PietroBaima ha scritto:
EdmondDantes, se vuoi provarci tu, per far capire che quanto detto finora fra massa ed energia non è del tutto corretto, prova a spiegare questo concetto:

e soprattutto che

è riduttivo e la formula giusta è


è l'energia posseduta da una particella ferma, cioè quando la sua velocità è zero.
La massa m è la "massa a riposo". L'energia di una particella ferma, rispetto al riferimento di quiete, è proporzionale alla sua massa.
Massa a riposo non significa massa costante! Questa relazione ammette scambi energetici con relativa variazione della massa, purché la particella rimanga ferma e m sia diversa da zero.
La relazione ci ha permesso di spiegare la variazione di massa della batteria, considerando il suo centro di massa fermo rispetto al sistema di riferimento di quiete (nessuno ha detto che osservava la batteria muoversi, comunque).
Un appunto sul termine massa a riposo, che se non ricordo male, io non ho mai usato in questo 3D al contrario di altri (anzi mi è scappata una volta in
[131], ma non è mia abitudine usarla.) Scrivendo
massa a riposo si trasmette al proprio interlocutore un messaggio ben preciso:
esiste una massa diversa da quella a riposo. Ma questo non è vero. Per misurare la massa di una particella bisogna sempre riferirsi al sistema di riferimento per il quale la particella è ferma.
Spesso si trova l'espressione
massa relativistica, ma è meglio non usarla perché complica solo le cose e trasmette anche concetti fisici sbagliati. Preferisco perdere l'additività della massa che scervellarmi nei calcoli. Non mi interessa fare il figo con le formulazze.
Si osserva sperimentalmente, ma può essere dimostrato anche a partire da concetti e principi che pretendono il prefisso
quadri- e la cui dimostrazione è lasciata al lettore per esercizio

, che la legge della dinamica di Newton deve essere sostituita dall'equazione di Minkowski (impropriamente chiamata così, in realtà studiata da Planck qualche anno prima):

La legge di Newton per il caso relativistico. Anzi, in essa ritroviamo la legge di Newton quando

, poiché il fattore relativistico o fattore lorentziano

tende a 1.
A prescindere dalla teoria, la legge di Minkowski trova una giustificazione nei fatti sperimentali. Gli incrementi di velocità di un particella sono smorzati dal fattore relativistico quando v si avvicina a c.
Il fattore relativistico è espresso come

All'essere umano piace cambiare lentamente, anche quando fa le rivoluzioni. La legge di Minkowski può essere riscritta in modo praticamente identico alla legge di Newton, introducendo la
quantità di moto relativistica, momento o impulso relativistico p:
(1)E' ricomparso il dp/dt nella sua forma classica, ma con alcune differenze sostanziali, ovviamente. Una è già stata scritta: lo smorzamento degli incrementi di velocità quando questa si avvicina a c. La seconda si trova facilmente esplicitando la derivata: rispetto alla legge di Newton compare anche una componente di forza parallela alla velocità
v. La terza è probabilmente quella più complicata da immaginare e riguarda la trasformazione della forza da un sistema di riferimento inerziale a un altro.
Questa è una breve sintesi della sintesi che ci permette di definire l'energia totale.
La definizione di lavoro compiuto da una forza non cambia:

Immaginiamo che questo lavoro permetta di incrementare l'energia cinetica della particella inizialmente in quiete:


Fin qui nulla di nuovo. Tutta fisica classica. Considerando la legge di Minkowski nell'espressione precedente, svolgendo alcuni calcoli noiosi, si trova l'energia cinetica

:
Il termine

è già stato sinteticamente descritto.
Cos'è

?
(2)E' l'energia totale di una particella dotata di velocità v.
Dunque l'energia totale vale:

totale perché oltre a considerare l'energia posseduta dalla massa ferma rispetto al sistema di riferimento di quiete, tiene conto anche dell'energia cinetica da essa posseduta.
Ecco perché non possiamo sommare semplicemente le masse delle singole particelle di gas contenute nel serbatoio: non terremmo in conto l'energia cinetica presente nel nostro sistema fisico.
Questo è uno dei motivi per il quale

non è una relazione generale. Non tiene conto dell'energia cinetica. Ma se m = 0? Cosa succede?
Considerando l'espressione del momento
p e l'espressione dell'energia totale

si trova

, cioè la prima espressione scritta da
PietroBaimaOra, scrivere esplicitamente la relazione E considerando l'impulso
p non è semplice. Né concettualmente, né operativamente. Possiamo dire che
p e E sono strettamente legati fra loro, tanto da definire il quadrivettore impulso-energia.
A livello concettuale dobbiamo considerare la dilatazione del tempo, in particolare il tempo tau misurato dall'orologio che si muove con il sistema di riferimento.

Sbrigativamente possiamo scrivere, perché verificato sperimentalmente, ma anche questa relazione si può dimostrare per via teorica:

Considerando l'espressione di dtau si arriva alla precedente relazione di
p.
La definizione di energia è questa:

Si fa presto a ritrovare l'espressione iniziale. In questo post abbiamo già tutti gli elementi.
Eseguendo alcuni calcoli puramente algebrici (sottrazioni ed elevazioni al quadrato) tra le due espressioni precedenti (ma anche tra (1) e (2)) possiamo scrivere:

dalla quale si ricava l'espressione di
PietroBaima.
Le espressioni di v e E in funzione di p permettono di trattare anche il caso m = 0.
PS
Ho aggiunto alcune precisazioni rispetto alla risposta originale.