Salve, sono uno studente di Ing. Elettronica e sto ultimando la preparazione dell'esame di Elettronica Industriale in cui si parla della realizzazione di convertitori DC/DC operanti in commutazione con isolamento interno (Fly-back o Forward). In questo contesto e' stato affrontato (in maniera molto superficiale) il problema dell'isolamento elettrico degli apparati mediante l'uso di un trasformatore. Come funziona? Come il trasformatore di isolamento e' in grado di "disaccoppiare" l'apparecchio dalla rete al fine di evitare la folgorazione dell'operatore che accidentalmente tocca lo chassis od un qualsiasi altro filo "caldo" ?
Grazie Mille !!!
Complimenti per il sito !!!!
Saluti
Risponde admin
Affinché una corrente circoli nel corpo umano, questo deve essere parte
di un circuito chiuso. Se si tocca una parte attiva della rete elettrica
di distribuzione, poiché questa ha un punto collegato a terra si chiude
il circuito parte attiva- corpo umano- terra. Il trasformatore di
isolamento non ha alcun punto del secondario collegato a terra, e se si
tocca una sua parte attiva non si chiude alcun circuito, quindi non c'è
passaggio di corrente nel corpo. In realtà si chiude il circuito parte
attiva - corpo umano- capacità della parte attiva del secondario verso
terra (capacità di esercizio), ma la corrente che si instaura è limitata
dall'elevata reattanza della capacità. Per questo motivo il circuito
alimentato dal secondario del trasformatore di isolamento deve avere una
estensione non eccessiva (come è il caso di trasformatori che sono
sostanzialmente parte dell'apparecchiatura). Infatti maggiore è
l'estensione dell'impianto maggiore è la capacità di esercizio e minore
la corrispondente reattanza. Il secondario è inoltre perfettamente
isolato dal primario, quindi non si può chiudere un circuito che
interessi il primario e di cui faccia parte il corpo di chi è in
contatto con il secondario: "il tasto" tra primario e secondario è
sempre aperto.
Buongiorno
mi accodo a questa vecchia domanda relativa al trasfo di isolamento.
Il problema è la verifica di circuiti elettronici alimentati direttamente dalla rete ( ved regolazioni a triac o simili) con l'oscilloscopio.
L'oscilloscopio monotraccia o a doppia traccia ha il puntale collegato con un cavetto coassiale all'ingresso dello strumento e la calza di schermo del cavetto stesso collegata alla massa dello strumento.
Ho notato che la massa dello strumento non è isolata dalla rete di alimentazione a 230 V ( fase neutro) quindi lo schermo del cavetto risulta collegato al neutro della rete ed è collegato anche al circuito in prova.
Il neutro della rete è normalmente collegato a terra nella cabina di trasformazione del distributore (Enel o simili).
Fra neutro rete di alimentazione del circuito e circuito di terra possono esserci valori di tensione nulli o molto piccoli dovuti alle perdite ed alla resistenza di terra.
Per evitare l'intervento dell'interruttore differenziale che protegge la rete alimentante l'oscilloscopio, occorre utilizzare un trafo di isolamento rete/strumento?
Secondario del trasformatore d'isolamento a terra.
In un sistema che gestisce la movimentazione delle casse di manovra tranviarie è stato scelto di utilizzare per l'alimentazione un trasformatore di isolamento con il secondario messo a binario e quindi battezzando un conduttore come neutro. La carcassa del motore della cassa di manovra è stata ugualmente messa a binario per avere lo stesso potenziale. Subito a valle del trasformatore c'è un magnetotermico generale e per ogni singola cassa di manovra c'è un magnetotermico dedicato. Può questo sistema garantire una adeguata sicurezza sia alle persone che alle apparecchiature ?