Ricordando che il problema originario era di poter variare la velocità del motore entro il campo compreso tra 0 e la velocità di sincronismo avendo a disposizione una coppia il più possibile costante.
Adottando il sistema su descritto si ottengono proprio questi risultati, senza contare che il flusso rimane comunque limitato.
Per ottenere questo risultato si era presa come ipotesi di lavorare a regime costante.
Per rispettare questa ipotesi è necessario, dovendo cambiare velocità del motore, essere sicuri la velocità stessa vari così lentamente da essere considerata praticamente costante, in modo tale che il motore passa continuamente per condizioni di regime stazionario. Quindi partendo dal comando tramite cui si imposta la velocità desiderata, che chiamiamo anche velocità di riferimento, è necessario far variare frequenza e la tensione di alimentazione in modo graduale e lento, utilizzando per esempio un integratore.

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