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Marco Naccini
4
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Controllo elettronico del motore a benzina

3 - La carburazione

La carburazione consiste nell'introduzione del carburante nella camera da scoppio, sotto forma di una miscela omogenea aria/benzina con un opportuno rapporto stechiometrico, pari a circa 15:1 in massa, ottenuta tramite nebulizzazione o vaporizzazione fine. La qualità della miscela garantisce una buona combustione.
L'organo tradizionale che esegue la carburazione si chiama carburatore ed è raffigurato schematicamente in figura 3.

figura 3
Figura 3 - Schema elementare carburatore
(1) vaschetta a livello costante - (2) galleggiante - (3) val-vola d'ingresso benzina - (4) spruzzatore - (5) tubo di Venturi - (6) valvola a farfalla - (7) benzina vaporizzata

figura 4

Figura 4 -  Schema elementare di un elettroiniettore
(1) spillo - (2) molla - (3) corpo dell'iniettore - (4) avvolgimento - (5) vite di registro spingi-molla - (6) conettore elettrico - (7) ancora magnetica

Il carburatore si trova esattamente lungo il condotto di aspirazione (anzi ne fa parte). Una pompa spinge la benzina verso la vaschetta di livello (1), da dove fluisce attraverso un tubicino che finisce con un foro molto piccolo (4), il quale è posizionato esattamente nel centro della strozzatura di un tubo particolare (5). Questo tubo per la sua particolare forma strozzata si chiama tubo di Venturi e si collega alle luci di aspirazione dei cilindri da un lato, mentre dall'altro entra l'aria aspirata dal bocchettone. Quando si è nella fase di aspirazione, con le valvole di aspirazione aperte e supponendo che la valvola a farfalla (6) sia almeno in parte, aperta, entra nel tubo di Venturi l'aria aspirata. La sua velocità (per il teorema di Bernoulli) aumenta in prossimità della strozzatura e la pressione diminuisce, perciò si ha la fuoriuscita di carburante dal foro del tubicino (4), che vaporizza, ottenendo la miscela (7). La quantità di miscela è regolata dall'apertura della valvola a farfalla, mentre il rapporto stechiometrico dipende più o meno dalla conformazione del tubo di Venturi e dello spruzzatore.
E' necessario che l'altezza del livello di carburante nella vaschetta sia la stessa di quella dello spruzzatore, e ciò è ottenuto mediante il meccanismo formato dal galleggiante (2) e dalla valvola a spillo (3), a condizione che la vaschetta ed il motore stesso abbiano una determinata posizione e orientazione fissata in fase di progetto.
Quest'ultimo problema spinse le Ditte germaniche Daimler e Benz, durante la seconda guerra mondiale, ad adattare l'iniezione (diretta !!), già usata nei motori Diesel, sui motori a benzina destinati agli aerei da combattimento (che non dovevano essere limitati nei movimenti). L'iniezione è l'alternativa all'uso del carburatore tradizionale.
Oltre a questo svantaggio, il carburatore tradizionale ha anche altri problemi :
1) la presenza del tubo di Venturi, essendoci una strozzatura, riduce l'afflusso di aria;
2) c'è il rischi di formazione di ghiaccio nel tubo di Venturi;
3) la miscela risulta essere troppo ricca nei regimi alti e troppo povera nei regimi bassi;
4) sono necessari accorgimenti meccanici e l'intervento umano nella fase di riscaldamento del motore, durante il quale la vettura si muove con difficoltà;
5) il motore non risponde con sufficiente velocità a possibili variazione improvvise di regime o dei comandi esterni.
Dal punto di vista pratico il carburatore è relativamente "spartano", anche se funziona, e ha il vantaggio di essere relativamente semplice ed economico, anche nella sua manutenzione e riparazione.
Viceversa l'iniezione è ben più complessa e l'uso di elettronica sofisticata complica ulteriormente le cose (basti pensare che per la messa a punto e riparazione di questi sistemi sono nate officine specializzate).
L'uso dell'iniezione però risolve tutti i problemi del carburatore tradizionale, con in più, con l'uso dei sistemi di controllo a centralina elettronica, ulteriori vantaggi :
- l'uso di elettroiniettori rende migliore la vaporizzazione, ottenendo miscele più finemente omogenee;
- l'uso delle centraline elettroniche permette una dosatura ottimale del carburante ottenendo miscele più o meno ricche a seconda delle necessità;
- si possono evitare in modo intelligente gli sprechi;
- la fase di riscaldamento è completamente automatizzata, consentendo avvio e partenza del motore immediate anche in pessime condizioni atmosferiche (temperature basse).
In figura 4 è riportato è riportato lo schema di un elettroiniettore. In generale, l'iniettore è costituito semplicemente da un tubo (3), in cui da una estremità entra il carburante mantenuto sotto pressione da una pompa (da 1 a 5 ATM circa). L'altra estremità finisce con un foro molto stretto che serve a nebulizzare la benzina. L'iniettore può avere una valvola a spillo (1) che chiude il foro di uscita e può essere aperta con un comando esterno (meccanico, elettrico o pneumatico) e in tal casi di parla di iniezione intermittente (al contrario dell'iniezione continua che non possiede valvole di chiusura dell'ugello). Nel caso specifico di interesse, l'elettroiniettore è dotato di valvola comandata da un segnale elettrico di tipo logico (o tutto o niente), il quale attraversando una bobina (4), genera un campo magnetico, il quale attira un ancora magnetica (7) collegata alla valvola.
Si possono distinguere tra i sistemi di iniezione diretta, indiretta multi-point (multi punto) o single-point (monoiniettore).
Il primo sistema, l'iniezione diretta, prevede appunto l'iniezione direttamente nella camera da scoppio. Questo sistema comporta molti vantaggi in termini di prestazioni, ma come si capisce, la complessità tecnica comporta l'aumento dei costi. Per questo motivo questo sistema è diffuso in particolari vetture sportive.
L'iniezione indiretta multi-point prevede l'installazione di iniettori a monte delle valvole di aspirazione, ed è una soluzione nettamente più economica ed è impiegata nelle vetture sportive più comuni.
Infine, il sistema più diffuso nelle auto normali è l'iniezione indiretta single-point, che usa un unico iniettore posto a monte della farfalla, quindi il condotto formato dall'iniettore e dalla farfalla viene chiamato carburatore ad iniezione, che a differenza di quello tradizionale non possiede il tubo di Venturi.
Il controllo economico, sia per l'iniezione diretta che quella indiretta, resta sostanzialmente lo stesso ed è realizzato tramite centralina elettronica, che in funzione di alcuni parametri quali la temperatura dell'aria e del motore, la quantità di aria che entra nel condotto di aspirazione, il regime del motore e l'angolo dell'asse istante per istante, determina l'istante e la durata dell'iniezione.
L'uso di un microcomputer per la gestione ottimizzata del motore permette l'applicazione di piccoli accorgimenti utili. Il primo è il riscaldamento automatico iniziale del motore ottenuto arricchendo la miscela, e dando la possibilità all'utente dell'autoveicolo di muoversi subito. La seconda utilità offerta dal microcomputer, è che esso può essere facilmente programmato ad accorgersi se l'utente vuole una forte accelerazione e arricchire momentaneamente la miscela (e l'anticipo di accensione), oppure se l'utente sta decelerando e usa il motore come freno e azzerare l'iniezione di carburante.
In figura 5 e figura 6 sono riportati due schemi di sistemi di iniezione elettronica della Bosch. Notare che il secondo sistema, a differenza del primo, è ad anello chiuso, perché è presente il sensore (8) detto sonda lambda, che rilevando la concentrazione di ossigeno nei gas di scarico e quindi comportandosi da retroazione, il sistema è in grado di correggere il rapporto stechiometrico della miscela. In questo modo si ottiene un sistema più preciso che riduce le emissioni inquinanti e aumenta l'efficienza della marmitta catalitica (infatti la sonda lambda che necessita di un sistema di controllo elettronico, è stata introdotta con la marmitta catalitica).
figura 5
Figura 5 - Schema del sistema a iniezione L-Jetronic

(1) centralina elettronica - (2) elettroiniettore - (3) misuratore quantità aria - (4) sensore temperatura - (5) interruttore termico a tempo - (6) elettroiniettore d'avviamento a freddo - (7) elettropompa di alimentazione - (8) filtro carburante - (9) regolazione pressione carburante - (10) valvola aria addizionale - (11) interruttore sulla farfalla (12) relè composto

 

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Figura 6 - Schema di un sistema d'iniezione meccanica a punto singolo (Bosch Mono-jetronic)

(1) elettropompa - (29 serbatoio - (3) filtro carburante - (4) iniettore elettromagnetico - (5) regolatore pressione - (7)  regolatore del minimo - (8) regolatore del minimo - (10) gruppo elettronico di comando - (11) distributore di accensione - (12) sensore di temperatura - (14) misuratore di portata d'aria a filo caldo - (15) potenziometro sulla farfalla

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Commenti e note

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di torone54,

ciao ho una centralina racebox della piemme xaudi non so dove vanno i fili marron e nero se lo sa qualcuno lo ringrazio ciao da torone54

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di roberto,

Desidererei sapere se conviene o meno rimappare la centralina di un Nissan Terrano 2700. grazie per la collaborazione

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di Edoardo,

Scusate la mia non è una nota, anzi è una domanda a cui non riesco a dare risposta e mi rivolgo a Voi che siete degli esperti: posseggo una ford puma 1400 che mantine il minimo sempre un po' alto, in particolare nel cambio marce per scendere poi piuttosto lentamente e stabilizzarsi al regime di circa 900 giri. Grazie mille.

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di david_one1@hotmail.it,

Salve a tutti. Ho una domanda che mi sta affliggendo da tempo e che nessuno me l'ha mai chiarita: posseggo una for four 1.5 cdi. Lo stesso motore ha due potenze, una da 68 cavalli e un altra da 95 cavalli. Io che posseggo quella da 68 cavalli mi chiedevo se era possibile portarla a 95 cavalli "smanettando" un poco la centralina, dato che il motore è identico a quella da 95 come altri valori meccanici tipo rapporto di compressione etcc... Quindi se fosse legato solo alla centralina la disparità di potenza mi chiedevo se si può fare un rozzo "copie e incolla" dei valori della centralina da 95 cavalli per riportarli sulla mia da 68. Mi farebbe molto piacere che qualcuno mi dia una risposta. Grazie a tutti ciao

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di Laura,

Volevo chiedere, la mia passat mi indica che il afs non funzionante cosa significa?
Nota REDAZIONALE: domande del genere vanno poste nel Forum apposito.

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di fabry,

molto interessante scritto bene e con informazioni molto esuarienti............ottimo

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di raimondo deiana,

chiedo cortesemente lo schema elettronico della centralina bosch mod 0261203318 montata su golf / passat. grazie X chi mi aiuta

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di Costantino,

Vorrei aggiungere una mia nota sulla frequenza di iniezione. Premetto che ho eseguito parecchie misurazioni con l'oscilloscopio sulla mia auto, che presenta un impianto multipoint ad iniezione simultanea (Daihatsu Charade), e tra queste prove spicca naturalmente l'iniezione. La frequenza di iniezione è esattamente la metà rispetto ai giri del motore (il ciclo completo di un pistone è di 2 giri motore), quindi avviene un'iniezione ogni due giri del motore, perciò a 3.000rpm avremo solo 25hz. A 7.500rpm un giro del motore dura solo 8msec e se dovessimo iniettare due volte al giro rimarebbero solo 4msec e il duty-cycle dove lo mettiamo?, che non deve superare 85% (al minimo ho l'impulso di 2.3msec!).

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di Gino Vettor,

Mi rivolgo ai signori che hanno scritto le note di critica per gli schemi del carburatore-iniezione di cui sopra. L'unico errore riscontrabile è il particolare n°5 dell'iniettore, la vite di taratura esiste negli iniettori per motori a gasolio, serve a tarare la polverizzazione. D'altronde è premesso che si tratta di schemi elementari.
Buona giornata, Vettor

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di Ivano Anastagi,

Posseggo un'Audi rs2 da gennaio 2004 con 124.000 km percorsi.Questa vettura è purtroppo afflitta da un malfunzionamento che non ne fà esprimere tutta la  potenzialità.Il limitatore di velocità imposto dalla casa dovrebbe intervenire a 7.400 g/min.Tutto ciò avviene solo sulle prime 4 marce.Sulla 5à e 6à interviene il taglio a circa 6.000 g/min.Piu' programmatori non hanno risolto il problema ma solo variato il limite di intervento di 100/150 giri.E' possibile avere un limite di velocità/giri su 2 marce anzichè l'ultima?Premetto che mancano alla sesta circa 65 km/h.Può essere qualche sensore che crea una situazione di ricovery?Sfasatura distribuzione?In Audi non hanno banchi a rulli e per loro è tutto ok.Vi sarei enormemente grato se mi poteste dare qualche suggerimento in merito.Grazie  

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di ,

Non è mia intenzione trasformare queste note a margine in una sorta di forum, per cui questa sarà la mia unica risposta in questa sede.
Francesco, gli errori che ho rilevato bisogna tenerli in considerazione anche se ti possono sembrare "poco gravi".
Tieni presente che mi sono limitato a commentare errori validi per qualiasi impianto di iniezione, ossia sono errori sostanziali. Uno per tutti, l'idea che un veicolo a iniezione (di qualsiasi marca e tipo)non possa essere avviato a spinta.
Sono errori che possono anche avere delle conseguenze nel quotidiano.
Per il resto non ho affatto disprezzato l'articolo e lo sforzo dell'autore.

Cordialita'.

Davide

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di Francesco Gaiani,

Sono ingegnere meccanico e appassionato di motori, ma non ho "esperienza nel settore" come l'autore del presente articolo, eppure, gli "errori" individuati non mi sembrano così gravi perchè in realtà nell'articolo si fa una disamina completa che può aiutare il profano di "bosch" (come me) a capire i principi di funzionamento dell'impianto. Certo, in un corso di formazione tecnica c'è bisogno di essere più precisi, ma questo non credo sia lo scopo dell'articolo. Arrivederci.

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di Claudio,

Effettivamente ci sarebbe da rivedere qualcosa, io faccio il meccanico e mi interessa molto l'elettronica sull'automobile e anche con i corsi è difficile approfondire i discorsi. Davide ha ragione sul fatto che chi non ne sa niente si faccia delle idee sbagliate, per esempio la punto 55 monta già un potenziometro e non due switch e non credo che il valore della sonda lambda non venga a volte preso in considerazione dalla centralina. Comunque era tanto che cercavo qualcosa del genere e fino ad ora è il più soddisfacente, magari sarebbe bello approfondire non credo che interessi solo agli appassionati di elettronica.

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di ,

L'articolo risulta relativamente completo, ma appare immediata la scarsa esperienza dell'autore il quale cade decisamente in gravi errori sostanziali e concettuali, portando l'eventuale lettore non esperto dell'argomento a convinzioni del tutto errate.

Le scansioni dei disegni presentati risultano piuttosto approssimative, mentre alcuni schemi sono del tutto errati (accensione DIS). Inoltre non è possibile concordare con il diagramma di flusso che dovrebbe rappresentare il comportamento della CPU.

La scelta di un impianto come il Bosch ML4.1 (montato più spesso su Alfa Romeo che su Citroen) risulta piuttosto obsoleta seppure consenta di esprimere i concetti di base dell'iniezione elettronica.

Mi concentrerò soltanto sulle cose che saltano subito all'occhio. In figura 4 lo schema dell'elettroiniettore indica una "vite di taratura molla" che non solo non ho mai visto in 10 anni di esperienza di consulente e formatore per autoriparatori, ma non trova riscontro in alcuna figura (a titolo di esempio allego la sezione dell'iniettore del Motronic M1.7). In figura 14 il grafico della sonda lambda non riporta "la concentrazione di ossigeno" come dice la didascalia, bensi' il cosiddetto "fattore lambda" che è il rapporto tra il rapporto stechiometrico aria/benzina e il rapporto reale (chiedo scusa per la ripetizione del termine rapporto, ma tant'è). In figura 23 le candele appaiono chiaramente collegate in parallelo. in realtà le candele delle accensioni statiche di tipo DIS (quelle cui la figura si riferisce) ha le candele sempre collegate in serie e soprattutto il secondario non ha alcun collegamento a massa. In tabella 4 è indicato che gli iniettori a 3000 giri/min (ad es.) vengono comandati con una frequenza di 50 Hz (3000/60). il problema è che proprio il sistema ML4.1 è un sistema ad iniezione simultanea, il che vuol dire che gli iniettori vengono comandati tutti insieme 2 volte ogni giro motore quindi con una frequenza doppia rispetto al numero di giri (100Hz). I diagrammi di flusso di figura 26 sono errati, la centralina adotta sempre una correzione del tempo di iniezione e dell'anticipo in base alla temperatura e non adotta strategie diverse per "motore caldo o motore freddo". nella tabella finale si afferma che la manutenzione di un sistema a carburatore è semplice mentre quella di un sistema iniezione è complessa, nulla di più distante dalla realtà. la regolazione di un carburatore può richiedere complesse operazioni, mai necessarie in un impianto di iniezione. l'unico impianto di iniezione che richiede procedure complesse per la regolazione è l'impianto K-KE, ma questo presenta una notevole quantità di parti meccaniche. Qui si afferma anche che non è possibile avviare l'auto a spinta, il che non è vero. tutti gli impianti ad iniezione consentono l'avviamento a spinta, nessuno escluso. Queste sono le cose di cui mi sono accorto ad una prima lettura, scusate se appaio troppo "appassionato" nella disamina, ma è una mia deformazione professionale.

Davide La Mantia

Rispondi

di ,

L'articolo risulta relativamente completo, ma appare immediata la scarsa esperienza dell'autore il quale cade decisamente in gravi errori sostanziali e concettuali, portando l'eventuale lettore non esperto dell'argomento a convinzioni del tutto errate.

Le scansioni dei disegni presentati risultano piuttosto approssimative, mentre alcuni schemi sono del tutto errati (accensione DIS). Inoltre non è possibile concordare con il diagramma di flusso che dovrebbe rappresentare il comportamento della CPU.

La scelta di un impianto come il Bosch ML4.1 (montato più spesso su Alfa Romeo che su Citroen) risulta piuttosto obsoleta seppure consenta di esprimere i concetti di base dell'iniezione elettronica

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