Il condensatore ideale non dissipa nulla: è un puro accumulatore, per definizione. La potenza attiva è, con alimentazione in c.a.s., P=U*I*cosfì ed il cosfì di un condensatore ideale è zero. Quello reale qualcosa dissipa invece. Il dielettrico non è un isolante perfetto: non ha una conduttanza nulla, quindi esiste una debole corrente di conduzione. Nei condensatori reali si definisce per questo l'angolo di perdita, e, che è la differenza tra i 90 gradi, l'angolo di sfasamento tra U ed I di un condensatore ideale, e lo sfasamento effettivo tra U ed I nel condensatore reale, che è qualcosa meno di 90 gradi. La potenza dissipata è allora P=U*I*cos(90-e)=U*I*sin(e), che, essendo in genere l'angolo di perdita piccolo, può essere approssimata con P=U*I*e, se l'angolo è espresso in radianti (e=3,1415*gradi/180. L'angolo di perdita in radianti, moltiplicato 100, e%=100*e, fornisce perché la potenza attiva assorbita dal condesatore reale in percentuale della potenza apparente U*I che è, in pratica, coincidente con la potenza reattiva.