tale da ottenere lo stesso trattamento, il classico dare e avere tipico degli anti social: un atteggiamento che odio).
L'inizio era sempre lo stesso ed evito di commentare il resto, però c'è la tendenza a massimizzare l'impatto di quei due strumenti percussivi cui ho accennato prima, tralasciando la fondamentale importanza dello stile.
Infatti ascoltando strumentali di svariati utenti spesso è praticamente impossibile (nell'hip hop) stabilire una qualche linea di demarcazione tra l'uno e l'altro.
Prima che mi dimentichi: non so se qualcuno di voi ha mai visto il documentario su Glenn Gould intitolato "Genius within", veramente ben fatto e soprattutto incentrato sul rapporto tra lui e il tecnico del suono, lo consiglio (soprattutto perché se comprendere l'inglese potreste gustarcelo al 100%, io sono andato ad intuito e l'ho comunque trovato stupendo).
Non vado oltre, perché finirei dopodomani.
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[44] Re: La musica odierna e' mixata/masterizzata male

Messaggioda Foto UtenteEtemenanki » 2 giu 2022, 13:53

Mau77 ha scritto:... hip hop ...

Ma non era un'esercizio di aerobica, quello dove tutti saltellano sul posto ? :mrgreen:

Mau77 ha scritto:... loudness war ...

La "Cavalcata delle Valchirie" suonata a tutto volume dagli altoparlanti degli elicotteri che invio a mitragliare a tappeto i siti dei "rave", posso considerarla "loudness war" ? :twisted: :mrgreen:

(scherzo, ovviamente ... anche se sui "rave", la tentazione e' forte :lol: )
"Sopravvivere" e' attualmente l'unico lusso che la maggior parte dei Cittadini italiani,
sia pure a costo di enormi sacrifici, riesce ancora a permettersi.
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[45] Re: La musica odierna e' mixata/masterizzata male

Messaggioda Foto UtenteMau77 » 2 giu 2022, 22:29

Nessun problema, a me l'hip hop neanche interessa, però lo vedo come un contesto strumentalizzabile a mio piacimento, è per quello che ho provato a fare qualcosa.
Forse quello che intendi tu è una delle 4 discipline facenti parte della vera e propria cultura hip hop.
Personalmente (comunque) non reggo molto quelli che fanno i gradassi, intrisi di soldi, pubblicando sempre gli stessi video, non se ne può più.
Wagner! Ho pensato subito ad Apocalipse Now, lì il discorso cambia e in quel contesto quel "modello" funziona (o forse funziona perché conosciamo quella versione del film).
Lasciamo stare i rave, non commento per non attirarmi insulti e promesse di spedizioni punitive.
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[46] Re: La musica odierna e' mixata/masterizzata male

Messaggioda Foto Utenteclaudiocedrone » 2 giu 2022, 23:12

I rave non occorre mitragliarli, basta distribuirgli gratis* un bel po' di "sintetiche" ben tagliate come dico io e si autoestinguono :mrgreen:

*Per natura sono un tipo molto generoso O:) :-"
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[47] Re: La musica odierna e' mixata/masterizzata male

Messaggioda Foto Utentebanjoman » 3 giu 2022, 1:38

Io ho appena acquistato un CD e un LP dei Kraftwerk (CD: Radioactivity, LP: Computer World).
Devo dire che la rimasterizzazione e' egregia (molta dinamica, anche nella versione LP e suoni pulitissimi e non distorti), anche perche' e' stata curata direttamente da Ralf Hutter nei Kling Klang Studios :mrgreen:
Possedevo gia' gli LP originali dell'epoca (1978/80) e quindi posso dire che la versione rimasterizzata e' migliore, merito appunto del fatto che chi l'ha curata e' uno che le cose le sa fare.

Lo stesso dicasi per Led Zeppelin IV: la rimasterizzazione e' stata curata direttamente da Jimmy Page e accidenti se si "sente".
Essere ingegneri del suono/masteristi non e' una cosa che si improvvisa.
Se funziona quasi bene, è tutto sbagliato. A.Savatteri/M.Mazza
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[48] Re: La musica odierna e' mixata/masterizzata male

Messaggioda Foto Utenteedgar » 3 giu 2022, 9:47

banjoman ha scritto:curata direttamente da Ralf Hutter nei Kling Klang Studios
...
curata direttamente da Jimmy Page

Chi meglio dell'autore può rendere meglio l'idea di base del brano? :mrgreen:
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[49] Re: La musica odierna e' mixata/masterizzata male

Messaggioda Foto UtenteEtemenanki » 3 giu 2022, 11:18

Io ho sentito un sacco di pezzi di vari autori, rimasterizzati, rimodernati, rifatti ... devo dire che purtroppo nel 95% dei casi sono stati una delusione, paragonati agli originali.
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[50] Re: La musica odierna e' mixata/masterizzata male

Messaggioda Foto Utentebanjoman » 3 giu 2022, 21:51

Infatti io non compro i "remastered" a scatola chiusa.
Mi rifornisco da uno dei pochi negozi di vinili e cd rimasti in attivita'. Il titolare e' un esperto e sa consigliare bene.
Inoltre (come si facevga una volta) uno puo' ascoltare il disco prima di decidere l'acquisto.

I remastered, come dice Foto UtenteEtemenanki spesso possono essere deludenti.
In questo caso ripiego sulle edizioni originali oppure ristampe non remastered (ad cazzum). Anche vinili usati possono essere ottimi. Il negozio difatti tratta anche l'usato (ovviamente ben tenuto).

Mi dispiace solo per chi si avvicina per la prima volta ai cd o ai vinili, acquistando le edizioni moderne. Esssendo queste quasi sempre rimasterizzate, spesso si traduce in un disastro con conseguente insoddisfazione dell'utente finale.
Per le stampe di musica attuale non saprei dire, ma dai commenti letti mi sa che gli ingegneri del suono attuali dovrebbero andare a imparare un po' di mestiere dai pochi rimasti della golden era. Ad esempio agli Abbey Road Studios, che ancora esistono.
Oppure da chi lavora alla Columbia, Atlantic, o altre etichette meno note, come la Blue Note o la Telarc.
I loro remastering sono ineccepibili (quando fatti). Ma in genere si limitano a ripulire il suono e a dargli maggiore spazialita' e sfruttare la dinamica che gia' esisteva allora, riversandola sui cd.

Non dimentichiamo che i registratori da studio degli anni 50/60/70 (ancora in uso oggi in certi studi) avevano prestazioni di tutto rispetto (parliamo di Ampex o Studer) ed era giocoforza adattare la dinamica del nastro originale a quella disponibile per il mastering su vinile.

Mi e' capitato recentemente di acquistare un cd MONO di un'edizione di John Coltrane - My Favorite Things.
Ovviamente essendo mono c'era moco da fare, ma la dinamica che ne ' uscita fuori all'ascolto mi ha lasciato stupefatto. Pensare che era un'incisione del 1960. Sforzandosi, durante le brevissime pause si riesce a percepire il fruscio del nastro. I VU meter (tarati) raggiungono esattamente 0dB nei picchi e scendono a -30db nei pianissimo.

Anche il remastering di Aqualung dei Jethro Tull per il 25 anniversario l'ho trovato eccellente (possiedo tutti i loro LP originali): onore al masterista.

Max
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