Se non fosse vera, questa notizia potrebbe essere usata per una barzelletta : chi installa un sistema di accumulo è obbligato a fornire energia elettrica alla rete se questa ne ha bisogno, a danno del proprio portafoglio. In realtà mi ero ripromesso di non scrivere più di norme CEI e delle relative "involuzioni". Preferirei trattare questioni più divertenti ed entusiasmanti.
E soprattutto orientate ai più giovani, a coloro che guardano in prospettiva il futuro. Ma quando è troppo è troppo.
Ebbene eccoci qui a parlare di sistemi di accumulo, quelli che oggi sono molto richiesti dai possessori di impianti fotovoltaici. Ma qui io non vi parlerò di efficienza energetica, di convenienza economica o di collegamenti elettrici. Vi parlerò di "paradossali" obblighi normativi.
Indice |
CEI 0-21 Luglio 2016
Con l'ultima versione della dalla Norma CEI 0-21, e della sorella maggiore 0-16, troviamo un nuovo paragrafo che si applica ai sistemi di accumulo : si tratta del paragrafo 8.5.3.4 e seguenti, che tratta le condizioni di funzionamento del sistema di accumulo in caso di sottofrequenza o sovrafrequenza della rete.
Qui si trova una piccolissima e insignificante "filosofia" : i sistemi di accumulo, anche quelli domestici, tra i servizi che devono erogare (solitamente ai fini di salvaguardare la salute degli operatori della società di distribuzione), devono occuparsi anche di "aiutare" la rete elettrica nazionale.
In pratica la norma, con una certa nonchalance, equipara un sistema di accumulo domestico ad una centrale in "riserva calda", prescrivendo (e quindi obbligando), ad essere pronto ad intervenire con le proprie batterie, qualora la frequenza della rete esca da opportuni intervalli prefissati.
Costi di Sviluppo
Per chi non ha voglia di andarsi a vedere i paragrafi della Norma, si tratta di prescrizioni tutt'altro che semplici, che appesantiscono (non poco) il software di gestione di un sistema di accumulo domestico. Un sistema, ricordiamolo, nato per alimentare la lavatrice o le luci del giardino, compiti che non hanno nulla a che vedere con la frequenza della rete.
Questo significa maggiori costi di sviluppo dell'apparecchiatura e, naturalmente, maggiori costi per chi lo acquista.
Cittadini di Serie B
Questa norma, a tutti gli effetti, istituisce nella rete elettrica dei cittadini "svantaggiati".
Premetto che per sopperire ad eventuali problemi di frequenza della rete elettrica nazionale esistono già i clienti interrompibili (quelli che vengono staccati quando la frequenza scende al di sotto di certi valori) e le centrali in riserva calda (idem come sopra).
Esistono cioè delle aziende che fanno questa attività di soccorso alla rete "per mestiere" e per la quale sono giustamente pagate. Gli vengono cioè riconosciuti i costi per la loro "pronta" disponibilità.
Sull'entità del pagamento si può anche dissertare, ma i servizi di pronto intervento si sa che sono cari.
E quindi qui mi chiedo :
- ma per quale motivo gli impianti di accumulo degli utenti domestici dovrebbero farlo GRATUITAMENTE ??
Fenomeni Rari o Frequenti ?
Da quello che ricordo, i fenomeni di sovrafrequenza e sottofrequenza nella rete elettrica nazionale sono piuttosto rari, quindi non riesco a spiegarmi per quale motivo prescrivere queste "complicazioni" tecnologiche ai piccoli utenti se non avvengono quasi mai.
Per contro, se questi fenomeni sono molto frequenti, non dovrebbero curarsene coloro che lo fanno per professione ?
E se invece fossero frequenti, non rischierebbero di rendere un sistema di accumulo inservibile per l'utente, esaurendo la batteria prima che riesca ad utilizzarla ?
Costi di Gestione
Una batteria, che sia al Litio oppure al piombo acido o altro, è un elemento che invecchia non in base all'età, ma principalmente sulla base del numero di cicli di carica e scarica.
A qualcuno verrà da sorridere, ma imporre all'utente l'OBBLIGO di mettere il proprio accumulatore a servizio della rete, è a tutti gli effetti una TASSAZIONE OCCULTA. L'accumulatore dell'utente domestico, infatti, si usura per erogare dei servizi che finiscono alla collettività degli utenti, servizi che in sua assenza avrebbe dovuto fornire qualcun altro (ad esempio una centrale in riserva calda, e quindi a pagamento).
Lo Stato e/o la società Terna hanno quindi dei costi evitati che si è sobbarcato il cittadino.
Tirare troppo la corda
Le norme nascono prima di tutto per garantire la sicurezza e la salute delle persone. Oggi stiamo vedendo un'evoluzione normativa che impone l'obbligo di fornire dei servizi che esulano dallo scopo originale delle norme, rendendole di fatto vessatorie.
Il rischio è che i cittadini inizino a trovare altri sistemi, causando problemi ben maggiori di quelli che la norma si prefiggeva di risolvere.

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