Domanda:
Ho appreso che la corrente massima sopportabile da una persona è inferiore ai 20mA eppure sul salvavita è indicata una corrente di scatto d 30mA. Come mai? GrazieRisponde Carlo Zanetti
Il discorso è un po' più complesso: il corpo umano è molto
sensibile alla corrente elettrica che può accidentalmente assumere dall'esterno,
per cui, valori anche modesti possono provocare fenomeni fisiologici pericolosi
ed addirittura mortali, relativamente ai tempi di esposizione o di permanenza
della corrente nel corpo umano. La pericolosità, infatti, non è determinata
solo dall'intensità di corrente, ma piuttosto dalla combinazione "tempo-corrente".
Da tutto lo studio normativo concernente la sicurezza delle persone e stata
ricavata, pertendo da dati sperimentali ed in sede internazionale, "la
curva statistica di sicurezza", che è l'insieme delle coppie di valori
tempo di esposizione - corrente circolante (15-50 Hz), in caso di contatto mano
sinistra-piedi (che e il percorso tra i piu frequenti e pericolosi), individuando
in particolar modo una serie di curve limite che determinano zone di pericolosità
differenziata.

Figura 1
Diagramma ms/mA delle zone a pericolosità differenziata in relazione
agli effetti elettrocutivi nel corpo umano.
Zona 1: rappresentata dalla retta di confine (a) posta a 0,5 mA, che costituisce
la soglia di percezione da parte dell'uomo alla corrente elettrica.
Zona 2: Delimitata dalla retta (a) e dalla curva (b) che rappresenta il limite
di pericolosità della corrente nel corpo umano per il quale non si determina
alcun effetto fisiologico negativo. (asintoto in 10mA).
Zona 3: Area delimitata dalla curva (b) e dalla curva (c) che rappresenta la
soglia "sicura" oltre la quale inizia la probabilità del verificarsi
di irreversibili, fenomeni cardiaci di fibrillazione ventricolare, che conduce
in brevissimo tempo alla morte. Entro il limite della curva (c) gli effetti
sono reversibili e non mortali quali difficoltà di rilascio della
parte in tensione per tetanizzazione muscolari e difficoltà respiratorie.
Zona 4: La curva (c1) rappresenta la coppia di valori tempo-corrente per cui
in condizioni specifiche si riscontra un rischio di fibrillazione con probabilità
del 5%, la curva (c2) con probabilità del 15% e via ad aumentare fino a valori
sicuramente mortali.
La condizione ottimale di sicurezza è quindi mantenere valori di corrente
e di tempi di esposizione in zona 2, o quantomeno garantire un minimo livello
di sicurezza, al di sotto del quale non si deve andare, non superando la curva
statistica di sicurezza posta entro la zona 3 di seguito raffigurata.

Fig. 2 curva statistica di sicurezza (mA-ms)
Carlo Zanetti

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