Mike ha scritto: Se adesso ci spostassimo per magia ai tempi dei fratelli Wright nessuno darebbe credito a dei meccanici di biciclette che avrebbero fatto la scoperta del secolo.
Peccato che le cose non siano affatto andate così. Il volo non è stato affatto inventato a due meccanici di biciclette (così come la radio non è il frutto di un singolo inventore o del solo Marconi) ma è stato il prodotto di un lungo processo evolutivo, con idee ed esperienze che hanno richiesto tempo (un buon mezzo secolo almeno) per consolidarsi e arrivare a uno sbocco concreto. E dopo i fratelli Wright (e il lavoro di un altro pioniere, Curtiss, curiosamente anche lui partito come fabbricante di biciclette) ci sono voluti un altro buon quindici-venti anni prima di arrivare a produrre qualcosa da cui potessero realmente discendere gli aerei moderni. E lo stesso vale per molti altri settori.
Checché ne dicano molti apologeti del cosiddetto ingegno umano, la realtà storica mostra come tutti i risultati che si sono raggiunti nel corso della storia umana sono molto raramente (se mai lo sono stati) il frutto di una singola alzata di ingegno ma piuttosto un lungo (alle volte lunghissimo) processo di evoluzione e accumulo di esperienze nel tempo da pare di un numero enorme di individui.
Nessuno può prevedere il futuro ma di una cosa si può star sicuri: qualsiasi cosa avremo in futuro sarà di necessità radicato nel passato e nelle esperienze maturate nel e dal passato. Sopratutto le idee, che costituiscono il punto di partenza di qualsiasi progresso.
Tornando a noi: cosa si sta evolvendo ora, da adesso, verso la più o meno futura soluzione dei problemi della nostra specie? Dal punto di vista delle risorse energetiche non molto: la fusione nucleare si sta profilando come un fallimento annunciato, le altre fonti, rinnovabili o meno, al di là dei sogni di gloria di qualcuno, si stanno rivelando - soprattutto per mancanza di vero interesse - dei cul de sac dal futuro abbastanza nebuloso, il prosieguo dello sfruttamento delle fonti energetiche fossili si sta profilando, per le sue conseguenze, sempre più come un suicidio annunciato più a medio che a lungo termine.
In buona sostanza, se vogliamo uscirne vivi abbiamo bisogno di qualcosa di più consistente delle ideologie, delle speranze o dei miracoli. Di molto ma molto più consistente.
Anzitutto di concreto senso della realtà, che mi pare attualmente piuttosto malconcio o addirittura latitante un po' da tutte le parti. E di solida buona volontà a venire a patti con essa.