Salve a tutti.
Complimenti , per cominciare , a tutto il gruppo. Questo forum mi ha coinvolto subito come non accadeva da mo'.
Mi occupo di illuminazione da tempo. Vi offro la mia opinione.
Purtroppo, vi avverto, sono logorroico sugli argomenti che mi piacciono.
Temo si sommino le ragioni di chi dice " l'alimentazione sbagliata ammazza " e chi dice " i costruttori abbassano la qualità della lampada, tanto.. ".
Il risultato e' che non c'è mai stato rapporto qualità prezzo ( molto spesso l'etichetta nobile copre un prodotto qualsiasi ) e un mercato di questa estensione genera mostri. Non esiste nessuno standard a cui un qualsiasi produttore si senta vincolato.
Molti anni fa misurai le prestazioni di tre alogene dicroiche, che, di targa, dovevano dare risultati omogenei. Trovai scostamenti anche superiori al 40%. Sui kelvin, sorvoliamo.
Potrei continuare per ore, ad esempi: ve li risparmio.
Per opinione personale, non esiste paragone alla bellezza percettiva di una buona alogena.
Nessuna lampada a scarica o ssl ( led ) può avvicinarsi. Guardate gli spettri di emissione e vedrete perché.
Un fluorescente può avere ottimi impieghi in molti ambiti della casa , ufficio , o negozio. Se potete,
alogena quando si può ( i vs pregiatissimi gioielli sfoggiati agli amici in visita ) e scarica ( fluo o ioduri )
dove serve ( grandi quantita, ergo: luce indiretta,d'ambiente, di cortesia, esterni ecc ecc).
Adesso sto scrivendo alla luce di una compatta Ikea, incalmata su una pregiata tavolo di design giapponese.
Solo, il fazzoletto, sempre nippo, protegge, sapientemente, dalla vista della stessa.
Non lasciate al buio il resto della stanza. Comprate una lineare da 58 w, sì, quelle vecchie, fi 26 !, anche con reattore elettromeccanico, la nascondete dietro la libreria, anche questa non si deve vedere, e voilà , il gioco e' fatto.
Le 39w? le 54w? Provate a misurare la temperatura dei catodi dopo mezz'ora, e avrete la risposta.
In generale, da prima della nascita delle dicroiche ( 1982) , è opinione comune nel nostro ambiente che elettronica= rogne.
I trasformatori elettronici senza filtro, contro le armoniche, popolano ancora gli incubi di alcuni tra noi.
Senza nemmeno entrare a parlare del tentativo di mettere la domotica ed i bus nel domestico, il meccanismo secondo cui nostri fornitori, fanno siti pieni di sorrisi - vedi Philips - ma fanno anche le riunioni dicendo: "quanto male possiamo fare il prodotto senza che Tizio o Caio ci mandino a remare?" o, ancora peggio "se lo facciamo male così, quanti Tizio e quanti Caio ci manderanno a remare sulla totalità dei nostri clienti?"
si applica a tutte le sorgenti, anche quelle nuove !...
Molto interessante l'argomento led. Ancora una volta, l'ondata di offerte ( io settimanalmente ne ricevo in mailbox una dozzina) di prodotti " bastachesiaccenda" che per comodità chiameremo cinese ( anche per me, se i cinesi sanno fare i PC, saprebbero benissimo fare un diodo stabile, a condizioni di funzionamento rispettate) sta già causando il rigetto di architetti e investitori, che si ritrovano " carie " su impianti a matrice visibile in uso civile ( e non in light show che dopo una settimana vengono smontati ).
Se paghi 20 euro per 3 faretti led da Ikea, e dopo 4 mesi la luce passa da 5000 k , freddi ma vivi, a un deludente bluastro spento, chissenefrega; quando investi 130k euro per una facciata a led rgb ( colori dinamici ) per il tuo nuovo palazzo, per vedere, dopo pochi mesi , che le prestazioni decadono a vista , a fronte di una durata promessa di 50 od 80 mila ore, allora, lì, sì, mandi i tuoi gorilla a spezzare li braccini.
L'approccio giusto, a parer mio, è usare il led con il suo specifico, che avrebbe enormi vantaggi nell'innalzare il rendimento di sorgente, che già oggi e' a 70 lm/w ( i migliori fluo oggi si aggirano sotto i cento ).
Il led ha
in partenza minori perdite di flusso nel sistema, e quindi l'emissione
netta sfruttabile può darci enormi buone sorprese , ma voler realizzare una sorgente da 150k candele o 40000 lumen porta enormi rischi.
Va ripensato
ogni aspetto del progettare civile, e anche stradale.
Qualsiasi sorgente luminosa, dal punto di vista energetico, è una stufa che, come effetto residuo, emette luce.
Sopra i 35 gradi sulla giunzione NP, il lifetime expectation del diodo crolla.
E il domestico? Per il momento, svitare un e27 incandescente e metterci una palla tempestata di SMD, mi fa un po' ridere.
Un'ottima lampada da tavolo? Un'illuminazione di base ( bassa )? Delle luci di accento ( tutto rigorosamente
davvero a 3000k e non i 2700 che poi alla fine sono verdi?
Molta attenzione ed un discreto rotolo di biglietti da cento euro vi saranno utili, per il momento .
Sto lavorando sui faretti retail, anche se temo l'ira dei negozianti che ci hanno già provato con risultati non esaltanti.
Per finire, una domanda per tutti: con un mercato di qualche decina di milioni di pezzi , solo in Europa, che vantaggio può avere un grande costruttore a rimpiazzare una lampada da 1.000 ore con una che ne duri 50.000? Scrivete la Vs risposta su un biglietto da 50 euro e inviatemela.
Poirot ha scritto:E le lampade ad induzione ? Mi sembra non abbiano un grande successo. Solo perché costano troppo o hanno altri problemi ?
L'abbiamo vista passare nei cieli estivi notturni.
Molto ciccia, ma praticamente inutile, se non dovete fare manutenzione in un impianto sull'Everest.
Avevo visto altri dodici argomenti intriganti, ma a quelli che ancora non stanno russando chiedo almeno il rilancio.