DarioDT ha scritto:Anche a me farebbe piacere avere una tua opinione sull'argomento....
Il mio punto di vista è un po' particolare e mi rendo conto che non possa essere universalmente condivisibile.
Cerco di riassumerlo brevemente. Quando si parla di scrittura, disegno, musica, c'è da distinguere l'esecuzione dal risultato. In realtà lo stesso discorso si applica a tutto, dalla stampa 3d, all'elettronica, ma mi limito ai settori più "artistici", perché risulta più facile esprimere alcuni dei concetti e sono quelli più direttamente toccati dalle AI ad uso generico che stanno uscendo.
Penso che l'approccio personale a ciascuno di questi soggetti esista su uno spettro. C'è chi è più interessato o trova gratificazione dal processo in sé, e chi dal risultato; ovviamente non sono opzioni mutalmente esclusive, ma il nostro collocamento credo abbia un forte impatto nel modo in cui percepiamo trasformazioni tecnologiche.
Nel mio caso specifico, vedo le due cose come essenzialmente disgiunte. Spesso disegno per rilassarmi, ma non finisco nemmeno la tavola perché ha esaurito il suo fine. Al tempo stesso, se il mio focus è sul risultato, cerco di selezionare il processo più veloce per raggiungerlo. Queste due attività, seppur "disegno", sono così opposte che se non fossi costretto a parlare italiano le chiamerei in modo diverso.
Quindi sono il tipo di persona che per esigenze più orientate al risultato apprezza molto la presenza di questi tool. Ottenere l'80% del risultato finale in frazioni di secondo al posto di ore\giorni è sicuramente positivo.
Al tempo stesso mi nessuno toglierà acquerelli e pennini; poco mi interessa se quel processo è poco competitivo, lo scopo non è produrre output. Voglio dire, abbiamo ancora gente che disegna tavole a china per semplice preferenza, con tutti gli svantaggi del caso. Ne sono consapevoli e va bene così. Del resto gli stessi problemi si erano sollevati negli anni 2000 dove la transizione al digitale era vista come il segno di non fare vera arte etc etc.
Il secondo punto da considerare è se qualcuno trova "piacere" dalla microscopia o macroscopia. Ci sono personalità orientate al dettaglio, e questo spesso correla con chi preferisce il processo. Altre persone (me) assumono un approccio più globale e sono largamente disposte a compromettere la perfezione per avere un qualcosa con maggiore complessità. Inutile dire che le tecnologie attualmente disponibili sono tremendamente utili per il secondo caso ma non per il primo.
Tutto questo discorso non tocca quello che è un chiaro problema sociale.
Molti lavori verranno distrutti nel processo con i risultati del caso.
Il fatto è che volente o nolente lamentarsi sui social non serve a nulla e non cambierà l'esito.
Al netto dell'empatia per le persone coinvolte, adattarsi è l'unica opzione, ed il vantaggio di farlo ora è quello di trarre il massimo dei benefici personali possibili in un momento ancora di transizione.