Volevo ribadire che il mio obiettivo non è testare i dispositivi elettromeccanici, quali interruttori magnetotermici o interruttori differenziali.
Io vorrei solo realizzare una prolunga volante con in mezzo un dispositivo (sia esso MT, D o MTD) che mi eviti di far staccare il salvavita generale dell'appartamento, nella condizione in cui alimento un'apparecchiatura che ha un corto al suo interno e magari dopo una riparazione voglio evitare di far staccare il salvavita.
Io mi rendo conto che un corto franco non è un metodo valido, ma ripeto, non devo verificare che funzioni l'interruttore della prolunga. Pensavo fosse un metodo semplice ed efficace per ingannare l'interruttore e vedere come si comportava nel caso di alimentazione su un'apparecchiatura guasta.
Tutto qui
Grazie a tutti dei consigli.
Scelta magnetotermico per cavo test dispositivi elettrici
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brunosso ha scritto: il mio obiettivo non è testare i dispositivi elettromeccanici, quali interruttori magnetotermici o interruttori differenziali.
Lo avevo capito,in fatti mi riferivo al ..
brunosso ha scritto:mi rendo conto che un corto franco non è un metodo valido
..
.mir ha scritto:Quella che realizzi è una condizione di corto circuito franco, per la quale il rischio di elettrocuzione e la possibilità di folgorazione sono elevati.
brunosso ha scritto:Io vorrei solo realizzare una prolunga volante con in mezzo un dispositivo (sia esso MT, D o MTD) che mi eviti di far staccare il salvavita generale dell'appartamento.
Quello che vorresti ottenere è una selettività dell'impianto e del punto di alimentazione dei tuoi dispositivi, ora fermo restando che si può parlare di selettività al sovraccarico, al cortocircuito ed al guasto a terra. La selettività al cortocircuito, è la selettività che presenta difficoltà e costi maggiori di realizzazione.
I circuiti sono controcorrente. Seguono sempre la massa
-Per rispondere utilizza il tasto [RISPONDI] e non il tasto [CITA], grazie.-
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brunosso ha scritto:Il mio scopo è testare apparecchiature elettriche/elettroniche che riparo senza far scattare il salvavita generale.
Se i test li fai prima della riparazione, allora ci sono altri metodi per verificare la presenza di un eventuale cortocircuito (*) nell'apparecchiatura da riparare.
Se invece i test li fai dopo la riparazione, allora, se permetti, anch'io la penso come
(*) parliamo di cortocircuito, in quanto il fatto che intervenga anche il magnetotermico a valle da 10 A sta a dimostrare che il differenziale non c'entra proprio.
Big fan of ⋮ƎlectroYou
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mir ha scritto:La selettività al cortocircuito, è la selettività che presenta difficoltà e costi maggiori di realizzazione.
Perfetto già questo mi basta per non andare avanti nel progetto
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magoxax ha scritto:Usa un trafo di isolamento.
puoi darmi ulteriori dettagli/consigli in merito?
Grazie
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devi procurarti un trasformatore da almeno 500VA e gli installi un MT da 10A sul primario e uno da 4 sul secondario.
che apparecchi ripari? non mi sembra che sei molto afferrato in materie elettriche.
oltretutto se li ripari per te' e' un conto ma se li ripari per altre persone dovrai dotarti di opportuno strumento
per la prova di isolamento.
stai attento che comunque la prova del corto fra fase e neutro e' da considerare DISTRUTTIVA nei riguardi dell'interruttore che protegge la linea , dopo 3 o 4 corti va sostituito, in quanto i contatti si rovinano in modo irrimediabile.
che apparecchi ripari? non mi sembra che sei molto afferrato in materie elettriche.
oltretutto se li ripari per te' e' un conto ma se li ripari per altre persone dovrai dotarti di opportuno strumento
per la prova di isolamento.
stai attento che comunque la prova del corto fra fase e neutro e' da considerare DISTRUTTIVA nei riguardi dell'interruttore che protegge la linea , dopo 3 o 4 corti va sostituito, in quanto i contatti si rovinano in modo irrimediabile.
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Oltre al trasformatore di isolamento, io consiglierei un paio di fusibili a protezione dell'uscita.
Se ben tarati, data la caratteristica di limitatori della corrente di corto, potrebbero portare ad una buona selettività. Ancora meglio sarebbe porre in serie al carico da alimentare una lampada ad incandescenza, da escludere una volta verificata l'assenza di corto-circuito evitando lo shock da sovracorrente all'impianto e ai dispositivi di protezione.
I dispositivi di protezione sono garantiti per aprire unnumero molto limitato di corto-circuiti, specie se molto intensi (giunti ad Icu una sola apertura è garantita). Non è un buon modo per testare i dispositivi, se fai un cto circuito e nessuno nel tuo impianto lo apre ?
Se ben tarati, data la caratteristica di limitatori della corrente di corto, potrebbero portare ad una buona selettività. Ancora meglio sarebbe porre in serie al carico da alimentare una lampada ad incandescenza, da escludere una volta verificata l'assenza di corto-circuito evitando lo shock da sovracorrente all'impianto e ai dispositivi di protezione.
Ho usato un semplice magnetotermico bticino C10 (f881c10) pensando che bastasse ma se faccio la prova con un corto a valle salta sia il magnetotermico C10 della prolunga di test, sia il magnetotermico differenziale generale dell'appartamento (Eaton pkn4-16/1n/c/003).
I dispositivi di protezione sono garantiti per aprire unnumero molto limitato di corto-circuiti, specie se molto intensi (giunti ad Icu una sola apertura è garantita). Non è un buon modo per testare i dispositivi, se fai un cto circuito e nessuno nel tuo impianto lo apre ?
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Anch'io riparo oggetti elettronici, mi sono fatto un quadro con tre prese e tre interruttori: uno da 0,5A , uno da 2A e uno da 6A più un generale sempre da 6A (ne avevo tanti).
Ho fatto scattare diverse volte lo 0,5A perché ha una soglia magnetica estremamente sensibile che interviene alla benché minima corrente di inrush, una volta il C2 (sempre con un transitorio di chiusura, di un grosso amplificatore degli anni '80 con trasformatore e condensatori enormi), mai il C6, che uso solamente in caso di carichi superiori ai 400W.
Avevo pensato di aggiungere anche una lampada alogena da 300W e un quinto interruttore che la mette in serie a tutto, ma alla fine quando avevo dubbi ho sempre usato un variac collegato alla presa da 2A
Ho fatto scattare diverse volte lo 0,5A perché ha una soglia magnetica estremamente sensibile che interviene alla benché minima corrente di inrush, una volta il C2 (sempre con un transitorio di chiusura, di un grosso amplificatore degli anni '80 con trasformatore e condensatori enormi), mai il C6, che uso solamente in caso di carichi superiori ai 400W.
Avevo pensato di aggiungere anche una lampada alogena da 300W e un quinto interruttore che la mette in serie a tutto, ma alla fine quando avevo dubbi ho sempre usato un variac collegato alla presa da 2A
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