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Cenni sugli impianti elettrici nelle case in legno

Indice

Introduzione

Con questo articolo cercherò come sempre di realizzare una guida comoda, semplice, di facile lettura da poter portare con sé in cantiere.
Sono sempre più gli edifici realizzati con strutture il legno case, uffici, alberghi ecc., è chiaro che essendo un materiale combustibile l’impiantoelettrico che si dovrà realizzare avrà delle caratteristiche particolari.

LA REGOLA DELL’ARTE: Sicuramente questa filosofia trova spazio in questo tipo di ambiente poiché quando si realizza l’impianto elettrico dentro questi edifici la regola dell’arte DEVE essere sempre presente nella testa del progettista, ma soprattutto dell’installatore (lo capiremo meglio dopo quando parlerò di norme), ricordo che l’impianto elettrico DEVE essere realizzato a regola d’arte (legge 186/68) quindi con perizia, con diligenza, come un buon padre di famiglia.

Chi può realizzare l'impianto elettrico

L’impianto elettrico nelle case in legno è soggetto al D.M.37/08 art.1 comma 2 lett.a e b, può essere quindi eseguito da un’impresa installatrice che deve avere l’abilitazione ai sensi del D.M.37/08 art.3 ed il committente e'tenuto ad affidare i lavori di installazione, di trasformazione, di ampliamento e di manutenzione straordinaria degli impianti indicati all'articolo 1, comma 2, ad imprese abilitate ai sensi dell'articolo 3.

La progettazione dell'impianto elettrico

E’ chiaro che se l’edificio è un albergo va sempre progettato ma se fosse una casa di civile abitazione in legno l’impianto elettrico va progettato da libero professionista? Sì se:
D.M. n. 37 del 22/01/2008
Regolamento in materia di attività di Installazione degli Impianti all’interno degli Edifici
Art. 5. Progettazione degli impianti
2. Il progetto per l’installazione, trasformazione e ampliamento, è redatto da un professionista iscritto agli albi professionali secondo le specifiche competenze tecniche richieste, nei seguenti casi: a) impianti di cui all’articolo 1, comma 2, lettera a), per tutte le utenze condominiali e per utenze domestiche di singole unità abitative aventi potenza impegnata superiore a 6 kW o per utenze domestiche di singole unità abitative di superficie superiore a 400 m2;

o

d) impianti elettrici relativi ad unità immobiliari provviste, anche solo parzialmente, di ambienti soggetti a normativa specifica del CEI, in caso di locali adibiti ad uso medico o per i quali sussista pericolo di esplosione o a maggior rischio di incendio

Panorama normativo

Ad ora non esiste una norma apposita riferita agli impianti elettrici installati negli edifici in legno si devono quindi utilizzare le norme generali e le varie norme particolari in vigore.

Che norme?

Innanzitutto è un ambiente a maggior rischio in caso di incendio?
Se facciamo questa domanda al geometra, all’architetto o a qualche ingegnere generico la risposta che daranno è sicuramente:
”assolutamente NO poiché non è inserito nelle attività soggette al CPI”, invece dobbiamo ricordarci che per noi elettrici questo tipo di ambiente può essere maggior rischio in caso di incendio poiché in base alla norma CEI 64-8 cap.751 Art. 751.03.3

Ambienti a maggior rischio in caso d’incendio in quanto aventi strutture portanti combustibili

Rientrano in questi ambienti gli edifici costruiti interamente in legno senza particolari requisiti antincendio.
Quindi una casa realizzata in legno avente strutture portanti in legno dovrà rispondere alle prescrizioni del cap.751. Particolare attenzione deve essere posta al grado di protezione IP dell’impianto in quanto la norma parla molto chiaro, per quanto concerne la conduttura (assiemetubo con scatole o cassette) dobbiamo distinguere se è a vista od incassata; nel primo caso se si utilizza un tubo isolante (come nella gran parte dei casi) si manifesta art.751.04.2.6 una conduttura tipo c3

ed il grado di protezione IP deve essere almeno IP4x, nel caso di conduttura incassata in materiale isolante entro panelli in legno con coibente il grado di protezione IP deve essere come minimo IP4x e la tubazione deve rispondere alla norma riguardante i tubi protettivi CEI EN 61386 superando la prova al filo incandescente a 750°C. A questa regola del grado di protezione IP4x verso le pareti combustibili sono soggetti anche i componenti dell’impianto, che nel loro funzionamento previsto possono produrre archi o scintille tali da far uscire dal microambiente interno agli apparecchi medesimi particelle incandescenti che possono innescare un incendio però la norma in una nota scrive (su questa regola non sono d’accordo):
NOTA Interruttori luce e similari, prese a spina ad uso domestico e similare, interruttori automatici magnetotermici fino a 16 A, potere di interruzione Icn 3000 A, in generale non producono nel loro funzionamento previsto archi o scintille tali da far uscire dalmicroambiente interno agli apparecchi medesimi particelle incandescenti che possono innescare un incendio.
Queste regole del grado di protezione valgono se l’ambiente è riconosciuto come maggior rischio in caso di incendio ma se la casa non lo fosse? Che regola adottiamo?
A parer mio i problemi che si possono manifestare sono sempre gli stessi quindi che l’ambiente sia MARCIO o meno le regole che applico sono sempre le stesse a favore della sicurezza.
Per le scatole, cassette, quadretti c’è da tener presente un altro problema la scelta, quali si devono utilizzare?
Innanzitutto la norma di riferimento per questi componenti è la CEI 23-48; la particolarità è la scelta in funzione del tipo di posa, se posiamo l’involucro in cavità questo dovrà essere stato provato con il filo incandescente a 850°C il costruttore deve marcarlo con la lettera H, nel caso invece della classica posa incassata od a vista anche su strutture combustibili la norma pone come prova la temperatura fino a 650°C., è chiaro, a parer mio, che posando un involucro in prossimità di una parete in legno sia la posa incassata, semincassata, a vista o in cavità valutando il rischio è buona norma usare la prudenza ed usare tutta la componentistica con prova a 850°C.
Altro tema sono i corpi illuminanti la norma di riferimento è la CEI 34-21, che parla delle prescrizioni che devono avere gli apparecchi di illuminazione, regola fondamentale che non sia marcato questo simbolo che distingue i 2 tipi di posa a vista o ad incasso,

la norma indica come materiale facilmente infiammabile legno di spessore fino a 2mm impedendo quindi la posa di apparecchi su questo tipo di materiale.

CONCLUSIONI

A parer mio se si deve realizzare l’impianto elettrico in un edificio in legno buona regola è consultare un progettista di impianti elettrici poi che sia a maggior rischio in caso di incendio o meno le regole sono le stesse essendo lo stesso il rischio che si manifesta, quindi grado di protezione minimo IP4x per la conduttura che sia a vista o incassata entro pareti con prova al filo incandescente di 750°C per la tubazione ed 850°C per cassette, scatole, involucri ecc. se in cavità altrimenti basterebbe 650°C).


Fondamentale il rispetto della regola dell'arte che mai come in questo tipo di ambiente ci indica la giusta via da percorrere.


Nota: alcune immagini sono prese dalla rivista Tuttonormel

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Commenti e note

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di ,

Spero possa aiutare il tuo lavoro

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di ,

Proprio quello che cercavo

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di ,

Per tutti gli edifici

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di ,

Vale per tutte le strutture o solo per le case?

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di ,

Salve a tutti Complimenti per l’articolo. Spero di fare la domanda nella sezione giusta. Se ho un locale tecnico realizzato con una struttura portante in legno, e volessi realizzare l’impianto elettrico incassato con tubo protettivo conforme alla CEI EN 61386 e grado IP superiore a IP4x, è possibile inserirvi all’interno cavi tipo N07V-K, o , come riportato nella norma CEI 64-8 cap 751.04.2.6 condutture tipo c3, è consentito SOLAMENTE l’uso di cavi multipolari provvisti di conduttore di protezione ? Vi ringrazio.

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di ,

Grazie

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di ,

Grande iosolo

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di ,

Utile articolo, le case in legno sono sempre più diffuse e poche volte queste prescrizioni vengono applicate.

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di ,

Almeno se si faranno case in legno sotto i 400 mq e sotto i 6 kW sarà obbligatorio comunque il progetto da parte di un professionista alla faccia di architetti, geometri, imprenditori edili e chiunque altro abbia sinora trattato come pezze da piedi i progettisti elettrici professionisti!!!!

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di ,

Io invece credo che si sia semplicemente espresso in maniera non corretta. Il progetto è sempre obbligatorio. Punto. :-)

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di ,

se è classificato maggior rischio in caso di incendio deve essere progettato dal libero professionista altrimenti se è sotto i 400mq e 6Kw il progetto lo fa il responsabile tecnico, credo che LucaB82 intendesse affermare il fatto che nel caso di Xlam alcuni non lo considerano MARCIO

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di ,

Senza contare che il progetto è sempre obbligatorio... Quello che dici è altro...

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di ,

ciao e grazie, da quello che risulta a me se la struttura portante è in materiale combustibile è un ambiente a maggior rischio in caso di incendio 751.03.3 Ambienti a maggior rischio in caso d’incendio in quanto aventi strutture portanti combustibili Nota: Rientrano in questi ambienti gli edifici costruiti interamente in legno senza particolari requisiti antincendio.

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di ,

Ciao quello invece che mi sta sulle scatole sono proprio i geometri e gli architetti e magari anche gli installatori!!!! 400 mq come limite minimo per l'obbligo di progetto elettrico da parte di un professionista (perito o ingegnere come il sottoscritto) sono assurdi!!!! Come se una casa da 200 mq non avesse bisogno di uno straccio di schema elettrico!!!! Poi si lamentano se succede qualcosa specialmente fulminazioni, ecc.....!!! A parte questo che è un mio cavallo di battaglia, avevo sentito dire che per costruzioni in legno del tipo XLAM se non sbaglio quindi parete piena di legno prefabbricata non è considerato a maggior rischio poichè il tempo di combustione all'interno della parete non è sufficiente a innescare l'incendio: correggetemi???

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di ,

grazie per il commento, per quanto riguarda la posa in ambienti "legnosi" posso capire che la posa IP4x sia un buon metodo di prevenzione, ciò che però non riesco a digerire è dover posare un impianto IP4x per una cassetta di derivazione incassata in una parete in laterizio, ho posto queto quesito anche stamattina sul forum vediamo cosa pensano altri colleghi....

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di ,

Grazie per l'ottimo riassunto. Provo a dare un paio di spunti di discussione: - Realizzare la condizione di grado di protezione IP4X non è sempre facile, tutt'altro. Sarebbe interessante capire come avviene la posa in opera. - Alcune prescrizioni sulla tipologia di condutture mi sono sempre risultate di difficile comprensione (in particolare non capisco quali vantaggi, a favore di sicurezza, possano dare)

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