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Magnetotermico differenziale corretto per uso domestico

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[1] Magnetotermico differenziale corretto per uso domestico

Messaggioda Foto Utentedavide12 » 3 giu 2022, 15:03

Ciao a tutti, scusate la domanda banale ma mi è venuto un dubbio: il seguente magnetoterico e differenziale andrebbero bene per un classico uso domestico? Ho una fornitura a 3 kW (quindi 16A sarebbe perfetto), ma non riesco a capire la curva del magnetotermico.
Inoltre, dovrebbe essere installato prima il magnetotermico ed in cascata il differenziale, corretto?
Grazie!
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[2] Re: Magnetotermico differenziale corretto per uso domestico

Messaggioda Foto UtenteFranco012 » 3 giu 2022, 22:09

davide12 ha scritto:Ho una fornitura a 3 kW (quindi 16A sarebbe perfetto)

Non vedo tutta questa "perfezione". I valori di corrente sono valori nominali, sia dal punto di vista del contatore (che eroga per un tempo indefinito il 10% di corrente in più del valore nominale, e sopporta valori di corrente molto più elevati per intervalli di tempo ben definiti), sia dal punto di vista dell'interruttore magnetotermico (che può sopportare valori di corrente molto più elevati di quello nominale, secondo la tipologia e le curve d'intervento fornite dal costruttore). Per un impianto di potenza nominale di 3 kW, il magnetotermico da 16 ampere va sicuramente bene dal punto di vista della sicurezza (sempre che sia adatto alla linea da proteggere), però potrebbe essere riduttivo rispetto ai valori di potenza fornita, nel senso che nel caso di forti assorbimenti limitati nel tempo potrebbe intervenire, limitando di fatto la potenza effettiva utilizzabile nell'impianto.

davide12 ha scritto: dovrebbe essere installato prima il magnetotermico ed in cascata il differenziale, corretto?

Se i due interruttori sono montati in cascata nello stesso quadro elettrico, senza che vi siano "intercettazioni" nel percorso di collegamento tra l'uno e l'altro, è sostanzialmente indifferente la posizione a monte o a valle. Solitamente il magnetotermico ha la funzione di interruttore generale, per cui viene posto all'estrema sinistra del quadro elettrico, pertanto a monte del differenziale, ma solo per una questione psicologica (scrivendo da sinistra a destra, è normale pensare che la disposizione degli interruttori segua lo stesso criterio).

Per quanto riguarda l'interruttore magnetotermico, la norma CEI 0-21 prevede (per i nuovi impianti, per gli impianti ristrutturati e per gli aumenti di potenza contrattuali) che la corrente presunta di corto circuito dell'interruttore posto subito a valle del contatore sia convenzionalmente fissata in 6 kA (6.000 ampere), mentre quella dell'interruttore in figura è di 4.500 ampere. Nel caso in cui non sussistano tali condizioni, bisognerebbe calcolare la corrente di corto circuito presunta nel punto d'installazione del magnetotermico. Tanto per non sbagliare, se ne fai mettere uno da 6 kA (o superiori) sei a posto in ogni caso.

Non posso fare a meno di notare che in tale situazione (un solo differenziale e un solo magnetotermico) manca qualsiasi forma di selettività dell'impianto: una dispersione anomala a terra, un sovraccarico o un corto circuito provocheranno immancabilmente la disattivazione di tutto l'impianto elettrico dell'abitazione. Pazienza per il cortocircuito (ottenere la selettività sarebbe piuttosto complicato) ma per gli altri tipi di selettività (differenziale ed amperometrica) qualcosa sicuramente si potrebbe fare.
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[3] Re: Magnetotermico differenziale corretto per uso domestico

Messaggioda Foto Utentejaelec » 4 giu 2022, 9:54

Targa diff.png
Targa diff.png (46.83 KiB) Osservato 9310 volte


A cosa si riferiscono i dati di targa evidenziati nella figura? Sono dati del differenziale?

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[4] Re: Magnetotermico differenziale corretto per uso domestico

Messaggioda Foto UtenteFranco012 » 4 giu 2022, 10:40

Sì, sono i dati caratteristici del differenziale.
In sintesi, si tratta di un normalissimo (e un po' vecchiotto) interruttore differenziale puro (ossia che non svolge anche le funzioni di interruttore magnetotermico), con sensibilità di 30 mA (requisito minimo previsto dalla norma CEI per impianti domestici), di tipo AC (ossia adatto a rilevare correnti di dispersione solo di tipo alternato con andamento sinusoidale).
Puoi trovare caratteristiche più dettagliate qui (nel 2009 Merlin Gerin è passato a Schneider Electric).
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[5] Re: Magnetotermico differenziale corretto per uso domestico

Messaggioda Foto Utentejaelec » 4 giu 2022, 13:21

Grazie per la risposta Franco 012.

Ho comunque ancora delle forti perplessità rispetto alla poca chiarezza e corenza dei dati di targa.

Innanzitutto non capisco come fa la corrente di cortocircuito nominale condizionale ad essere uguale alla sensibilità differenziale e questa poi essere contemporaneamente uguale a 0.030 A e a 10 kA.

Perché a volte usare il segno di uguale e a volte no (es: Im 630A)? Se è vero poi che bisogna lasciare uno spazio tra numero e unità di misura, perché non farlo, visto che è possibile farlo?

Sono dati da stampare tantissime volte, non da scrivere velocemente su un fogliettino di carta per trasferire informazioni a un amico. Perché tanta sciatteria?
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[6] Re: Magnetotermico differenziale corretto per uso domestico

Messaggioda Foto Utentemir » 4 giu 2022, 16:44

jaelec ha scritto:Ho comunque ancora delle forti perplessità rispetto alla poca chiarezza e corenza dei dati di targa.

Dunque, come già correttamente scritto da Foto UtenteFranco012, si tratta di un differenziale puro, ovvero svolge unicamente il compito di intervenire in presenza di un guasto verso terra, o meglio quando la corrente Id (corrente differenziale) assume un valore diverso da zero.
Pertanto l'interruttore differenziale puro, non assolve alla protezione di sovraccarico e/o cortocircuito, funzione assolta dall'interruttore magnetotermico.
Come ogni dispositivo elettrico/nico, anche l'interruttore differenziale puro ha i suoi parametri caratteristici, che sono nell'ordine:
- tensione nominale : è il valore di tensione per la quale l'interruttore è destinato a funzionare
- corrente nominale : (In) il valore di corrente che l'interruttore è in grado di supportare ininterrottamente, valori previsti dalle normative sono = 6,10,13,16,20,25,32,40,50,63,80,100,125 A
- corrente differenziale nominale di intervento : (Idn) è il valore di corrente minima differenziale che determina l'apertura dei contatti entro i tempi specificati dalle normative, questi valori sono = 0,0010 -0,0030 A , 0,1 - 0,3 - 0,5 A
- corrente differenziale nominale di non intervento : (Idn0) è il valore di corrente differenziale massimo che non provoca l'intervento dell'interruttore, il valore ammesso è Idn0= 0,5 Idn
- tempo di intervento : è l'intervallo di tempo tra l'istante in cui il valore di Idn assume un valore diverso da zero e l'istante in cui avviene l'apertura dei contatti dell'interruttore, espresso in millisecondi e tabellato dalle norme
- potere di interruzione differenziale : (Icnd) è il massimo valore di corrente che il dispositivo può interrompere per un guasto determinato da lla corrente verso terra, i valori normalizzati sono = 500 -1000 -1500 -3000 -4500 -6000 A
- potere di cortocircuito della combinazione differenziale puro+ dispositivo di protezione contro il cortocircuito : è il massimo valore di corrente di cortocircuito che la combinazione dei due dispositivi (interruttore differenziale+interruttore magnetotermico) è in grado di interrompere, ed i suoi valori normalizzati sono =
1500 - 3000 - 4500 - 6000 - 10000 A
Pertanto, le caratteristiche tecniche di un interruttore differenziale sono ben note agli addetti ai lavori, che ben sanno di non confondere la Idn0 con la Icnd, che hanno ordini di grandezza di granlunga differenti e si presentano in condizioni differenti di guasto, grandezze che vanno ben considerate ed interpretate in fase di progetto e scelta del dispositivo da installare.
I circuiti sono controcorrente. Seguono sempre la massa

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[7] Re: Magnetotermico differenziale corretto per uso domestico

Messaggioda Foto UtenteFranco012 » 4 giu 2022, 17:50

Penso che Foto Utentejaelec si riferisca al fatto che sullo stesso interruttore il simbolo della corrente differenziale "IΔn" viene utilizzato per valori diversi, come da figura:

Dato contradditorio.png
Stesso simbolo per significato diverso.

La stampigliatura in alto è riferita alla "Corrente nominale differenziale d'intervento", mentre quella più in basso è riferita alla "Corrente di corto circuito nominale condizionale differenziale" (che in questo caso coincide con la "Corrente di corto circuito nominale condizionale").
In effetti, vedo che altrove quest'ultima caratteristica viene indicata con "IΔc" e non con "IΔn".
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[8] Re: Magnetotermico differenziale corretto per uso domestico

Messaggioda Foto Utentejaelec » 5 giu 2022, 7:42

@Foto Utentemir
Ti ringrazio per la spiegazione. Tuttavia a me non pare esplicitata la corrispondenza tra i parametri che tratti, indichi e definisci tu e quei pochi presenti sui dati di targa. A cosa corrisponde, per esempio, quello che sulla targa è riportato con un valore di 630 A?

Visto che sono cose ovvie per gli addetti ai lavori, a me farebbe piacere un semplice riepilogo delle definizioni di tutti i "parametri" riportati sulla targa, dall'alto verso il basso.

Questo per un certo aspetto.

Per l'aspetto più formale: è chiaro che un addetto ai lavori potrebbe capire comunque, tanto che anch'io, che addetto ai lavori non sono, qualche deduzione più ovvia l'avevo fatta. Tuttavia penso che, per esempio, sia sempre più che ragionevole indicare cose distinte con simboli distinti.
Più in generale, voglio dire, se anche, come è plausibile, un addetto ai lavori sa cosa vuole significare la frase "o preso un impegno", stona comunque non scrivere la "h".
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[9] Re: Magnetotermico differenziale corretto per uso domestico

Messaggioda Foto Utentejaelec » 5 giu 2022, 9:05

mir ha scritto:Dunque, come già correttamente scritto da Foto UtenteFranco012, si tratta di un differenziale puro, ....

Ne deduco che 10 kA riportati sulla targa potrebbero corrispondere a questi 10000 A. Ma se è così allora non è vero, contrariamente a quanto mi era stato detto, che i dati che mettevo in evidenza erano dati che si riferivano al differenziale e non al dispositivo nel suo complesso. Cioè non capisco, una babele....tutto così approssimativo...
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[10] Re: Magnetotermico differenziale corretto per uso domestico

Messaggioda Foto Utentejaelec » 5 giu 2022, 11:18

mir ha scritto:....
- corrente differenziale nominale di intervento : (Idn) è il valore di corrente minima differenziale che determina l'apertura dei contatti entro i tempi specificati dalle normative, questi valori sono = 0,0010 -0,0030 A , 0,1 - 0,3 - 0,5 A
......

Mi sembra evidente che si volesse scivere 0,010 e 0,030 A. Però, a proposito, volevo chiedere una cosa precisa e non una istigazione a fare una lezione senza poi rispondere. Cioè, per chi conosce la risposta e che ringrazio in anticipo, lezione sì, ma con risposta, non in sostituzione della risposta.

Se il costruttore o il signor Tizio scrive 0,03 A e Caio scrive invece 0,030 A, ciò sta a significare che Tizio ha misurato il suo parametro con maggiore precisione di Caio o semplicemente che non c'è differenza e ognuno fa quello che gli pare?
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