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Azionamenti a velocità variabile e differenziali

Progettazione, esercizio, manutenzione, sicurezza, leggi, normative...

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[1] Azionamenti a velocità variabile e differenziali

Messaggioda Foto Utenteamaze1 » 18 giu 2021, 20:07

Salve a tutti
Piccola lavanderia a gettone con 5 lavatrici e 4 asciugatrici industriali, alcune con motori azionati da inverter, alimentazione trifase con neutro, impianto TT con fornitura in BT trifase (30kW).
Prevedo un Interruttore Automatico MagnetoTermico Differenziale (IAMTD, magari selettivo) nel punto di fornitura a protezione della linea che alimenta il quadro generale posto a qualche metro e contenente alcuni IAMTD quadripolari che alimentano gruppi di prese CEE dalle quali alimento le macchine.
Che tipo di differenziali montare?
Mi faccio mandare i manuali di installazione del produttore (Electrolux Laundry System Sweden) dal venditore e vi leggo testualmente:
"Le macchine con motori a regolazione di frequenza possono essere incompatibili con alcuni tipi di interruttori salvavita.
È importante sapere che le macchine sono progettate per assicurare un elevato livello di sicurezza personale,per questa ragione non sono necessari dispositivi come interruttori differenziali. Se comunque si vuole collegare la macchina a interruttori differenziali, ricordare quanto segue:
• contattare un elettricista autorizzato e qualificato per assicurare che venga scelto il tipo di interruttore idoneo e che il dimensionamento dell'interruttore sia corretto
• per la massima affidabilità, collegare una sola macchina a ogni interruttore differenziale
• è importante che il filo di terra sia connesso correttamente."
:shock:
Nessuna indicazione esplicita su quale tipo di differenziale occorre installare.
L'elettricista ha già sottoposto al committente un preventivo dove prevedeva tutti differenziali AC ...
Io pensavo di salvare capra e cavoli lasciando gli AC sulle linee terminali e mettendo al contatore un differenziale B, ma quest'ultimo viene 800 euri di listino :(
Suggerimenti per fare le cose come si deve? :?
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[2] Re: Azionamenti a velocità variabile e differenziali

Messaggioda Foto UtenteOasis91 » 18 giu 2021, 21:46

perché vuoi mettere un differenziale selettivo in partenza? Hai masse tra punto di consegna e quadro generale?

Le indicazioni date dal costruttore sono in contraddizione, prima dice che non sono necessari interruttori differenziali ( quindi le macchine dovrebbero essere in doppio isolamento, cosa assolutamente improbabile), poi dice che bisogna collegarle correttamente a terra.
Se devi alimentare prese a spina fino a 32 A e sei in TT in differenziale è OBBLIGATORIO.
Io metterei un MTD dedicato per ogni macchina, meglio differenziali in classe A, meglio ancora differenziali in classe A ad alta immunità ai disturbi (tipo gli SI di Schneider per intenderci),gli azionamenti a frequenza variabile potrebbero "sparare indietro" armoniche e causare scatti intempestivi dei differenziali non immunizzati.
NON è una soluzione "low budget", intendiamoci :D
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[3] Re: Azionamenti a velocità variabile e differenziali

Messaggioda Foto Utenteamaze1 » 19 giu 2021, 2:51

Grazie del contributo! :ok:
Oasis91 ha scritto:perché vuoi mettere un differenziale selettivo in partenza? Hai masse tra punto di consegna e quadro generale?

normalmente non lo avrei messo perché non penso ci siano masse, sicuramente il quadro a valle è isolante e mi sarei "accontentato" di un semplice IAMT. Però come spesso accade l'installatore non si fida, preferisce mettere IAMTD dappertutto e difatti aveva già pensato così lo schema con uno 0,3A istantaneo al contatore. A quel punto per avere un minimo di selettività però bisogna mettere un selettivo, non basta metterlo da 0,3A a monte di uno 0,03A. Poi è venuto fuori il problema degli inverter e senza una indicazione del costruttore che mi "rassicuri" nell'uso di differenziali di tipo AC o A, con la possibilità di avere correnti di guasto unidirezionali o continue, similmente agli inverter fotovoltaici, io PENSO si DEBBA prevedere in qualche punto dalla fornitura all'utilizzatore un differenziale idoneo. Se ne metto UNO solo in partenza la spesa è minimizzata (per quanto possibile), pensa se dovessi mettere tanti differenziali di tipo B su tutte le partenze per i gruppi prese.
Certo se una macchina va in guasto con componente continua mi manda al buio tutto, ma si spera sia una eventualità molto rara, dopodichè sezionando a valle con gli IAMTD di tipo AC si troverà il colpevole e lo si esclude e si può anche andare avanti in attesa della riparazione.

Oasis91 ha scritto:Le indicazioni date dal costruttore sono in contraddizione, prima dice che non sono necessari interruttori differenziali ( quindi le macchine dovrebbero essere in doppio isolamento, cosa assolutamente improbabile), poi dice che bisogna collegarle correttamente a terra.
Se devi alimentare prese a spina fino a 32 A e sei in TT in differenziale è OBBLIGATORIO.
Io metterei un MTD dedicato per ogni macchina, meglio differenziali in classe A, meglio ancora differenziali in classe A ad alta immunità ai disturbi (tipo gli SI di Schneider per intenderci),gli azionamenti a frequenza variabile potrebbero "sparare indietro" armoniche e causare scatti intempestivi dei differenziali non immunizzati.
NON è una soluzione "low budget", intendiamoci :D

Che sia "meglio" lo capisco, ma io devo firmare il progetto e voglio che sia minimo "a norma".
Al primo poveretto/a che mi rimane attaccato alla lavatrice perché il differenziale AC non è intervenuto sarei tra i primi ad essere chiamato in causa (penale).

Anche io sono rimasto interdetto da quanto scrive il produttore, che tra l'altro non mi sembra l'ultimo arrivato. In cima al manuale d'installazione c'è anche scritto che bisogna necessariamente utilizzare quello con traduzione italiana perché le norme differiscono in base al paese, ed in effetti leggendolo si capisce bene che è tradotto (male) da un traduttore generico che non ha competenze nel nostro settore, avrei preferito avere l'originale se fosse stato in inglese, ma temo sia in svedese/danese e lì mi arrendo :roll: .

Su Tuttonormel ho trovato una lettera con un problema simile, relativo all'obbligo di differenziali B con gli inverter fotovoltaici trifasi, e lì si rimanda appunto a dichiarazioni del produttore che esonerano il progettista e l'installatore da quest'obbligo se garantisce che in caso di guasto l'uscita vada a valori di tensione "sicuri". Sarei propenso a credere che qui col piffero che succede :( .

Controllerò l'ultima 64/8, ci dovrebbe essere una tabella in proposito, ma mi piacerebbe sentire qualche parere autorevole e supportato da riferimenti normativi.

Nel dubbio, la soluzione differenziale B da 0,3A al contatore + differenziali AC da 0,03 sul QEG mi pare la migliore per stare dalla parte del giusto.
Grazie ancora.
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[4] Re: Azionamenti a velocità variabile e differenziali

Messaggioda Foto UtenteJAndrea » 19 giu 2021, 9:20

È importante sapere che le macchine sono progettate per assicurare un elevato livello di sicurezza personale, per questa ragione non sono necessari dispositivi come interruttori differenziali.

Secondo me è una traduzione approssimata di un manuale pensato per un paese con sistema di distribuzione TN.. Dove effettivamente si può evitare...
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[5] Re: Azionamenti a velocità variabile e differenziali

Messaggioda Foto Utentelillo » 19 giu 2021, 12:21

ciao,
Foto Utenteamaze1 ha scritto:Però come spesso accade l'installatore non si fida

OT
al di là della discussione in oggetto, dove stai ricevendo già interessanti contributi, questa frase mi lascia sempre perplesso.
conosco bene gli installatori, e per mille mila motivi che non sto qui ad elencare, spesso si lasciano andare ad opinioni che poco c'entrano con efficienza, sicurezza e funzionalità.
se sei il progettista, il progetto e tuo.
il confronto è giusto;
sentire la loro opinione è giusto;
collaborare per ottenere un lavoro che sia il giusto connubio tra progettualità e installazione è giusto;
cedere a pretese prive di fondamento, controproducenti economicamente per il cliente, e sulla scorta dell'"abbiamo sempre fatto così", non lo trovo giusto.
il progettista dovrebbe avere cognizione dell'intero progetto, quindi se ci sono masse lungo la dorsale principale, se il quadro a valle a doppio isolamento, se il differenziale serva AC o A o B, la tipologia di cavi, la tipologia di condutture, se serve un differenziale generale, e via dicendo.
se ci sono problemi di budget si trova una soluzione alternativa, avvisando il cliente sull'eventuale mancanza di selettività in caso di guasto, ovviamente mai lesinando sulla sicurezza.
un impianto, oltre ad essere a "regola d'arte" deve rispettare le esigenze del cliente e il suo portafoglio.
non penso che tu vada dall'installatore a dirgli come si tiene un cacciavite in mano.

OT nell'OT
se c'è una cosa che questo supermegabonus 110 ha messo in evidenza, è come, i cattivi (o malati?) rapporti tra chi progetta e chi realizza (e anche per soddisfare le richieste folli del committente), abbiano generato yottatonnellate di carta completamente inutili, con relativi funzionari pubblici e uffici comunali di cui potremmo fare comodamente a meno.
END OT nell'OT.
END OT.
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