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Dimensionamento di un impianto

Domanda:

Come si determina la potenza in base a cui dimensionare un impianto?

Risponde admin

Per stabilire la potenza per cui deve essere dimensionato l'impianto ed in base alla quale definire il contratto di fornitura, non ci sono formule di validità generale. In un impianto coesistono vari tipi di carichi e non tutti sono sempre usati alla massima potenza e contemporaneamente a tutti gli altri carichi. La somma della potenza nominale di tutti gli utilizzatori dà la potenza installata. La potenza effettivamente impiegata è diversa e, in genere, abbastanza inferiore. Solo l'esperienza di un buon progettista, che conosce i carichi ed il tipo di impianto, può determinare il valore di tale potenza. Lo stesso discorso vale anche per le singole linee che alimentano più utilizzatori. Si deve dunque ricavare la corrente di impiego, IB, la quale servirà per il dimensionamento delle condutture e delle protezioni, secondo la nota disuguaglianza

IB< IN< IZ

con IN ed IZ rispettivamente corrente nominale dell'interruttore e portata del cavo nelle condizioni di posa stabilite.

Per agevolare il calcolo della corrente di impiego, si ricorre a tabelle, tipo quella qui sotto riportata, con valori orientativi dei coefficienti di utilizzazione, u, e di contemporaneità, c, il cui prodotto fornisce il fattore di riduzione della potenza di ogni gruppo di apparecchi. E' in base a quella potenza che si dimensiona l'impianto. Ad esempio per 10 motori trifase da 11 kW, la potenza da considerare è PB=11*10*0.8*0.7=61.6 kW. La corrente di impiego si trova considerando il fattore di potenza fp, ed il rendimento, h, nominali dei motori. In Bt: IB=PB/(1,73*400*fp*h)

Utilizzatore

P_min

kW

P_max

kW

u
n_min n_max
c
M.a.t.
0.5
3
0.75
1
10
0.65
M.a.t.
0.5
3
0.75
11
25
0.55
M.a.t.
0.5
3
0.75
26
50
0.45
M.a.t.
0.5
3
0.75
51
0.4
M.a.t.
3
10
0.7
1
10
0.75
M.a.t.
3
10
0.7
11
25
0.65
M.a.t.
3
10
0.7
26
50
0.5
M.a.t.
3
10
0.7
51
0.45
M.a.t.
10
50
0.8
1
5
0.85
M.a.t.
10
50
0.8
6
10
0.7
M.a.t.
10
50
0.8
11
20
0.55
M.a.t.
10
50
0.8
21
0.5
M.a.t.
50
0.8
1
2
0.9
M.a.t.
50
0.8
3
5
0.75
M.a.t.
50
0.8
6
10
0.65
M.a.t.
50
0.8
11
0.6
Forni
1
1
Raddrizzatori
1
1
5
0.95
Raddrizzatori
1
6
10
0.85
Raddrizzatori
1
11
20
0.75
Raddrizzatori
1
21
0.7
Saldatrici
1
1
5
0.5
Saldatrici
1
6
10
0.45
Saldatrici
1
11
20
0.4
Saldatrici
1
21
0.3
Carri ponte
0.8
1
0.5
Carri ponte
0.8
2
0.4
Carri ponte
0.8
3
0.3
4

Commenti e note

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di ,

albano,
devi studiare fisica, o almeno ripassarla. Hai fatto bene ad esporre la tua nota così, se leggerai la risposta, potrai correggere le idee errate che ti sei fatto sulle grandezze fisiche, ed evitare in futuro errori grossolani.

1 kg forza sono 9,8 newton.
Un kg sollevato alla velocità di un metro al secondo sono 9,8 N*m/s=9,8joule/secondo=9,8 watt, non 1000 watt, cioè 1 kW come dici tu! (a proposito: si scrive k minuscolo e W maiuscolo). Una potenza 100 volte maggiore, quindi 980 W, cioè praticamente 1 kW, corrisponde al sollevamento di un peso, alla stessa velocità di 1 m/s, cento volte maggiore, quindi 98 kg, praticamente un quintale.

Rispondi

di albano,

se ha la potenza di 1kw significa che puo sollevare 1kg alla velocità di 1m/s e non un quintale alla velocità di 1m/s
cordiali saluti

Rispondi

di ,

andrea,
se tu acquisti un motore che ka la potenza nominale di 1 kW, significa, ad esempio che puoi sollevare un quintale alla velocità di 1 metro al secondo. Se invece gli fai sollevare 50 kg alla velocità di 1 m al secondo, la potenza erogata dal motore è 500 W. Quindi il suo fattore di utilizzazione è 0,5. Il fattore di utilizzazione dipende cioè dal lavoro che la macchina sta facendo, che non è costantemente il suo massimo.

Rispondi

di andrea,

ing. martini volevo chiederle come fa la potenza di un utilizzatore a variare da ciò che assorbe durante il regime di funzionamento ordinario fino alla sua potenza massima (vd fattore di utilizzazione cei64-8)? cioè ciò che voglio dire è :da cosa scaturisce tale variazione?la ringrazio anticipatamente e spero di essere stato chiaro il più possibile

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