Questa è la breve storia di una perizia legale che ci insegna una cosa importantissima : le considerazioni di tipo tecnico devono essere vagliate molto attentamente fin dalle premesse, altrimenti rischia di andare completamente fuori strada o di fare del lavoro completamente inutile, se non sbagliato.
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Temporale
La data esatta non la ricordo, diciamo che siamo intorno ai primi anni 2000; su un condominio situato in una cittadina delle pianure pianeggianti del Veneto si abbatte un temporale molto violento.
L'acqua è talmente tanta che i pozzetti non riescono a farla defluire, e parte finisce nelle grate a bocca di lupo dei garage sotterranei.
Casualmente quello che più subisce il problema è un box dove sono depositate numerose apparecchiature elettroniche, molte delle quali subiscono un vero e proprio lavaggio a cura dell'acqua piovana.
Il proprietario del box fa causa al condominio in quanto si ritiene danneggiato, per una cifra piuttosto elevata, tanto che con quella cifra ci si poteva comprare un appartamento nuovo con finiture di lusso.
Il giudice, vista la specificità della questione, per sbrogliare la matassa nomina un Consulente Tecnico d'Ufficio (CTU), figura che ricordo, in qualità di esperto in materia, svolge la funzione di ausiliario del giudice stesso, con un raporto strettamente fiduciario.
A cose fatte
Il condominio, nel frattempo, non capendoci nulla in materia di apparecchiature elettroniche, dopo essersi consultato con il proprio avvocato, nomina il sottoscritto Consulente Tecnico di Parte (CTP), per tutelare i diritti appunto del condominio e di chi lo aveva costruito.
Ma la nomina del sottoscritto arriva a cose ormai fatte : non c'è nessuna udienza ed il giudice ha già stabilito la data di svolgimento della perizia legale per valutare il valore economico degli oggetti danneggiati, senza alcuna considerazione di tipo generale nella vicenda, se ci sono delle colpe, delle responsabilità e di chi sono.
Semplicemente il CTU si dovrà recare presso il luogo dove è avvenuto il "sinistro" per iniziare a catalogare tutti gli oggetti colpiti dall'alluvione e valutarne i danni.
Il "sottoscritto" CTP avrebbe quindi potuto presenziare, guardare, ascoltare e prendere nota, per eventuali successive contestazioni, e null'altro.
Perizia
L'appuntamento è alle 9 del mattino presso il box incriminato. Il condominio si presenta piuttosto bene : è di costruzione piuttosto recente, ha negozi a piano terra ed appartamenti ai piani superiori, mentre su di un lato si trova la rampa per accedere ai box sotterranei, mi sembra fossero circa una ventina. Tutto é pulito ed ordinato e non ci sono segni di disastri di alcun tipo. Ma del resto ero stato informato della cosa solo molto tempo dopo, quindi era logico che ormai non ci dovevano essere segni di alcunché.
L'ingegnere incaricato dal tribunale con il ruolo di CTU è puntuale ed il suo incarico parla chiaro: deve stimare il valore dei componenti danneggiati, e nient'altro.
Il proprietario-danneggiato ci apre la serranda basculante del box, e subito ci si presenta uno spettacolo surreale. Non c'è una automobile parcheggiata, ma decine di vecchi apparecchi elettronici accatastati: radio, oscilloscopi, frequenzimetri ed altri apparecchi da laboratorio o per telefonia o per ponti radio militari, alcuni anche piuttosto antichi, più decine di scatoloni vari, nei quali chissà cosa c'era dentro.
Tutti componenti anche di marche molto famose, ma di origine antecedente agli anni '80, e quindi senza un prezzo comparabile con i prodotti sul mercato; di fatto appartenevano all'antiquariato della tecnologia, per dirla breve : roba da museo.
Di molte apparecchiature sul mercato non esisteva nemmeno più nulla che potesse vagamente somigliare, e molte cose non erano più nemmeno esistenti, nemmeno simili !
La catalogazione comunque ha inizio e dopo le prime due apparecchiature il sottoscritto si rende conto che per fare quello di cui il CTU è incaricato sarebbe stato un lavoro lunghissimo: ci sarebbero voluti non meno di tre giorni all'interno del box per vedere tutto quello che c'era, capire se era veramente danneggiato e quale era la causa (magari non funzionava già da una ventina d'anni !!!).
Poi ulteriore tempo ci sarebbe voluto per dare un valore economico agli apparati esaminati: un lavoro lungo e poco promettente.
Sorpresa
Le apparecchiature che si iniziano a visionare non sembrano messe male; forse il proprietario le aveva già ripulite dallo sporco e bene asciugate dall'acqua, tanto che il sottoscritto, alla terza apparecchiatura, un frequenzimetro Hewelett-Packard da banco (diciamo da 10 GHz), viste le buone condizioni esteriori ne chiede l'accensione: "Mi sembra in buonissime condizioni, direi di attaccare la spina e provare ad accenderlo".
Il proprietario sembra sorpreso della domanda, non sa cosa rispondere, sembra imbarazzato, mentre il CTU, visto il gioiellino che si trovava tra le mani, non si tira indietro, anche perché tale prova sarebbe servita per capire lo stato di conservazione del componente, così lo abbiamo acceso : meraviglia delle meraviglie e... funzionava benissimo.
Ricordo che venne collegato ad un "oscillatore" da laboratorio, anche quello di primaria marca, e che sul display apparve la magica scritta 1,000 GHz !
La storia stava prendendo una piega quasi comica: le apparecchiature dichiarate come danneggiate non solo sembravano in buone condizioni, ma nonostante l'età funzionavano ottimamente !!
Il CTU in tutto questo sembrava anche divertirsi, vista la rarità dei componenti e visto anche il brivido di provare ad accenderli e vedere cosa succede!
Il sottoscritto invece inizia spazientirsi (ed a sbuffare), così dopo essersi subito un altro paio di reliquie tecnologiche, cellulare alla mano chiama l'avvocato del condominio :
"Pronto, Avvocato, qui le cose vanno per le lunghe, non mi sembra che la mia presenza sia di qualche utilità, anzi mi sembra sia una perdita di tempo: Lasciamo fare al CTU e poi vedremo cosa scrive nella sua relazione". L'avvocato condivide così saluto tutti e vado via.
MANICHETTA
Così esco dal box ed attraverso il corridoio centrale dei garage sotterranei mi avvio verso la rampa che mi avrebbe riportato fuori, dove avevo parcheggiato l'auto.
Fu in quel momento che vidi la manichetta antincendio; non ci pensai subito, ma poi mi resi conto di trovarmi in un luogo soggetto alle norme di prevenzione incendi, soggetto cioè al rilascio del certificato di prevenzione incendi da parte del comando provinciale dei Vigili del Fuoco, con tutte le norme che ci stanno attorno.
Rientro in ufficio e mi vado subito a ripassare la normativa antincendo che riguarda le autorimesse, un vecchio Decreto Ministeriale del 1986, e cosa ci trovo ?
Che i locali accatastati come autorimessa sono esclusivamente destinati alla sosta e ricovero degliautomezzi e null'altro. Ed inoltre che materiali combustibili e infiammabili non possono essere stoccati. In pratica in quel box ci potevano essere solo "mezzi di trasporto".
Tutta la perizia era quindi inutile perchè viziata da un errore in partenza : non aveva nessun senso valutare il danno sui materiali dato che non dovevano essere lì.
Quel particolare, la manichetta, nulla aveva a che fare con il "sinistro", ma mi aveva aperto una porta su una tematica che nessuno aveva valutato ma che nella vicenda aveva invece un valore legale fondamentale.
CONCLUSIONE
I tecnici, come gli avvocati, sono a tutti gli effetti dei formalisti, quindi devono applicare rigorosamente le norme a tutto quanto stanno esaminando, e non solo su una piccola parte.
Il tecnico deve sempre guardare un evento dall'alto: serve per farsi un'idea di tutto il contesto, ma conoscere le normative fin dalle loro definizioni, e fin dal campo di applicazione, è ugualmente importante per capire se sono o meno applicabili al contesto che ha osservato.
Tralasciare gli aspetti fondamentali di una norma, oppure guardare solo un particolare, diventa un punto debole del proprio lavoro, tanto che, come abbiamo visto, potrebbe diventare in buona parte inutile.

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