StefanoSunda ha scritto:Perché solo in quella configurazione (MT a monte e differenziale a valle) si forma un blocco coordinato.
Se il magnetotermico è a monte del differenziale:
il MT interrompe i corti
il differenziale non subisce la corrente di corto oltre i limiti, perché il MT lo “protegge”.
Se inverti l’ordine (differenziale e MT):
NON esiste protezione garantita
il differenziale deve sopravvivere da solo al picco di corto.
È una condizione non consigliata e spesso non conforme alle note di coordinamento dei costruttori.
Continuo a non capire queste tue affermazioni, oltrechè non trovare alcun riscontro nelle Norme tecniche e nei cataloghi dei costruttori.
Se il differenziale è a monte del magnetotermico è attraversato dalla corrente di cto-cto per un tempo pari al tempo di intervento del magnetotermico.
Se il differenziale è a valle del magnetotermico è attraversato dalla corrente di cto-cto per un tempo pari al tempo di intervento del magnetotermico.
La Inc è la corrente nominale di corto circuito condizionata e riporto di seguito la definizione secondo CEI EN
valore della componente alternata della corrente presunta differenziale che l’interruttore differenziale protetto da un adatto SCPD posto in serie, può sopportare in condizioni specificate di uso e di comportamentoIn questo caso si parla di protezione da cto cto posta in serie (SCPD), senza distinzione fra monte e valle.
Sui cataloghi dei costruttori, sulle istruzioni e sui software non trovo alcun cenno in merito.
La mia non vuole essere una polemica, ma senza elementi oggettivi rimango della mia idea.
Ovvero, a monte o a valle, non cambia nulla.