Nel disalimentare e verificare la presenza di tensione siamo tutti d'accordo.
Per lavoro faccio spesso prevenzione incendi e nel redarre una pratica di valutazione progetto si possono prevedere tutti i sistemi di sicurezza più belli del mondo oppure soppesare bene il tutto e prevedere solo il necessario.
Nel primo caso la pratica passa sicuramente solo farò spendere all'azienda qualche migliaio di euro in più, anche centomila... tanto mica li metto io.
Fortunatamente opto per la seconda strada. Poi ognuno ha le sue filosofie nel procedere.
Precauzioni esagerate?
Moderatori:
sebago,
MASSIMO-G,
lillo,
Mike
35 messaggi
• Pagina 4 di 4 • 1, 2, 3, 4
2
voti
mir ha scritto: il "tempo" è questo,a mio opinabile avviso, l'elemento determinante che spesso porta i soggetti interessati ad omettere le procedure di sicurezza nell'esecuzione e/o realizzazione di un determinato tipo di lavoro...
Sto leggendo in questi giorni un ebook che avevo "al caldo" da anni per quando (finalmente!) avrei preso un reader (che poi ho preso come auto-regalo di Natale): "Inviting Disasters" di James Chiles. In cui emerge in modo costante, nei piccoli come nei grandi disastri, la presenza di quattro fattori.
1) inesperienza (alle volte inevitabile se si tratta di settori di lavoro completamente nuovi).
2) taglio di costi "minori" legati quasi sempre ad accorgimenti "secondari" di sicurezza e/o collaudi o test appropriati (o alle volte la loro ripetizione di fronte a cambiamenti apparentemente secondari ma in realtà decisivi)
3) compressione dei tempi di lavoro necessari alla corretta e sicura esecuzione dei lavori e dei relativi controlli e verifiche.
4) "gambling", ovvero il più o meno esplicito "scommettere" di farla franca nonostante l'omissione o la sottovalutazione di un componente chiave della sicurezza di esercizio. Ad esempio, più spesso di quanto non si creda, l'omissione un VERO e APPROFONDITO addestramento ad affrontare un dato compito, inclusa l'acquisizione di una consapevolezza "interiore" dell'importanza di osservare scrupolosamente le procedure di sicurezza senza alcuna concessione a scorciatoie di alcun tipo - e questo, naturalmente, PRIMA di doverlo imparare obtorto collo a causa di qualche "botto educativo" che però potrebbe ahimè rischiare pure di essere l'ultima cosa che si impara prima di finire (o di far finire qualcuno) dall'altra parte.
Purtroppo è, come al solito, in inglese ma se non si hanno problemi con la lingua è una lettura che, pur discorsiva, consiglio a tutti come "esercizio di vigilanza" prima di tutto su sè stessi.
Ciao
Piercarlo
0
voti
Piercarlo ha scritto:...consiglio a tutti come "esercizio di vigilanza" prima di tutto su sè stessi.
2
voti
Come in tutte le cose il giusto stà sempre nel mezzo, tutto dovrebbe essere approcciato con buon senso e quando non si è sicuri, stare fermi e chiedere a chi ne sa di più.
Esistono piccoli lavori con grandi pericoli, basta conoscerli (i pericoli) e limitarne le possibilità che ci facciano del male (limitarne e non azzerare), ma per conoscerli bisogna sapere quello che si fa.
Ho detto la mia attirandomi le critiche dei colleghi per il fatto di essere ridondante in materia di sicurezza rispetto allo specifico lavoro (prendi il paracadute, fai fare un distacco della cabina MT/BT ecc.), sono d'accordo, per cambiare una presa dentro casa non può significare delimitare un'area di cantiere e organizzare un distacco dell'ENEL, ma usare il buon senso di avvertire che non bisogna riarmare l'interruttore aperto ed usare guanti ed occhialetti mi mi sembrano misure di sicurezza che ogni persona, professionista o amante del fai date dovrebbe usare a prescindere da tutto.
Il modo di approcciare al mondo della sicurezza delle aziende e degli artigiani molte volte è quello di aggirare il più possibile le normative per ridurre i tempi di esecuzione piuttosto che ragionare per cercare di ottimizzare i provvedimenti da adottare adeguandole alla situazione, a volte avere una scala a norma ed utilizzare attrezzi omologati può significare salvarci la vita, non bisogna essere degli esperti di sicurezza per sapere queste cose. Forse è colpa di una legislazione troppo cavillosa e incomprensibile che è rivolta più a sanzionare che ad educare e che pretende di mettere sullo stesso piano sia grandi imprese che piccoli artigiani.
E' vero al meglio non c'è mai limite, e ci sarà sempre qualcosa più che si potrà fare per la sicurezza, sta a noi decidere quello che è il minimo sotto il quale non scendere mai specialmente se non ci costa niente.
Esistono piccoli lavori con grandi pericoli, basta conoscerli (i pericoli) e limitarne le possibilità che ci facciano del male (limitarne e non azzerare), ma per conoscerli bisogna sapere quello che si fa.
Ho detto la mia attirandomi le critiche dei colleghi per il fatto di essere ridondante in materia di sicurezza rispetto allo specifico lavoro (prendi il paracadute, fai fare un distacco della cabina MT/BT ecc.), sono d'accordo, per cambiare una presa dentro casa non può significare delimitare un'area di cantiere e organizzare un distacco dell'ENEL, ma usare il buon senso di avvertire che non bisogna riarmare l'interruttore aperto ed usare guanti ed occhialetti mi mi sembrano misure di sicurezza che ogni persona, professionista o amante del fai date dovrebbe usare a prescindere da tutto.
Il modo di approcciare al mondo della sicurezza delle aziende e degli artigiani molte volte è quello di aggirare il più possibile le normative per ridurre i tempi di esecuzione piuttosto che ragionare per cercare di ottimizzare i provvedimenti da adottare adeguandole alla situazione, a volte avere una scala a norma ed utilizzare attrezzi omologati può significare salvarci la vita, non bisogna essere degli esperti di sicurezza per sapere queste cose. Forse è colpa di una legislazione troppo cavillosa e incomprensibile che è rivolta più a sanzionare che ad educare e che pretende di mettere sullo stesso piano sia grandi imprese che piccoli artigiani.
E' vero al meglio non c'è mai limite, e ci sarà sempre qualcosa più che si potrà fare per la sicurezza, sta a noi decidere quello che è il minimo sotto il quale non scendere mai specialmente se non ci costa niente.
-

marinogiannini
40 5 - Messaggi: 21
- Iscritto il: 26 dic 2012, 23:23
0
voti
marinogiannini ha scritto:E' vero al meglio non c'è mai limite, e ci sarà sempre qualcosa più che si potrà fare per la sicurezza, sta a noi decidere quello che è il minimo sotto il quale non scendere mai specialmente se non ci costa niente.

La saggezza non può essere trasmessa. La saggezza che un saggio tenta di trasmettere suona sempre simile alla follia.
Hermann Hesse - Siddharta
Hermann Hesse - Siddharta
35 messaggi
• Pagina 4 di 4 • 1, 2, 3, 4
Torna a Impianti, sicurezza e quadristica
Chi c’è in linea
Visitano il forum: Nessuno e 90 ospiti

Elettrotecnica e non solo (admin)
Un gatto tra gli elettroni (IsidoroKZ)
Esperienza e simulazioni (g.schgor)
Moleskine di un idraulico (RenzoDF)
Il Blog di ElectroYou (webmaster)
Idee microcontrollate (TardoFreak)
PICcoli grandi PICMicro (Paolino)
Il blog elettrico di carloc (carloc)
DirtEYblooog (dirtydeeds)
Di tutto... un po' (jordan20)
AK47 (lillo)
Esperienze elettroniche (marco438)
Telecomunicazioni musicali (clavicordo)
Automazione ed Elettronica (gustavo)
Direttive per la sicurezza (ErnestoCappelletti)
EYnfo dall'Alaska (mir)
Apriamo il quadro! (attilio)
H7-25 (asdf)
Passione Elettrica (massimob)
Elettroni a spasso (guidob)
Bloguerra (guerra)



