Come si Addomestica una Nazione
Prologo: manuale per Addomesticare Senza Sparare
Le trappole migliori non scattano: si chiudono da sole. Non hanno denti, hanno tappeti. Non si presentano come gabbie, ma come ingressi privilegiati. Una trappola efficace non ti cattura: ti convince che entrare sia stata una tua scelta.
È così che si addomestica una nazione: non con la forza, ma con la forma; non con la minaccia, ma con la promessa; non con il comando, ma con il linguaggio.
Prima ti seducono, poi ti stringono, poi ti spiegano che sei tu ad averlo chiesto. E quando inizi a ringraziare per ciò che hai perso, l’addomesticamento è completo.
Il Benvenuto nel Girone Economico
Oggi, 01 gennaio 2026, la Bulgaria è entrata nell’Euro. Benvenuta nel girone caldo dell’austerità: avanti, entra pure, qui il fuoco è regolato da chi non brucia mai.
Ti accolgono con sorrisi da cerimonia: “Ben arrivata, Bulgaria. Accomodati.” E mentre ti fanno strada, ti invitano con garbo a lasciare la tua moneta accanto allo zerbino, come un oggetto fuori moda che non si addice al nuovo arredamento.
In cambio ti consegnano un kit di sopravvivenza lessicale: rigore, resilienza, sostenibilità, riforme. Parole lucide, sterilizzate, che sembrano promesse e invece sono istruzioni. Non importa se non le capisci subito: scoprirai presto che significano tutte la stessa cosa… paghi tu.
Ti diranno che è modernità, che è progresso, che è il “salotto buono”. E tu, ingenuamente, entrerai. Non sapendo che il salotto buono è un luogo dove gli ospiti arrivano sempre troppo tardi.
Il Salotto Buono (Già Occupato)
Nel salotto buono le poltrone sono già prese, i bicchieri sono vuoti e il buffet è stato smontato. A te resta il compito più nobile: raccogliere i resti e sorridere.
All’inizio ti sembrerà tutto magnifico. Ti diranno che i prezzi “si armonizzano”, che gli stipendi “si riallineano”, che i servizi “si razionalizzano”, che gli ospedali “si efficientano”, che i giovani “si mobilitano”. Una sinfonia di verbi eleganti che, tradotti nella lingua dei vivi, significano una sola cosa: tutto sale tranne te.
Il Clima Euro
L’Euro non è una moneta: è un meteo. Una pressione costante, un anticiclone eterno, un vento che soffia sempre nella stessa direzione: verso l’alto per chi è già in alto, verso il basso per chi sperava di salire.
La svalutazione? Una superstizione da popoli primitivi. Ora si chiama “riallineamento”: diventare più leggera, più flessibile, più sacrificabile. Una ginnastica economica in cui ti pieghi sempre, ma non ti rialzi mai.
Le Crisi come Opportunità di Disciplina
Le crisi non esistono più: ora si chiamano “opportunità di disciplina”. Ogni scossone è un corso accelerato di obbedienza. Il bilancio diventa religione civile: prima chiedi il permesso, poi chiedi scusa, poi chiedi perdono.
La crescita? Una creatura mitologica che vive nei documenti ufficiali e muore nella vita reale.
Le privatizzazioni? Atti d’amore verso l’efficienza. Ti tolgono un servizio pubblico per restituirtelo più caro. Un romanticismo contabile.
Gli Dei del Mercato
I mercati sono divinità tranquille: non pretendono sacrifici umani, li apprezzano soltanto. Le agenzie di rating sono il nuovo oroscopo: se scendono, non è sfortuna, è colpa tua che non hai sofferto abbastanza.
Ti diranno che devi riformarti, riformarti ancora, riformarti sempre. Finché capirai che la riforma non è un percorso: è una condizione permanente. Una maratona in cui il traguardo si sposta ogni volta che ti avvicini.
I Modelli da Seguire
Italia: l’Apnea Elegante
L’Italia è il Paese che ha imparato a vivere trattenendo il fiato. Salari che si accartocciano, giovani che scappano, governi che spiegano perché non si può fare nulla. La “ripresa” è diventata una promessa a tempo indeterminato.
Grecia: il Laboratorio del Futuro
La Grecia è il museo delle cere dell’austerità. Tagli lineari, pensioni evaporate, ospedali svuotati, governi costretti a firmare l’opposto di ciò per cui erano stati eletti. Un Paese ridotto a un foglio Excel con rovine archeologiche come sfondo.
La Pedagogia della Sofferenza
Ti sembrerà che ti stiano distruggendo. In realtà ti stanno proteggendo… dalla possibilità che tu possa prosperare da sola, disturbando gli azionisti dei loro padroni.
Ti tolgono ossigeno per il tuo bene. Ti rallentano per la tua sicurezza. Ti spiegano che se soffri è perché non sei ancora abbastanza riformata.
La Nuova Religione
Con l’Euro impari una nuova liturgia: ogni peccato si espia con un taglio, ogni errore con una privatizzazione, ogni futuro con un sacrificio.
E quando scoprirai che i prezzi corrono più dei salari, che le bollette parlano lingue che non sono la tua, che ogni decisione nazionale deve essere timbrata da qualcuno che non vive nel tuo Paese, loro saranno lì a dirti che va tutto benissimo. Perché lo spread è tranquillo. Perché i mercati dormono sereni. Perché Bruxelles è soddisfatta. E se tu non lo sei, il problema sei tu.
La Famiglia Monetaria
Non siamo una semplice unione monetaria: siamo una famiglia. Una famiglia che ti vuole bene, purché tu obbedisca. Che ti ascolta, purché tu non alzi lavoce. Che ti sostiene, purché tu non chieda troppo.
Non perdi sovranità: la condividi. Che nel nostro vocabolario significa: non è più tua.
Il Glossario dell’Obbedienza
- Prezzi che salgono → Adeguamento.
- Salari fermi → Prudenza.
- Giovani che emigrano → Mobilità.
- Proteste → Disinformazione.
- Silenzio → Maturità europea.
Epilogo: il Ritorno alla Trappola
Alla fine ti diranno che non c’era alternativa, che la trappola non era una trappola ma un destino. È lì che l’addomesticamento sarà completo: quando inizierai a difendere ciò che ti ha tolto il respiro.
Ma ogni trappola ha un punto debole: la memoria. Ricordare è l’unico gesto che non può essere delegato né commissariato. E così il cerchio si chiude: perché una trappola, anche se lucidata, resta una trappola. E una nazione, anche se addomesticata, può sempre mordere la mano che la tiene al guinzaglio.
Nota dell’autore
Questo testo non nasce per offrire soluzioni, ma per registrare ciò che spesso viene lasciato fuori dal quadro. Non è un’analisi tecnica né un esercizio di satira: è un tentativo di nominare strutture che prosperano proprio quando nessuno le nomina. Non pretende di convincere, né di rassicurare. È un gesto di memoria, l’unico che non può essere delegato né commissariato. Se qualcosa in queste righe disturba, significa che la trappola non ha ancora completato il suo lavoro.

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