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Tristezza, chiusura di una azienda

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[31] Re: Tristezza, chiusura di una azienda

Messaggioda Foto Utentemir » 14 lug 2017, 15:19

@ [user]soleilblu[/user].
Lo ripeto, non si può fare di un erba un fascio. Non si può dare ai giovani la colpa della condizione sociale in cui dovrebbero realizzarsi professionalmente. Non l'hanno scelta loro, se la sono ritrovata. E a capirlo non ci i
vuole un genio è sufficiente guardarsi intorno,lo si percepisce in ogni occasione in cui ci si interfacci con strutture sociali, dalla sanità all'istruzione, ai servizi e al mondo del lavoro. In questo paese non ci sono sufficienti condizioni per realizzarsi, le condizioni del mercato del lavoro sono limitate e precarie e per niente meritocratiche, la situazione economica complessiva non è delle migliori, pertanto è dura affrontare le proprie scelte e/o condizioni maggiormente lo è per un giovane.
blusol ha scritto:Se non fai sacrifici dai tutto per scontato, ..

"sacrifici".. che parolona, [user]soleilblu[/user] i tempi sono cambiati, la società è cambiata e per fortuna lo è, magari non come vorremmo o come ci saremo aspettati, ma lo è, e se
blusol ha scritto:.. che dall'oggi al domani una azienda in utile può chiudere.

questo è uno dei frutti del cambiamento,che di certo non piace neanche a me, ma lo è, e di questo non si possono incolpare di certo le nuove generazioni.
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[32] Re: Tristezza, chiusura di una azienda

Messaggioda Foto Utenteblusol » 14 lug 2017, 15:25

Forse è vero, ma quanto è cambiata la realtà rispetto alla vostra?

La realtà è cambiata ma i giovani di adesso cosa fanno per fare in modo che le cose cambino?
La vita che hanno davanti è la loro, il futuro è nelle loro mani.
Con tutti i social che ci sono non riescono proprio a fare niente? a organizzarsi?
Se non ci provano loro a cambiare che hanno energia ed idee nuove chi lo deve fare?

Perché' pensi che tutti hanno la possibilità' di mandare i figli all'università' e mantenerli fino a 30 o più anni??
Forse dovresti rivedere il tuo modo di pensare più' che giudicare con superficialità'

Voglio dire che al giorno d'oggi non conosco nessuno che non abbia la possibilità di mandare i figli a fare l'università per cui per me il problema sono i figli che non ci vogliono andare.
Esistono le borse di studio per reddito, se uno vuole i sacrifici li fa, certo il figlio deve accettare di non poter uscire tutti i weekend o di andare a sciare.
perché oramai la laurea è incentivata, basta che fai le presenza ed in un modo o nell'altro al diplomi di arrivi, l'obiettivo attuale è di avere gente laureata, non tanto per un discorso di formazione (oramai ridotta all'osso), quanto perché l'obiettivo è fare entrare più tardi nel mondo del lavoro e quindi andare in pensione più tardi.
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[33] Re: Tristezza, chiusura di una azienda

Messaggioda Foto Utentematti » 14 lug 2017, 15:47

blusol ha scritto:
Voglio dire che al giorno d'oggi non conosco nessuno che non abbia la possibilità di mandare i figli a fare l'università per cui per me il problema sono i figli che non ci vogliono andare.

beato te, magari sei semplicemente circondato da persone abbienti e svolgiate
Un mio caro amico, figlio di un "bergamino" se l'è sognata l'universita.. e la rimpiange ancora
O_/
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[34] Re: Tristezza, chiusura di una azienda

Messaggioda Foto Utentemir » 14 lug 2017, 15:52

blusol ha scritto:La realtà è cambiata ma i giovani di adesso cosa fanno per fare in modo che le cose cambino?

E noi cosa facciamo per dargli una mano ?
blusol ha scritto:La vita che hanno davanti è la loro, il futuro è nelle loro mani.

Loro sono anche il nostro di futuro!E non dimentichiamoci mai che il presente che hanno glielo abbiamo offerto noi !
blusol ha scritto:Con tutti i social che ci sono non riescono proprio a fare niente? a organizzarsi?
Se non ci provano loro a cambiare che hanno energia ed idee nuove chi lo deve fare?

E chi ti dice che non lo facciano ?
blusol ha scritto:Voglio dire che al giorno d'oggi non conosco nessuno che non abbia la possibilità di mandare i figli a fare l'università ...

Nel nostro paese, i poveri assoluti sono arrivati a circa 5 milioni, e le persone in povertà relativa sono oltre gli 8 milioni (dati ISTAT) vedi che non è proprio come l'hai scritta,e ti assicuro che per una buona parte di famiglie, garantire il percorso di studi universitario ai propri figli non è cosi semplice come tu credi.
blusol ha scritto:..per cui per me il problema sono i figli che non ci vogliono andare.

Come puoi affermare questo, e nuovamente generalizzare. Ma secondo te in un paese che offre solo lavoro precario e poco, un giovane non abbia la voglia di realizzarsi al trove e professionalmente ? ma dai...
blusol ha scritto:Esistono le borse di studio per reddito, se uno vuole i sacrifici li fa, certo il figlio deve accettare di non poter uscire tutti i weekend o di andare a sciare.

Ma come, prima affermi che ..
blusol ha scritto:.. non conosco nessuno che non abbia la possibilità di mandare i figli a fare l'università ..

e ora tiri fuori
blusol ha scritto:Esistono le borse di studio per reddito..

ma viviamo nello stesso paese ?
blusol ha scritto:perché oramai la laurea è incentivata, basta che fai le presenza ed in un modo o nell'altro al diplomi di arrivi,..

no, direi che non viviamo nello stesso paese !
Sei mai stato in una Facoltà Universitaria ? Hai mai assistito ad un esame universitario ?
Hai mai frequentato un Università Statale ?
Da quanto hai scritto direi proprio di no.
blusol ha scritto:quanto perché l'obiettivo è fare entrare più tardi nel mondo del lavoro e quindi andare in pensione più tardi.

A me sembra più, che i nostri allegri amministratori non conoscano proprio il termine "mondo del lavoro" e tantomeno il termine "pensione", e che per i nostri giovani abbiano ben altri obiettivi...
Spero tanto di sbagliare.
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[35] Re: Tristezza, chiusura di una azienda

Messaggioda Foto Utenteblusol » 14 lug 2017, 16:14

"no, direi che non viviamo nello stesso paese !
Sei mai stato in una Facoltà Universitaria ? Hai mai assistito ad un esame universitario ?
Hai mai frequentato un Università Statale ?
Da quanto hai scritto direi proprio di no."

Fidati, la realtà universitaria la conosco bene.......
Il corso di laurea che ho fatto io vari anni fa non era quella roba da bambini dell'asilo che fanno adesso con l'esamino ogni tre mesi che te lo prepari in due giorni.....Li la gente la mandavano realmente a casa.....

Nel nostro paese, i poveri assoluti sono arrivati a circa 5 milioni, e le persone in povertà relativa sono oltre gli 8 milioni (dati ISTAT) vedi che non è proprio come l'hai scritta,e ti assicuro che per una buona parte di famiglie, garantire il percorso di studi universitario ai propri figli non è cosi semplice come tu credi.

Adesso che fa comodo si generalizza, non si può fare i conti in un'Italia dove ci sono varie economie, lo statale che prende lo "stipendio" a Bolzano non ha lo stesso "stipendio" a Palermo perché il costo della vita è differente, in quanto quest'ultimo si adatta all'effettivo reddito della popolazione che lavora in quella zona.
Quindi i conti dell'istat non hanno senso.

Comunque ognuno la vede come vuole. O_/ O_/
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[36] Re: Tristezza, chiusura di una azienda

Messaggioda Foto Utentevenexian » 14 lug 2017, 16:30

Non mi piace partecipare ai thread politico-sociali, ma quando si parla di qualcosa che mi riguarda così da vicino è difficile non puntualizzare alcuni dati di fatto.

Ingegneria del vecchio ordinamento non ha nulla a che fare con i corsi odierni. Chi può saperlo, i tempi cambiano, magari è meglio così, ma a me non sembra proprio. I miei cinque anni a Padova sono stati clausura totale, studio fino al senso di vomito, altro che social, telefonino, Erasmus, o altro. Per passare gli esami (tutti gli esami, compresi quelli che hanno tolto perché troppo 'difficili') dovevi studiare tutto il tempo che potevi restare sveglio. Se prendevi un raffreddore rischiavi di non passare l'esame per il tempo perso a soffiarti il naso.

Oggi non vedo lo stesso atteggiamento: o hanno imparato ad imparare molto meglio di noi, o il nozionismo (che io ritengo ancora fondamentale) è sceso di livello. Purtroppo, facendo i colloqui ai neolaureati, io non ho dubbi che la verità la sia la seconda. E un ingegnere che non conosce le nozioni non serve a molto. Visto che le nozioni non si inoculano come i vaccini, il nuovo ordinamento ha favorito il numero a spese della qualità e i risultati si vedono.

Se poi aggiungiamo la questione 'dell'uguaglianza sociale' per la quale un operaio con la terza media e due figli a carico guadagna più di un laureato che ha rinunciato a farsi una famiglia e dei figli per studiare... cosa dire. Sarà bello così, ma io, da "vecchio" preferivo la (dura) scala sociale dei tempi passati. Chissà, magari senza saperlo agli occhi di molti sono addirittura fascista.
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[37] Re: Tristezza, chiusura di una azienda

Messaggioda Foto Utentemir » 14 lug 2017, 16:44

blusol ha scritto:Fidati, la realtà universitaria la conosco bene.......

Non si direbbe, ma ti credo.
blusol ha scritto:Il corso di laurea che ho fatto io vari anni fa non era quella roba da bambini dell'asilo che fanno adesso con l'esamino ogni tre mesi che te lo prepari in due giorni...

ma quale film hai visto .. :D
blusol ha scritto:..Li la gente la mandavano realmente a casa..

Nel senso che l'accompagnavano ? :D
blusol ha scritto:Adesso che fa comodo si generalizza

Generalizzo ? Ho solo riportato un "triste dato del nostro paese".
blusol ha scritto:lo statale che prende lo "stipendio" a Bolzano non ha lo stesso "stipendio" a Palermo perché il costo della vita è differente..

Ne sei certo ?
blusol ha scritto:Quindi i conti dell'istat non hanno senso.

Non ho citato conti, ma "dati", e purtroppo senso lo hanno e come.
blusol ha scritto:Comunque ognuno la vede come vuole. O_/

Questo è senza alcun dubbio corretto, ma generalizzando non si vede molto bene. O_/
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[38] Re: Tristezza, chiusura di una azienda

Messaggioda Foto Utentelelerelele » 14 lug 2017, 16:59

Guerra ha scritto:
lelerelele ha scritto:oggi hanno tutto e di più

Forse è vero, ma quanto è cambiata la realtà rispetto alla vostra?

ti dico che c'è modo e modo di insegnare ad i figli.
---Anzi--- c'è modo di insegnargli e c'è modo di "non insegnargli", del tipo
litigo con la maestra perché non è mio figlio che nonstudia ma la maestra che non sa insegnare! per dirne una.

comunque a mio figlio (14 anni) ho lasciato i soldi in mano, da sempre, i compleanni, la cresima l'ultimo dell'anno, ecc. ma se ha voluto il telefono se l'he comperato con i suoi soldi, sapendo che per ricaricarlo servivano i suoi soldi (non i miei, ho perfino litigato con la mamma, ovviamente), si è comperato l'orologio su amazon, è andato dietro 1 mese, poi ho acconsentito che lo prendesse, sempre con i suoi soldi......

ed ha imparato cosa significa spendere i soldi e non averne più in tasca, contrariamente ad una quantità dei suoi amici, è il primo a dire che non sanno cosa significa! ovvio perché non gli è stato insegnato dai genitori!

per dirti che anche se i tempi sono cambiati, c'è modo di insegnare e c'è modo di non insegnare dicendo "bè è ancora piccolo",eccc.

saluti.
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[39] Re: Tristezza, chiusura di una azienda

Messaggioda Foto UtenteGuerra » 14 lug 2017, 17:12

Hai estrapolato una frase e ne hai tratto una interpretazione che non era il significato che aveva o quanto meno quello che io gli ho attribuito.
"Le domande non sono mai indiscrete. Le risposte lo sono a volte"
Per qualche dollaro in più
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[40] Re: Tristezza, chiusura di una azienda

Messaggioda Foto Utentelelerelele » 14 lug 2017, 17:26

caro Foto UtenteGuerra
il mio intento non era di contraddirti,
neppure dare significati sbagliati a quanto hai scritto,

tuttalpiù dare una mia interpretazione alla dichiarazione "Forse è vero, ma quanto è cambiata la realtà rispetto alla vostra?"

La realtà è cambiata certamente, è per questo che sarebbe indispensabile indirizzare sulle giuste basi le nuove leve, lasciarle andare in questo mondo sperando che imparino senza nessun aiuto lo ritengo pericoloso.

saluti.
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