Concordo anch'io che bisogna mantenere rigore nella terminologia.
Per quanto riguarda il riconoscimento delle batterie, è possibile in alcuni casi e per alcuni parametri e tecnologie, per via elettrica e/o meccanica, però un caricabatterie assolutamente universale e che riconosca e decida tutto da solo non l'ho ancora visto.
Io per esempio ho dei caricabatteria rapidi per accumulatori nichel-cadmio e nichel-idruro metallico (uno Panasonic e
uno Kompernass, comprato al Lidl) in grado di riconoscere se viene inserita una pila avariata, non ricaricabile o con polarità invertita, e in questi casi rifiutarsi di caricarla. Dubito che sappiano distinguere tra Ni-Cd e Ni-MH, ma essendo i metodi di carica per queste due tecnologie molto simili, un caricabatteria ottimizzato per Ni-MH può anche caricare le Ni-Cd (ho visto anche caricabatterie con un deviatore per selezionare manualmente la tecnologia Ni-Cd o Ni-MH).
Si possono caricare accumulatori di diversi formati (AAA, AA, C, D, 9 volt a blocco), e per ogni formato all'inserire l'accumulatore la sua stessa forma fa collegare i poli a contatti diversi. I caricabatterie rilevano i contatti collegati e utilizzano correnti di carica differenziate in base al formato. Rilevano la fine della carica con il metodo "meno delta-V" (un piccolo abbassamento di tensione caratteristico delle pile Ni-MH quando sono completamente cariche) e passano a corrente di mantenimento. Hanno anche un temporizzatore interno che interrompe la carica nel caso in cui non venga rilevata la fine carica in un tempo massimo predefinito.
Per fare le cose alla perfezione le correnti di ricarica dovrebbero dipendere dalla capacità di ciascun accumulatore, però la capacità è molto più difficile da rilevare automaticamente (bisognerebbe effettuare un ciclo di scarica dopo una ricarica completa...) per cui ci si accontenta di far dipendere la corrente dal formato. Nei manuali sono riportati dei limiti minimi e massimi di capacità per ogni formato. Un accumulatore che non rientra nei limiti non si può ricaricare con quel caricabatterie.
Ricordo di aver visto su Internet alcuni caricabatteria "universali" adattabili a varie tecnologie (piombo-acido, Ni-Cd, Ni-MH, Li-ion, LiPO, ecc.) che permettono di impostare, però manualmente, la corrente, tensione e tempo massimi. Permettono anche di impostare diversi sistemi di riconoscimento di carica completa e diversi programmi di scarica/ricarica differenziati e adattati alle diverse tecnologie, anche definibili dall'utente, in qualche caso su PC. Sono piuttosto cari.
Io ho abbandonato l'idea di avere un caricabatteria universale. Oltretutto ultimamente appaiono tecnologie nuove (spesso basate sul litio) che richiedono metodologie di ricarica diverse, e quindi bisognerebbe creare nuovi programmi di ricarica, e magari nuovi modi di rilevare la fine della carica per i quali l'hardware del caricabatterie "universale" potrebbe non essere preparato. Mi accontento di un caricabatteria per tecnologia, e lo sostituisco quando per esempio la capacità degli accumulatori che compro, con il progresso nella costruzione, supera il massimo che quel caricabatteria può caricare.
Inoltre spesso un buon caricabatterie dedicato a una tecnologia fa meglio il suo lavoro di uno universale. Per esempio
questo caricabatterie, che permette di scaricare, caricare e rigenerare Ni-Cd e Ni-MH formato AA e AAA con corrente e programma impostabili dall'utente, ha un controllo termico di fine carica, che per Ni-Cd e Ni-MH ritengo più affidabile del "meno delta-V". Oltretutto il "meno delta-V" per funzionare richiede forti correnti di carica, che carichino l'accumulatore in due-quattro ore al massimo, pertanto non si possono effettuare cariche lente. Il rilevamento termico dà maggiore libertà di decisione sulla corrente e quindi sulla velocità di carica.