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non esistono problemi

non esistono problemi, ma solo soluzioni


Gli ultimi articoli di iosolo35

pubblicato 11 giorni fa, 638 visualizzazioni

Un tema molto di "moda" in questo periodo è la valutazione del rischio elettrico, attività messa da parte per la gran parte degli ambienti di lavoro. Già il D.M.37/08 nell'art.8 ,per quanto riguarda l'impianto elettrico, imponeva al committente o al proprietario di adottare le misure necessarie per conservarne le caratteristiche di sicurezza previste dalla normativa vigente in materia, tenendo conto delle istruzioni per l’uso e la manutenzione predisposte dall’impresa installatrice dell’impianto. Cosa sta a significare "istruzioni per l’uso e la manutenzione"? Quanti installatori di impianti elettrico hanno elaborato questi documenti? Ecco che sorge la domanda, come fa un datore di lavoro a sapere che attività fare per tenere manutenuto il proprio impianto se il costruttore dello stesso non glielo ha spiegato? Un bel problema..... Rimane comunque il fatto che se il proprietario o committente non esegue questa attività può essere sanzionato, in base all'art.15 del D.M.37/08, con un'ammenda che varia da 1000 fino a 10000 euro. Il titolo dell'articolo è il rischio elettrico, le sanzioni, gli articoli che metterò in evidenza del d.lgs.81/08 son quelli che vanno dall'80 fino all'87. Vediamo articolo per articolo e la sanzione prevista.

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pubblicato 26 giorni fa, 771 visualizzazioni

Nel settembre 2019 è stata pubblicata la nuova norma UNI per il controllo e la manutenzione degli impianti rivelazione incendi.Mi sarei aspettato che il normatore si esprimesse in merito alle linee, alle condutture esistenti in quanto parecchi impianti realizzati prima della UNI 9795 ed.2010 non sono stati eseguiti con cavi resistenti al fuoco, mi aspettavo una opinione in merito alla sostituzione o meno di queste linee. La revisione della UNI 11224 è stata impostata tenendo conto dell’aggiornamento tecnologico e del suo allineamento ai contenuti della nuova edizione 2013 della UNI 9795, in particolare: - sono state modificate e, soprattutto, implementate le prove e i controlli sulle apparecchiature di segnalazione acustica e ottica; - sono state modificate e, soprattutto, implementate le prove e i controlli sui sistemi ASD; - è stato rivisto il punto sulla “verifica generale del sistema”, modificandone la periodicità; - è stata modificata la percentuale del numero di punti da controllare in allarme nel corso dei dodici mesi in funzione dell’anzianità dell’impianto. Nelle definizioni compare una nuova figura definita, "tecnico manutentore" che sostituisce il "tecnico qualificato" (vecchia edizione della norma), in sostanza non cambia molto ma interessante è la nota che segue alla definizione;tecnico manutentore: Persona competente e qualificata che porta a termine i propri compiti in modo affidabile, si assume le responsabilità per la finalizzazione degli stessi e adatta i propri comportamenti alle circostanze nel risolvere i problemi. Nota:Le attestazioni di partecipazione a corsi, attività formative e/o esercitazioni effettuate continuativamente contribuiscono a qualificare il personale. Interessante il fatto che viene riconosciuta la formazione come caratteristica per considerare un tecnico qualificato.

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pubblicato 1 anno fa, 3.833 visualizzazioni

Con questo articolo desidero porre l’attenzione sugli effetti derivati dalla scarica elettrostatica e definire delle misure di protezione atte a garantire la sicurezza delle persone. Il fenomeno della generazione di cariche ed il conseguente effetto delle scariche elettrostatiche (ESD Electro Static Discharge)è conosciuto da sempre. Soprattutto nel settore industriale (chimica, alimentare, farmaceutica e tessile) generava (e può generare tuttora)degli effetti a volte devastanti: - innesco di un potenziale esplosivo, - scossa elettrica che provoca lesioni, - movimento involontario della persona con conseguente infortunio. Inoltre, l’elettricità statica introduce problemi operativi durante i processi di fabbricazione e trattamento,per es. provocando l’adesione di un oggetto all’altro o attirando la polvere.

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pubblicato 3 anni fa, 5.272 visualizzazioni

Fondamentale è realizzare un impianto a regola d'arte ma ancor più importante è mantenerlo sempre in efficienza e funzionante soprattutto quelle parti degli impianti destinati alla sicurezza delle persone e perchè no, anche dei beni come l'impianto di illuminazione di sicurezza e l'impianto di rivelazione incendi. Se la coscienza o l'ignoranza delle persone, dei datori di lavoro fa sì che ciò non avvenga ci aiutano le leggi, ed in tema di verifica e manutenzione la più importante è il d.lgs.81/08. Ci sono parecchi articoli che parlano del mantenimento in efficienza dell'impianto di rivelazione fumi;

1. La prevenzione incendi e' la funzione di preminente interesse pubblico, di esclusiva competenza statuale, diretta a conseguire, secondo criteri applicativi uniformi sul territorio nazionale, gli obiettivi di sicurezza della vita umana, di incolumità delle persone e di tutela dei beni e dell'ambiente.

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pubblicato 3 anni fa, 1.126 visualizzazioni

In assenza di accumuli energetici, la produzione di energia elettrica, istante per istante, deve essere pari alla quantità di energia prelevata dai consumatori. L’offerta e la domanda di energia devono sempre essere in equilibrio e la rete di trasmissione va gestita in modo da compensare la produzione con il consumo, garantendo così la continuità e la sicurezza della fornitura del servizio. La gestione di questi flussi di energia sulla rete si chiama dispacciamento ed è affidata alla società Terna.

La gestione in tempo reale del sistema elettrico italiano, interconnesso con quello europeo, viene svolta attraverso un sistema di controllo altamente tecnologico, che fa capo al Centro nazionale di controllo. Sulla base delle serie storiche e del contesto (giorno feriale o festivo, previsioni atmosferiche ecc.), Terna determina i piani di produzione delle centrali elettriche; governa la rete e predispone l'assetto della rete in funzione, oltre che del bilanciamento della produzione e dei carichi, anche dell'indisponibilità di elementi di rete (centrali di produzione, stazioni di trasformazione e smistamento, linee) per lavori o per guasto.

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pubblicato 3 anni fa, 3.681 visualizzazioni

Ho voluto scrivere questo articolo riportando un esempio di registro di verifica dell'illuminazione di sicurezza riferito al piano seminterrato di un edificio, impianto gestito da un soccorritore.

Dati: Il progetto propone la realizzazione dell’impianto di illuminazione di sicurezza di un edificio ad uso uffici e laboratori, con un gruppo soccorritore Lps ( Low Power Supply)unico ed autonomo, utilizzando degli apparecchi per l'illuminazione di sicurezza a LED da 300lm, 600lm e spot da incasso. Per la distribuzione dell’energia nell’impianto elettrico di cui in oggetto è previsto l’uso dei seguenti cavi: FTG10OM1, cavo flessibile per energia resistente al fuoco, isolato con gomma di qualità G10, sotto guaina termoplastica speciale di qualità M1, esente da alogeni, non propagante l’incendio e a basso sviluppo di fumo

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pubblicato 4 anni fa, 1.589 visualizzazioni

L’obiettivo della presente relazione e degli elaborati grafici allegati, è la determinazione della fasciadi rispetto per la cabina installata presso il depuratore nello stabilimento Pinco spa in via Pallino a Trento. L’impianto in cabina di trasformazione è costituito da 2 trasformatori in riserva con potenza complessiva di 1250 kVA e 1250kVA, frequenza di 50 Hz e tensione primaria 20kV e secondaria a vuoto 400V. Dalla cabina parte una conduttura con le seguenti caratteristiche:

Tensione: 400 V Corrente nominale: 2200 A Cavo: FG7OR Conduttore: rame 3x(6x240)+1x(3x240)mm2

Raccomandazione del Consiglio 519/1999/CE del 12 Luglio 1999 recante “Limitazione dell’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici da 0Hz a 300GHz”.

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pubblicato 4 anni fa, 3.701 visualizzazioni

Ho voluto produrre questo articolo per portare un esempio del calcolo delle aperture di aereazione in un locale con presenza di una stazione di ricarica di un carrello elevatore.

1. Oggetto e scopo della classificazione dei luoghi 2. Leggi e norme di riferimento 3. Definizioni 4. Presupposti della classificazione dei luoghi 5. Disposizioni contro i pericoli di esplosione mediante ventilazione

La presente relazione tecnica e i documenti allegati hanno per oggetto la classificazione dei luoghi con pericolo d’esplosione relativa alla zona di ricarica del carrello elevatore dello stabilimento sito....

La classificazione dei luoghi con pericolo d’esplosione ha lo scopo di delimitare le zone entro le quali sono richiesti particolari misure di protezione contro le esplosioni e provvedimenti organizzativi per la tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori ai sensi del Decreto Legislativo Decreto Legislativo n. 81 del 9 aprile 2008 di attuazione delle direttive europee in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, integrato e corretto dal D. Lgs. n. 106 del 3 agosto 2009.

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pubblicato 4 anni fa, 3.159 visualizzazioni

Ho voluto scrivere questo articolo per confrontarmi con tutti voi, per poter migliorare e per poter aiutare qualche collega nel caso si dovesse trovare in questa situazione.

La presente verifica tecnica è stata redatta allo scopo di accertare se un interruttore differenziale installato sul quadro Power Center principale a servizio di una linea della trafila, si potesse togliere per evitare degli interventi intempestivi, causando dei fermi impianto importanti. La verifica e le misure effettuate sono state eseguite per offrire una garanzia di un livello di sicurezza accettabile per la sicurezza delle persone e dei beni e descrivere le caratteristiche principali relative agli impianti elettrici installati. L’intervento ricade nell’ambito del d.m.37/08 come trasformazione dell’impianto.

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pubblicato 4 anni fa, 2.283 visualizzazioni

Questo articolo segue quello già scritto tempo fa, ed è un riassunto della norma di riferimento per eseguire in maniera corretta tutte le verifiche in merito all’illuminazione di sicurezza. Parliamo di responsabilità; è onere da parte del datore di lavoro eseguire la manutenzione e la verifica dell’efficienza dei vari dispositivi di sicurezza, tutto questo in base agli articoli 64-80-86 del d.lgs.81/08; si parla di manutenzione anche nel D.M.37/08 art.8 dove questa è a carico del proprietario dell’immobile. Chi può fare la manutenzione e le varie verifiche? Il d.lgs.81/08 negli artt.36 e 37 dice che quando ci si avvale di lavoratori dipendenti, questi devono essere individuati, informati e addestrati con le modalità previste dalla normativa applicabile; quando si affidano questi compiti a ditte esterne l’art.26 del d.lgs.81/08 dice che il datore di lavoro deve verificare l’idoneità tecnico professionale della ditta appaltatrice. Fondamentale è quindi il controllo che deve eseguire il datore di lavoro in merito alla professionalità che devono possedere i lavoratori che eseguono la manutenzione e le verifiche.

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