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Esecuzione terminale MT su cavo RG7

Indice

Il cavo RG7H1R

Si tratta di un cavo rigido per il trasporto di energia su reti MT da 1,8/3 a 45 kV (nel caso specifico si tratta di un cavo per una tensione nominale U0/U di 12/20 kV (Tensione massima UM pari a 24 kV), dove la prima cifra si riferisce alla tensione efficace fase-terra e la seconda a quella fase-fase.

Caratteristiche costruttive del cavo unipolare

Come per tutti i cavi elettrici, la sigla del cavo [rif. Sigle di designazione dei cavi MT secondo CEI-UNEL 35011] ci da indicazioni circa le caratteristiche fisiche, elettriche e meccaniche del cavo.

RG7H1R
(l' assenza di una A iniziale ci dice che si tratta di un conduttore in rame e non in Alluminio)

R = Conduttore in corda rigida rotonda (Tipo di conduttore)
G7 = Mescola isolante a base di gomma EPR ad alto modulo (Tipo di isolante)
H1 = Schermo a nastri o piattine di rame (Tipo di schermo)
R = Guaina a base di PVC (Tipo di guaina)

Impresso sulla guaina, oltre ad un codice uguale o simile al precedente, trovano posto i dati relativi alla tensione di impiego nominale (U0/U) in valore efficace e l' anno di fabbricazione del cavo.

sezione

sezione

  1. Guaina esterna in PVC rosso
  2. Schermo a fili di rame rosso
  3. Semiconduttivo esterno (elastomerico estruso)
  4. Isolante in gomma ad alto modulo G7 (HEPR)
  5. Semiconduttivo interno (elastomerico estruso)
  6. Conduttore in rame rosso

Guardiamolo meglio

Guardiamo meglio il nostro cavo RG7 [95 mm2 Cu]

Fase 1 - Asportazione della guaina esterna

fase 1

fase 1

fase 1.1

fase 1.1

fase 1.2

fase 1.2

fase 1.3

fase 1.3

Fase 2 - Asportazione del semiconduttivo esterno

fase 2

fase 2

Fase 3 - Preparazione dello schermo

I trefoli di rame vengono preparati per creare una vera e propria treccia. Questa va portata fuori dalla testa del cavo per il collegamento a terra (con gli altri schermi degli altri cavi)

treccia

treccia

Fase 4 - Asportazione dell' isolante e del semiconduttivo interno

fase 4

fase 4


Preparazione della testa

Avrei voluto illustrare le operazioni di realizzazione del terminale MT, ma non avendone materialmente la possibilità (assenza di kit completi) , cercherò di illustrarla a partire da una testa già realizzata, procendendo però come se volessimo rifare la testa al nostro cavo.

La preparazione di un cavo MT per la sua connessione alla rete, comporta la necessità di spellare i vari elementi al fine di potere inserire il capocorda per la connessione del cavo stesso.
Viene da se, che una volta inserito il capocorda sia necessario ripristinare il grado di isolamento nella zona in cui si è "lavorato". Detta operazione nel suo complesso rientra in quella che viene chiamata comunemente "intestazione del cavo".

Nel realizzare la testa del cavo MT, si adoperano kit (con elemento esterno di tipo termoretraibile o autoretraibile) contenenti tutto il necessario per la corretta realizzazione della terminazione (zona di connessione) del cavo, il rispetto delle istruzioni di montaggio del fabbricante del kit a partire dalle quote di sguainamento, il lavorare curando a livello maniacale la pulizia delle superfici e un pò di esperienza, consentiranno di realizzare una terminazione con basso rischio di problemi legati ad un isolamento non perfetto con tutti i guai che ciò potrebbe comportare (scariche parziali in testa).

E' ovvio che il kit di realizzazione della testa (o delle teste per meglio dire, visto che normalmente un kit contiene il materiale per intestare 3 cavi) va scelto in base alle caratteristiche del cavo MT che si sta utilizzando; Sigla, sezione, tipo di posa (esterna/interna) e grado di isolamento, sono informazioni essenziali per scegliere il giusto kit.

Intestazione del cavo

Dopo avere asportato la giusta porzione di guaina esterna e quella di semiconduttore esterno (*) (in questa fase attenzione a non incidere l' isolante HEPR, quello rosa) e dopo avere portato verso la coda del cavo i trefoli dello schermo, inserire l' elemento di controllo del campo elettrico (rispettando sempre le quote delle istruzioni di montaggio) e riscaldare con phon o con cannello (se del tipo termorestringente)

(*) Il semiconduttore esterno, non sempre va riscaldato per essere "sbucciato", anzi, normalmente è chiaramente specificato se l'operazione va fatta eseguita a freddo.

Assicurarsi sempre di avere eliminato tutto il seminconduttore e che la superfice dell' isolante primario (HEPR) sia perfettamente liscia, in caso contrario, utilizzare la carta abrasiva (normalmente compresa nel kit) per levigare la superficie.

Fare attenzione che non rimangano in giro sul cavo residui metallici a seguito della crimpatura del capocorda

controllo campo

controllo campo

controllo campo

controllo campo

controllo campo integro

controllo campo integro


Unione dei trefoli dello schermo e realizzazione della treccia

uscita dello schermo

uscita dello schermo


Inserimento del capocorda

capocorda

capocorda


Applicazione del rivestimento esterno In questa fase, viene applicato un sigillante/isolante nella zona del capocorda e in quella opposta di uscita della treccia dello schermo. Una volta inserito il rivestimento esterno, anche in questo caso, se di tipo termorestringente, riscaldare uniformemente fino a completo restringimento.

isolamento

isolamento

chiusura

chiusura

La testa, finita...

testa

testa

testa.2

testa.2

...e collegata.

collegamento

collegamento

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Commenti e note

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di ,

Grazie anche a te AjKDAP !

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di ,

Si possono scrivere righe e righe di testo e spiegazioni, ma quando ci sono le foto è tutta un'altra cosa! Mi unisco agli altri utenti che non sono del settore ma sono curiosi di vedere certe operazioni come queste! Grazie per l'articolo!

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di ,

Grazie daccio76, credimi, se avessi avuto l'occasione di immortalare in diretta queste operazioni, l'articolo sarebbe venuto molto meglio (avrei fatto anche un video), purtroppo a breve (salvo guai imprevisti ovviamente!!) non sono previste attività simili. A me a dire il vero, le foto non sembravano un granchè, pensavo che l'effetto finale fosse più vicino alla definizione di "ciofeca" che altro! I vostri commenti (inaspettati) mi fanno piacere (ero infatti indeciso se inserire o meno l'articolo). Di nuovo grazie.

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di ,

Ottimo articolo Attilio....le foto a corredo (ben fatte) fanno "toccare con mano" la componentistica anche a chi, operando in altri settori come me, non ne ha mai avuto la reale possibilità.. Ciao.

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di ,

Grazie mir, ho provveduto...

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di ,

Bel lavoro Attilio...manca solo la foto della testa connessa.. ;-)

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di ,

grazie "Igor"

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di ,

@ Sebago, hai ragione, la definizione corretta sembra essere: "corda rigida rotonda", lo deduco dai miei appunti, inquanto neanche io ho copia della tabella originale. @ DADO91, grazie! (PS: neanche io sono perito elettrotecnico, mi ci sono trovato per...caso, peccato non avere quel "pezzo di carta")

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di ,

Per uno che lavora solo in bassa, è molto interessante carpire certi "segreti", come al solito un articolo interessante.

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di ,

Complimenti Attilio, ogni volta che pubblichi questi articoli, li leggo molto volentieri, anche se riesco a capirne un 50% XD. Ogni volta mi viene da pensare che mi sarebbe piaciuto essere perito Elettrotecnico invece che Informatico. Buon Lavoro, continua così!!!

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di ,

Bell'articolo e belle foto. Solo un dubbio: in alcune pubblicazioni relative alle tabelle CEI UNEL 35011 delle designazioni dei cavi noto che la sigla R iniziale sta ad indicare "cavo rigido a corda rotonda" anziché semplicemente "cavo rotondo". Siccome, come è facile immaginare, non possiedo la CEI UNEL, potresti sciogliere il dubbio?

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