Cos'è ElectroYou | Login Iscriviti

ElectroYou - la comunità dei professionisti del mondo elettrico

13
voti

Un fine settimana atipico….

Un venerdì di qualche mese fa mi squilla il telefono alle 19 circa (normalmente tutte le telefonate dopo le 18 il venerdì sono tutte a perdere…….). Era un mio amico bravo perito termotecnico di circa 60anni di età che mi dice: “Dario, dobbiamo vederci domani mattina. Dobbiamo fare il progetto definitivo degli impianti di una scuola elementare; serve per una gara e non puoi dire no; abbiamo qualche giorno di tempo per consegnare tutto”.
A parte qualche imprecazione iniziale e tutti i ragionamenti sulla progettazione integrata, sulla collaborazione con gli architetti, sulla progettazione degli impianti a partire dalle prime fasi di ideazione del progetto architettonico mi faccio forza e coraggio, anche perché non è la prima volta e né sarà l’ultima che si lavora di fretta e d’altronde a “caval donato non si guarda in bocca…”.
L’indomani mattina dopo il caffè di rito ci sediamo alla scrivania, io pronto con il mio PC ad esaminare gli elaborati DWG ed il collega accanto a me; noto che portava con sé un misterioso astuccio con cerniera.
Io volevo incominciare a buttare giù le idee direttamente su PC ed il collega invece mi dice:” stampa…..stampa....dobbiamo ragionare prima sul cartaceo”.
Un po’ contrariato, soprattutto per il poco tempo a disposizione, eseguo gli ordini.
Seduti con i fogli davanti vedo il collega aprire finalmente l’astuccio misterioso dal quale tira fuori una serie di oggetti colorati che attirano subito la mia attenzione.
Cosa erano?

Tanti normografi oltre a righello, squadrette ed una serie di matite colorate.
Se non sapete cosa sono i normografi seguite il link di fianco: Normografo su Wikipedia
Dopo aver discusso su cosa e come progettare vedo il collega prendere i fogli e con ritmo frenetico, utilizzando tutti gli strumenti per il disegno che si era portato e che usava con maestria e precisione, butta giù la bozza del progetto.
Tubazioni, canali e relativi percorsi, macchine di trattamento, radiatori, erano lì, nero su bianco.
Io invece, goffamente, incominciai a buttar giù qualche schema, ma ovviamente, il confronto era impietoso per chi come me, è della generazione del computer e dell’informatica rispetto a chi aveva incominciato con lucidi e inchiostro di china.

L’IMPORTANZA DEL DISEGNO

Dopo aver “incassato” ho potuto fare fatto una serie di riflessioni, ovvero:

  1. L’idea progettuale nasce dalla nostra testa e si deve materializzare attraverso un disegno o uno schizzo;
  2. Bisogna saper disegnare; bisogna imparare a disegnare;
  3. Il disegno ed in generale il saper disegnare e schematizzare a mano su un foglio di carta è una dote indispensabile per un tecnico;
  4. Se lo schema su carta è chiaro e pulito, lo sarà anche quando lo portiamo in CAD;
  5. I disegni di progetto devono contenere solo le informazioni realmente utili;
  6. Fare buoni disegni e schemi aumenta la nostra capacità di astrazione;
  7. Bisogna saper disegnare anche in cantiere e con mezzi di fortuna; un disegno vale più di mille parole (Quante volte il disegno di un particolare costruttivo in cantiere, uno schizzo, ha messo d’accordo più persone e/o maestranze senza lasciare dubbi ad interpretazioni?)

GLI OGGETTI MISTERIOSI

Dopo quell’esperienza mi sono messo alla ricerca di normografi per il disegno degli impianti, ma tristemente ho scoperto che questi oggetti sono diventati quasi introvabili e riservati a collezionisti ed amatori.
Una delle marche migliori era la Vibo che aveva un catalogo completissimo di normografi per il disegno degli impianti e per il disegno e l’architettura in generale.
Il normografo per eccellenza e quello che tutti abbiamo maneggiato è quello con le lettere.

Normografo con lettere e numeri

Normografo con lettere e numeri


Ma ce ne sono per tutti i gusti.
Quelli degli impianti elettrici che si comprano anche in base alla scala del disegno (1:100 o 1:50):

Normografo impianti elettrici Vibo

Normografo impianti elettrici Vibo

Normografo impianti elettrici Martini

Normografo impianti elettrici Martini

Ci sono quelli per l'elettrotecnico:

Simboli di elettrotecnica

Simboli di elettrotecnica

Quello per il radiotecnico:

Normografo radiotecnico

Normografo radiotecnico

Quello per le telecomunicazioni:

Normografo telecomunicazioni

Normografo telecomunicazioni


E quelli per gli impianti meccanici.
Impianti idrotermosanitari e gas:

Impianti idrotermosanitari e gas

Impianti idrotermosanitari e gas

Piping:

Piping

Piping

Piping isometrico:

Piping assonometrico

Piping assonometrico

Unità di trattamento aria e controlli(quello mio preferito!):

UTA.JPG

UTA.JPG

Avete visto come facevano gli schemi sui vecchi libri?

CONCLUSIONI

Fra CAD, CAE, tool di simulazione, progettazione assistita, BIM e compagnia cantante è importante non perdere i punti di riferimento nella progettazione (di qualsiasi cosa) a partire dal ragionamento e passando anche per il disegno…..

12

Commenti e note

Inserisci un commento

di ,

Grazie Dario, bellissima riflessione. Morale della storia che ci hai raccontato : Non sono gli strumenti a fare la bontà del progetto, ma la maestria nell'usarli. PS : i normografi del papà perito elettrotecnico li abbiamo ancora tutti conservati.

Rispondi

di ,

Io, anche se non li uso più, conservo ancora gelosamente tutti i miei normografi. Ho ancora anche il parallelografo. E conservo gelosamente anche un altro oggetto oramai sconosciuto: un ottimo regolo della Nestler, col quale spesso battevo in velocità i compagni con la calcolatrice. Ora non ho più la dimestichezza di quei tempi, ma mi ricordo ancora piuttosto bene come si usa, anche per le funzioni trigonometriche e i calcoli esponenziali. Effettivamente, quando mi capitano tra le mani questi oggetti provo un po' di nostalgia. Ma erano quelli davvero bei tempi o è solo che eravamo giovani?

Rispondi

di ,

Un articolo un po' da 'npstalgici'.... Comunque mi ricordo che al primo anno di università (era l'oramai lontano 1990) preferii optare per il 'nuovo ordinamento' e non sostenere l'esame di disegno sia a causa della mia scarsa praticità manuale sia per la mia scuola superiore di provenienza (tecnico commerciale). Una scelta della quale poi mi pentii perché ritengo mi avrebbe consentito di apprendere numerosi concetti come assonometria, proiezioni ortogonali etc.

Rispondi

di ,

Stupendo l'articolo e stupendi i normografi. Qualche normografo dobbiamo ancora averlo, quanti ricordi! Per non parlare del circoligrafo...

Rispondi

di ,

Bello l'articolo, complimenti! Il punto 7 è focale (ma anche gli altri lo sono). Al Kamikaze anagrammato dico che sarebbe bello se ne avesse tempo e voglia, di mostrarci qualcuno dei disegni di cui parlava, magari una bella macchina a pistoni e il suo piping. Con lui condivido (condividevo) la passione per disegnare locomotive e treni, ma i miei risultati non credo possano competere con i suoi... io disegnavo esclusivamente in 2D ;)

Rispondi

di ,

Grazie a tutti per avere "perso" un po di tempo nella lettura dell'articolo!

Rispondi

di ,

Spettacolari. Magari me ne disegno qualcuno e lo commissiono a quelli di Vectorealism, che fanno taglio laser.

Rispondi

di ,

In epoca pre-informatica-di-massa, nella mia prima vita professionale (logistica) il massimo della tecnologia era una macchina da scrivere che memorizzava i testi e permetteva di correggere un documento senza riscriverlo e senza lasciare tracce visibili (Olivetti ET2500 ?), il resto era tutto a mano e doveva essere pulito ed ordinato. Da quasi 20 anni, lavoro nell'informatica ma ancora riesco a fare poco senza scrivere appunti e bozze di progetto su carta

Rispondi

di ,

Bell'articolo. Fà riflettere. Sono molto bravo nel disegno a mano,una dote scoperta da ragazzino, adoravo disegnare le locomotive, non esistevano i telefoni con le fotocamere e le macchine digitali, quindi andavo in stazione, le guardavo, memorizzavo e trornato a casa buttavo giù il disegno, ed ancora oggi amo stupire i miei colleghi, quando faccio un rilievo per lavoro, riporto in assonometria la macchina i piping, le canaline e tutto il resto, rigorosamente a mano e rigorosamente a matita (sfumando). Alcuni miei disegni a mano, sono persino finiti su "offerte commercali " ufficiali e su depliant di macchine.

Rispondi

di ,

Porca miseria........che ricordi.....conservali tutti quei normografi, hanno un valore storico importante.

Rispondi

di ,

Quando andavo a scuola gli schemi li facevo con squadrette e normografi. Credo di averli ancora posati da qualche parte. Usavo normografi con diverse altezze dei caratteri, se sceglievo male l'altezza non potevo selezionare e cambiare le dimensioni del carattere. Poi vennero i PC, i CAD...

Rispondi

di ,

Quanti ricordi di gioventù....io avevo quello delle lettere normali e quello delle lettere in corsivo....e quello con i cerchi....

Rispondi

Inserisci un commento

Per inserire commenti è necessario iscriversi ad ElectroYou. Se sei già iscritto, effettua il login.