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6367 » 16 apr 2010, 22:32
la vera soluzione tecnica sarebbe spinge chiunque, dal campeggatore alla grande industria a produrre almeno una parte di cio' che consuma LOCALMENTE ED AUTONOMAMENTE
Sì, se l'autoproduttore coprisse le proprie necessità quando e come utilizza l'energia.
In realtà, in Italia e non solo in Italia, l'autoproduzione è incentivata considerando la rete elettrica nazionale come una enorme banca ove si può prelevare e depositare l'energia in eccesso rispetto ai propri consumi, quando e come si vuole. Sperando che qualcuno contemporaneamente e non troppo lontano la utilizzi...
Non solo l'energia elettrica immessa in rete dal microproduttore viene pagata il triplo del suo costo industriale, ma il microproduttore di energia può produrla e venderla quando gli pare, non secondo le necessità globali della rete. Quindi non solo l'utilizzatore è "stocastico", ma anche il "microproduttore" lo è. Questo, da un punto di vista globale, non è certo un vantaggio. Soprattutto tendo conto del fatto che nel 2020 il 20% dell'energia dovrebbe essere prodotta da fonte rinnovabile (in gran parte eolica) che appunto è stocastica.
Bisogna abbandonare il concetto di energia in senso "integrale": i kWh prodotti o consumati in totale.
L'energia elettrica "vale" non in termini di kWh assoluti, ma in termini di kWh in funzione della disponibiltà di essi istante per istante (differenza fra produzione e consumo).
Visto che non vi sono grandi possibilità di immagazzinare grandi quantità di energia elettrica, è necessario agire sulla variabile spaziale. Cioè investire in reti di trasporto sempre più efficienti ed intelligenti, a livello continentale e forse un giorno mondiale. In modo che il surplus di energia che potrebbe esserci da qualche parte del mondo possa essere messa a disposizione da qualche parte del mondo ove serve.