Nella storia impiantistica siamo passati dalle arcaiche giunte dei conduttori rigidi a nastro avvolto su di essi, per forviare col tempo l'uso dei più moderni morsetti a mantello a serraggio indiretto, fino ai giorni d'oggi dove, le barre-morsettiera, siano esse unipolari o tetrapolari, hanno preso il sopravvento per praticità ...senza dimenticare le nuove opportunità tecnologiche offerte dai morsetti a pressione a molla.
Rivolgo ancora una volta un post inerente questo argomento, anche se ho già dibattutto più volte in altri Post e qualcuno ne è esausto. Comunque, a mio avviso, è ancora elemento di discussione da tenere sempre in considerazione, poiché nelle guide tecniche è rappresentato che il guasto, di solito, si manifesta dopo la prima scatola di derivazione, e la benemerita connessione elettrica, a mio avviso, è ancora tema di danneggiamento degli imopianti e fonte del principio d' incendio, anche se i materiali che si usano sono a norma e testati.
Una azienda italiana, promuove sul suo sito, il semplice ma efficace test in laboratorio, ove una corrente di 42 A in VAC, espressa a regime discontinuo con intervalli di on e off di 45 minuti, viene fatta attraversare da due diverse configurazioni di morsetti a mantello, uno della casa, l'altro della concorrenza in senso generale.
Senza fare pubblicità a nessuno, voglio assumere le opinioni e le esperienze dei partecipanti di questo forum, siano essi professionisti, progettisti o installatori.
La mia arringa trova spunto dalla cronaca giornalistica, che è colma di inserzioni ove riportati casi di incendio dovuti a probabile causa diretta riferita al caso del corto circuito elettrico, anche e soprattutto in impianti relativamente nuovi, progettati e realizzati da personale specializzato, mentre, mi pare, che a volte gli impianti più datati godono in media di maggiore fortuna.
Senza contare la casistica relativa alle cabine delle rete elettricha locale MT/BT dell'ente distributore o degli impianti industriali.
La norma, oggigiorno, concorre e in maniera esaustiva, a sanare ogni principio che possa provocare danno o guasto grave agli impianti, nonché preservare l'icolumità delle persone.
Siamo realmente all'optimum, o allo stato dell'arte, come esprime la legge, oppure è necessario rettificare qualche passaggio?
Apro questo post alle vostre valutazioni in merito, consapevole che molti hanno letto i miei post ove manifestavo apertamente l'antipatia personale avverso un sistema classico di serraggio che non condivido, il menzionato serraggio diretto, che non finirò mai di criticare.
Le mie parole sono il frutto di una ricerca pratica della cronaca inerente l'incendio a seguito di probabile corto circuito in ambiente elettrico, che in qualche caso ha sicuramente una natura diversa. Forse formalizzare la solita perizia "probabile causa di corto circuito" è fin troppo scontato, ma è così; se di corto circuito si tratta immagino sia causa derivata da una connessione che si è degradata in modo irreversibile.
Siamo ad uno standard di qualità accettabile a confronto degli standard europei?
O è necessario compiere qualche sforzo, e per questo mi allaccio al post relativo ai dispositivi della Tedesca S***s, riferiti ai moduli AFD e differenziale speciale, sarebbe meglio adottarli anche in Italia?
Buona discussione.

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