La presidentessa della Federazione interplanetaria, la dottoressa Roberta Rossi, ricevette la notizia nel pieno della notte. Fu svegliata dal maggiordomo robotico che scusandosi le porse il comunicatore da cui usciva una voce concitata che la chiamava.
- Roberta, Roberta, svegliati.
Roberta Rossi non rispose subito, prima si chiese perché il suo vice la chiamasse dall’altra parte della terra, lì era mezzogiorno, ma da lei erano le due della notte.
- Dimmi Luigi, per cosa mi svegli alle due della notte.
- E’ appena arrivata una notizia che sembra incredibile, ma la ho verificata prima di chiamarti. Le agenzie di stampa non la hanno ancora diramata e per almeno un’ora non sarà di pubblico dominio.
- Cosa sarebbe così grave da svegliarmi, chiese la Rossi.
- Forse sai che esiste una teoria che ipotizza che il nostro universo sia derivato da una simulazione, quasi un video gioco.
- Si lo so, disse Rossi.
- Bene, sembra confermato che il nostro universo sia una simulazione dato che alle agenzie di stampa e a tutte le stazioni televisive è arrivato un comunicato che dice, aspetta te lo leggo non vorrei sbagliare qualche cosa, io non sono un tecnico.
Siamo noi abitanti di Marte che abbiamo preso questa iniziativa per protestare contro il nostro isolamento planetario.
Abbiamo creato un virus che ha infettato il Grande Simulatore e ora tutto l’universo è sotto sequestro.
Siamo noi che lo abbiamo sequestrato.
Abbiamo colpito l'universo con un ransomware cosmico.
Sulla superficie del sole abbiamo fatto comparire in lingua inglese questa scritta visibile con i telescopi.
I vostri dati ed i vostri programmi nei calcolatori simulators sono stati sequestrati.
Vi diamo 72 ore dalle ore 12 di oggi prima del reset totale, per noi abitanti di Marte che passiamo la maggior parte in abitazioni sotterranee non cambia molto: abbiamo risorse per oltre mille anni terrestri e siamo in grado ora di cambiare i programmi di simulazione a nostro piacimento
La nostra situazione è tale che non possiamo più aspettare.
Vogliamo uscire dall’isolamento a cui ci avete costretto con un costante rifornimento di beni e servizi.
- Che cosa vuole dire, chiese assonnata Roberta Rossi.
- Ora è sicuro, rispose Luigi, che l’universo in cui viviamo è una simulazione che funziona su una diavoleria molto simile ad un computer, ed i coloni che vivono su Marte sono riusciti ad entrare in quel sistema e a prenderne il controllo.
- Come sarebbe a dire, chiese Roberta, aspetta che mi alzo e mi metto in condizioni da essere più presentabile.
- I coloni che abbiamo inviato, alcuni dicono esiliato, su Marte, si sono stancati di avere poca acqua, poca aria, cibo scadente e difficoltà a ritornare sulla terra. Il comunicato completo è molto critico e sta per essere diffuso dalle agenzie di stampa e dai canali televisivi. Io ti ho letto solo la parte più incisiva.
- Si la solita manfrina sulle persone che sono su Marte, disse un poco stizzita Roberta mentre si rivestiva, qualche volta forse abbiamo esagerato, ma a molti fa bene vivere per qualche anno sul pianeta rosso, molte teste calde si sono ravvedute e prima di creare altri problemi ci pensano due volte. Da Marte non si evade.
- Hai ragione Roberta, ma sta di fatto che sono riusciti in quello che sembrava impossibile: l’universo è ora in ostaggio di un gruppo di hacker cosmici che hanno bucato il sistema e ora minacciano di chiudere tutto se non si paga un riscatto. E non chiedono solo soldi.
La figura di Roberta vestita e in ordine apparve sul visore di Luigi.
- Ma sei sicuro che non sia una bufala, una minaccia, una presa di posizione di un gruppo di gradassi.
- No Roberta, disse Luigi, sono passato dall’osservatorio ed è bastata una proiezione del disco solare per leggere chiaramente la frase di rivendicazione costruita con una serie di macchie solari.
- Sono riusciti a fare questo, chiese Roberta.
- Si e corre voce che non hanno svelato tutte le loro carte.
- Ma hanno un capo, uno che li rappresenti, uno con cui trattare.
- Nel comunicato completo dicono che ce lo faranno sapere al momento giusto, ma corre voce che sia una persona attualmente sulla Terra ma che vissuto a lungo su Marte.
- E chi sarebbe.
- Come facciamo a saperlo, ci sono circa due milioni di persone che potrebbero rispondere a questo schema.
. Mi muovo subito, disse Roberta, vado alla sede del governo, i ministri sono stati avvertiti?
- Si rispose Luigi, mi sono preso la libertà di farlo fare dalla mia segreteria mentre stavo parlando con te. Appena arriverai molti li troverai già operativi.
- Tu quando ritorni, chiese Roberta.
- Sto aspettando il taxi che mi porterà in aeroporto, penso di essere nel mio ufficio alle 14.
- Bene Luigi, ti aspetto alle 14, prima del tuo arrivo non prenderemo decisioni importanti.
- Ciao Roberta, ci vediamo alle 14.
Roberta Rossi bevve un caffè che gli era stato portato dal robot maggiordomo, uscì rapidamente di casa, salì sulla vettura che in meno di venti minuti la portò alla sede del governo.
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La prima riunione di emergenza.
La presidentessa appena arrivata alla sede del governo trovò già un certo numero di giornalisti e di cronisti televisivi che la stavano aspettando.
Come videro arrivare la sua vettura si fecero incontro scavalcando le poche persone della sicurezza che data ancora l’ora insolita erano riuscite ad arrivare. Nonostante le insistenze Roberta Rossi disse solo che un comunicato ufficiale sarebbe stato diramato nel pomeriggio, ora doveva ricevere le notizie ufficiali da tutti i servizi di informazione della presidenza e non era in grado di dire niente di ufficiale.
Nella sala del consiglio erano già arrivati una decina di ministri e sottosegretari alcuni chiamati dalla presidentessa durante il percorso dalla sua casa alla sede del governo.
- Cosa sai, chiese un ministro appena vide arrivare la Rossi.
- Quello che vi detto quando vi ho chiamato, rispose, sembra che un gruppo di abitanti di Marte sia riuscito ad entrare nel Simulator che gestisce questo universo.
- Cosa sarebbe un Simulator e cosa significa universo simulato, la interruppe uno dei presenti.
- Non so rispondervi, vi ripeto quello che mi è stato detto.
In quel momento sullo schermo presente nella sala apparve la scritta in rosso
mentre un annunciatore, visibilmente sorpreso, iniziò a leggere alcuni fogli che teneva tra le mani.
- Vi leggo questa notizia che ci arriva direttamente dalla sede di un fantomatico quartier generale dei ribelli marziani.
Noi ribelli marziani, dopo anni di richieste che non sono state mai ascoltate, abbiamo ritenuto necessario passare all’azione.
Siamo riusciti ad individuare il sistema Simulator che gestisce questo universo, confermiamo che il nostro universo è una simulazione, non sappiamo da parte di chi, ma è una simulazione e siamo riusciti a conoscere il codice di accesso e ad inviare una specie di virus, un ransomware, che ha la possibilità di sequestrare il sistema.
Per ora ci siamo limitati a modificare gli algoritmi di gestione del sole e a produrre una serie di macchie che formano una frase in lingua inglese che può essere vista proiettando su uno schermo l’immagine del disco solare. La frase è questa.
I vostri dati ed i vostri programmi nei calcolatori Simulators sono stati sequestrati.
I nostri rappresentanti sulla terra dovranno essere contattati e le nostre richieste soddisfatte entro 72 ore. Siamo in grado di resettare i sistemi fino al famoso big-bang, ma anche di modificare localmente i parametri di funzionamento dei programmi di simulazione.
Per darvi un dimostrazione abbiamo usato le macchie solari per scrivervi un messaggio.
Avrete presto altre notizie.
La presidentessa Rossi si guardò intorno quasi cercasse conforto e comprensione nei presenti.
- Vorrei la consulenza del prof. Currier del dipartimento di astrofica, vorrei che lo contattaste, disse la Rossi rivolta al ministro dell’università, nel frattempo esaminiamo gli aspetti politici e di sicurezza pubblica.
- Prima di prendere qualsiasi decisione aspettiamo che ritorni Soci, il mio vice.
Poi rivolta al suo addetto stampa.
- Raccogliamo ogni notizia utile e emettiamo un comunicato rassicurante per la popolazione.
- Ora chiedo alla segreteria di convocare tutto il consiglio dei ministri per le 15.
Attese qualche secondo poi rivolta a tutti i presenti.
- Vorrei ritirarmi nel mio ufficio e ragionare con calma, se non ci sono altri problemi ci vediamo alle 15 in sala consiglio.
- Raccogliete tutte notizie possibili, e parlate alla stampa dimostrando calma e sicurezza.
- Ci vediamo alle 15. Arrivederci.
La riunione delle 15
Il vice Soci era arrivato puntualmente alle 14 ma durante tutto il viaggio si era tenuto un contatto con la Presidentessa, il prof. Currier era attivato ed era pronto a fornire la sua consulenza.
In una delle piazze principali della città un gruppo di persone stava ascoltando un certo Antony vestito di un abito bianco pieno di lustrini che stava illustrando che i coloni marziani si stavano ribellando alle angheria della terra e rivendicavano i loro diritti.
Parlava in piedi su uno sgabello alto una cinquantina di centimetri che davanti aveva un cartello che identificava l’oratore.
Antony - Presidente del gruppo informatico marziano
L’oratore tentava di convincere lo sparuto gruppo di persone che l’universo era una simulazione e che il sole era stato usato come schermo per inviare messaggi ai terrestri. Dalle facce e dai commenti dei presenti il tentativo di Antony era ben lungi dal riuscire.
La presidentessa Rossi entrò nella sala del consiglio, salutò i presenti e chiese se fosse arrivato il consulente il prof. Currier., alla risposta positiva chiese di farlo entrare.
- Professore, cominciò la Presidentessa Rossi, ha sicuramente letto i comunicati, mi dica se sono veritieri e quali possono essere gli sviluppi.
- Se mi avessero parlato di una vicenda simile senza la verifica del disco solare avrei classificato il tutto come bufala gigantesca, ma oltre al messaggio sul sole chi ha messo un ransomware nel Simulator ha messo un altro segnale che ci è stato comunicato in mattinata, hanno spostato l’orbita di uno dei satelliti marziani rendendo quel corpo stazionario, ora orbita sincrona con la rotazione del pianeta. Questo richiede una notevole conoscenza del sistema simulante ed offre agli abitanti di Marte un sistema di comunicazione molto efficiente ed a basso costo.
- Dove potrebbero arrivare, chiese il vice Soci.
- Io non sono in grado di dire il loro livello di conoscenza, se tanto mi da tanto sicuramente sono in grado di fare dei danni immensi al sistema solare e forse all’intero universo.
- Grazie professore, tagliò corto la Rossi, si sieda e stia con noi potremmo avere ancora bisogno di lei.
- Sono arrivati altri comunicati o rivendicazioni, chiese la Rossi
- Tramite un certo Antony che si è messo a predicare in una delle nostre piazze, disse l’addetto stampa, ci sono state recapitate una serie di richieste e per dimostrare che sono vere hanno fatto apparire sul disco del sole delle parole, quasi un titolo di un testo più lungo.
Messaggio numero uno
- Sentiamo il messaggio.
L’addetto stampa iniziò a leggere.
Siamo il gruppo informatico marziano, questo è il messaggio numero uno, ma non ci sarà il messaggio numero due.
Siamo stanchi di essere considerati come gli abitanti di un pianeta da cui non si evade, perché Marte voi la considerate la prigione più sicura che esiste sulla Terra.
Queste sono le nostre richieste, chiaramente non siete nella possibilità di trattare.
-La vita sul pianeta Marte deve essere permessa a tutte le persone che lo desiderino.
-Nessuno deve essere costretto a vivere su Marte.
-Se un residente su Marte desidera tornare sulla terra deve essere accontentato subito.
-Ogni attività su Marte deve essere esente da tasse o imposte di qualsiasi tipo.
-viaggi Terra Marte e viceversa devono avere frequenza settimanale.
-Il viaggio Terra Marte e viceversa deve essere fatto con i nuovi motori ionici per avere un tempo di percorrenza tra una settimana ed un mese.
-Ormai Marte è quasi autonomo come produzione di cibo e di elettricità, ma è fortemente carente di acqua, vogliamo che un rabdomante venga e ci aiuti a trovare le vene di acqua che nel sottosuolo sono molto profonde ma anche molto abbondanti.
-I prezzi dei minerali e dei prodotti che la Terra importa da Marte li stabiliamo noi e non voi.
Il prof. Currier stava ridendo dopo la lettura del comunicato Marziano.
- Perché sta ridendo professore, chiese la Rossi,
- Un rabdomante, avete sentito un rabdomante, in questo secolo chiedere un rabdomante.
- Se lo chiedono, rispose la Rossi, forse avranno i loro buoni motivi.
Nella pronuncia della frase molti notarono un inflessione che sembrava ironica, ma nessuno la commentò
- Bene, prima di decidere voglio sentire i vostri pareri disse la Rossi.
Si alzò un ministro e con voce solenne e impostata disse.
- Io non cederei, sappiamo chi sono le persone che vivono su Marte. Oggi diamo loro una mano e domani ci troveremo senza un braccio. Nessuna trattativa e nessun cedimento, Io da oggi cesserei i viaggi semestrali dei cargo spaziali. E poi chi sarebbe questo rabdomante, dove lo andiamo a trovare.
- Si! Così domattina ci spengono il sole, disse il vice presidente Soci, per quanto riguarda il rabdomante ho letto un servizio un paio di mesi fa sembra che il più famoso del mondo viva in Italia e si chiami Alfredo, non so altro, ma basta sentire dal giornalista che lo aveva intervistato.
La presidente era stranamente silenziosa. Stette senza parlare mentre la discussione si fece molto accesa. Ad un certo punto fece un cenno al suo addetto stampa che si avvicinò. La Rossi gli diede un foglietto con alcuni appunti e poi prese la parola.
- Signori ministri, sig. vicepresidente. Avvalendomi dei poteri che la carica mi conferisce nei momenti di crisi queste sono le mie decisioni.
- Accettiamo senza discutere tutte le condizioni degli abitanti di Marte, ho chiesto all’addetto stampa di rintracciare il rabdomante, la cui missione partirà tra due giorni, prima delle 72 ore della richiesta, assieme al rabdomante che viaggerà con un veicolo ionico e in 3 giorni sarà su Marte, invierò a spese del governo con i fondi dei servizi speciali centomila bottiglie di spumante in segno di amicizia e di pace tra gli abitanti di Marte e della Terra.
- Questa sera alle 20 pronuncerò un discorso che su Marte riceveranno dopo venti minuti ma sarà il segno della pace tra noi e loro.
- La seduta è tolta, cercate di diffondere notizie rassicuranti.
Detto questo Roberta Rossi si alzò e si recò nel suo ufficio.
La spedizione su Marte.
La Rossi entrò nel suo ufficio, posò una cartella con qualche appunto sulla scrivania e si sedette sulla sua poltrona guardando il soffitto come per cercare conferma alle decisioni che stava prendendo.
In quel momento entrò l’addetto stampa che gli disse
- Sul suo telefono di servizio è in linea il rabdomante, il Sig Alfredo.
La donna fece un cenno di assenso e prese la comunicazione.
- Sig Alfredo, sono Roberta Rossi, la presidente.
- E io sono Babbo Natale, disse ridendo Alfredo, vogliamo smetterla con questi scherzi.
- Sig. Alfredo, sul suo comunicatore al posto del codice è presente la parola Presidente e ora attivo la comunicazione. Ora mi riconosce?
- Si diavolo, disse Alfredo, che ho fatto di male.
. Niente, stia tranquillo, mi dicono che lei è un rabdomante.
- Si ma ormai sono vecchio e non esercito molto. Lo sapevo che non dovevo parlare con quel giornalista.
- Senta Alfredo, disse la presidente con un tono molto serio che non lasciava niente all’immaginazione, sta arrivando da lei una macchina del servizio segreto, deve arrivare qui domattina, massima riservatezza si tratta di una missione da cui dipende moltissimo. Ora non le poso dire di più.
- Ma...., cercò di dire Alfredo.
- Non ci sono ma che tengano. Lei da questo momento è arruolato nei servizi segreti della Terra. L’aspetto domattina alle nove. Avrà una importantissima ricompensa e dovrà fare una missione segretissima e molto importante
E chiuse la comunicazione.
Poi la Rossi si mise in contatto con il reparto di biologia molecolare della locale università, prese alcuni accordi con i fornitori di vino e mise in moto la spedizione verso Marte che sarebbe partita entro una quarantina di ore.
Mancavano pochi minuti alle venti, si mise in contatto con gli studi locali della televisione e preannunciò un discorso di una decina di minuti a reti unificate.
Nel discorso la presidentessa annunciò quanto era avvenuto sorvolando sulla modifica del disco solare e accentuò molto il fatto che erano state accolte tutte le richieste degli abitanti di Marte senza discutere o contrattare.
Alle domande dei giornalisti rispose che la cosa era di scarsa rilevanza e non meritava alcun approfondimento vista la sua relativa importanza.
Terminato il discorso si fece portare in ufficio una cena molto leggera poi andò a casa a riposare. Il giorno successivo sarebbe stato molto impegnativo.
Chi l’avesse vista in volto avrebbe notato un leggero sorriso sulle sue labbra.
Alle otto precise del giorno successivo Roberta Rossi era nel suo ufficio, fece alcune telefonate, si accertò che la nave spaziale verso Marte con i motori ionici fosse già in fase di preparazione, si accertò che tutto il carico fosse in fase di allestimento e che gli abitanti di Marte fossero stati adeguatamente informati.
L’addetto stampa la rassicurò che la reazione degli abitanti di Marte era stata estremamente positiva e le loro emittenti televisive avevano gridato alla vittoria su tutti i fronti. Poi le annunciò che il sig, Alfredo era arrivato e stava aspettando di essere ricevuto.
La Rossi si alzò e andò verso la porta che aprì e:
- Benvenuto Sig, Alfredo, disse con un sorriso spontaneo la Rossi, si accomodi.
- Io disse Alfredo, non ho fatto niente di male, non capisco cosa possa essere successo.
- Le spiego tutto, intanto si sieda e si rilassi.
- Quello che sto per dirle è un segreto e lei ora fa parte dei servizi e per nessun motivo deve parlare di questo colloquio e di quanto le dirò. E’ come se avesse giurato sul sangue. Le garantisco che dalla sua missione dipende moltissimo, sarà adeguatamente ricompensato.
La Rossi si sedette di fronte al suo ospite e in meno di cinque minuti gli illustrò quanto era successo e che come ultima clausola delle richieste gli abitanti di Marte avevano chiesto che gli fosse concessa la visita di un rabdomante.
- Ora lei è al corrente di segreti che neppure il mio vice conosce, mi fido di lei, non ho altra scelta, ma tenga conto che so essere molto, molto cattiva con chi mi tradisce.
- Lei sarà visitato alla clinica universitaria per alcuni controlli prima del viaggi verso Marte. Poi ci rivediamo e pranziamo assieme e allora le dirò altre cose in merito alla sua missione.
La Rossi si alzò e accompagnò il suo ospite da uno dei segretari che già aveva ben precisa l’agenda degli spostamenti.
- Ci rivediamo alle tredici per il pranzo qui nel mio ufficio disse congedandosi da Alfredo stringendogli la mano.
In quel momento entrò nell’ufficio l’addetto stampa che gli annunciò l’arrivo di Antony che si classificava come l’incaricato dagli abitanti di Marte per firmare il documento di accordo.
La Rossi si alzò per ricevere Antony.
- Venga Antony, ho poco tempo ed ho già preparato il documento con la mia firma. Questa è una copia che leggiamo prima di firmarla.
Porse un foglio ad Antony con tutte le clausole dell’accordo con il popolo di Marte.
- Ci sono tutte le clausole che avete chiesto, compreso un rabdomante che rimarrà su Marte fino a quando non avrà trovato l’acqua.
- Tutte le clausole partono immediatamente, tranne quelle sui trasferimenti a richiesta da Marte alla Terra, non abbiamo navi adatte e le dobbiamo preparare, ci vorranno due mesi, poi ci sarà una navetta settimanale da Terra a Marte e viceversa.
- Mi sembra che possiate essere soddisfatti.
- Sono soddisfatto, pensavo di dover contrattare, meglio così.
- Non mi aspetto che togliate subito il ransomware ma vorrei che lo faceste il giorno in cui arriverà il rabdomante su Marte.
- Ho sentito dire che il rabdomante è il sig. Alfredo, è vero?
- Lo conosce?
- Di nome, nel suo mondo è molto famoso. Speravamo che fosse lui. Bene, questa è la mia copia firmata, mi firmi la sua.
Antony lesse due volte il foglio, poi lo restituì firmato alla presidentessa.
Grazie Antony, mi scusi la fretta ma sono giorni molto difficili.
- La capisco. Comunico subito ai miei colleghi su Marte la firma dell’accordo.
- Io passo al mio addetto stampa la notizia dell’accordo. La saluto.
Le due persone si strinsero la mano e Antony uscì dall’ufficio della Rossi.
La Rossi chiamò il suo vice e gli chiese di partecipare alla colazione di lavoro con Alfredo che si sarebbe tenuta tra breve, poi si recò in sala stampa dove lesse con attenzione tutti i bollettini che stavano uscendo.
La notizia che l’accordo con gli abitanti di Marte era stato firmato era ormai di dominio pubblico. L’opinione generale era molto favorevole e questo sicuramente contribuiva alla notorietà della presidentessa.
Alle 13 precise Alfredo fu accompagnato nella piccola sala dove Roberta Rossi ed il suo Vice lo stavano aspettando.
-Si sieda Alfredo, disse la Rossi.
Il pranzo fu molto veloce, tutti avevano altro da fare.
Al termine i tre si sedettero nello studio della presidentessa.
- Dopo oggi noi ci rivedremo quando lei Alfredo tornerà da Marte. Ma ora deve imparare a memoria questi passaggi.
- Lei partirà domani ed in tre/quattro giorni arriverà su Marte. Nella stessa nave assieme a lei viaggeranno molti doni per gli abitanti di Marte. Dovrà imparare di cosa si tratta e fare un discorso al momento del suo arrivo e magnificare la nostra amicizia. Prima di partire le faranno un corso di come fare questo discorso.
- Lei è un rabdomante, io non so quali siano i suoi successi passati, ma questa volta non possiamo sbagliare, continuò la Rossi. Questa è una mappa del sito che dovrà esplorare. In questo punto c’è una vena d’acqua sotterranea. Lei deve trovare acqua, se ha difficoltà indicherà questo punto. Ora lei è un soldato, questo è un ordine. Una volta trovata l’acqua deve salutare e con calma tornare sulla astronave che ripartirà subito.
- Tenga a mente questo, disse con decisione la Rossi, lei deve, ripeto deve, ripartire entro tre giorni. Gli abitanti di Marte sanno che lei ha impegni qui sulla terra molto stringenti. Glieli abbiamo procurati noi, ne ha molti di impegni e la stampa ha pubblicato un calendario completo. Lo legga e lo consideri vero.
- Al suo ritorno avrà tutte le spiegazioni, ora questo è tutto.
Detto questo la Rossi si alzò, il suo volto era serio, lo sguardo fisso deciso indice di un carattere di ferro al passo con il su ruolo istituzionale.
Anche Alfredo ed il vice presidente si alzarono e si accomiatarono dalla Rossi.
Fuori dalla porta Alfredo trovò due persone ad aspettarlo, avevano un importante compito di prepararlo al meglio per la sua missione.
Nei successivi giorni le cose procedevano molto linearmente.
Il rabdomante Alfredo arrivò su Marte e in un giorno individuò, senza l’aiuto della mappa che rimase nella sua tasca, una sorgente di acqua che sarebbe bastata per i successivi cento anni. La cosa fu festeggiata su Marte con enormi festeggiamenti.
La carta firmata dalla presidentessa Rossi, fu incisa su una lastra di titanio che venne murata sulla parete del parlamento marziano.
Il rabdomante Alfredo, dopo aver consegnato i doni che i terrestri avevano inviato tenne un discorso davanti ai dirigenti marziani e venne trattato come un grande amico, anzi come il salvatore.
Appena Alfredo iniziò il viaggio di ritorno, i tecnici informatici di Marte tolsero il ransomware dal Simulator e iniziarono la decriptazione dei dati che avrebbe richiesto almeno tre giorni, giusto il tempo necessario per il viaggio di ritorno del rabdomante terrestre.
Notizie dal Delaware.
Notizie da tutto il modo confermavano che la situazione si stava normalizzando, le scritte realizzate con le macchie solari erano completamente regredite, le poche situazioni che erano state riprogrammate per dimostrare le capacità degli hacker di entrare nei sistemi Simulator erano tornate alla normalità prima della compromissione dei sistemi.
Gli addetti alla sala stampa della Presidentessa si stavano rilassando dopo che la bufera originata dal ransomware stava terminando e si stavano preparando per la conferenza stampa che la presidentessa avrebbe tenuto nel pomeriggio.
I commessi stavano preparando la sala della conferenza con un numero straordinario di sedie, si preannunciava la presenza di giornalisti e tele reporter da tutto il mondo.
Roberta Rossi, la presidentessa stava parlando con i suoi collaboratori, il vicepresidente stava dettando il comunicato che sarebbe poi stato letto ed approvato, comunicato che sarebbe stato la base della conferenza stampa del pomeriggio.
Una ragazza addetta alle comunicazioni entrò con una certa decisione nella stanza della presidentessa con un foglio tra le mani e lo porse a Roberta Rossi.
La presidentessa lesse il foglio e:
- Signori, disse, abbiamo un problema, Mi si comunica che nel Delaware, negli Stati Uniti d’America, si stanno verificando delle difficoltà. Sembra che nel momento del ripristino della simulazione dopo l’eliminazione del ransomware si siano verificati e si stiano ancora verificando degli stranissimi fenomeni.
- Sarebbe a dire chiese Luigi Soci, il vicepresidente.
- Non ci sono molti dettagli, ma pare che in un certo numero di contee del Delaware il ripristino delle attività al termine dei problemi non sia tutto tornato normale, ma non si hanno chiari comunicati. Attendiamo ulteriori notizie.
- Speriamo che tutto sia tornato normale, disse uno dei ministri presenti, non abbiamo proprio bisogno di altri grattacapi.
La stessa ragazza che aveva portato la notizia dei problemi in Delaware rientrò con diversi fogli che porse alla presidentessa.
Roberta Rossi lesse quanto aveva ricevuto e come se non volesse credere a quanto visto, riesaminò per almeno due minuti tutto il materiale.
Le altre persone presenti avevano fatto silenzio, si voltarono verso la presidentessa in attesa delle sue parole.
- Non ci posso credere, disse la Rossi, stando a questi comunicati si sta sviluppando una situazione incredibile.
- Raccontaci quello che hai letto, chiese il vicepresidente.
- Sembra che in Delaware ci siano degli sconvolgimenti, non so come dirvelo, pare che ci sia stato un errore nel ripristino delle condizioni vitali degli abitanti dopo la eliminazioni del ransomware, non so come dire, degli animali e degli abitanti.
- Non tenerci sulle spine, disse Soci, cosa mai potrebbe essere accaduto.
- Vi leggo questo comunicato lanciato dalla Agenzia di stampa ufficiale dello stato del Delaware:
Due contee dello stato sono isolate dal resto del paese, le autorità locali non sono contattabili, non rispondono, mentre risponde un comitato, così si definisce anti KFC.
La polizia che è entrata nelle contee interessate ha trovato una situazione a dir poco indescrivibile, le persone, uomini donne bambini vecchi che stavano sdraiate e cercavano di mangiare da ciotole disposte sulla terra e vedevano galline che gridavano:
Andate via voi che mangiate il pollo fritto.
Lungo le strade ci sono cortei di galline e galli.
Un osservatore fuggito dopo essere stato inseguito da uno stormo di polli, ha riferito che i polli parlano e gli uomini dicono KOOO o COCCODE. Alcuni uomini sembra che abbiano accolto i soccorritori al grido di chiccirichì.
- Ma non diciamo sciocchezze disse Soci, e cosa sarebbe il KFC.
- KFC vuol dire Kentucky Fried Chicken, cioè pollo fritto del Kentucky, disse un ministro presente nella sala, ma cosa c’entra con questa situazione.
- Ti leggo un altro comunicato disse la Rossi.
Osservatori rientrati o meglio cacciati dalle contee che non sono più raggiungibili riferiscono di esseri umani che non rispondono o meglio rispondono koooo ad ogni domanda.
Poi hanno riferito che per le strade invase da migliaia di polli si sentivano cori contro gli uomini chiamati assassini e richieste di mangiare gli uomini allo spiedo.
Altri osservatori riferiscono che nei musei delle due contee i polli sono entrati ed hanno distrutto tutti i quadri e le sculture che rappresentavano polli.
- Ci è arrivata una foto, disse la Rossi, che è emblematica ma a cui stento a credere. Si vede una folla di polli che sono intorno ad una copia del quadro il gallo di Picasso che viene data alle fiamme, ma quello che mi inquieta di più è lo striscione che incombe su quella piazza piena di polli.
- Ma non è possibile disse Soci, secondo me è un fotomontaggio.
- Non lo so se sia vero o truccato, rispose Roberta, ma questo è quello che ho ricevuto.
- Sembra vero disse un ministro che stava guardando un comunicatore collegato alla rete mondiale dei comunicati stampa. Vengono trasmesse le immagini di telecamere di sorveglianza da cui si vedono immagini di folle sterminate di polli che sembrano occupare tutti gli spazi.
- Si vedono uomini chiese Soci.
- Una telecamera sta inquadrando un gruppetto di uomini che stanno camminando, direi zampettando in un prato e a tratti abbassano la testa come se tentassero di mangiare l’erba.
Proprio in quel momento il comunicatore della presidentessa suonò con un trillo che indicava una chiamata riservata ed urgente.
La donna si alzò e per parlare si spostò nel suo ufficio privato, era il suo primo aiutante.
- Dimmi Mario fece la Rossi.
- Da Marte stanno cercandoti, non hanno il tuo numero diretto, ma dicono che vogliono parlare solo con te.
- Ok, passami la comunicazione.
Una voce maschile, un poco roca ma ferma iniziò a parlare.
- E’ lei presidentessa Rossi, sono Antony del gruppo informatico marziano, senta è successo un problema che nessuno si aspettava.
- Si sono Rossi, mi dica Antony.
- E’ successo un grosso problema inaspettato. Durante la decriptazione dei dati criptati dal nostro ransomware alcune informazioni relative alla simulazione di due contee del Delaware.
- Sia più chiaro disse la Rossi, è grave?
- Vorrei fosse lei a giudicare quanto sia grave, rispose Antony, i dati relativi all’identità personale delle galline sono stati scambiati con quelli delle persone, in pratica si sono scambiati capacità comportamentali e abilità cognitive tra galline e uomini.
- Ma non è possibile disse la Rossi,
- Invece è così, non conosco quali siano le conseguenze di quanto è successo, ma è un errore veramente terribile. Ho già messo due persone a studiare come rimediare, ma una eventuale correzione difficilmente potrà avvenire prima di due o tre giorni per motivi di allineamento astrale. Forse potrebbe avvenire prima, ma non so ancora in che modo.
- Stiamo ricevendo delle notizie allarmanti dal Delaware, notizie che lei non ha ancora ricevuto per la distanza del suo pianeta.
- Io sono sulla terra disse Antony, ho ricevuto il messaggio da Marte, ma servono venti minuti per rispondere e la mia risposta non è ancora ritornata su Marte.
- Sembra che, disse la presidentessa, che al di fuori del problema che riscontriamo nel Delaware non ci siano altre situazioni anomale. Si tratta di circa diecimila abitanti delle due contee e di oltre sei milioni di polli che si comportano come se fossero umani.
- Sto ricevendo un messaggio da Marte, disse Antony, attenda un attimo che glielo leggo.
Purtroppo durante le funzioni di decriptazione dei dati uno sbalzo della tensione ha scambiato i dati tra uomini e galline nelle due contee dello stato del Delaware.
Abbiamo già apportato le necessarie correzioni ma serviranno non meno di sei ore terrestri per problemi di allineamento stellare.
In un primo momento sembrava che fossero necessari almeno tre giorni, ma noi abitanti di Marte siamo bravissimi nei problemi informatici.
- Anche se il mio messaggio arriverà su Marte tra venti minuti, disse la Rossi, comunichi che la situazione per il momento è sotto controllo e sicuramente per sei ore la possiamo gestire. Gli chieda anche come è l’atmosfera sul pianeta dopo che abbiamo inviato quanto da loro richiesto.
- Sto eseguendo la sua richiesta, rispose Antony, ma già le posso dire che la soddisfazione tra i trecentomila abitanti del pianeta è molto soddisfacente, ma si sentono molto sicuri dato che hanno una tecnologia che al momento è unica in tutto questo universo.
- Ora chiudo questa comunicazione e comunico la nostra conversazione ai miei collaboratori. A risentirci Antony.
La presidentessa Rossi rientrò nella sala e rivolta ai presenti
- Ho notizie confortanti, disse, mi hanno comunicato e confermato che il problema dei polli dovrebbe risolversi nel giro di sei ore.
Poi rivolta all’addetto stampa.
- Fai un comunicato dicendo che stiamo lavorando per risolvere il problema e che dovrebbe sistemarsi, ora sono le 12, verso le diciotto.
- Senti, disse il vice Soci, abbiamo avuto una mattina molto travagliata, andiamo a fare colazione, poi riposiamo un poco e ci ritroviamo tutti alle 18 per vedere come si evolveranno le cose.
La proposta fu presa con entusiasmo da tutti i presenti, l’addetto stampa stava preparando il comunicato e disse che avrebbe raggiunto le altre persone dopo aver fatto il lavoro.
In collegamento dal Delaware
Mancavano pochi minuti alle 18 e la sala del governo si stava riempiendo.
Nelle piazze di tutto il pianeta schermi giganti stavano trasmettendo in collegamento con le telecamere automatiche che trasmettevano quanto stava succedendo nel Delaware.
Si vedevano polli che tenendo pennelli nel becco scrivevano frasi di odio verso gli uomini sui muri stando bene attenti di essere in favore di telecamera.
Una frase veniva ripresa nella maggior parte dei casi
Vogliamo un uomo allo spiedo
mentre una sterminata folla di polli multicolori faceva un girotondo attorno agli autori dei graffiti.
Altri polli si affacciavano dalle finestre degli edifici cantando canzoni irripetibili nei confronti degli umani assassini.
Nei prati e nei campi si vedevano diversi umani, uomini e donne, che con le braccia lungo i fianchi camminavano e ritmicamente abbassavano la testo cercando di prendere qualche cosa da terra.
Erano passate da pochi minuti le 18 e la Rossi, guardando l’orologio disse
- Non mi sembra che accada qualche cosa.
Non aveva finito la frase che sembrò che i polli fossero presi da uno strano tremore.
Quelli che tenevano nel becco strumenti di scrittura li lasciarono cadere, un gallo, grande e grosso emise un sonoro chicchirichì sbattendo le ali e prese a beccare un altro gallo che gli era accanto.
Molte galline che erano affacciate alle finestre presero il volo atterrando con fragore assieme alle altre che stavano beccando il terreno.
In un prato vicino un gruppo di uomini e donne si guadava attorno forse chiedendosi cosa ci stavano facendo in quel posto.
Un uomo uscì da una porta e si trovò circondato da polli che si aprirono al suo passaggio, si guardò intorno e gridando disse
- Che ci fare qui maledette galline, tornate nei vostri pollai, e cercò di prendere a calci quelle gli stavano vicine.
- Sembra che si sia tornando alla normalità, disse la presidentessa Rossi, bene, indico subito una riunione del governo, ci vediamo tra dieci minuti in sala consiglio.
La riunione di governo.
La presidente Rossi controllò che tutti i membri del suo governo fossero presenti. Poi iniziò:
- Stiamo uscendo da una situazione che fino a pochi giorni fa avremmo considerato impossibile. Naturalmente quello che diremo in questa sala è totalmente riservato, anzi segreto.
- Abbiamo risolto, almeno temporaneamente, il problema degli abitanti di Marte, ma non credo che possiamo rimanere esposti al loro ricatto.
- Cosa vorresti dire, chiese il suo vice.
- Fino a quando la tecnologia di quel ransomware che ha innescato questa crisi rimane a disposizione di persone che non son strettamente controllate l’intero universo è sotto una minaccia terribile. E noi non lo possiamo tollerare.
- Cosa intende fare, chiese un ministro,
- Cosa ho fatto, disse la Rossi, nella richiesta che ci hanno fatto era presente una persona, loro hanno chiesto un rabdomante che li aiutasse a trovare l’acqua. Hanno accettato il sig. Alfredo, forse il più noto rabdomante a livello mondiale, per quanto si possa credere a questa disciplina, ma senza saperlo Alfredo è portatore sano di un virus.
- Spiegati meglio. chiese Soci,
- Tra quindici giorni quando Alfredo sarà sicuramente tornato da Marte, gli abitanti di Marte inizieranno ad ammalarsi e non hanno un antidoto.
- E cosa succederà a loro.
La presidentessa Rossi assunse un atteggiamento molto serio.
- Si estingueranno, in brevissimo tempo. Marte rimarrà sterile per moltissimo tempo. Non possiamo avere una minaccia di questo tipo. L’intero universo sarebbe troppo esposto ad un pericolo mortale.
- E’ terribile, ma non potevamo fare altro, confermò il vice presidente Soci.
- Si, confermo, disse la Rossi. Se la sono cercata. Andiamo a cena?
- Si andiamo a cena, disse Soci.

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