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"Fai-da-te" o ... è meglio che facciano gli altri?

Ho iniziato con l' elettronica quando avevo 10 anni, in quarta elementare. L' elettronica mi attraeva, era un qualcosa di magico, un mondo fantascientifico che scatenava la mia fantasia. La ragione che mi spingeva a spendere i pochi spiccioli che avevo in componenti elettronici piuttosto che in figurine o biglie di vetro per giocare ai giardinetti era la voglia di capirci qualcosa.
Quarant' anni fa non c' erano grandi possibilità di trovare componenti particolari, ci si affidava al negozio nei paraggi o si prendeva il pullman per andare fino all' altro capo di Torino perché, in quel negozio, avevano quel componente.
Il problema erano gli strumenti perché avevano costi proibitivi. Un semplice tester aveva un costo tale da non poterlo neanche chiedere come regalo di Natale. Quindi ci si arrabattava in qualche modo. Ricordo di aver costruito un tester utilizzando un VU-meter di dimensioni 20x30 mm. Avevo preso lo strumentino, gli avevo segato il quadrante con l' archetto per il traforo, realizzato un quadrante più grande ed allungato la lancetta con un refolo di rame incollato sulla lancetta originale. Qualche boccola per le banane, qualche interruttore, una batteria, il tutto racchiuso in un contenitore realizzato con il compensato ed il traforo ed avevo uno strumento (oddio, strumento è una parola grossa) che mi permetteva di fare qualche misura spannometrica.

Questo è uno dei pochissimi esempi di autocostruzione rivolta al risparmio che mi viene in mente. Al tempo non conveniva (a livello di costo) neanche costruirsi la radiolina perché vendevano quelle portatili "a transistor" per pochi soldi.
Erano invece introvabili i microtrasmettitori FM, quelli che si usavano per fare la radio libera ultra-locale (solo il condominio in cui abitavo riusciva a sentirla) e forse i due adiacenti. Non si trattava di necessità ma di voglia di emulare qualcosa di bello: una trasmissione che poteva essere ricevuta da altre persone.
Quindi, in buona sostanza, si costruivano le apparecchiature soprattutto per passione o per necessità.
Oggi le cose non sono molto cambiate, o meglio, oggi ci si può comperare un multimetro digitale con pochi euro, una stazione saldante al costo di una serata in pizzeria con la ragazza e molti apparecchi di alta tecnologia al prezzo delle patate ma la voglia di sperimentare per divertimento è rimasta, c'è ancora. Ci sono ancora persone che provano il gusto di cimentarsi nelle costruzioni elettroniche perché affascinati dalla materia. Tuttavia non posso non notare che è comparsa un' altra figura: quella di chi pensa di costruirsi qualcosa per risparmiare soldi.

Indice

Il divertimento

Divertirsi facendo qualcosa che dà soddisfazione è una cosa che tutti quelli che possono permettersi di farlo lo fanno.
Qualcuno trova divertente il semplice guidare una motocicletta per il solo gusto di farlo, altri amano percorrere chilometri in mare con un gommone, altri spendono una giornata intera per andare al mare, farsi 20 minuti di immersione con le bombole e poi tornarsene a casa, altri amano pescare o cacciare. Insomma, ce n'è per tutti i gusti.
Un pescatore amatoriale pesca per il gusto di prendere un pesce, non per risparmiare soldi che spenderebbe dal pescivendolo. Chi si compra la moto potente non lo fa per risparmiare i soldi del treno. Il cacciatore non spende un mucchio di soldi per comprarsi un combinato 7mm Remington Magnum più calibro 12 per poi passare tutto la giornata per non pagare un paio di chili di carne di cinghiale, lo fa perché gli piace farlo ed è disposto a spendere per questo.
La stessa cosa dovrebbe essere per l' elettronica: uso il mio tempo libero per il gusto di fare elettronica, di imparare la materia, di realizzare qualcosa con le mie mani e sono disposto a spenderci soldi.
Ma allora perché molti (e nel forum gli esempi abbondano) cercano di costruirsi le apparecchiature per risparmiare? Molte volte mi sono chiesto quale è il motivo che fa nascere questo sballato convincimento nelle persone.

I prodotti di consumo

I prodotti di consumo devono essere innanzi tutto competitivi, costare poco insomma. Chi produce questi apparecchi ha alle spalle una grande azienda, a volte vere e proprie industrie con eserciti di ingegneri, metodisti, modellisti, designers che lavorano magari per produrre una semplice (che poi semplice non lo è per niente) chiavetta USB. Hanno costi di progettazione elevati perché questi oggetti all' apparenza semplici, sono un condensato di alta tecnologia ma riescono a venderli a poco prezzo perché ne producono milioni di esemplari.
Prendiamo ad esempio un telefonino da 30 euro. E' impensabile per una persona sola sviluppare un telefonino in un tempo ragionevole, servirebbero anni. Come fanno quindi queste aziende a produrre questi oggetti ad un prezzo così basso?
Solitamente partono da un progetto consolidato, magari semi obsoleto, ma già sviluppato in precedenza oppure hanno una struttra mega galattica in grado di progettarlo velocemente o, in ultima istanza di prenderne uno della concorrenza, smontarlo pezzo per pezzo, estrarci il firmware, trovare chi gli vende milioni di componenti spuntando un prezzo bassissimo e montandolo completamente in automatico o con (poca) manodopera a bassissimo costo. I cinesi sono maestri in questo.
Penso che sia questo il motivo per cui può nascere in alcuni il convincimento che possano costruirsi da apparecchiature che costano poco riparmiando. "Se un telefonino costa 30 euro quanto può costare farsi una chiavetta USB? Di sicuro molto meno di quello che la pagherei andandola a comprare" oppure "Se una macchinina radiocomandata mi costa 20 euro un ricetrasmettitore radio senza la macchina mi costa molto di meno". E' vero ma non per te, vale per chi l' ha costruita!
E tu non sei una grande industria. E' un "piccolo" particolare ma è determinante.
Ed è forse il dimenticarsi di questo particolare che fa nascere questi convincimenti sballati.

Quando fare da sé

Oltre che per divertimento ci si costruiscono le cose per necessità. Ad esempio se quello di cui ho bisogno non si trova in commercio.
Quando, dopo 20 anni, ho deciso di finire la mia tavernetta mi sono trovato nella condizione di costruirmi alcuni mobili su misura. Ovviamente ho cercato in giro qualcosa di già costruito. Alcune cose le ho trovate e le ho adattate ma un paio di mobili ed un piano di lavoro ho dovuto realizzarli da me. Per carità, avrei potuto chiamare un falegname ma allora avevo del tempo a disposizione e le attrezzature per fare le lavorazioni necessarie. Ho deciso di farli io. Mi sono fatto un mazzo che metà bastava, ho utilizzato il mio tempo e, diciamolo, mi sono anche divertito. Non avessi avuto tempo non sarebbe stato conveniente. Sottrarre tempo al mio lavoro per fare un lavoro che non è il mio vuol dire buttare i soldi dalla finestra.
Io lavoro con i microcontrollori. Quando ne devo adottare uno nuovo cerco subito una scheda di sviluppo già bella e pronta, la compro e ci lavoro sopra. E' vero che potrei costruirmela da me ma sarebbe economicamente un disastro.
I prototipi delle mie apparecchiature (purtroppo) non li trovo già fatti e devo mettermi di buona lena con saldatore, millefori (quando è possibile altrimenti devo fare un PCB apposta) e costruirmeli. Se conto le ore che ci ho impiegato il costo di questi prototipi è da fuori di testa ma non ho alternative, non posso fare altro che costruirli.
Mai mi sognerei di farmi, ad esempio, un alimentatore da laboratorio per diversi motivi:

  • Lo trovo già fatto con caratteristiche ottime ed a prezzo basso.
  • Se lo facessi io dovrei affrontare la costruzione partendo dal progetto, fare diverse prove, misure a quant' altro per poi ritrovarmi magari con un oggetto di caratteristiche inferiori a quelli in commercio ed averci speso una fortuna.
  • Se anche avessi lo schema elettrico belle e pronto mi costerebbe comunque di più di quelli commerciale per il semplice motivo che dovrei comprare i componenti uno per uno. Già solo il costo dei soli componenti (e del contenitore) supererebbe il prezzo della versione commerciale.
  • Comprandolo lo avrei sul banco del laboratorio dopo due o tre giorni al massimo. Operatività immediata.

Suggerimenti per l' hobbista

Viste le continue richieste di alcuni utenti in merito all' autocotruzione mi sento di dare alcuni suggerimenti e spunti di riflessione agli hobbisti. Per carità, le mie parole valgono solo quello che valgono e potrei anche sbagliarmi quindi non prenderle per oro colato, semplicemente prendile come uno spunto di riflessione. Potrebbero rivelarsi utili.

  • Con l' autocostruzione non si risparmia mai. Se pensi di costruirti un qualcosa per risparmiare soldi hai già perso in partenza. Se sei un mago dell' elettronica spenderai almeno il doppio di quello che spenderesti comprando l' oggetto già fatto. Capisco che quest' affermazione può essere difficile da accettare (non mi aspetto che tu mi creda) quindi l' unica cosa intelligente da fare è provarci. Compra un qualsiasi oggetto di consumo e prova a farne uno identico in tutte e per tutto (contenitore compreso) da te. E' un' esperienza utile che insegna molto.
  • Costruisci per il gusto di farlo. Se trovi gusto e soddisfazione nel realizzare qualcosa, guardarlo funzionare e dirti "questo l' ho fatto io" allora sei sulla buona strada. Ricordati però che questo è divertimento ed il divertimento costa soldi ma la soddisfazione non ha prezzo.
  • Non pensare, accertati. Uno degli errori più comuni è quello di "pensare" cioè di immaginare invece di accertarsi. Per carità, ognuno è libero di sognare un mondo favoloso dove con mezza giornata di lavoro si progetta e costruisce un robot che gioca a scacchi ma la realtà è ben diversa e meno poetica. Prima di intraprendere un progetto, per piccolo e semplice che sia, documentati sulla difficoltà e su cosa comporta portarlo a termine. Se non sai dove cercare chiedi a chi ne sa più di te. Eviterai di sprecare tempo e denaro ed eviterai amare delusioni.
  • L' elettronica non fa miracoli. C'è una frase emblematica che tutti tirano fuori per giustificare richieste o aspettative assurde "Siamo andati sulla Luna, figurati se non si riesce a fare questo!". E' vero che siamo andati sulla Luna ed è anche vero che non siamo ancora in grado di mandare tre uomini per una settimana nel fondo dell' oceano. Eppure non servono razzi, basta nuotare in basso ... o no? Con l' elettronica si fa quello che si riesce a fare, punto e basta. Con un motocoltivatore, un PC trovato in discarica ed un avvitatore rotto non si può fare un tornio a controllo numerico. I miracoli non si fanno.
  • Rimani con i piedi per terra. Se ci fosse un sistema per realizzare apparecchiature professionali, a basso costo con materiali di recupero non esisterebbero le discariche perché le avrebbero già prosciugate. E se invece le discariche sono ancora piene di cianfrusaglie elettroniche da smaltire è perché con quelle cianfrusaglie si può fare poco o niente.
  • L' elettronica di base non cambia con il passare del tempo. Se, quarant' anni fa, per fare un ricevitore radio servivano 4 transistor oggi continuano a servirne quattro. I transistor sono sempre tali, non diventano più intelligenti o cambiano il loro funzionamento in funzione del tempo. Oggi la tecnologia è andata avanti, esistono componenti bellissimi ma l' elettronica di base è sempre la stessa.
  • Compra i componenti che ti servono, non quelli che costano poco. Il problema dei costi interessa in caso di produzione. Risparmiare un euro su un milione di pezzi significa guadagnare un milione di euro. Anche a livello professionale il problema dei costi viene preso in considerazione in un secondo tempo, quando si cerca di limare il più possibile per abbattere i costi. Anche una sola vite in meno ha significato nel caso di grandi produzioni. In campo amatoriale spendere un euro in più in un componente elettronico vuol dire rinunciare ad un caffè, ottenere un buon risultato e trarne soddisfazione. Vale la pena buttare via tempo, energie, farsi il sangue amaro ed affrontare una delusione certa per risparmiare il costo di una birretta al bar?
  • Parti con le idee chiare su cosa fare. Parti dall' inizio, dall' idea, valutane la fattibilità, vedi se è alla tua portata, fai lo schema elettrico, montalo e fallo funzionare. Per carità, puoi anche pensare di fare al contrario e cioè vedere quello che hai e cosa ci puoi fare ma sappi che è un mero esercizio, una sfida ardua che il più delle volte non porta a nessun risultato. Nel caso che tu voglia fare questo sappi che se le cose non vanno per il verso che speravi non è perché il mondo è ingiusto con te, semplicemente sei partito dalla fine.

Già che ci siamo ci metto anche un paio di suggerimenti per l' uso dei forum.

  • Ascolta e prendi per buono quello che ti insegnano le persone che ne sanno più di te. Tieni presente che oggi abbiamo i forum a disposizione il che si traduce nell' avere la possibilità di ottenere informazioni ed insegnamenti da una vasta platea di persone, molte delle quali veramente capaci. Io lo considero un fatto esaltante anche perché, quando ho iniziato io, non avevo nessuno che mi spiegava le cose e quando trovavo anche una sola persona che m' insegnava una sola cosa facevo i salti mortali perché scoprivo cose nuove.
  • Se hai un problema spiega cosa vuoi fare, non come lo vorresti fare. E' frequente leggere interventi nei forum dove alcuni utenti chiedono lumi su un particolare di un progetto senza spiegare bene quello che è il progetto nella sua interezza. Il più delle volte succede che vuoi realizzare un qualcosa, pensi ad una soluzione, la soluzione non funziona e chiedi il modo per far funzionare il tutto utilizzando la soluzione che hai pensato di adottare. Il fatto è che il più delle volte la soluzione che hai immaginato di utilizzare non è quella giusta. Se invece spieghi semplicemente quello che vuoi fare la soluzione giusta salterà fuori.

Bene, ci tenevo a scrivere questo articolo per farlo leggere all' occorrenza, spero che sia di qualche utilità
Ciò detto,
Buona sperimentazione a tutti!

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Commenti e note

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Grande articolo,veramente un compendio di consigli derivati da una esperienza profonda.Grazie!!

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di ,

Un condensato di esperienza. Molti si riconosceranno in qualche passaggio, io mi riconosco in questo: - il divertimento costa soldi ma la soddisfazione non ha prezzo Le mie rose sono fiorite in questi giorni: sono un po' sghimbesce, non sono esteticamente belle come quelle del fiorista, le foglie hanno qualche macchia, ma il loro profumo fortissimo, che si sente già a qualche metro di distanza, le rose del negozio non l'hanno :-)

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di ,

Ottimo, come sempre! Un concentrato di verità da indicare a tutti i novizi, insieme al sempreverde "Il primo laboratorio di elettronica".
Grazie TardoFreak!

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di ,

MERAVIGLIOSO!!!!! La quinta essenza del buon senso........

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di ,

Fare in base a cosa vuoi fare e non in base a cosa hai. Quando ho imparato questa lezione ho sbattuto via chili di roba elettronica che smontavo fin da quando ero piccolo. Ma grazie a questo ho poi recuperato i componenti che erano davvero utili e non solo "immondizia".

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di ,

Stefano, che meraviglia! Grazie, -carlo.

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di ,

Bellissimo,mentre leggevo mi riaffioravano i ricordi di quando inizio ad affascinarmi il mondo dell'elettronica e provavo le prime sperimentazioni o meglio "accrocchi" elettronici con deludenti risultati che andavano migliorando quando il supporto di una buona rivista o il consiglio di un "esperto" arrivava per tempo e poi ... :) ... comunque lasciar passare così questo articolo credo sia un peccato, si potrebbe pensare di raccogliere i "suggerimenti per l'hobbysta" in una sorta di Dojo Kun per la sezione elettronica del forum .. :)

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di ,

La saggezza ti contraddistingue sempre, TardoFreak! Complimenti.

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di ,

Un bell'articolo, decisamente, che contiene perle di consigli e osservazioni: di meno non c'era da aspettarsi da uno come TardoFreak. In me ha indotto un certo senso di nostalgia, sentimento deleterio ma spesso inevitabile. Di quando da ragazzino cercavo di costruire più o meno probabili aggeggi elettronici. Poi, quando ho cominciato a studiare l'elettronica all'università, lo schock è stato rendermi conto che tanti miei modelli mentali del funzionamento dei circuiti erano sbagliati, o sballati: molte cose non stavano come le avevo pensate fino ad allora! Successivamente, nel lavoro professionale di progettazione, mi sono dovuto scontrare con due aspetti, tra i tanti: i vincoli imposti dalla realtà economica (costi, disponibilità dei componenti, specialmente in senso industriale) e i limiti dei modelli "lineari", quei modelli che, giocoforza, si usano per progettare, ma che costituiscono la parte più semplice, in fondo, della progettazione. Su questo secondo aspetto, confini tra modelli lineari e non lineari, sarebbe bello che qualcuno scrivesse e illuminasse. O almeno a me piacerebbe!

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di ,

Clap clap! Articolo da incorniciare che dovrebbero leggere tutti quelli che cominciano con l'elettronica (e anche quelli che hanno cominciato da un po'). Grazie!

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di ,

Dopo la sua lettura, credo, ci si renda conto dello "spessore" sulla base del quale si appoggia il contenuto. Un condensato di buon senso da conservare come memorandum. Questo scritto mi ha fatto ricordare, di @TardoFreak, un post di qualche giorno fa (lo trovate qui, è il [28]: http://www.electroyou.it/forum/viewtopic.php?f=17&t=51383&p=492990#p492990) che mi permetto qui d'indicare perché a me pare, a posteriori, anche se animato da presupposto differente, come un preludio a questo articolo. Saluti

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di ,

Bell'articolo soprattutto il racconto iniziale mi ha incuriosito molto. Una bella riflessione per tutti gli appassionati di elettronica e non solo....

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di ,

"quando ho iniziato io, non avevo nessuno che mi spiegava le cose e quando trovavo anche una sola persona che m' insegnava una sola cosa facevo i salti mortali perché scoprivo cose nuove" Bellissimo questo passaggio, l'ho provato anche io, tornare a casa come se avessi trovato un quadrifoglio o una pietra preziosa e poi subito sperimentarne la veridicità. Bello, bello, bello tutto l'articolo.

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di ,

Un altro grande articolo firmato TardoFreak.
Da linkare all'occorrenza!
Grazie! Pietro

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di ,

Complimenti, hai esposto con stile e classe la passione che accomuna molti di noi nei nostri interessi e nelle nostre passioni.

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di ,

Bellissimo articolo, a tratti persino poetico. I miei sinceri complimenti, è onesto e chiaramente scritto con l'esperienza, il cervello ed il cuore!

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