Cos'è ElectroYou | Login Iscriviti

ElectroYou - la comunità dei professionisti del mondo elettrico

COMMUTAZIONE AUTOMATICA DI TENSIONE

Elettronica lineare e digitale: didattica ed applicazioni

Moderatori: Foto Utentecarloc, Foto Utenteg.schgor, Foto UtenteBrunoValente, Foto UtenteIsidoroKZ

3
voti

[1111] Re: COMMUTAZIONE AUTOMATICA DI TENSIONE

Messaggioda Foto Utenteelfo » 12 ago 2023, 20:14

Proviamo ad indagare in modo semiquantitativo la questione della compensazione del UA723.

Il UA723 e' stato progettato dalla Fairchild anche se poi e' stato prodottto da "tutti".

Il datasheet originale Fairchild si trova (ad. esempio) qui:

https://www.hobbielektronika.hu/forum/g ... p?id=14480

Il circuito equivalente e' nella prima pagina del PDF del datasheet ed e' riportato anche in Fig. 1a dello schema FidoCad qui sotto.

In Fig. 1a sono riportati anche i collegamenti e i componenti presenti nello schema dell'alimentatore oggetto di questo thread.

Come si vede il 723 e' composto fondamentalmente da tre parti (non e' rilevante in questa discussione la parte di curcuito deputata alla limitazione di corrente):

1) tensione di riferimento
2) amplificatore di errore
3) transistor di uscita

La tensione di riferimento fornisce circa 7V @ 15 mA (max rating)

L'amplificatore di errore insieme al transistor di uscita permette di erogare una tensione diversa (minore o maggiore dei 7V del riferimento) ed una corrente maggiore.

Per inciso nel ns caso (alimentatore oggetto di questo thread) forse sarebbe stato sufficiente utilizzare direttamente la tensione di riferimento senza utilizzare amplificatore di errore+transistor.

Lo schema di Fig. 1a non e' presente "esattamente uguale" nel datasheet ma ai fini della ns analisi (che ricordiamo verte sulla compensazione) e' equivalente ai circuiti di Fig. 1 e Fig. 2 del datasheet

- La Fig. 1 riporta un circuito la cui tensione di uscita e' inferiore a 7V.
- la Fig. 2 riporta un circuito la cui tensione di uscita e' superiore a 7V
- Nel caso del nostro alimentatore la tensione di uscita e' esattamente 7V (quella del riferimento).

Il datasheet recita che per il "minimun drift" le due resistenze R (in serie agli ingressi non invertente e invertente )devono essere uguali ed in ogni caso la resistenza equivalente dell'eventuale partitore su un ingresso deve essere uguale alla resistenza presente sull'altro ingresso.

Nel nostro caso non e' presente (perche' non necessario in quanto il rapporto Vout/Vriferimento = 1) alcun partitore per cui le due resistenze presenti in Fig. 1a sono (sarebbero) inutili (dannose?).

Dipende :mrgreen:

La compensazione (per evitare oscillazioni in uscita) del circuito avviene a mezzo del condensatore Cc.

Il tipo di compensazione utilizzata dal costruttore e' a "polo dominante".

La frequenza del polo (necessaria per stabilizzare il circuito e data dai due componenti Cc e R di Fig. 1a) non e' data dalla Fairchild - viene solo dato il valore della capacita' (100 pF).

Quindi come dimensioniamo R? 100 pF vanno bene per qualunque valore di R?

La risposta "giusta" non c'e'.

La risposta "quasi giusta" e' che il valore "tipico" di R si ricava da altre considerazioni ed in Tabella 1 (Pag.5 del PDF del datasheet) vengono riportati i valori tipici delle resistenze da utilizzare data la tensione di uscita richiesta.

Quindi la resistenza ci vuole se vogliamo utilizzare questo tipo di compensazione. Se la resistenza vale 0 (zero) la frequenza del polo vale 0 (zero - prodotto R*Cc) e quindi niente compensazione.

I 100 pF indicati nei circuiti del datasheet valgono per valori di resistenze tipici

Vediamo adesso il circuito di Fig. 1b che ricalca lo schema di Fig. 5 del datasheet.

Come vediamo non e' presente nessuna resistenza in serie all'ingresso non invertente.

La capacita' Cc di compensazione e' collegata a massa ed ha un valore 10 (dieci) volte del caso precedente (1 nF).

Dove e' la "resistenza" che interagisce con Cc e determina la frequenza del polo?

Dobbiamo ricorrere al circuito equivalente riportato in Fig. 13 nell'ultima pagina del datasheet e al partcolare disegnato con FidoCad in Fig. 1c.

Come e' possibile vedere il pin di compensazione (cui viene collegato Cc) e' derivato da un punto ad alta impedenza (il collegamento del collettore dei due tranistor Q8 e Q12) che determina la resistenza con cui interagisce Cc.

"Mescolare" quindi due tipi di compensazione - in assenza di informazioni dalla Fairchild che ci permettano di verificare a posteriori perche' 100 pF/1nF sono "giusti" - non puo' portare che a "accrocchi" di dubbio funzionamento.

La Fairchild ci dice: "fai cosi'" e noi eseguiamo.

Avatar utente
Foto Utenteelfo
6.819 4 5 7
G.Master EY
G.Master EY
 
Messaggi: 2828
Iscritto il: 15 lug 2016, 13:27

4
voti

[1112] Re: COMMUTAZIONE AUTOMATICA DI TENSIONE

Messaggioda Foto UtenteElidur » 13 ago 2023, 1:26

No WALTERmwp, purtroppo la piega la fa, eccome se la fa e adesso fornirò motivazione di quello che dico. Mi dispiace che tu sia intervenuto prima della mia risposta ma purtroppo di tempo libero ne ho poco, non vado neanche in ferie perché il periodo di chiusura delle aziende è funzionale al fermo incondizionato delle macchine e consente di eseguire attività hardware e software ed interventi vari che durante il lavoro ordinario non si possono fare se non in casi emergenziali. Quindi rispondo quando faccio una pausa e in quel caso una risposta breve riesco a darla ma senza prevedibilità di tempo. Comunque il tuo intervento non mi crea nessun problema e non cambia i termini della questione e forse lo posso anche capire perché la solidarietà di "rango", in definitiva, è una normale componente umana che poi è valida un po' per tutti. Adesso mi limito a rispondere in parte ad una delle osservazione di BrunoValente, con promessa di ritornare in argomento appena possibile anche per la risposta di IsidoroKZ.
Ovviamente eviterò di commentare tutta la premessa sulla qualità del forum, non perché sia errata o non la condivida, ma perché sono anni che la leggo e la conosco a memoria. Aggiungo solo che, in linea di massima torna alla ribalta quando c'è da far fuori qualcuno. Che sia questo l'ennesimo caso? Potrebbe esserlo, anche se non ho certezza non lo escludo a priori.
Deciderà chi ne ha facoltà, per ora mi limito a commentare la risposta che riguarda il condensatore C3, che poi è il caso del componente più importante per letalità, mentre zener e cX, a parte l'enfasi pompata a forza, sono soltanto modesti ritocchi circuitali la cui giustificazione non richiedeva di salire in cattedra.
Quindi vado subito al sodo per non perdere il poco tempo di cui dispongo attenuando, pur con il necessario rispetto, alcuni i crismi della "diplomazia" che normalmente presiedono ad un corretto rapporto.
Allora parto con una provocazione a BrunoValente, camuffata da quesito/test. BrunoValente, ti sei mai chiesto per quale motivo il progettista dell'alimentatore <non del duplicatore> abbia inteso rallentare la partenza dell'alimentatore mediante il condensatore C3? La domanda sembra pedante ma ho visto che nel tuo ultimo post hai evitato di argomentare la motivazione che ho dato. Quindi i casi sono due: o ti è sfuggito/dimenticato il riscontro o hai inteso snobbarmi perché tanto dico scemenze. Spero che dipenda dalla prima ipotesi o ce ne sia una terza che invece è sfuggita a me perché altrimenti questa volta rischi d'inciampare insieme a tutta la tua conoscenza elettrica <che è notevole> nelle impronte lasciate dello sperimentatore smanettone <che non sono io avendo solo assistito ad alcuni test>, che qualche volta anche la sperimentazione fa qualche raro dispetto alla teoria; nessuno è perfetto.
Sarei curioso di vedere se hai il coraggio per fare un test che secondo la tua risposta a [1100] sarebbe innocuo: < Portare il valore di C3 da 47uF a 100uF non crea problemi, se C3 venisse tolto funzionerebbe lo stesso, serve solo a far salire gradualmente la tensione di uscita dell'alimentatore quando viene acceso, quindi raddoppiando il valore di C3 la tensione sale più lentamente.>. Allora ti spiego come fare l'innocuo test e cercherò di essere più preciso e conciso possibile: costruisci su una basetta millefori solo l'alimentatore rispettando i valori circuitali e componentistici di cui allo schema del topic, utilizzando un trasformatore da circa 40V, ma anche senza CrowBar che per il test non serve, non includere il condensatore C3 e lascialo nel cassettino, accendi l'alimentatore a vuoto e regola la tensione a 5V se vorrai caricare il cellulare migliore che hai oppure 18/22V se vorrai caricare il PC portatile migliore che hai e lascia pure la corrente alla minima erogazione. Una volta regolata l'uscita, spegni l'alimentatore, scarica manualmente tutti i condensatori elettrolitici presenti nel circuito <tutti>, collega l'utilizzatore che hai deciso di alimentare e senza toccare i potenziometri accendi l'alimentatore. Poi se ti andrà di farlo, forse potrai informare il forum sul risultato.

PS.
Questo testo avevo iniziato a scriverlo nel pomeriggio ma per un imprevisto ho dovuto interrompere e dopo averlo completato lo pubblico adesso. Il lavoro ha sempre la precedenza. Chiedo scusa a chi non riceverà risposta ma non riesco rispondere a tutti.
Avatar utente
Foto UtenteElidur
1.515 2 6 9
Sostenitore
Sostenitore
 
Messaggi: 1126
Iscritto il: 6 mag 2017, 18:10

1
voti

[1113] Re: COMMUTAZIONE AUTOMATICA DI TENSIONE

Messaggioda Foto Utenteelfo » 13 ago 2023, 8:32

Elidur ha scritto:Allora ti spiego come fare l'innocuo test e cercherò di essere più preciso e conciso possibile: costruisci su una basetta millefori solo l'alimentatore rispettando i valori circuitali e componentistici di cui allo schema del topic, utilizzando un trasformatore da circa 40V, ma anche senza CrowBar che per il test non serve, non includere il condensatore C3 e lascialo nel cassettino, accendi l'alimentatore a vuoto e regola la tensione a 5V se vorrai caricare il cellulare migliore che hai oppure 18/22V se vorrai caricare il PC portatile migliore che hai e lascia pure la corrente alla minima erogazione. Una volta regolata l'uscita, spegni l'alimentatore, scarica manualmente tutti i condensatori elettrolitici presenti nel circuito <tutti>, collega l'utilizzatore che hai deciso di alimentare e senza toccare i potenziometri accendi l'alimentatore. Poi se ti andrà di farlo, forse potrai informare il forum sul risultato.

La prova che suggerisci di fare - se ho ben compreso - e':
- realizza il circuito dell'alimentatore nella sua forma essenziale, omettendo la capacita' C3 (47 / 100 uF)
- guarda all'oscilloscopio il transiente di accensione all'uscita dell'alimentatore.

La "prova" richiede molto lavoro e nella forma proposta non e' "probante" per (almeno) i seguenti motivi, specialmente se il risultato non fosse di tuo "gradimento":

- il circuito potrebbe non essere stato realizzato nel modo e con le caratteristiche da te proposte e tu non avresti la possibilita' di controllare

- le misure effettuate sul circuito ... (come sopra)

- l'interpretazione delle misure - se non concordata prima - potrebbe essere frutto di contenzioso

- quali sono le specifiche richieste all'alimentatore:
-- un overshoot transiente all'accensione del 5% della tensione impostata e' in specifica?
-- un tempo di salita della tensione in uscita di 1ns (nanosecondo) e' in specifica? (alcuni circuiti richiedono che la tensione salga al valore nominale con un tempo non inferiore a X mentre altri richiedono che la tensione salga al valore nominale con un tempo non superiore a Y)

- si potrebbe discutere se l'"onere della prova" e' a carico di chi afferma che "il circuito NON funziona" senza C3 o d chi afferma il contrario

- con C3 installato nel circuito la tensione di uscita potrebbe avere comunque un overshoot "significativo" (c'e' stata in passato una discussione al riguardo con analisi e rimedi delle cause che possono portare a tale comportamento in un alimentatore e che non e' imputabile alla mancanza/presenza di C3)
-- ...
-- ...

C'e', pero', secondo me, un altro modo per "dirimere" la questione presenza/assenza C3.

Non e' un metodo perfetto ma evita - sempre secondo me - di dover ripetere sempre l'esperimento di vedere se un oggetto lasciato libero cade sul pavimento o "galleggia".

Il punto critico dell'alimentatore analizzato e' il UA723 che costitisce il riferimento di tensione per generare la tensione di uscita.
Se "fallisce" questo, fallisce tutto l'alimentatore.
Quindi potrebbe essere sufficiente analizzare il comportamento dell'UA723 all'accensione e in particolare l'andamento della tensione in uscita con/senza C3 installato.

Facciamo un salto.

Dal sito (mai troppo lodato Introni) puoi scaricare il libro Troubleshooting Analog Circuits di Robert. A. Pease (Bob Pease).

http://www.introni.it/pdf/Bob%20Pease%2 ... rt%208.pdf

A Pag. 160 del libro (Pag. 13 del PDF) trovi un circuito che e' analogo al circuito equivalente del UA723 ma realizzato con un riferimento di tensione, un Op-Amp e un transistor di uscita.

Bob Pease indica tra le altre caratteristiche del circuito l'"attenzione alla protezione del carico".

Presumo che - tra le altre acratteristiche - NON abbia sovratensioni all'accensione.

Come vedi in parallelo al riferimento di tensione non e' presente alcuna capacita'.

Il circuito e' riportato qui sotto.

PowerSupply_BobPease.png
PowerSupply_BobPease.png (20.94 KiB) Osservato 10853 volte
Avatar utente
Foto Utenteelfo
6.819 4 5 7
G.Master EY
G.Master EY
 
Messaggi: 2828
Iscritto il: 15 lug 2016, 13:27

4
voti

[1114] Re: COMMUTAZIONE AUTOMATICA DI TENSIONE

Messaggioda Foto UtenteBrunoValente » 13 ago 2023, 10:00

Elidur ha scritto:...per ora mi limito a commentare la risposta che riguarda il condensatore C3, che poi è il caso del componente più importante per letalità, mentre zener e cX, a parte l'enfasi pompata a forza, sono soltanto modesti ritocchi circuitali la cui giustificazione non richiedeva di salire in cattedra....


Foto UtenteElidur ma stai forse cercando di provocarmi? Guarda che con me non attacca: la stupidaggine che hai scritto riguarda Cx, non C3.

Stai forse cercando di sviare l'attenzione su C3 per evitare la vera questione e mettere in evidenza una mio presunto errore? Quello di aver scritto che senza C3 il circuito funzionerebbe ugualmente? Guarda che io non ci casco e non sono disposto a tollerare questi trabocchetti tipici dei politici corrotti o degli avvocati falliti, davvero siamo scesi così in basso?

Come già ti ha fatto notare Elfo, se con il tuo sproloquio hai inteso sostenere che la presenza di C3 è di fondamentale importanza perché altrimenti l'alimentatore all'accensione fa salire la tensione oltre il valore impostato, stai ancora una volta dimostrando di non aver capito nulla di quel circuito: se è vero che all'accensione la tensione di uscita sale oltre il valore impostato vuol dire che l'alimentatore è fatto male e che tende ad oscillare e non è certo la presenza di C3 che aggiusta il difetto ma bensì, eventualmente, lo maschera solamente. Se l'alimentatore fosse ben progettato C3 si potrebbe togliere tranquillamente.

Ti faccio inoltre notare che nella maggior parte degli schemi applicativi nel datasheet del uA723 quel condensatore non c'è, a riprova che non è indispensabile.

E ti faccio ancora notare che se io avessi scritto qualcosa di inesatto non avrei nessun problema ad ammetterlo perché non ho bisogno di difendere alcuna reputazione né di fare a braccio di ferro con nessuno.
Avatar utente
Foto UtenteBrunoValente
39,6k 7 11 13
G.Master EY
G.Master EY
 
Messaggi: 7796
Iscritto il: 8 mag 2007, 14:48

3
voti

[1115] Re: COMMUTAZIONE AUTOMATICA DI TENSIONE

Messaggioda Foto UtenteWALTERmwp » 13 ago 2023, 12:27

Foto UtenteElidur, le persone intervenute, nel merito e con metodo, non sono degli sciocchi in cerca di pretesti per denigrare gli altri.

Osserva che rispetto alle tue affermazioni in [1095], @BrunoValente, ha prima chiesto ragione delle modifiche [1098] e poi, sulla scorta delle risposte, ha criticato in modo circostanziato.

Elidur ha scritto:(...) Comunque il tuo intervento non mi crea nessun problema e non cambia i termini della questione e forse lo posso anche capire perché la solidarietà di "rango", in definitiva, è una normale componente umana che poi è valida un po' per tutti (...)
il mio commento all'intervento di @BrunoValente( [1109] ) è in ragione di quanto ha scritto, per me chiaro nella forma e nel contenuto, e scevro d'ogni approccio "corporativistico"; mi permetto d'esternare il disappunto per il fatto che tu m'attribuisca un comportamento del genere, che tu abbia maturato queste convinzioni.
Ora, al di là di come si vedono le cose, a te che esprimi una contrarietà rassicuro dell'errore che commetti, perché come minimo equivochi.

Elidur ha scritto:(...) Ovviamente eviterò di commentare tutta la premessa sulla qualità del forum, non perché sia errata o non la condivida, ma perché sono anni che la leggo e la conosco a memoria. Aggiungo solo che, in linea di massima torna alla ribalta quando c'è da far fuori qualcuno. Che sia questo l'ennesimo caso? Potrebbe esserlo, anche se non ho certezza non lo escludo a priori (...)
la tua vittimistica allusione, strumentale o meno che sia, conferma il tuo fraintendimento degli argomenti esposti da @BrunoValente che, tra l'altro, non ha lesinato con la maieutica ( [1109] ).

Elidur ha scritto:(...) sono soltanto modesti ritocchi circuitali la cui giustificazione non richiedeva di salire in cattedra (...)
questo scritto conferma che le osservazioni a te rivolte non sono giunte a destinazione, rileggiti per cortesia con maggiore serenità quanto ha scritto @BrunoValente.

In ultimo, Foto UtenteBrunoValente non necessitava certo un passaggio di rincalzo, men che meno da parte mia, ma m'è parso utile aggiungere un post perché ha esplicitato e ribadito il proposito di preservare la credibilità del sito per l'affidabilità delle informazioni che vi si trovano.
Mie considerazioni, in ogni caso opinabili, tutto qui.

Saluti
W - U.H.F.
Avatar utente
Foto UtenteWALTERmwp
30,2k 4 8 13
G.Master EY
G.Master EY
 
Messaggi: 8982
Iscritto il: 17 lug 2010, 18:42
Località: le 4 del mattino

0
voti

[1116] Re: COMMUTAZIONE AUTOMATICA DI TENSIONE

Messaggioda Foto Utenteelfo » 13 ago 2023, 15:45

Dopo una piccola ricerca ho trovato il modello SPICE del 723

From National Linear.lib

https://ltwiki.org/files/LTspiceIV/lib/sub/Lm723.sub

Per LTspice

https://forum.allaboutcircuits.com/thre ... st-1641293

Buona simulazione.
Avatar utente
Foto Utenteelfo
6.819 4 5 7
G.Master EY
G.Master EY
 
Messaggi: 2828
Iscritto il: 15 lug 2016, 13:27

3
voti

[1117] Re: COMMUTAZIONE AUTOMATICA DI TENSIONE

Messaggioda Foto UtenteElidur » 13 ago 2023, 21:54

Ciao Foto Utenteelfo, ti sono grato per gli interventi, sempre generosi nelle spiegazioni e negli aiuti concreti oltre che mai irritanti sul piano personale. E come te esistono molti altri amici che rappresentano positivamente la Comunità ma, come si è visto, capita a volte di trovare qualcuno che per qualche "ignoto" motivo gode nel provocare l'altro ma quando l'altro gli rende pan per focaccia fa il Nume offeso. C'è poco da ricorrere alla maieutica se il motivo è precedente e provocato, per di più recidivo in altri topic. Anche tu, WalterMWP, il tuo linguaggio elegante e pulito si legge sempre volentieri ma hai un bel pretendere a equiparare la breve frase in [1110] con l'autointerpretazione in [1115]. Quanti sarebbero in grado di rilevare una qualche equivalenza? Ma non ho pretesa di sostituirmi al tuo pensiero ed intenzioni e nel caso mi fossi sbagliato chiedo scusa; sforzo dal quale altri "forse" ritengono di essere esenti per qualche volontà divina. Però se leggi bene il mio breve intervento nei tuoi confronti ti accorgi che l'affermazione fatta è priva di ostilità.
E adesso non ho neanche più voglia di rispondere a Tizio, Caio, Sempronio e Pancrazio. Se qualcuno ha voglia di litigare c'è sempre la strada dove certamente qualche omologo lo trova in grado di accontentarlo. Sicuramente ho molti difetti, un brutto carattere, dico parolacce, bestemmio ma non sono un bugiardo. I bugiardi li odio e pretendo di avere il diritto di farlo e se dico che qualcosa è accaduto lo dico perché è vero. Perché dovrei mentire? Altra cosa è saper spiegare perché accade il fenomeno ma questo è un altro paio di maniche. Se non so spiegare il fenomeno non significa che non è accaduto o non accada ma è comunque utile segnalarlo.
Tornando quindi ad Elfo, il fenomeno che ho segnalato è reale e non è stato neanche un caso isolato in quanto ripetibile quasi ad ogni accensione con C3 omesso. Ovviamente non mi aspettavo certo che qualcuno assemblasse l'alimentatore per fare il test, era un consiglio parodico ma funzionale ad ammonire chiunque, eventualmente, intendesse costruire l'alimentatore omettendo c3. Per cX ho pochi elementi da spendere perché Ivo era senza oscilloscopio e utilizzava un accrocco composto, mi sembra, da un altoparlante o un cicalino per rilevare la presenza di ripple. Quel poco che ricordo è che collegando cX cambiava qualcosa in frequenza e mi sembra che fosse ininfluente sulla tensione in uscita, tant'è che cX è tornato nel cassettino; ovviamente la prova oscillografica sarebbe ideale
Tornando a c3 convengo che non sia indispensabile per un alimentatore governato soltanto da 723. Qualche mese fa ho costruito, volante, e pubblicato "un alimentatore da rivalutare" di Nuova Elettronica, con il 723. In effetti li non c'è un c3 ma in compenso c'è un cX. Mi chiedo se riuscirò a schivare qualche pomodoro avendo dalla mia Nuova Elettronica. Comunque, scherzi a parte, chiedo di prendere in considerazione una valutazione alternativa sulla necessità aggiungere c3. Ammettiamo pure che in generale non sia indispensabile ma che sia importante solo per un circuito come quello di questo topic. Magari l'ipotesi è sbagliata ma potrebbe fornire un ulteriore elemento di riflessione come possibile giustificazione.
In altri termini, c3 potrebbe essere indispensabile perché il 723 non gestisce le regolazioni in solitudine come nel progetto di Nuova Elettronica. In questo circuito, invece, il 723 lavora in sinergia con diversi altri componenti attivi che però hanno tutti i tempi di reazione o risposta differenti tra loro. Penso che il progettista possa essersi accorto di queste differenze che comportano un controllo incompleto nell'immediato ed abbia introdotto una sorta di softstart per dare il tempo agli altri componenti <quelli più lenti> di andare a regime secondo i loro tempi di default. Cosa ne pensi Elfo?

PS.
Purtroppo non conosco Spice. Conosco un pochino MultiSim ma senza pretese.
Avatar utente
Foto UtenteElidur
1.515 2 6 9
Sostenitore
Sostenitore
 
Messaggi: 1126
Iscritto il: 6 mag 2017, 18:10

4
voti

[1118] Re: COMMUTAZIONE AUTOMATICA DI TENSIONE

Messaggioda Foto Utenteadmin » 14 ago 2023, 2:34

Mi permetto, come amministratore fondatore del sito, di ricordare ad Foto UtenteElidur che Foto UtenteIsidoroKZ e Foto UtenteBrunoValente sono gli elettronici competenti del sito, quelli che, insieme ad alcuni altri, lo qualificano. Non si frequenta il sito per sfidarli in una contesa elettronica, ma per ascoltare le loro indicazioni. Punto.
Avatar utente
Foto Utenteadmin
196,6k 9 12 17
Manager
Manager
 
Messaggi: 11949
Iscritto il: 6 ago 2004, 13:14

2
voti

[1119] Re: COMMUTAZIONE AUTOMATICA DI TENSIONE

Messaggioda Foto Utenteelfo » 14 ago 2023, 12:28

Elidur ha scritto:il fenomeno che ho segnalato è reale e non è stato neanche un caso isolato in quanto ripetibile quasi ad ogni accensione con C3 omesso

(very) Wild guess :mrgreen:

Se ipotizziamo che quanto affermato da Elidur sia "vero" (non metto in dubbio il fenomeno - preciso che non sono precisate le condizioni in cui il fenomeno avviene) cerchiamo di ipotizzarne le cause (a distanza e senza ulteriori indizi/misure :( )

Partiamo da mooolto lontano.

Osserviamo il circuito di Fig. 1a
Credo si possa concordare con i valori in figura e che ogni commento sia superfluo.

Fig. 1b
Qual e' la tensione ai capi di R e Zener? (io credo - rispettivamente - 0V e 5V)

Fig. 1c (RLoad a piacere)
Vr=???
Vz= ???

Osserviamo adesso il circuito in Fig. 2a
E' lo schema semplificato dell'alimenatore sotto analisi con il solo circuito relativo alla regolazione della tensione.

Il punto cui sono riferite tutte le tensioni, compresa la tensione di riferimento, e' Vout.

La tensione di uscita V (Vout - V-) vale

a) V = VR \frac{Rb}{Ra}

So far so good :D

Osserviamo adesso il circuito di Fig. 1b

La sola differenza e' che ipotizziamo di essere nella fase di "accensione" (transiente iniziale in cui le tensioni non si sono ancora stabilizzate).

La tensione "Vin 24 V" che alimenta il UA723 (Vr) e l'Op-Amp vale 5 V (sotto la soglia di conduzione dello zener).

Secondo quanto visto (ipotizzato?) nella Fig. 1b la differenza di potenziale tra Vout ed il punto Z vale 0 (zero) e di conseguenza:

1) il pin di massa del 723 e' "flottante" o "collegato tramite R al suo pin di ingrsso"
2) la tensione Vr in uscita al 723 non e' ben definita
3) la tensione di modo comune sull'ingresso invertente dell'Op-Amp (LM358) e' fuori specifica (LM358 ha una tensione di alimentazione minima di 3 V e una tensione di modo comune max V+alimentazione-1.5V). In questo caso le tensioni V+alimentzione e ingresso invertente sono uguali
4) La tensione Vr e la resistenza R9 2K2 non sono (potrebbero non essere) sufficienti a polarizzare il tranistor in uscita - triplo darlington = 3 * Vbe)

Stante che l'equazione che descrive il funzionamento a regime del circuito e' la a) di cui, sopra si evince che una seppur minima tensione Vr in uscita al 723 non puo' produrre in uscita (Vout) una tensione da soddisfare l'equazione.

Conseguenza?

l'uscita dell'Op-Amp "pompa abbbestia" :( (cioe' il diodo e' contropolarizzato e la max corrente in base al transistor e' limitata da Vr e R9).

Non appena le tensioni di alimentazione / riferimento rientrano in specifica il circuito rientra in regolazione - ma con la sua " lentezza" - da cui deriva la sovratensione in uscita.

Queste ipotesi sono in (parziale) accordo con l'ulteriore osservazione che inserendo C3 (47/100 uF) e quindi rallentando il "tempo di salita" di Vr il fenomeno della sovratensione non si presenta.

Ripeto - quanto sopra sono solo delle ipotesi da verificare sul campo con opportune misure quantitative.

Se - ripeto se:

5) il fenomeno osservato e' reale
6) le ipotesi formulate sulle cause del fenomeno sono corrette

si possono tentare tre "correzioni" al circuito per cercare di eliminare il problema - vedi Fig. 3

7) realizzare una "vero" alimentatore duale invece che ricorrere a zener + resistenza - in questo modo il nodo di "massa" dell'alimentatore e' sempre attivo e non solo per tensioni maggiori di Vzener

8) spostare il collegamento della resistenza R9 da Vz al punto Z (+ dell'alimentatore 24 V)

9) inserire un diodo + Zener (cerchiati di rosso) per evitare la "saturazione profonda" dell'Op-Amp e diminuire il "tempo di recupero"

Il condensatore C3 potrebbe essere mantenuto -IMHO - in una configurazione diversa.
Ma sara' per un'altra puntata :D (cit. Per qualche dollaro in più - Duello Finale)




Avatar utente
Foto Utenteelfo
6.819 4 5 7
G.Master EY
G.Master EY
 
Messaggi: 2828
Iscritto il: 15 lug 2016, 13:27

2
voti

[1120] Re: COMMUTAZIONE AUTOMATICA DI TENSIONE

Messaggioda Foto UtenteElidur » 14 ago 2023, 13:17

Buongiorno Admin. Giusto! E aggiungo che per capire chi sono le dotte figure non serve neppure studiarsi l'intero sito. Basti vedere <dato che ci siamo "dentro"> come hanno brillantemente vinto il problema della COMMUTAZIONE AUTOMATICA DI TENSIONE per rendersene conto ma questo non significa, e neanche velatamente può intendere, che costoro abbiano il dono dell'infallibilità. L'ascolto delle loro indicazioni, poi, è un ottimo consiglio in linea di principio, ma deve forzatamente cedere di fronte al libero ed individuale arbitrio se motivato, proprio in ossequio alla ragione appena accennata. Anche l'educazione non è un dettaglio privo di significato, pure se avulso da contesto tecnico. Ma anche se essere umiliato in pubblico non è paragonabile ad avere un cancro, sicuramente non ti fa star bene. Un rispettoso e caro saluto, Admin.
Avatar utente
Foto UtenteElidur
1.515 2 6 9
Sostenitore
Sostenitore
 
Messaggi: 1126
Iscritto il: 6 mag 2017, 18:10

PrecedenteProssimo

Torna a Elettronica generale

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 37 ospiti