Provo a continuare con una nuova puntata sul FOC...
Con calma arriverò al controllo vettoriale dell'asincrono.
Motore “brushless AC” trifase (sincrono a magneti permanenti superficiali, SM-PMSM)Il motore sincrono a magneti permanenti superficiali (commercialmente chiamato “brushless AC”, è il più semplice da controllare in controllo vettoriale ad orientamento di campo (FOC), perché è possibile stabilire una relazione di linearità tra una grandezza misurabile e controllabile (un derivato delle correnti di statore) e la coppia prodotta. Inoltre, con questa tipologia di motori si può ottenere un rapporto coppia/inerzia molto alto (e quindi accelerazioni molto elevate). Per la precisione e dinamica veloce, è utilizzato in applicazioni servo.
Il motore ha uno statore trifase (più o meno classico, a seconda dei casi), in ferro, con le sue cave, nelle quali sono alloggiati i cavi percorsi da corrente. Il rotore, oltre ad una parte interna in ferro, sulla superficie ha dei magneti (in numero ovviamente pari), disposti in modo da avere il polo rivolto verso l’esterno alternativamente Nord, Sud, Nord, ….
Ma perché parlo di questo motore? Per la prima cosa che ho detto, cioè la semplicità del suo modello e del suo controllo. Per questo, siamo abituati a partire da questa macchina, per spiegare il controllo delle macchine trifase.
(Sezione di un SM-PMSM, da
Sensorless Control of Permanent Magnet Motors, Yaskawa.)
Mentre, nella realtà, lo spaccato di un SM-PMSM assomiglia molto al disegno qui sopra, lo modelliamo in modo semplificato, come nella figura qui sotto. Le 3 fasi sono rappresentate da 3 avvolgimenti, i cui assi sono a 120° tra loro. Il rotore ha un solo magnete (quindi 2 poli, uno Nord ed uno Sud).
Sulla base del disegno schematico (sia quello della prima che della seconda figura), penso sia abbastanza chiaro che, se ci mettiamo al traferro in una posizione dello statore e facciamo ruotare il rotore, vedremo passare un polo Nord, un polo Sud, ecc. Quindi, un avvolgimento di statore affacciato verso l’interno concatenerà un flusso variabile in funzione della posizione del rotore. Grazie alla configurazione di rotore e (soprattutto) statore, questa variazione ha forma sinusoidale, o meglio chi lo progetta cerca di ottenere un flusso (dovuto al magnete e concatenato da ciascuna fase di statore) che dipenda in modo sinusoidale dalla posizione del rotore.
(Rappresentazione schematica del motore.)
Flusso dovuto al magneteSulla base del disegno schematico (sia quello della prima che della seconda figura), penso sia abbastanza chiaro che, se ci mettiamo al traferro in una posizione dello statore e facciamo ruotare il rotore, vedremo passare un polo Nord, un polo Sud, ecc. Quindi, un avvolgimento di statore affacciato verso l’interno concatenerà un flusso variabile in funzione della posizione del rotore. Grazie alla configurazione di rotore e (soprattutto) statore, questa variazione ha forma sinusoidale, o meglio chi lo progetta cerca di ottenere un flusso (dovuto al magnete e concatenato da ciascuna fase di statore) che dipenda in modo sinusoidale dalla posizione del rotore.
Se non applichiamo correnti (cioè lasciamo le fasi a vuoto), gli avvolgimenti concateneranno solamente il flusso dovuto al magnete permanente. Siccome il magnete è solidale con il rotore, il suo campo (che non varia in termini di “ampiezza” o “forza”) investe gli avvolgimenti in modo positivo nella direzione dell’asse Nord magnetico e negativo nella direzione del Sud magnetico. Il risultato è che il flusso generato dal magnete permanente (che è un vettore di ampiezza costante

, si muove col rotore) viene “proiettato” nella direzione di ciascun avvolgimento, per trovare il flusso concatenato da quella fase:



La posizione viene misurata a partire dall’asse della fase a, per cui le proiezioni del flusso sugli altri assi sono in ritardo (se il rotore ruota in direzione positiva, cioè senso antiorario nel disegno, il massimo del flusso arriva prima sulla fase

, dopo 120° su

e dopo 240° su

).
La posizione meccanico-elettrica

è un multiplo intero della posizione meccanica:

. Il fattore intero

è il numero di coppie polari. Nel caso del primo disegno, con 4 magneti sul rotore (disposti in modo alternato Nord-Sud), abbiamo 4 poli e quindi 2 coppie polari, mentre nel caso del disegno semplificato c’era una sola coppia polare.
Se si immagina di far fare al rotore un singolo giro meccanico completo e si “guarda” la situazione magnetica vista da un avvolgimento di statore, il numero di coppie polari dice quante volte l’avvolgimento vede ripetersi lo stesso andamento.
Si definisce anche la velocità meccanico-elettrica, multipla di quella meccanica:

Nel nostro modello ideale la cosa è intuitivamente semplice. Nella realtà, le cose sono un po’ più complicate (in particolare, sono gli avvolgimenti ad essere distribuiti in modo sinusoidale ed il campo al traferro è o positivo o negativo), ma il risultato complessivo è ben approssimato dal modello che ho descritto (o meglio, i progettisti della macchina fanno il possibile per rendere la realtà vicina all’ideale).
(Circuiti equivalenti di fase.)
Siccome il motore è collegato a stella, il suo circuito equivalente può essere visto come un insieme di 3 circuiti indipendenti, uno per fase, che sono legati solamente dall’influenza del flusso di rotore (che è unico, ma si proietta in modo diverso sui 3 avvolgimenti).
L’equazione di maglia (cioè il modello elettrico) del SM-PMSM (ma anche di altri motori, …) è



Si tratta del classico “R-L-E”, cioè di un circuito resistivo-induttivo con in serie un generatore di forza contro-elettromotrice” e (back-EMF).
Per fare un parallelo, se prendessimo una sola riga delle due, avremmo il modello del circuito di armatura di un motore DC, solo che in quel caso la forza contro-elettromotrice a regime (cioè a velocità costante) sarebbe costante.
Anche nel caso del SM-PMSM, la

rappresenta la tensione indotta dovuta al movimento del rotore. In questo caso, però, il flusso del magnete, quando varia la sua posizione rispetto ad un certo avvolgimento, “proietta” su questo un flusso che varia sinusoidalmente in funzione della posizione stessa. Pertanto, anche la sua derivata avrà dipendenza sinusoidale rispetto alla posizione, ma la sua fase sarà 90° in anticipo rispetto a quella del flusso concatenato:



A regime (cioè a velocità

costante), la forza contro-elettromotrice (

) è una sinusoide di ampiezza costante e frequenza che è un multiplo intero della frequenza di rotazione meccanica (nel nostro caso semplificato, dove

, la velocità è uguale a quella meccanica). Da notare che l’ampiezza delle back-EMF è proporzionale alla velocità, e che la costante di proporzionalità è

(che è l’ampiezza del flusso del magnete permanente).