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Premessa
Siamo abbastanza abituati a parlare di potenza attiva, reattiva, apparente, fattore di potenza, ma si tende a dimenticare che le relazioni che ci sono più familiari valgono per tensioni e correnti perfettamente sinusoidali.
La diffusione delle apparecchiature elettroniche rende sempre meno vera l'ipotesi di perfetta sinusoidalità, soprattutto per quanto riguarda la forma delle correnti assorbite. Anche ammettendo una tensione perfettamente sinusoidale, le correnti lo sono solo se i carichi alimentati sono lineari; in pratica se resistenze, induttanze e capacità sono delle costanti, che non variano né in funzione della tensione, né della corrente, né del tempo.
In particolare perde il suo significato fisico di potenza di scambio tra generatore ed immagazzinatori di energia elettromagnetica, la potenza reattiva.
L'articolo riporta alcuni concetti relativi a forme d'onda periodiche di forma qualsiasi per tensione e corrente.
Prerequisiti
Per la definizione di potenza possiamo partire da qui.
Per la potenza in corrente alternata sinusoidale si può leggere questo articolo
Per ulteriori precisazioni sul significato del segno si può far riferimento a questo articolo
Analisi della potenza in regime variabile
Potenze armoniche
Qualunque sia l'andamento nel tempo di tensione e corrente la potenza istantanea è data da:
p(t) = v(t)i(t)
Se le grandezze sono periodiche con periodo
si possono scomporre in serie di Fourier
Teoricamente
; in pratica il valore più alto dipende dall'approssimazione desiderata, in quanto le ampiezze delle sinusoidi di frequenza crescente, dette armoniche, multipla della fondamentale (indice 1), che ha la stessa frequenza della grandezza originaria, decrescono. La rappresentazione delle ampiezze in funzione della frequenza è chiamata spettro della grandezza.
Il valore efficace di una grandezza qualsiasi y(t) è dato da
In elettrotecnica il valore efficace di una grandezza si indica con la lettera maiuscola senza alcuna specificazione, come fosse una grandezza continua, a cui corrisponde, per quanto riguarda gli effetti energetici. L'espressione matematica del valore efficace, deriva proprio dalla ricerca del valore di una grandezza continua che produce gli stessi effetti energetici della grandezza variabile. L'operazione matematica corrisponde al calcolo della media quadratica, in inglese Root Mean Square. Il valore efficace è perciò anche detto valore RMS.
Il valore massimo, o ampiezza, si usa invece indicarlo con un pedice.
Il valore efficace di una grandezza sinusoidale è legato all'ampiezza dalla relazione
Applicando la definizione alla scomposizione si ha, rispettivamente per tensioni e correnti
cioè il valore efficace di tensione e corrente è la radice quadrata della somma dei quadrati dei valori efficaci dei termini della serie di Fourier.
Nel diagramma p(t)-t, l'area del trapezoide che ha per base T rappresenta l'energia elettrica trasferita nella sezione di misura.
Tale area si calcola con l'integrale definito e permette di determinare la
Potenza media P
che è il valore che, se costante nell'intervallo di tempo considerato, dà luogo allo stesso trasferimento di energia.
Per il teorema della media dell'integrale si ha
Sostituendo a tensione e corrente i loro sviluppi secondo Fourier, si avranno addendi costituiti da
- prodotto dei valori costanti: P0 = V0I0
- prodotto di una costante per una grandezza sinusoidale
- prodotto di grandezze sinusoidali di diversa frequenza
- prodotto di grandezze sinusoidali della stessa frequenza
Gli addendi di tipo 2 e 3 non danno contributo al valore medio essendo nullo il loro valore medio nel periodo. Rimangono solo i termini di tipo 1 e quelli di tipo 4.
Utilizzando i valori efficaci di ogni armonica, quindi ponendo
si può allora scrivere
Scomponendo il prodotto dei seni si ha
quindi
Posto
sfasamento tra tensione e corrente della stessa armonica
potenza attiva dell'armonica r-esima
- P0 = V0I0 potenza relativa alla componente continua
poiché anche i termini in coseno con pulsazione 2ωr hanno valore medio nullo, si ha
La potenza media o potenza attiva è la somma delle potenze relative ad ogni singola armonica e del termine costante. La sua unità di misura è sempre il watt (W).
Potenza apparente
Si definisce ancora potenza apparente il prodotto dei valori efficaci di tensione e di corrente e la si misura in voltampere (VA)
S = VI
Potenza reattiva
Si definisce ancora la potenza reattiva come somma delle potenze reattive delle singole armoniche
Ma, in questo caso però la potenza reattiva perde il suo significato fisico ed è
Il concetto di potenza reattiva, pur potendo essere matematicamente definito, risulta poco utile.
La precedente disuguaglianza viene allora resa un'uguaglianza introducendo un quarto termine: la
potenza deformante
indicata con D, che soddisfa alla relazione
S2 = P2 + Q2 + D2
essa risulta essere
Si noti che D=0 quando
cioè quando il circuito è costituito da soli resistori.
Esempio
Consideriamo la serie di una resistenza da
con un'induttanza di
alimentata dalla tensione v(t)

E' stato anche introdotto il concetto di
potenza non attiva
che include reattiva e deformante
ed è legata alla considerazione di un ipotetico bipolo che assorbe la corrente non attiva,iNA(t), in parallelo al bipolo puramente resistivo che assorbe la corrente attiva iA(t), che schematizza il bipolo distorcente.
Il parallelo è alimentato alla tensione v(t) ed assorbe la corrente
i(t) = iA(t) + iNA(t)
Il resistore che assorbe la corrente attiva ha come valore di resistenza
La potenza attiva istantanea è allora data da
mentre quella non attiva da
pNA(t) = v(t)iNA(t)
Si ha ovviamente
p(t) = pA(t) + pNA(t)
I valori medi di p(t) e di pA(t) coincidono con P: dunque il valore medio di pNA(t) è nullo.
Tra i valori efficaci delle tre correnti esiste la relazione
Infatti
La relazione precedente permette di scrivere
P = VIA
PNA = VINA
Il
fattore di potenza (PF:Power Factor)
è sempre dato dal rapporto tra la potenza attiva e la potenza apparente
è sempre minore di 1, in quanto
.
E' uguale ad 1 solo se il carico è puramente resistivo. In tal caso si ha infatti
Grafici
Grandezze non sinusoidali
Grandezze sinusoidali
Uno Script per Scilab 4.1
//Spettro e fasi di tensione e corrente
VM=['+0','+1','+0','+0','-0.1','-0']; // (V0,V1M...,V5M)
fv=['','+0','+0','+(1/6)','+0','+(1/12)']; //'',fi1v...f5v
IM=['+0','+1','-0','-0.4','+0.2','-0.1']; //(I0,I1M...,I5M)
fi=['','-(1/12)','+0','+(0/8)','+0','+(1/6)'];//'',f1i,...f5i
f=50;//frequenza
w=2*%pi*f;//pulsazione
T=1/f;//periodo
dt=T/100;//incremento tempi per calcolo numerico
t=[0:dt:T];//vettore tempo (100 istanti del periodo)
x=w*t;//angolo
//tensione v(t)
tensione="("+VM(1)+VM(2)+"*sin(w*t"+fv(2)+"*2*%pi)"+...
VM(3)+"*sin(2*w*t"+fv(3)+"*2*%pi)"+VM(4)+"*sin(3*w*t"+fv(4)+"*2*%pi)"...
+VM(5)+"*sin(4*w*t"+fv(5)+"*2*%pi)"+VM(6)+"*sin(5*w*t"+fv(6)+"*2*%pi)"+")";
deff("[v]=v(t)","v="+tensione);
//corrente i(t)
corrente="("+IM(1)+IM(2)+"*sin(w*t"+fi(2)+"*2*%pi)"+...
IM(3)+"*sin(2*w*t"+fi(3)+"*2*%pi)"+IM(4)+"*sin(3*w*t"+fi(4)+"*2*%pi)"...
+IM(5)+"*sin(4*w*t"+fi(5)+"*2*%pi)"+IM(6)+"*sin(5*w*t"+fi(6)+"*2*%pi)"+")";
deff("[i]=i(t)","i="+corrente);
//potenza istantanea p(t)
potenza=tensione + "*" + corrente;
deff("[p]=p(t)","p="+potenza);
//quadrato della corrente i^2(t)
deff("[iquadro]=iquadro(t)","iquadro="+corrente+"^2");
//quadrato della tensione
deff("[vquadro]=vquadro(t)","vquadro="+tensione+"^2");
//potenza attiva P
P=intg(0,T,p)/T;
//valore efficace della corrente
I=sqrt(intg(0,T,iquadro)/T);
//valore efficace della tensione
V=sqrt(intg(0,T,vquadro)/T);
//potenza apparente
S=V*I;
//Resistenza equivalente alla potenza attiva
R=(V^2)/P;
//Potenza non attiva PNA
PNA=sqrt(S^2-P^2);
//grafico di tensione, corrente
xset("window",0);
xgrid();
fplot2d(t,v,2);
fplot2d(t,i,5);
plot2d(t,ones(t)*V,2);
plot2d(t,ones(t)*I,5);
//fplot2d(t,p,1);
a=gca();
h=gcf();
a.x_label.text="t(s)";
a.x_label.auto_position="off";
a.x_location="middle";
a.y_label.text="v(t): blu; i(t):rosso;";
a.x_label.font_size=4;
a.y_label.font_size=4;
a.title.text="tensione e corrente non sinusoidali con i rispettivi...
valori efficaci";
a.title.font_size=2;
h.figure_name="tensione e corrente, in regime periodico qualsiasi";
//Grafico delle correnti attiva e non attiva: iA(t), iNA()
xset("window",1);
xgrid();
correnteA="("+tensione+"/R)";
deff("[iA]=iA(t)","iA="+correnteA);
correnteNA=corrente+"-"+correnteA;
deff("[iNA]=iNA(t)","iNA="+correnteNA);
//valori efficaci della corrente attiva e della corrente non attiva
deff("[iNAquadro]=iNAquadro(t)","iNAquadro="+"("+correnteNA+")^2");
deff("[iAquadro]=iAquadro(t)","iAquadro="+correnteA+"^2");
IA=sqrt(intg(0,T,iAquadro)/T); //valore efficace corrente attiva
INA=sqrt(intg(0,T,iNAquadro)/T); //valore efficace corrente non attiva
Ieff=sqrt(IA^2+INA^2);// valore efficace della corrente
fplot2d(t,iA,5);
fplot2d(t,iNA,4);
fplot2d(t,i,3);
plot2d(t,ones(t)*Ieff*0.99,1);
plot2d(t,ones(t)*I,3);
plot2d(t,ones(t)*IA,5);
plot2d(t,ones(t)*INA,4);
a1=gca();
h1=gcf();
a1.x_label.text="t(s)";
a1.x_label.auto_position="off";
a1.x_location="middle";
a1.y_label.text="iA(t): rosso; iNA(t):cyan; i(t): verde";
a1.x_label.font_size=4;
a1.y_label.font_size=4;
a1.title.text="corrente, corrente attiva e corrente non attiva con i...
rispettivi valori efficaci";
a1.title.font_size=2;
h1.figure_name="Correnti";
//Grafico delle potenze attiva pA(t) e non attiva pNA(t) istantanee
xset("window",2);
xgrid();
deff("[pA]=pA(t)","pA="+"("+tensione+"^2)/R");
deff("[pNA]=pNA(t)","pNA="+tensione+"*("+correnteNA+")");
a2=gca();
h2=gcf();
a2.x_label.text="t(s)";
a2.x_label.auto_position="off";
a2.x_location="middle";
a2.y_label.text="pA(t), rosso; pNA(t),nero; p(t):verde";
a2.x_label.font_size=4;
a2.y_label.font_size=4;
a2.title.text="potenza, potenza attiva e potenza non attiva con i...
rispettivi valori medi";
a2.title.font_size=2;
h2.figure_name="Potenze";
// verifiche
//valore medio della potenza non attiva istantanea
PNA1=intg(0,T,pNA)/T; // deve essere nulla
//valore medio della potenza attiva
PA=intg(0,T,pA)/T;//Uguale alla potenza attiva P
PF=P/S;// fattore di potenza
fplot2d(t,pA,5);
fplot2d(t,pNA,1);
fplot2d(t,p,3);
plot2d(t,ones(t)*PA,5);
plot2d(t,ones(t)*PNA1,1);
plot2d(t,ones(t)*P*0.99,3);
Note
Lo script è usato per tracciare i grafici, ma non è niente di particolarmente elaborato. Il suo scopo è puramente didattico.
Per modificare le forme d'onda si cambiano i valori degli elementi dei quattro vettori iniziali, VM, fv, IM, fi, all'interno dello stesso script, con un qualsiasi editor di testi (es: blocco note di windows), che rappresentano, rispettivamente, ampiezza e fase della scomposizione in serie di Fourier di tensione e di corrente, fino alla quinta armonica.
Per eseguire lo script basta poi copiarlo ed incollarlo nella finestra Scilab.
Poiché nello script non c'è alcun controllo sulla correttezza dei dati, occorre fare attenzione per conservare la struttura delle stringhe.
Ad esempio si lascia '+0' se è nulla l'armonica (il primo valore è il termine costante, il secondo la fondamentale, il terzo la seconda armonica...)o il valore costante; l'eventuale ampiezza diversa da zero si scrive anteponendo sempre il segno + o -. Idem per le fasi. Le fasi diverse da zero sono espresse in frazioni di periodo che vanno scritte tra parentesi, anteponendo sempre il segno. Ad esempio: -(1/12) indica una fase negativa di un dodicesimo del periodo di quell'armonica.
Inoltre inserire i valori dello spettro di tensione e corrente non pensando a valori assoluti espressi in volt ed ampere, ma in valore relativo rispetto ad uno preso come riferimento, ad esempio il massimo della fondamentale.
Ad esempio per l'andamento sinusoidale:
VM=['+0','+1','+0','+0','-0','-0']; fv=['','+0','+0','+(1/6)','+0','+(1/12)']; IM=['+0','+1','-0','+0','+0','-0']; fi=['','-(1/12)','+0','+(0/8)','+0','+(1/6)'];
oppure uno con tensione sinusoidale e corrente distorta
VM=['+0','+1','+0','+0','-0','-0']; fv=['','+0','+0','+(1/6)','+0','+(1/12)']; IM=['+0.1','+1','-0.3','+0.2','-0.1','+0.05']; fi=['','-(1/12)','+0','+(1/8)','-(1/6)','+(1/10)'];
Conclusione
E' un tema complesso e coinvolge parecchi aspetti di gestione ed utilizzo dell'energia elettrica.
In alternata sinusoidale la corrente non attiva è la componente della corrente in quadratura con la tensione. La sua riduzione, al fine di diminuire le perdite lungo la linea di trasmissione, si risolve, per i carichi induttivi, con l'installazione di condensatori in parallelo ai carichi stessi. I condensatori assorbono una corrente in quadratura di anticipo con la tensione, quindi, si può dire, generano nel punto di installazione, la corrente in quadratura di ritardo necessaria ai carichi induttivi. E' il principio del rifasamento: la riduzione, o addirittura l'eliminazione, della componente in quadratura, che è la corrente non attiva dalla linea, fa si che la corrente in essa circolante sia solo quella attiva, che è in fase con la tensione.
Con le grandezze non sinusoidali si può di ottenere lo stesso risultato. E' più difficoltoso però, in quando, in tal caso, non basta un semplice condensatore, ma occorre un sistema di compensazione più complesso, capace di produrre localmente la corrente non attiva per il carico o, ciò che è lo stesso, di assorbire una corrente uguale ed opposta a quella non attiva. In linea circolerà allora solo la corrente attiva.
Un problema da chiarire bene è inoltre la misura dell'energia elettrica.
L'articolo ha perciò fondamentalmente lo scopo di aprire una discussione su questi temi, stimolando la produzione di contributi chiarificatori, sia in relazione alla misura delle potenze ed alla conseguente tariffazione dell'energia, con indagine sul funzionamento dei moderni contatori, sia per i criteri realizzativi dei sistemi di compensazione.

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