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Il Blog di Marco Dal Prà

Non solo impianti elettrici


Gli ultimi articoli di m_dalpra

pubblicato 24 giorni fa, 313 visualizzazioni

Sarà capitato anche a voi di avere un'idea per risolvere un problema talmente bizzarra tanto da non avere il coraggio di proporla ad colleghi, amici o parenti. Ebbene è questa la situazione in cui mi sono trovato quando mi hanno fatto notare il problema di dover avviare dei gruppi elettrogeni di emergenza in parallelo tra loro in pochissimi secondi. In quel momento mi era sembrata una sfida impossibile, tanto che non vedevo possibile nessuna soluzione tranne che....tranne quello di cui parleremo tra poco.

Quando si mette in moto un gruppo elettrogeno per uso emergenza, solitamente in pochi secondi è in grado di erogare potenza ed alimentare un qualsiasi carico "in isola", a patto che il carico sia naturalmente inferiore alla sua potenza massima e che il motore sia dotato di sistema di preriscaldo in modo da tenere l'olio sempre in temperatura.

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pubblicato 4 mesi fa, 706 visualizzazioni

Pur essendomi occupato molte volte di impianti di produzione elettrica fotovoltaici, eolici ed idroelettrici, il fascino degli impianti basati su macchine termiche lo ritengo inarrivabile. La sensazione di energia che ti dà il rumore di un Gruppo Elettrogeno, diesel o a gas, non ha niente a che vedere con il silenzio di un impianto fotovoltaico o con il fruscio di una torre eolica, senza dimenticare il brivido che provi quando giri la chiave della messa in moto ed il motore si porta a regime di giri per alimentare il carico. Provi la soddisfazione che il tuo lavoro è andato a buon fine.

Oggi con questo articolo vi voglio parlare di gruppi elettrogeni, del classico generatore Diesel, quello che a livello internazionale viene chiamato "Genset", una macchina che si usa per alimentare un carico in assenza della rete pubblica, indipendentemente che sia a causa di un Black-out o perché si devono alimentare delle utenze provvisorie. Cercherò quindi di parlare delle caratteristiche meno conosciute di queste macchine, meno spiegate, perché solitamente si danno per scontate o perché si credono banali o secondarie. Ma quando si progetta nulla dovrebbe essere tralasciato, perché più cose si prevedono e migliore sarà la gestione dell'impianto e minori i costi di manutenzione.

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pubblicato 1 anno fa, 752 visualizzazioni

Spesso ci chiediamo perché la pubblica amministrazione realizza opere scomode, disfunzionali, pessime dal punto di vista energetico, sovradimensionate in modo abnorme e costose da manutenere, senza riuscire a trovare una spiegazione. Io la risposta presumo di averla trovata: si chiama Progetto Definitivo. E' un documento che causa solo un aumento dei costi a carico dello Stato ed un peggioramento globale nella qualità delle opere. In pratica non serve a niente. Vediamo perché.

Secondo l'Articolo 23 del Codice degli Appalti, Dlgs. 50/2016, la progettazione di lavori pubblici si articola su 3 livelli tecnici:

progetto di fattibilità tecnica ed economica progetto definitivo progetto esecutivo [...]

pubblicato 1 anno fa, 2.241 visualizzazioni

Con il presente articolo vorrei dare alcuni spunti per il dimensionamento di massima di una Rete di Media Tensione relativa ad una grande utenza, impianto molto più diffuso di quello che si possa pensare. L'articolo contiene anche alcune considerazioni personali che non nascondo essere "polemiche" contro alcune prassi di progettare solo al fine di generare carta, senza fare l'interesse del committente.

La progettazione di una rete in Media Tensione di utente è generalmente un compito piuttosto semplice: per il suo dimensionamento non servono particolari calcoli e il numero di componenti presenti sul mercato per questo tipo di applicazioni è estremamente ridotto. Questo comporta un vantaggio significativo: il progettista può dedicare maggior tempo alla definizione dell'architettura dell'impianto, concentrandosi sulla semplicità di gestione e di esecuzione delle manovre ed infine, da non trascurare, sull'efficienza energetica. Troppo spesso infatti ho visto impianti elettrici industriali e del terziario progettati con enormi cabine centralizzate, nelle quali enormi trasformatori facevano sentire tutto il loro peso con enormi correnti di corto circuito riversando ovviamente enormi costi nei quadri in bassa tensione. Impianti centralizzati che significano anche lunghezze importanti dei cavi di bassa tensione per raggiungere le utenze, con conseguenti perdite energetiche sensibili dovute appunto ai cavi.

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pubblicato 1 anno fa, 577 visualizzazioni

Oggi vi presento un articolo relativo ad un problema squisitamente informatico ma di recente attualità, la Blockchain. E' stato scritto da Christopher Tozzi, un ricercatore americano noto nel settore, ma che lo affronta in modo divulgativo senza troppi tecnicismi. Ho ritenuto fosse il caso di tradurlo dall'inglese all'italiano perché la tematica è sempre più presente in molti settori, come ad esempio la logistica, la supply-chain ed il mondo fintech. Talvolta, esagerando, in alcuni mezzi di informazione, convegni e portali specializzati, la blockchain viene spacciata come la soluzione di ogni male. In realtà non è così e le sue applicazioni sono indirizzate ad alcuni casi specifici. Mi è quindi sembrato opportuno tradurre l'articolo per dare un contributo a fare chiarezza sull'argomento.

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pubblicato 1 anno fa, 2.143 visualizzazioni

Più volte mi sono trovato davanti ad un progetto di edifici che richiedono la presenza di Gruppi Elettrogeni come fonte di alimentazione di emergenza e/o riserva, ed altrettante volte mi sono chiesto se fosse il caso di progettare l'impianto di Bassa e Media Tensione con gruppi elettrogeni capaci di funzionare sia in isola che in parallelo con la rete. La questione è sia tecnica che economica, ma aggiungerei che è anche psicologica. Vediamo qualche elemento chiave.

Il mio primo gruppo elettrogeno l'ho toccato con mano che ero alle scuole medie. Mio padre a quel tempo (1980 circa) mi aveva portato in un cantiere di uno stabilimento in costruzione nel pordenonese, dove stava realizzando cabina e tutto quello che serviva. A quel tempo la cultura del gruppo elettrogeno, rigorosamente Diesel, era molto semplice : si trattava di macchine nate esclusivamente per funzionare in mancanza della tensione di rete o comunque in una situazione di emergenza, e quindi "in isola". Rigorosa era la presenza anche della coppia di interruttori BT, "Rete" e "Gruppo" interbloccati sia elettricamente che meccanicamente, per escludere qualunque remota possibilità di parallelare il generatore con la rete. A quel tempo il parallelo era difficilmente immaginabile dell'impiantista medio, era visto come una manovra molto complessa, inoltre richiedeva dispositivi di controllo/regolazione che praticamente non conosceva nessuno. Cose che rasentavano la mitologia e che potevano permettersi solo colossi come ENEL o FIAT!

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pubblicato 1 anno fa, 6.414 visualizzazioni

[AGGIORNATO] Il prossimo 31 Gennaio il discusso dispositivo E-Cat di Andrea Rossi verrà messo in streaming per far vedere in diretta la produzione di calore ed il relativo rendimento. Ricordo che l'inventore asserisce che il suo dispositivo produce energia in base ad una reazione nucleare fredda (nel gergo LENR), ma tale fenomeno è ancora tutto da dimostrare. Il dispositivo in questione sarebbe posizionato in una azienda di Miami (Florida, Stati Uniti) dove, a dire di Rsssi, sta funzionando da Novembre 2018 per produrre calore ad uso industriale. Peccato che come al solito non si sappia nulla dell'azienda utilizzatrice.

Il "E-CAT SK", così si chiama il reattore della Leonardo Corporation, l'azienda che Rossi ha fondato negli Stati Uniti per svilupparlo, avrebbe una potenza nominale di 27kW, pertanto similare ad una caldaia per il riscaldamento domestico.

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pubblicato 1 anno fa, 333 visualizzazioni

Korea Electric Power Corporation (KEPCO), la più grande società di servizi energetici della Corea del Sud, ha annunciato che sta portando avanti un piano per lo sviluppo di una microgrid basata su blockchain chiamata "Future Micro Grid".

Rivelando le informazioni in un annuncio pubblicato sul suo sito web il 18 novembre, Kim Jong-gap, presidente e CEO di KEPCO, ha dichiarato che la proposta "KEPCO Open MG" creerà una "comunità open energy" che riunirà elementi della tecnologia microgrid esistente con un'implementazione blockchain.

Secondo KEPCO, le precedenti configurazioni di microgrid costituite da piccoli impianti fotovoltaici, turbine eoliche e dispositivi di accumulo di energia avevano difficoltà a fornire energia stabile agli utenti finali, ma questo problema è stato potenzialmente risolto con l'uso di una pila a combustibile come fonte di energia di KEPCO Open MG.

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pubblicato 2 anni fa, 3.129 visualizzazioni

Questo articolo vuole essere una traccia per la stesura della Relazione di Calcolo delle correnti di corto circuito in un impianto di produzione di energia elettrica. Il documento solitamente è necessario per comunicare al distributore il contributo alla corrente di cortocircuito nella rete di Media Tensione da parte dei generatori, ma è necessario anche per dimensionare la tenuta alla corrente di corto circuito dei quadri che devono essere installati nell'impianto. I dati sono di fantasia ma la metodologia è quella che si applica a casi reali. Segnalo comunque che si tratta di un articolo molto sintetico e che non pretende di affrontare il problema in modo esaustivo, ma solo di trasmetterne i principali elementi ed una possibile metodologia per affrontarli.

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pubblicato 2 anni fa, 1.020 visualizzazioni

Più di qualche volta mi sono sentito chiedere se per fare il minatore di criptovalute, la persona che convalida le operazioni apponendoci sopra una sorta di firma digitale, è necessario avere un impianto fotovoltaico. La risposta, in linea generale, è che questo accoppiamento non è indispensabile, ma può essere molto conveniente. In paesi come l'Italia infatti, visti gli alti costi dell'energia elettrica, questa attività può essere controproducente se Bitcoin e compagnia vengono scambiati a valori particolarmente bassi rispetto ad Euro e Dollari. La presenza di una produzione elettrica a buon mercato quindi viene a compensare questi periodi di calma, mentre accorcia l'ammortamento delle apparecchiature nei periodi più positivi.

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(8 pagine)


Chi sono

m_dalpra - profilo

Nome: Marco Dal Prà

Reputation: 30.927 6 10 12

Bio: Diplomato ITIS che si occupa prevalentemente di progettazione di impianti per la produzione di energia elettrica e di efficienza energetica. Per quanto possibile, cerco di combattere le cose inutili (che ultimamente proliferano, leggi e norme comprese !)

Web: http://www.marcodalpra.it

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