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Piercarlo » 16 mar 2011, 19:40
Il problema secondo me pende, più che sul tasto "vecchia centrale" (non è che le centrali nuove siano poi tanto diverse), su quello della conbinazione disastrosa di eventi avversi che ha evidenziato soprattutto il fatto che non tutte le componenti di questo tipo di impianto hanno lo stesso grado di affidabilità in caso di eventi estremi. Di fatto i reattori in quanto tali stanno reggendo sorprendentemente bene alla situazione e lo dimostrano proprio le esplosioni che hanno dovuto sopportare che hanno sì provocato dei picchi di radiazione (e cos'altro ci si poteva aspettare...) ma anche un loro rientro a livelli gestibili (sempre che non stiano raccontando balle colossali per non far degenerare una situazione già tesissima in panico incontrollato) in maniera inaspettatamente rapida.
Si è invece dimostrato tutt'altro che adeguato - e sicuramente da rivedere molto approfonditamente - il livello di affidabilità di tutti gli impianti AUSILIARI che fanno da contorno a queste centrali, a cominciare dal sistema di raffreddamento per finire al sistema di stoccaggio delle barre al di fuori del reattore che di fatto, per la natura stessa del combustibile custodito, esaurito o meno che sia, è da considerarsi un vero e proprio secondo reattore di fatto per il quale andrebbero prese le stesse precauzioni che si prendono per il reattore principale. In effetti vi sono abbastanza elementi per ritenere che, forse inconsapevolmente, vi è stato un "bias" di fatto nella progettazione di questi impianti che, mentre ha privilegiato la prevenzione di incidenti NEL reattore, non è stata forse sufficientemente previdente nei confronti degli incidenti ATTORNO al reattore su cui, a questo punto, qualcosa dovrà essere per forza rivisto.
Del resto queste debolezze, che vengono risolte attraverso l'esperienza storica, sono intrinseche a qualsiasi tipo di ingegneria e sarebbe stato un po' troppo bello poter veramente credere che l'ingegneria nucleare, nonostante tutte le attenzioni che vi sono state dedicate, potesse davvero considerarsi esentata dalla possibilità di dover pagare, prima o poi, anche lei lo scotto dell'impossibilità di poter realmente prevenire tutto.
Piaccia o meno, occorre accettare che anche a questi livelli prima o poi, in un momento qualunque, può emergere un cigno nero a scombinare tutto in maniera disastrosa. Credo che fossero in pochi ad aspettarsi che un cataclisma del genere, innescato da cause naturali, potesse essere provocato da qualcosa di meno di un bolide celeste che precipitasse direttamente sull'impianto. Oggi sappiamo che per provocare un disastro di questa gravità non è necessario arrivare a tanto ma purtroppo può bastare un evento naturale di gran lunga più comune e frequente.
Ciao
Piercarlo